I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

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Defunti

N. 75 record trovati

MARCHESI don Romano, salesiano

☩ Castello di Godego (TV), il 21 maggio 2013, a 93 anni

È nato a Lanza-Mocenigo, nel Comune di Rumo, in uno scorcio molto bello della Val di Non (TN), il 9 novembre del 1919, da Giuseppe e Domitilla Baldassari. Era secondo di sette fratelli.
Aveva uno zio sacerdote della diocesi di Trento, don Luigi Marchesi, che lo avviò dapprima in Seminario e poi all'Istituto Salesiano di Trento. Dopo la 5a ginnasio andò ad Este a fare il Noviziato nel 1938-39. È diventato sacerdote a Monteortone nel 1949 per le mani di monsignor Girolamo Bordignon.
Abilitato come Maestro ha insegnato ad Este, Schio, Tolmezzo, e poi ha fatto il Segretario della Scuola a Pordenone e a Mezzano di Primiero. È stato anche a Trieste e a Chioggia.
Dal settembre 1986 all'aprile del 2009, per 23 anni, quasi una vita, don Romano è stato a Santa Croce, a Mezzano di Primiero. Una vita lunga vissuta insieme a tanti ragazzi, giovani e adulti che hanno compiuto un pezzetto della loro strada accanto a lui. Anni spesi sempre tra la gente, accanto alle persone, e contraddistinti dal suo comportamento discreto e rassicurante: presenza, sorriso 'parlante' e determinazione...
Religiosamente era sempre presente e puntuale alla pratiche di pietà della comunità. Prestava il servizio pastorale nelle parrocchie soprattutto per le confessioni comunitarie a motivo di una certa difficoltà di farsi capire nella predicazione.
La sua caratteristica: pur senza tante parole era sempre presente alle ricreazioni dei ragazzi... fino alla fine!

CODEN sig Lino, coadiutore

☩ Mestre (VE), il 20 Novembre 2013, a 92 anni

Il signor Lino Coden era nato a Chies D'Alpago (BL) il 16 novembre del 1921. Fece il prenoviziato a Bagnolo Piemonte e, dopo il noviziato, a Chieri emise la prima professione religiosa il 15 settembre del 1940 e sei anni più tardi quella perpetua.
Dal 1971 fu al San Zeno dapprima come insegnante nel reparto di stampa offset dove inizia a insegnare prendendosi a cuore gli allievi del primo anno. Era stato prima in diverse scuole grafiche: Torino-Valdocco, Genova Sampierdarena, Roma Borgo Ragazzi, Roma San Pio X.
Nell'estate del 1979 pervenne al San Zeno la richiesta che di poter inviare alcuni salesiani a Bangkok per una collaborazione tecnico didattica ed il signor Lino fu tra questi. Dalla Thailandia, nel 1984, il sig Coden andò in Brasile a Belem poi, nel 1986 parte alla volta di Recife.
Il lavoro e la formazione professionale sono stati i suoi due tratti distintivi.
Amava il teatro e andava spesso ad assistere le prove del gruppo teatrale "San Zeno in scena" dell'istituto, ascoltando e consigliando insegnanti e allievi. Ricordava gli anni in cui lui, da giovane salesiano, calcava le scene.
È stato accudito con tanta premura e amorevolezza dalla comunità salesiana di Mestre "Artemide Zatti" e dalle suore dove aveva chiesto lui stesso di essere accolto per prepararsi, così lui stesso diceva, alla morte attraverso la preghiera.
Fino alla fine è stato sereno e lucido.
Ora riposa nel Cimitero del suo paese natale Chies D'Alpago (BL).

SARCHELETTI sig Luigi, cooperatore

☩ Verona, il 9 Maggio 2013, a 91 anni

Il signor Luigi è stato il primo Coordinatore Mondiale dell'Associazione dei Salesiani Cooperatori.
È stata una persona che ha messo tutti i suoi talenti a servizio del Regno di Dio: in famiglia, nelle associazioni ecclesiali, in quelle di impegno civile e nel volontariato.
La sua conoscenza e il suo amore per Don Bosco lo ha portato a diventare Salesiano Cooperatore a soli 16 anni per inserirsi nella Chiesa e nella società a tutto campo, come uno dei primi sostenitori del ruolo essenziale dei laici così come l'aveva delineato il Concilio Vaticano II.
La sua preparazione ecclesiale e sociale, la sua passione per i giovani e le fasce deboli della società gli hanno dato una chiarezza di obiettivi e di vedute da essere il tessitore della stesura del "Nuovo Regolamento" dell'Associazione in linea col Concilio, fino ad arrivare alla formulazione definitiva del "Progetto di Vita Apostolica" dell'ultimo Congresso Mondiale del novembre 2012 dove, nel giorno del suo 91° compleanno e del 75° anniversario della sua appartenenza associativa, ha potuto cogliere, a fianco del Rettor Maggiore, il frutto delle sue grandi intuizioni di un laicato maturo capace di rispondere alle grandi sfide giovanili di oggi.
E non si è accontentato di essere lui in prima linea: ha forgiato nuove vocazioni di impegno laicale da vero talent-scout dello Spirito Santo, capace di stimare e voler bene con discrezione e profondità, di incoraggiare con delicatezza e forza, di tracciare con la sua fede e il suo amore a Maria un sentiero verso la misura alta del cristianesimo e della salesianità.
Con responsabilità ed equilibrio ha saputo intessere rapporti, dai più semplici e familiari fino ai livelli più alti e qualificati della Famiglia Salesiana, della Chiesa e della società civile, portando stimoli che scaturivano dalla ricerca ferma della verità e che si trasformavano in decisioni nella linea della crescita dei giovani, della qualificazione degli adulti, dell'attenzione ai più svantaggiati per diffondere il bene ovunque.
Rimasto ferito gravemente in un incidente stradale il 21 aprile, purtroppo non ce l'ha fatta e se ne è andato a incontrare il suo Signore al quale ha donato la sua vita con dedizione, amore e impegno.

