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Le vostre notizie >> Poesia per Papa Benedetto

Andrea La Veglia, un ragazzo 14enne del Vomero, colpito dal gesto di umiltà di Papa Benedetto XVI nel rinunciare al suo mandato, ha pensato di scrivere una poesia liberamente ispirata al «Cinque Maggio» di Manzoni per sottolineare alcune cose che lo hanno particolarmente colpito.
Il giovane ha successivamente inviato il suo scritto a Papa Bendetto XVI ricevendo la risposta del segretario di Sua Santità.

L'undici Febbraio

Così fu. Siccome immobile
dando il grande annuncio
stette quell'uomo umile
dicendo: «ci rinuncio»
così percossa, attonita
la Chiesa al nunzio sta

muta, pensando agli ultimi
giorni dell'uom fatal
ma sa quanto la stessa
orma di piè mortale
la sue cruente critiche
ha calpestato già.

Lui folgorante eletto,
vide la gente, e tacque
ma quando con vece assidua
parlò, viaggiò e poi giacque
mille voci al sonito
cominciaron già

parole del demonio
e di codardo oltraggio
ma Lui degno di un encomio
continuò con gran coraggio
e lasciò al mondo un segno
che forse non morrà

Dalle JMJ alle udienze
dal suo ufficio ai gran viaggi
di quel, secur sentenze
tenean dietro ai suoi raggi
guidò la Chiesa nel mondo,
come una barca in un grande mar

Fu cosa giusta? Ai critici
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che fece lui
della storia dei Papi
più vasta orma stampar.

La procellosa e trepida
gioia di un gran disegno,
l'amor di un Dio che indocile
premia la fede e l'impegno
E per l'Umile v'era un premio,
ch'era follia sperar.

Tutto gli capitò: la Chiesa
fu barca tra le acque,
fu una colomba lesa
e più di un dilemma nacque
a tratti nella polvere,
a tratti sull'altar!

Ma non disperò: due eserciti,
l'un contro l'altro armato,
frementi a Lui si volsero
come aspettando il fato:
ei fe' silenzio, ed, arbitro,
s'assise in mezzo a lor.

E accadde l'evento storico,
l'annunciò senza scomporsi,
segno di grande intelletto
e di umiltà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.

Come un portier di calcio
il pallone non sa fermare,
lui che porta anche la fascia
e non vuole sfigurare,
chiede immediato il cambio
al grande allenator;

tal su quell'alma il peso
delle scartoffie scese.
L'inceder dell'età portò allo sbaraglio
se stesso e le sue chiese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!

E quel giorno, al tacito
morir d'un Concistoro,
dopo parol fulminee,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!

E ripensò le genti,
le folle, e le acclamate udienze,
e le correnti in seno,
e l'onda dei fedeli,
e il concitato «sì»,
un celere ubbidir.

Ahi! Forse a tanto strazio
cadde il sigil dei tempi,
ma non disperò valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
la Chiesa trasportò

e l'avviò, pei floridi
sentier della speranza.
Il rigenerarsi, premio
per la comunità che avanza,
portò la Santa Sede
a un evento mai accaduto.

Bella Immortal! Suo nettare?
La fede che sostiene!
Scrivi ancor questo, allegrati;
Benedetto per noi prega
e al disonor del Golgota
non smette di pensar.

Tu dalle stanche ceneri
non sperdi nessuna energia:
Dio, che i cuor sostieni,
e gli affanni consolasti,
sulla deserta sede
or Francesco tu posasti.