I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

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Defunti

N. 75 record trovati

POLO don Giuseppe, salesiano

☩ Mestre (VE), il 1° novembre 2014, a 80 anni

Cinquant'anni non sono pochi. Sono gli anni che don Giuseppe Polo ci ha messo per conquistare il cuore della gente di Mogliano. Il giorno del suo addio alla città erano venuti per salutarlo: amici, autorità, collaboratori, estimatori, simpatizzanti, padri e figli dei suoi ex allievi.. non ci stavano tutti nella chiesa del Collegio. Tutti per dirgli “grazie” e toccare idealmente la sua bara per un ultimo addio.
Don Giuseppe era arrivato a Mogliano nel 1964 fresco di studi. Campo di lavoro l'insegnamento di lettere, storia e geografia nella scuola media. La sua passione di educatore e studioso invaderà anche altri campi. Ma loro, i “ragazzi”, saranno sempre nei suoi pensieri, oggetto di fatiche e anche soddisfazioni.
Amava i giovani. Viveva per e con loro: attività, sacrifici, nulla risparmiava. Li seguiva passo passo tutto il giorno nello studio, nel refettorio. Nel cortile era l'anima del gioco, attento a quanto serviva perché la ricreazione fosse di loro gradimento. Li occupava anche nel fine settimana coinvolgendo le loro stesse famiglie. Programmava uscite nei luoghi storici del territorio e oltre. Mete preferite: la laguna veneta e i luoghi della prima guerra mondiale. Preparava schede con informazioni storiche, culturali, ambientali sulla flora e fauna locale. Coinvolgeva i ragazzi e gli stessi genitori in gare di cucina, caccia al tesoro e concorsi fotografici.
Amava la scuola. Esigente non pedante. Preparava le lezioni e le arricchiva con l'aiuto di sussidi didattici e mini video da lui realizzati con l'aiuto del computer. Non perdeva un'ora di lezione anche a scapito della sua salute. Se l'orario di lezione coincideva con le terapie necessarie per i suoi mali, erano quest'ultime a dover essere spostate con grande disappunto dell'infermiere e dei medici per trovare un orario a lui confacente.
Amava il territorio moglianese da lui studiato con acribia e diligenza. Ne conosceva la storia, gli usi e i costumi. Aveva fondato il “Gruppo Ricerca Storica Astori” per divulgare la storia e la cultura del territorio fin dalle sue origini.. Con il “Gruppo” ha promosso un'intensa attività culturale, mostre e conferenze di alto valore didattico su luoghi e personaggi moglianesi.
Quante ore passate nella ricerca di documenti negli archivi comunali e parrocchiali della zona. Fotografava ogni piccolo documento con tanta pazienza. Tutto serviva per arricchire l'archivio. Divulgava poi queste sue ricerche negli incontri con gli amici del “Gruppo Ricerca”, incontri sempre attesi ed interessanti, preparati con cura e arricchiti con filmati da lui preparati. In tutto questo lavoro sapeva trovare collaborazione. E non era poco il lavoro specie in occasioni di mostre o di celebrazioni.
Non desisteva dal lavoro anche se i malanni logoravano il suo fisico. Amava la città di Mogliano. Seguiva i suoi sviluppi, si interessava dei suoi problemi. Viveva in mezzo alla gente, si lasciava coinvolgere nelle loro richieste o attività. Si prestava volentieri come cappellano militare presso le locali associazioni patriottiche, sempre presente alle varie manifestazioni, alle loro feste dove non mancava mai la santa messa. Non ha mai chiesto niente in cambio.
Tra le tante doti e qualità che aveva don Polo, non si può non ricordare una in particolare: la generosità. Non diceva mai di no quando necessitava un servizio, in tutti i campi, specie quello pastorale. Sostituiva volentieri i confratelli nel ministero delle confessioni o nel celebrare la messa nelle parrocchie vicine.
Ricorderemo a lungo don Polo, sentiremo la sua mancanza. Ci conforta il pensiero di avere un amico che ci sorride e prega per noi dal Cielo.

