I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

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Defunti

N. 76 record trovati

OTTOBONI sac. Mario, salesiano

☩ Porto Viro (RO), il 27 Dicembre 2011, a 86 anni

Don Mario è nato a Pincara (Rovigo) il 28 maggio 1925.
Nell'ottobre del 1945 entra nella casa salesiana di Verona Don Bosco e frequenta con buon profitto i cinque anni del corso ginnasiale e l'aspirantato. Il 15 agosto 1950 entra in noviziato ad Albaré di Costermano e, dopo la prima professione religiosa, è destinato a Nave per il postnoviziato e per concludere le scuole superiori magistrali. Il tirocinio lo vede impegnato come assistente e insegnante nelle case di Schio, Venezia Alberoni, Venezia San Giorgio.
Nel 1957, dopo la professione perpetua, fa domanda di andare in missione e viene destinato a Santiago del Cile per gli studi teologici. Il lungo viaggio inizia a Genova con l'imbarco sulla Amerigo Vespucci e termina nel mese di marzo a Santiago. Terminati gli studi teologici, viene ordinato a Santiago il 30 novembre 1960 da Mons. Erniglio Tagle.
Il primo impegno pastorale dopo l'ordinazione è a Lima, in Perù, dove celebra la sua prima santa messa nella grande e bella Basilica di Maria Ausiliatrice.
In questi primi anni di sacerdozio porta a termine gli studi universitari a Lima, con specializzazione in filosofia e teologia e inizia l'insegnamento in Filosofia e altre materie inerenti le scienze sociali.
Il 5 febbraio del 1963 ritorna a San Bellino e celebra la sua prima Santa Messa al paese, accolto in festa dai parenti e dai parrocchiani. Terminato il periodo di vacanza in Italia viene destinato alla Bolivia dove rimarrà dal 1963 al 1986. In questi anni di missione svolge il suo ministero pastorale come docente in varie case: a Cochabamba dove viene nominato direttore degli studi del Collegio Don Bosco e professore di Filosofia e Psicologia; a Pairumani, è direttore degli studi e insegnante di religione nella scuola agricola; nel 1970, gli viene affidata la direzione del Centro Pilota di Educazione Rurale di El Naranjal Don Bosco a Muyurina (Santa Cruz - Montero) e, infine, a La Paz.
Nel 1986 chiede all'ispettore della Bolivia, Don Tito Solari e al Rettor Maggiore, don Egidio Viganò, di ritornare in Italia per motivi di salute. L'ispettore che lo accoglie, don Luigi Zuppini, lo destina a Venezia San Girolamo, dopo avergli affidato per breve tempo il servizio pastorale dalle Figlie di Maria Ausiliatrice a Conegliano. Non passa un anno e gli viene richiesto di andare a Gatchina (San Pietroburgo) in Russia, dove l'ispettoria ha da poco iniziato una presenza salesiana. Vi rimarrà per un anno per poi ritornare a Venezia San Girolamo e poi, fino alla morte, a Porto Viro.
Una caratteristica di don Mario è stata la fedeltà e la adattabilità alle situazioni: sempre disponibile all'obbedienza e attento alle esigenze delle persone.
Persona dal cuore mite, manifestava la serenità interiore con il sorriso e l'affabilità del tratto. La pace interiore che traspariva dal volto gli permetteva di conquistare la simpatia e l'affetto della gente: era sempre pronto ad ascoltare e consigliare. Lo contraddistingueva un tratto delicato e sapeva sorridere anche quando, a causa della sordità, non capiva bene quanto gli veniva detto.
Don Mario era ricercato per il sacramento della penitenza. Lo si trovava sempre nel suo ufficio in parrocchia, dove confessava, con la Bibbia o con un libro di spiritualità tra le mani, anche se ultimamente leggeva con fatica.
Sincerità e schiettezza venivano sempre congiunte a un atteggiamento semplice e umile. Con poche parole sapeva dire quello che pensava, senza alzare il tono e sempre con amabilità.
Potremmo dire sinteticamente che don Mario è stato un uomo di Dio che è vissuto in unione con Dio e la sua morte, improvvisa e serena, è lo specchio della sua vita.

