I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

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Defunti

N. 76 record trovati

POJER sac. Valentino, salesiano

☩ Mestre (VE), il 18 giugno 2011, a 86 anni

Don Valentino è nato a Schio (Vicenza) da Luigi e Teresa Gramola il 16 luglio 1924.
Il 22 novembre 1931, dopo aver frequentato come esterno le scuole elementari nell'Istituto Salesiano di Schio, continua gli studi nell'aspirantato di Trento e nel 1940 entra in noviziato a Este e continua la formazione nel postnoviziato di Nave.
Le prime esperienze con i giovani avvengono nei quattro anni di tirocinio a Este, a Venezia Coletti e a Mogliano Veneto.
Gli studi teologici, compiuti a Monteortone, si concludono con l'ordinazione sacerdotale per l'imposizione delle mani di Mons. Girolamo Bortignon. In seguito completa la formazione teologica presso il Pontificio Ateneo Salesiano a Torino conseguendo la licenza in teologia e la Laurea in filosofia presso l'Università di Padova.
Abilitato per l'insegnamento delle scienze umane e della storia, approda a Verona Don Bosco e dopo un paio d'anni passati a Mogliano Veneto Astori ritorna al Don Bosco come insegnante. Nei primi anni insegna nella scuola media e nell'Istituto Tecnico Commerciale e successivamente nel Liceo Scientifico.
Nel 2009, in seguito all'aggravarsi della malattia, viene accolto nella casa di Mestre Artemide Zatti.
Don Valentino ha coltivato la ricerca storica sui problemi degli insediamenti tedeschi durante il medioevo nei sette comuni di Asiago e nei tredici comuni veronesi con ricerche presso l'Archivio di Stato e l'Archivio Diocesano di Vicenza. Frutto di queste ricerche è il rinvenimento e la pubblicazione nel 1985 degli statuti dei comuni rustici delle valli dei Conti e dei Signori, comuni unificati già da Napoleone e che hanno assunto nel 1927 la denominazioni di Valli del Pasubio.
Così lo ricordano le nipoti: «Non è facile esprimere con le parole una vita di relazione e di affetti che ci hanno legati allo zio Valentino. Noi oggi vogliamo ricordarlo proprio come zio e non come l'insegnante e lo studioso che molti hanno conosciuto. Ha accompagnato prima la crescita di noi nipoti e poi dei pronipoti incoraggiandoci, rispettando le scelte di ciascuno e mostrandosi orgoglioso per ogni tappa raggiunta. Non ha trascurato neppure i legami con la famiglia più allargata. Uomo dalla mente acuta ed intellettualmente onesto, sacerdote rigoroso ma aperto ha saputo trasmetterci in profondità i valori di una fede convinta, adulta e libera da moralismi».

PENZO sac. Pietro, salesiano

☩ Castelfranco Veneto TV), il 13 giugno 2011, a 82 anni

Don Pietro è nato il 12 novembre 1928 a Sossano (Vicenza). Dopo aver superato il corso elementare al paese natale, entra per la prima volta nella casa salesiana di Legnago il 29 settembre 1938 e, dopo un periodo di aspirantato, frequenta il ginnasio e il noviziato a Este.
Gli studi di filosofia lo vedono impegnato per due anni a Nave e le prime esperienze con i giovani a Belluno e Mogliano Veneto Astori. Gli anni di tirocinio gli diedero la gioia di sperimentare cosa vuol dire stare con i giovani e dedicare a loro la propria vita. Il corso di studi teologici a Monteortone si concludono con l'ordinazione presbiterale il 29 giugno 1956 per l'imposizione delle mani di Mons. Girolamo Bortignon.
Varie case salesiane lo hanno accolto come insegnante, consigliere scolastico, catechista, economo e anche vicario.
Nel 2005, per problemi di salute, viene trasferito a Castello di Godego Mons. Cognata.
Nell'impegno educativo di don Pietro ci sono stati anni difficili, ma pur con la grinta dell'insegnante esigente è sempre riuscito a seminare cordialità, amicizia e confidenza.
La sofferenza dovuta alla malattia è entrata con decisione nella sua vita e non è stato sicuramente facile accettarla. Don Pietro ha dovuto superare le proprie resistenze per offrire al Padre il suo consenso. Nel disegno del Padre ogni prova ha lo scopo di promuovere il bene di colui che deve affrontarla e sopportarla.