CAGNIN don Severino, salesiano

☩ Mestre (VE), il 7 giugno 2015, a 81 anni

Don Severino Cagnin salesiano-giornalista-pubblicista. Nel suo biglietto da visita possiamo aggiungere un neologismo: “comunicatore”. Fu uomo di comunicazione, appassionato cultore della comunicazione sociale. Di certo per le sue molteplici attività nel campo delle scienze sociali, ma non solo, per lui “comunicare” era la sua vita, un modo gioioso tutto suo per incontrare le persone e poter parlare e stare insieme. Senza esagerare, erano fiumi di parole. E sagge, sempre appropriate. Passava dai fatti del giorno alle questioni politiche o religiose di attualità con tanta naturalezza. Aveva un parlar forbito, non ricercato. Lo si ascoltava volentieri. Un bagaglio di notizie non indifferente ricavato dai suoi studi letterari, dalle letture, dai suoi viaggi. Leggeva più quotidiani, riviste, libri. Ne aveva tanti che li trovavi disseminati per la sua stanza anche sul pavimento. Buon lettore gli piaceva regalare libri in occasione di feste o ricorrenze Non gli bastava il cartaceo. Cliccava sul computer e da principiante navigava sul web in cerca di notizie. Ultimamente, degente in infermeria, non potendo muoversi, aveva aperto un blog per non perdere il contatto con il suo mondo.
Gli piaceva fermarsi a tavola a lungo sbecolando tra un dire e l'altro. Gli amici lo invitavano spesso a pranzo proprio per sentirlo parlare e conversare con lui.
Anche la scuola fu per lui un campo dove poter “comunicare”. Insegnante competente seguito dai suoi allievi andava oltre i libri di testo e spaziava su opere di autori moderni e contemporanei. Fu anche autore e collaboratore per edizioni di testi scolastici.
Oltre la scuola, l'interesse dedicato al campo della Comunicazione Sociale, lo fece conoscere ad un vasto pubblico. È stato membro della Consulta Comunicazioni Sociali della diocesi di Treviso. Giornalista pubblicista, collaborava a varie riviste: Dimensioni, Note di Pastorale Giovanile; a periodici come il Bollettino Salesiano. Diede vita e diresse per molti anni il periodico Astori Notizie. Non poteva mancare l'interesse per “comunicare” via etere attraverso la radio. Con non poca fatica, iniziò le trasmissioni di Radio Astori che diresse per lungo tempo. Per la Biblioteca Astori ha curato l'Archivio Giuseppe Berto, scrittore moglianese, contenente opere inedite, tesi di laurea, documenti bibliografici.
Gli piaceva andar per mostre, specie quelle di pittura. Ne sponsorizzava alcune incoraggiando i giovani autori. Una in particolare di cui faceva parte della giuria: la rassegna grafica umoristica della mostra di Marostica.
Un mezzo di comunicazione a cui ci teneva tanto è stato il “Cineforum studentesco”. Selezionava con cura il cartellone degli spettacoli, invitava a presentarli registi (venne anche Olmi) e attori conosciuti alla mostra cinematografica di Venezia e con i quali era in amicizia. Serate che si protraevano in commenti e conversazioni fino a tarda sera. Non gli mancava di certo la parola.
Uomo della comunicazione. Così lo ricorderemo, aperto a tutto e a tutti, fratelli, amici, al mondo dell'arte. Tutte le arti perché era convinto che il “bello” faceva parte della creazione di Dio.