FRIGO sig. Giorgio, coadiutore

☩ Castello di Godego (TV), il 25 Dicembre 2011, a 93 anni

Giorgio è nato a Belfiore d'Adige (Verona) il 29 marzo 1918 in una famiglia di sedici figli, di cui quattro morti in tenera età. In un ambiente familiare in cui si respirava una vita cristiana intensa, sono sbocciate sette vocazioni religiose. Due sorelle gemelle andarono in monastero di clausura a Ferrara e altre tre sorelle diventarono religiose di vita attiva. Il fratello, Don Antonio, maturò la sua vocazione come salesiano sacerdote e Giorgio lo seguì come salesiano coadiutore.
Il 1 ottobre del 1930 Giorgio iniziò la scuola professionale, l'avviamento, presso l'Istituto salesiano Don Bosco di Verona e vi rimase fino al 1934.
Dopo l'anno di noviziato a Este si reca a Torino Rebaudengo per continuare la preparazione professionale, il magistero. La prima obbedienza è a Verona Don Bosco, dove frequenta la scuola tecnica e contemporaneamente inizia come insegnante fino a diventare capo officina. Viene poi trasferito a Venezia Coletti e Venezia San Giorgio e assume la direzione del laboratorio di meccanica. Dal 1967 al 1988 è insegnante di disegno meccanico nella casa di San Donà di Piave. Gli ultimi anni di lavoro li passa nell'ufficio tecnico di Verona San Zeno, dove si è prodigato a progettare attrezzature meccaniche che ancora oggi si utilizzano nel laboratorio di meccanica. Nel 2004, per problemi di salute, è destinato alla Casa Mons. Cognata di Castello di Godego, dove rimane fino alla morte.
Giorgio si è preparato al momento della morte con un lungo periodo di silenzio e di preghiera. Anche nei momenti in cui la malattia ha lentamente prevalso e gli ha impedito di essere autonomo, non ha mai perso la fiducia in Dio e si è affidato alla Sua volontà.
Giorgio ha affrontato con fede la morte ricevendo l'unzione degli infermi. Il Signore lo accoglie tra le sue braccia misericordiose e lo accoglie come un figlio, come ha fatto nel suo battesimo.

BIRRI sac. Ermes, salesiano

☩ Castello di Godego TV), il 19 Dicembre 2011, a 82 anni

Don Ermes è nato a Aiello del Friuli (Udine) il 12 marzo 1929.
Dopo aver superato il corso elementare a Medeuzza, il 16 ottobre 1941 fa il suo primo ingresso nella casa salesiana di Pordenone per l'aspirantato e il 15 agosto 1947 inizia il noviziato a Este. Dopo il postnoviziato a Nave viene destinato per il tirocinio prima nella casa di Gorizia e successivamente a Pordenone e di nuovo ad Este.
Nel 1954 inizia gli studi teologici nella casa salesiana di Monteortone e viene ordinato il 29 giugno 1958 dal Vescovo di Padova, Mons. Girolamo Bortignon.
Le prime esperienze pastorali con i giovani sono a Venezia San Giorgio, Tolmezzo, Venezia Coletti. In questi anni consegue la Licenza in Teologia e l'abilitazione in Educazione fisica.
Nel 1971 inizia la sua attività all'Astori di Mogliano Veneto come insegnante di educazione fisica, prima alla Scuola Media e poi alle Superiori e con la polisportiva. Era un insegnante appassionato, sapeva stare con i ragazzi. Dimostrava molta energia e decisione; sapeva dare carica e otteneva buoni risultati. Ha scoperto in loro dei campioni a livello nazionale e li ha coltivati (è stato insegnante della medaglia d'oro olimpica, Andrea Lucchetta). Era convinto che lo sport deve anche entusiasmare e far contenti i ragazzi e aveva sempre una attenzione particolare per i ragazzi più in difficoltà.
Le ultime settimane di vita, con l'aggravarsi della situazione di salute, le ha passate nella Casa salesiana Mons. Cognata di Castello di Godego.
Negli anni passati a Mogliano Veneto si è prestato per il ministero in diverse Parrocchie, in particolare a Visnadello. Di animo buono e generoso era sempre pronto al servizio.
Carissimo don Ermes, non sei solo nella morte. La tua morte è sostenuta da Cristo, dai tuoi parenti e dai confratelli che oggi pregano per te. Il Signore ci raccoglie tutti nel grande mistero della morte e della risurrezione.

VALERI sig. Luigi, coadiutore

☩ Mestre (VE), il 13 Novembre 2011, a 71 anni

Luigi Valeri è nato a Chions (PN) il 27 novembre 1939.
Dopo aver frequentato il corso elementare a Chions, il 20 luglio 1951 si trasferisce al Colle don Bosco per il periodo di aspirantato. Il 24 maggio 1955 fa domanda per essere ammesso al noviziato e presenta il suo cammino vocazionale.
Terminato il periodo di noviziato a Chieri, Villa Moglia, ritorna al Colle Don Bosco per un corso triennale di avviamento professionale come litografo.
Nel 1959 è destinato a Torino Valdocco poi a Milano Don Bosco come insegnante di grafica. L'ispettoria San Marco lo accoglie a Venezia San Giorgio il 1 settembre 1968 e in questa casa vi rimane come docente fino alla chiusura dell'opera nel 1991. Nel 1991 è destinato alla casa San Marco di Mestre e vi rimane fino alla morte.
La sua comunità lo ricorda come una persona sempre disponibile, sorridente, ottimista, dalla battuta facile. Gli piaceva scherzare, per cui ultimamente, accusando qualche disturbo della salute, si sentiva mortificato di non riuscire a rallegrare l'ambiente.
Diligente e parsimonioso soffriva di fronte allo spreco e si lamentava con il direttore, se vedeva carta sciupata, luci dimenticate accese, finestre aperte con il riscaldamento in funzione. Lui stesso faceva il giro della casa per spegnere luci, chiudere porte e finestre, riportare pulizia e ordine negli ambienti. Si sentiva appagato quando poteva fare un favore, soprattutto relativo al suo mestiere.
Era preciso e puntuale agli incontri comunitari. Lo faceva proprio come segno di rispetto verso la comunità, che considerava la sua famiglia.