ZUCCON don Franco, salesiano

☩ Castello di Godego (TV), il 24 Febbraio 2013, a 80 anni

Il desiderio di mettere a fuoco la ricchezza racchiusa nel cuore di don Franco, di descrivere il contributo da lui dato alle comunità di cui è stato membro o i tratti che hanno caratterizzato la sua presenza in mezzo ai giovani, deve fare i conti con la rapidità dei suoi passaggi nelle case salesiane in cui è stato inviato: 23 volte i superiori gli hanno chiesto la disponibilità a trasferirsi in un'altra casa per coprire un ruolo di animazione. Ha trascorso la maggior parte del suo tempo nelle strutture scolastiche dove, oltre ad essere docente, è stato anche catechista e consigliere, cioè incaricato della formazione spirituale e della disciplina.
Don Franco è nato a Mogliano, da papà Mario e mamma Eva Giulia Ceolin, una famiglia di decoratori. Mentre frequenta i primi anni del liceo all'Astori avverte la chiamata alla vita salesiana. All'età di 16 anni entra in noviziato ad Albarè. I salesiani che lo accompagnano negli anni della formazione sottolineano continuamente la bontà e la giovialità del carattere, l'autenticità della sua pietà, l'assiduità nello studio.
Nei primi anni della vita salesiana impara ad occupare bene il tempo: mentre conclude gli studi della scuola superiore gli vengono già affidati degli impegni di assistenza ai ragazzi più piccoli. È una fatica che lo tempra, perché la sua indole non gli facilitava il controllo delle classi che gli venivano affidate. Una vita tanto intensa, spesa a favore dei ragazzi e nello studio personale, vissuta con serenità.
Gli anni del tirocinio saranno una palestra utile per impostare l'azione educativa secondo lo stile di Don Bosco; non cambierà comunque il suo temperamento estroso, amante del bello, dell'allegria e dell'improvvisazione. Fin dai primi passi nella vita salesiana inizia gli spostamenti: in quattro anni attraversa tutto il Nordest, il primo anno a Rovereto, poi un anno a Venezia e uno a Pordenone, e conclude ad Udine.
Il suo amore per lo studio lo portano a ritagliarsi il tempo per conseguire due lauree, una in Lettere Classiche e l'altra in Filosofia.
Diventato sacerdote si è donato con generosità e passione nei vari ambiti della missione salesiana: scuola, oratorio, parrocchia. Per alcuni anni è stato anche missionario in Brasile; per diversi anni è stato assistente religioso presso comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Le sue doti gli permettevano di stabilire facilmente dei rapporti che lasciavano un'impronta. Il suo amore era semplice, cordiale, ma anche concreto. Coglieva l'occasione di feste, compleanni o onomastici, per allietare i presenti con le sue composizioni poetiche o musicali.
Quando si è accorto che non riusciva più a far fronte alle attese degli altri si è appartato, per non disturbare. E in punta dei piedi si è congedato da noi, lasciandoci tra le mani questi versetti: "Palpita il cuore. E gambe a camminare e forza mi darà, finché sincronizzato batterà! Mancando il carburante un dì si fermerà. In meno di un istante sarà l'Eternità!" Così è partito.