ROSSETTO sig. Felice, coadiutore

☩ Mestre (VE), il 10 Maggio 2011, a 88 anni

Il signor Felice Rossetto è nato a Vicenza il 6 luglio 1922, secondogenito di undici figli. Nel 1933, al termine della quinta elementare, Felice incontra un giovane studente dell'Istituto missionario Monsignor Cagliero, in vacanza in famiglia, e riceve la proposta di continuare gli studi nella casa salesiana di Ivrea. Papà e mamma accolgono l'invito e il Parroco di Santa Caterina di Vicenza, attraverso la San Vincenzo provvede alla retta. In quegli anni si ammala gravemente ai polmoni e, dopo un periodo passato a casa, viene richiamato da don Gioioso e ricoverato nel Sanatorio San Luigi di Torino.
Il Bollettino Salesiano pubblicò, in occasione della beatificazione di Domenico Savio, la testimonianza della guarigione completa di Felice, attribuita al beato.
Felice rischia per una seconda volta la vita. Mentre serve la Santa Messa un tedesco gli punta un fucile e gli intima di seguirlo. In quel momento Felice promette al Signore che se si fosse salvato sarebbe partito per le missioni. Anche questa vicenda drammatica si conclude bene.
Nella casa salesiana del Rebaudengo si diploma come sarto tagliatore da signora e dopo 4 anni di aspirantato viene ammesso al noviziato.
Nel 1942 inizia il noviziato a Chieri Villa Moglia e, dopo aver professato con altri 120 novizi, viene destinato a Bagnolo Piemonte, dove erano sfollati gli studenti di teologia dell'Istituto Teologico Internazionale.
In un rastrellamento tedesco viene arrestato e mentre passa davanti alla casa salesiana viene salvato in extremis da Alfons Stickler, allora catechista della casa e successivamente vescovo e cardinale.
Dopo alcuni anni passati nella casa salesiana Conti Rebaudengo di Torino (1944-1947) per il magistero professionale, Don De Bernardi esaudisce la sua richiesta di partire per la missione e viene destinato a El Salvador.
Dal 1947 al 1981 lavora nella casa salesiana di Santa Tecla, Collegio Santa Cecilia a San Salvador. In quegli anni si laurea in ingegneria meccanica e svolge il suo lavoro con fedeltà come capo laboratorio di meccanica del Centro di formazione professionale per i ragazzi salvadoregni poveri e abbandonati.
Nel maggio del 1980 un gruppo di 30 guerriglieri comunisti irrompono nel collegio per circa mezz'ora e Felice si oppone con coraggio all'occupazione. Il paese è in piena guerra civile e i guerriglieri, che non dimenticano la reazione di Felice, lo condannano a morte. Dopo un breve soggiorno in Italia viene trasferito a Panama, ma anche qui non si sente al sicuro. Il Direttore di Santa Tecla gli consiglia di rientrare in Italia per non rischiare di nuovo la vita. Felice preferirebbe continuare la vita in missione a Panama ma rientra in Italia e viene destinato a Verona San Zeno, e qui vi rimarrà per vent'anni fino a gennaio del 2011, quando viene accolto nella Comunità Artemide Zatti di Mestre.
Felice ha affidato a Dio la sua vita nella Congregazione salesiana e ha lavorato tutta l'esistenza per la salvezza dei giovani.