POLATO sig. Angelo, coadiutore

☩ Castello di Godego (TV), il 16 Ottobre 2001, a 89 anni

Angelo ha dato la sua vita a Dio pronto a spendersi per i giovani con lo stile di Don Bosco; condivideva con tutti i salesiani la consapevolezza che la sua vocazione lo impegnava ad essere segno e portatore dell'amore di Dio ai giovani, a far fiorire nel cuore dei giovani un atteggiamento costante di gratitudine a Dio.
Ha conosciuto i salesiani frequentando le case salesiane più vicine a Tribano, paese in cui la famiglia si era trasferita, dapprima a Monteortone e poi a Este. A 19 anni fa la domanda di essere ammesso al noviziato. È molto essenziale nell'esplicitare le ragioni che lo spingono a consacrarsi al Signore, ma da ciò che scrive emergono due punti fermi: la gratitudine a Dio per il dono della vocazione e a Maria che l'ha accolto nella sua casa e la speranza di poter rimanere fedele. Nelle valutazioni fatte dai superiori durante i primi anni di vita religiosa traspare il suo impegno a far sul serio: animato da volontà ottima, fedele, laborioso, docile, di grande pietà.
Ha trascorso venti anni nella casa salesiana di Legnago, che a causa di un bombardamento era sfollata a Bevilacqua.
Nel 1962 viene stato trasferito nella parrocchia di Padova, fondata pochi anni prima. Vi rimane per 40 anni, fino al trasferimento nella comunità di Castello di Godego, dove trascorre questi ultimi 9 anni.
Egli ha sempre ricoperto ruoli poco appariscenti, ma grazie ai quali le persone hanno potuto trovarsi a loro agio.
Sia a Legnago che a Padova è stato bidello di scuole medie statali ospitate nella casa salesiana. Per lui non era solo un lavoro, ma l'occasione per avvicinare i ragazzi. Qui a Padova, poi, è stato anche il sacrista, con tanto di riconoscimento ufficiale da parte del vescovo allo scadere dei 30 anni di servizio.
Si può dire che Angelo sia stato uno di quei piccoli di cui ci ha parlato il Vangelo, che ha avuto la sapienza di fidarsi di Dio.

RUFFATO sig. Giorgio, coadiutore

☩ Mestre (VE), il 7 Agosto 2011, a 84 anni

Giorgio è nato a Mirano (Venezia) il 1 gennaio 1927. Dopo aver frequentato le scuole elementari a Venezia, consegue il diploma del corso triennale di Avviamento e inizia a lavorare prima come tornitore meccanico all'Arsenale e successivamente come impiegato in azienda e assistente per tre anni in un collegio dell'ECA.
Il 4 luglio 1958 entra per la prima volta nella casa salesiana Coletti di Venezia, poi Trento per l'aspirantato e ad Albaré per il noviziato. A 33 anni emette la prima professione perpetua.
Debole di salute, dopo la guarigione dalla tubercolosi, si dedica con generosità agli impegni che gli vengono affidati nelle varie case in cui ha lavorato.
Nella sua vita salesiana Giorgio ha manifestato zelo e spirito apostolico con i ragazzi e si è dedicato con generosità alle attività ricreative e teatrali, oltre che alla musica e al canto. Ha conservato fino agli ultimi anni più di 400 trucchi che utilizzava negli spettacoli di giochi di prestigio con i ragazzi.
Giorgio sapeva coltivare il sorriso e il buon umore, l'ottimismo e la gioia e la comunicava con semplicità e umiltà.
Nel 1962 aveva conseguito la patente di infermiere presso la Croce Verde e l'Ospedale di Verona e nelle varie comunità ha svolto per tanti anni questo incarico con spirito di obbedienza, di sacrificio e di iniziativa.
La morte ha colto Giorgio in perfetta povertà. Nella sua camera vi erano solo pochissimi effetti personali. Valgono per Giorgio le parole che don Bosco mise nell'Introduzione alle Regole e che riprese nelle prime righe dell'articolo sulla povertà: «Se non lasciamo il mondo per amore, dovremo un dì lasciarlo per forza. Coloro che nel corso del vivere mortale lo abbandonano con atto spontaneo avranno il centuplo nella vita eterna».
Giorgio è stato nella sua vita salesiana fedele custode della speranza; il Padre lo accolga nella Sua casa e gli doni la vita in pienezza.

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