COJAZZI don Antonio, salesiano

☩ Salsomaggiore (PR), il 27 ottobre 1953, a 72 anni

Dopo don Noguier, ideatore della fotografia della Sindone (siamo nel 1900) e primo salesiano studioso della Sindone, altri salesiani si posero a studiare e a diffondere la conoscenza della venerata reliquia: tra questi il don Antonio Cojazzi, nato a Roveredo il 30 ottobre 1880, quarto di sette figli (anche i fratelli Enrico e Francesco diventeranno salesiani).
Laureato, sacerdote, insegnante e grande educatore, di don Toni è notissimo il suo libro su PierGiorgio Frassati (tradotto in una ventina di lingue).
Morì a 73 anni, di infarto, nell'ottobre del 1953 a Salsomaggiore, parrocchia di don Ersilio Tonini, dov'era stato chiamato per una serie di conferenze. Vero apostolo di Cristo, così fu elogiato autorevolmente da mons. Montini, pro-Segretario di Stato in Vaticano, il futuro Papa Paolo VI: «era molto amato e molto seguìto: il suo nome associato a quello di PierGiorgio Frassati (di cui egli seppe fare splendido esempio di giovanile virtù cattolica) è e sarà tra quelli più cari a quanti hanno lavorato per la rinascita cristiana del nostro Paese».
Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini, prima di diventare Papa Paolo VI, ordinato Sacerdote nel maggio 1920, conobbe don Antonio Cojazzi e di lui disse: "Uno dei Salesiani più noti in Italia"! Che ha avuto il merito di scuotere la pigrizia di un suo cugino, Luigi, aiutandolo a maturare una vocazione salesiana e missionaria; fu don Antonio, giovane prete, ad accompagnare il cugino Luigi dai salesiani a Valdocco, seguendolo poi sempre durante gli anni di 'missione' con grande interesse, sentendosi legato a don Bosco e alla sua Famiglia da una 'affezione parentale'.

CAPRA don Giuseppe, salesiano

☩ Fossano (CN), il 2 dicembre 2013, a 80 anni

Nasce a Bene Vagienna (CN) il 17 agosto 1933 da papà Giuseppe e mamma Maria. La sua famiglia era composta da quattro fratelli e sei sorelle.
Conosce i salesiani e ne rimane affascinato per l'ambiente sereno ed il buon esempio così da sentire il desiderio di farne parte.
Frequenta la prima media dai salesiani di Bene Vagienna, un anno di seminario a Mondovì, la terza media, quarta e quinta ginnasio a Chieri sempre dai salesiani così fa richiesta di entrare in noviziato a Pinerolo concludendolo con la prima professione il 16 agosto 1951. Completa gli studi liceali a Foglizzo dal 1951 al 1954, terminati i quali ha iniziato il tirocinio, cioé l'esperienza di impegno salesiani in mezzo ai ragazzi come assistente chierico: 1954-1956 a Chatillon, 1956-1957 al Convitto civico di Fossano.
Intraprende gli studi teologici per tre anni a Bollengo e un anno a Lombriasco come assistente ed insegnante e conclude la teologia a Castellammare di Stabia. Il 21 marzo 1964 viene ordinato sacerdote.
Ricopre diversi ruoli: economo ed insegnante a Peveragno, economo a Cuneo e ad Avigliana, a Valdocco aiuta nella pastorale e nel 2005 è chiamato dal cardinale Anastasio Ballestrero come esorcista.
L'obbedienza lo porta a Fossano nel 2009 dove ha continuato ad aiutare le persone in difficoltà.
Nella comunità è stato un esempio di fedeltà alla preghiera e alle pratiche di pietà e quando il male lo ha colpito, nella sopportazione del dolore ha cercato il più possibile di non recare disturbo per non apparire un peso.
Uomo paziente, umile, fedele e coraggioso nel servizio. Si è spento a causa della malattia il 2 dicembre del 2013.