GERMANI sig Giorgio, coadiutore

☩ Mestre (VE), il 6 Gennaio 2013, a 85 anni

Germani Giorgio è nato a Roma il 2 agosto 1927 e morto a Mestre il giorno dell'Epifania. È stato sepolto per sua volontà nel cimitero di Chirignago (VE) vicino alla comunità salesiana "Artemide Zatti" che lo ha seguito negli ultimi tre anni.
Aveva 10 anni quando l'amore per Gesù ha dilatato le pareti del suo cuore. Ogni giorno alle 6 del mattino partecipava alla santa messa ricevendo l'eucaristia: era un incontro d'amore. Poi militai nell'Azione Cattolica, aspirante e giovane. A 18 anni ha iniziato a fare il catechismo domenicale tra i ragazzi della periferia di Roma e ha continuato questa attività per 30 anni.
La parrocchia di San Giustino di Roma organizzava in estate i campiscuola a Mezzano di Primiero, dai Salesiani. È lì che il vigile urbano, sagrestano, animatore, catechista Giorgio Germani ha visto la possibilità di realizzare la sua consacrazione a Dio nella figura del coadiutore.
Per 25 anni ha svolto il lavoro di vigile urbano a Roma. Il Comando lo aveva assegnato presso il Senato della Repubblica e lì ebbe modo di conoscere tanti onorevoli e stringere qualche amicizia. Si faceva ben volere per il suo stile di dirigere il traffico. Non diede quasi mai multe anzi, era spesso invitato al bar per un caffè da quelle personalità importanti. Finito il lavoro aveva i suoi cento ragazzi che gli volevano bene e con loro trascorreva le ore più belle. Faceva giochetti di prestigio, lavori artigianali e artistici, catechismo e animazione nel ricreatorio parrocchiale.
Nel settembre del 1985, a 57 anni e dopo tante richieste, entra con altri novizi molto più giovani a Pinerolo (Cuneo) per vivere l'anno di prova. È lì che approfondisce le linee guida della sua vita spirituale, linee che aveva da sempre vissuto.
Finito l'anno di noviziato Giorgio Germani passa alla Comunità Proposta di Mogliano Veneto dove hanno bisogno di un fac totum, in particolare di un cuoco per la cena dei giovani aspiranti. Una casa tra le case, non un collegio, una vita di famiglia, ma anche l'oratorio parrocchiale dove Giorgio può mettere in atto le sue doti di prestigiatore e animatore cordiale. Così molti dei futuri salesiani hanno modo di conoscerlo perché rimane in comunità vocazionale per 10 anni. Rinnovò i voti triennali e fece i voti perpetui nel 1991.
Quando l'età incominciò a manifestare le debolezze e i limiti della salute, Giorgio Germani fu mandato nella comunità parrocchiale di Porto Viro, ma solo per un anno perché la sua artrite reumatica soffriva dell'umidità del luogo. Allora eccolo a Gorizia per più di 10 anni a dare una mano come sagrestano a San Giuseppe Artigiano, ma anche come aiuto all'oratorio.
Sempre fedele alle pratiche di pietà comunitarie si alzava anche di notte o al mattino presto per passare alcune ore in cappellina a pregare. Abitudine che mantenne anche quando fu mandato negli ultimi anni nella Casa di Riposo "Artemide Zatti", una delle due comunità salesiane istituite per la cura dei confratelli anziani e malati.

PIROLA sig Angelo, coadiutore

☩ Mestre (VE), il 16 Settembre 2012, a 95 anni

Angelo Pirola nasce il 16 giugno 1917 a Terno d'Isola, terra di Papa Roncalli, figlio di Francesco e Giuseppina. Ha sempre portato nel cuore il suo paese, la chiesa, la sua lingua: il dialetto bergamasco. Ha ereditato una religiosità, una fede cristiana vissuta da quella comunità fatta in prevalenza di agricoltori, ritmata dalle stagioni, dal lavoro nei campi e così ben descritta nel film "L'albero degli zoccoli" dal suo conterraneo Ermanno Olmi.
Quando Angelo aveva 17 anni lascia il suo paese e va in Piemonte a Bivio Cumiana, perché lì c'è qualcosa che lo attira: una scuola agricola per salesiani coadiutori missionari fondata nel 1928 da don Filippo Rinaldi. Diventa tecnico agrario e poi nel '38 fa il noviziato a Villa Moglia.
Passa gli anni difficili della seconda guerra mondiale a Novi Ligure tra peripezie e rischi. Ma nel '46 torna a Cumiana come istruttore. E' un giovane adulto, religioso entusiasta di don Bosco, felice del suo lavoro. Come in tutte le case salesiane si dedica anche al teatro come attore drammatico, nel ruolo di burbero, quel teatro che prima dell'invenzione della televisione occupava un posto significativo nella vita educativa. Dopo 15 anni di Cumiana, nel 1959 Angelo viene trasferito a Roma. L'Ispettoria Centrale a San Tarcisio, via Appia Antica, ha una grande tenuta agricola sulle catacombe.
L'incontro con don Luigi Boscaini lo porterà ad Albarè per 16 anni. In comunità è felice di poter assistere fino alla fine don Renato Ziggiotti, Rettor maggiore emerito. Lo fa con senso filiale, con riconoscenza, con dedizione. Per qualche tempo ricopre anche la carica di economo della comunità che nel frattempo da noviziato diventa casa di spiritualità per ritiri e incontri dei gruppi legati alla famiglia salesiana. Poi nel 1987 passa al "Tusini", a Bardolino e vi rimane per 25 anni.
Nel febbraio del 2012 Angelo ha accettato di trasferirsi nella comunità "Artemide Zatti" a Mestre, dove ha trascorso gli ultimi 7 mesi di vita nella serenità.

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