ANDOLFATTO sr. Barbara, Figlia di Maria Ausiliatrice

☩ Torino, il 22 Ottobre 2009, a 81 anni

L'infanzia e la prima giovinezza di suor Barbara furono segnate dal dolore per la perdita del papà quando lei aveva solo 6 anni. La mamma, rimasta sola con i quattro figli ancora bambini, si impegnò con grandi sacrifici a curare la loro educazione. Barbara, dopo la quinta elementare, fu mandata a Torino dove frequentò la scuola media venendo a contatto con le FMA. Conseguì l'abilitazione Magistrale frequentando la Scuola Sacro Cuore di Bassano del Grappa. A 22 anni tornò a Torino per rispondere alla chiamata del Signore.
Dopo la professione religiosa, nel 1953, suor Barbara fu destinata all'aspirantato di Arignano, come assistente ed insegnante delle aspiranti. Negli anni seguenti fu a Mornese, poi al Noviziato di Casanova, ed infine nuovamente ad Arignano come direttrice. Qui profuse tutto il suo ardore nella missione apostolica.
Dal 1967 svolse sempre incarichi di responsabilità: come direttrice, vicaria ed economa a Rivalta "Laura Vicuña", nuovamente ad Arignano, a Bessolo; fu segretaria e vicaria ispettoriale per otto anni, quindi direttrice della casa di Torino Maria Ausiliatrice ed infine coordinatrice della Scuola Primaria San Giuseppe Cafasso di Torino.
Concluso questo servizio nel 2001, per alcuni anni prestò ancora piccoli aiuti in comunità e l'assistenza nella scuola primaria finché nel 2006 fu accolta nella casa San Giuseppe, in riposo.
Anche nel declinare delle forze non perse mai il senso dell'umorismo e la serena fiducia che la disponeva a ricevere ogni gentilezza e attenzione con sorprendente gratitudine. Della sua attuale comunità ripeteva spesso: "Qui sono in paradiso!".

ALFONSI sig. Pietro, coadiutore

☩ Mestre (VE), il 18 giugno 2011, a 79 anni

La vita del sig. Piero è racchiudibile nell'espressione Evangelica: "Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone" (25,21). Più di cinquantanni di presenza in Comunità a Pordenone compiendo fedelmente, con precisione, rigore e passione (guai a toglierglieli) semplici servizi: la portineria, l'apertura e la chiusura della casa, i giornali, il ritiro delle pensioni. Fedele nel lavoro e fedele nella vita di preghiera sempre puntuale alle preghiere comunitarie e a tutti i momenti comunitari in casa e fuori! Di poche, pochissime parole sempre sorridente ha dimostrato nella raccolta dei santini (migliaia e migliaia) non solo la passione del collezionista ma la semplice devozione popolare, era per lui un piccolo atto di fede! Anche nell'ultima obbedienza, che lo inviava alla Comunità per anziani di Mestre "A. Zatti", ha dimostrato la grandezza della sua semplice fede: non si è lamentato troppo ne della malattia ne dell'essere spostato di casa.

PINTO sac. Cosimo, salesiano

☩ Cisternino (BR), il 24/12/2009, a 81 anni

Salesiano tutto d'un pezzo, ha dimorato nel nostro Istituto per più di 40 anni. Come professore è stato il classico burbero benefico. Ne sanno qualcosa i tanti ragazzi che lo hanno avuto come insegnante e che conservano di lui un ricordo incancellabile. Sacerdote esperto di anime, confratello esemplare, ha amato e si è fatto amare. Lo ricorderemo come predicatore dei Novissimi: era solito concludere le sue omelie con l'espressione: "e trionferemo tutti in Paradiso". È stato un dispensatore dei Divini Misteri, con la sua talare e la bicicletta, che lo accompagnava per le strade della città e delle contrade. È tornato al Buon Dio la vigilia di Natale del 2009. Aveva da qualche mese compiuto 81 anni di età, 64 di vita religiosa e 54 di sacerdozio.

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