PARRACINO don Mario, salesiano

☩ Rignano Garganico (FG), il 10 settembre 2013, a 78 anni

Nasce a Rignano Garganico (FG) il 15 novembre 1934 da Michele ed Antonia De Gregorio. La sua è una famiglia numerosa: 9 figli.
Frequenta le scuole elementari nel suo paese, la scuola media ed il ginnasio a Torre Annunziata, aspirantato dell'ispettoria IME.
A conclusione del ginnario chiede di essere ammesso al Noviziato. Emette la prima Professione Religiosa nel noviziato di Portici il 16 agosto 1950. I seguenti 3 anni li vive a Torre Annunzuata. Conclude il liceo con la maturità classica.
Il tirocinio lo vive nelle case di Venosa, san Severo e Napoli Vomero. Segue lo studentato teologico a Messina che conclude con l'Ordinazione sacerdotale ricevuta a Roma.
Preparato culturalmente e spiritualmente inizia la sua missione di educatore ed animatore nelle case dell'ispettoria. Insegna e studia. Si laurea a Bari in Filosofia (1964), in Pedagogia (19637) e in Psicologia (1976).
Dal 1973 mette a disposizione la sua cultura operando nel Centro Pedagogico Salesiano Meridionale di Bari attraverso conferenze, consulenze, corsi e richieste varie che lo rendono noto nella Regione Puglia, nell'ispettoria, nella diocesi e nelle istituzioni civili e sociali.
Dirige anche il Centro di Orientamento scolastico e professionale (Cospes).
Nel 2011 le condizioni di salute incominciano ad avere le prime scosse con le conseguenti visite mediche e ricoveri. Un male attira l'altro fino a ripetuti TIA celebrali. Nella sofferenza non si è mai lamentato. In gioiosa serenità celebra il 50° anniversario dell'Ordinazione sacerdotale il 7 aprile 2013 attorniato da tutta la sua numerosa famiglia e comunità salesiana.
Nel mese di luglio si rende necessario il ricovero, purtroppo il male continua ad avanzare. Alle 23:30 del 9 settembre 2013 si spegne nella casa paterna di Rignano.
Don Mario lascia il ricordo di una persona di ricche ed interessanti doti. Bella intelligenza e memoria, salesiano versatile, interessato in molti campi di cultura psicologica, letteratura, musica. Sacerdote attento, anche con competenze professionali. Da Don Bosco ha imparato la dolcezza delle parole e la serenità dei modi.

CIGLIUTTI don Giulio, salesiano

☩ Torino, il 23 luglio 1983, a 61 anni

Nasce a Torino l'11 luglio 1922 e viene ordinato sacerdote il 29 giugno 1945.
Ha sempre coltivato una grande attenzione per gli altri senza riserve. Povero e semplice, amava gli altri fino a dimenticare se stesso: non era loquace, ponderava le parole, dal suo sguardo contemplativo traspariva la preghiera silenziosa.
Fino al 1949 svolge il suo incarico di vice parroco a Pancalieri, poi dal 1949 al 1953 è vice parroco a Valperga. Nel 1953 ricopre l'incarico di insegnante nel Seminario Diocesano di Giaveno, dove rimarrà fino alla sua partenza per la Patagonia argentina nel 1961 dove diventa parroco della Cattedrale.
È il primo sacerdote diocesano di Torino ad aprire l'esperienza Fidei Donum.
Nel decennio del 1960 egli tornava ogni anno in Italia ma con lo scopo di entusiasmare e coinvolgere qualcuno nella nuova esperienza Fidei Donum... e vi riuscì splendidamente.
All'inizio del 1970 lascia la Patagonia per raggiungere Buenos Aires. Incaricato dal CEIAL, dalla parrocchia di Ituzaingò (Buenos Aires) doveva seguire in particolare i sacerdoti Fidei Donum operanti in Argentina, Cile e Uruguay.
Il lavoro divenne esorbitante sulle sue spalle, fino a condurlo allo stress: curava molto la comunità parrocchiale e come delegato CEIAL per i Fidei Donum non aveva sosta, vedendo le necessità di molti.
Nel 1977 il crollo, mentre celebrava alla Comunità viene colpito da un ictus; recupera il movimento, ma la memoria del passato è scomparsa totalmente.
Rientra in Italia e viene assistito nella casa del clero a Pancalieri (Torino). Si spegne il 23 luglio 1983.

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