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Le vostre notizie >> Il pellegrinaggio della diocesi di Cagliari

Si è svolto, dal 25 al 27 maggio scorso, il pellegrinaggio della Diocesi di Cagliari a Torino nel bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco. Guidati dal Vescovo, monsignor Arrigo Miglio e da don Walter Onano, incaricato diocesano per i pellegrinaggi e parroco in San Tarcisio (Selargius), i pellegrini hanno avuto modo di visitare la splendida Basilica di Maria Ausiliatrice ed i luoghi di Don Bosco a Valdocco, accompagnati dalle guide in loco che hanno illustrato la figura del santo e la sua opera di accoglienza verso i giovani più bisognosi del suo tempo che continua ancora oggi.
Ma il pellegrinaggio è stata anche l'occasione per la visita alla Santa Sindone che, proprio nella cornice degli eventi per il bicentenario di Don Bosco, ha avuto un'ostensione particolare. Si è avuta anche l'occasione di poter visitare il museo della Sindone e la Basilica della Consolata, patrona della Città.
Per i pellegrini sardi, partiti dall'aeroporto di Milano, la prima tappa è stata la visita al Santuario Mariano del Sacro Monte di Oropa, dove si conserva il Simulacro della Madonna Nera che, secondo la tradizione, fu fondato da Sant'Eusebio vescovo di Vercelli. Ed è stata proprio Vercelli l'ultima tappa del pellegrinaggio, con la visita al Duomo dove si conserva il corpo del santo.

Per questa occasione la signora Ignazia Schirru ha scritto una poesia che trascriviamo:

IL PELLEGRINAGGIO DI MAGGIO.

Nel dolce mese di maggio
un luogo il Vescovo ha fissato come méta di pellegrinaggio.

Tante persone hanno risposto alla chiamata
e la partenza è stata programmata.

Si va a Torino per ricordare san Giovanni Bosco, padre e maestro della gioventù
che con grande slancio e fede ha portato i giovani a Gesù.

Per attirarli si inventava cose un pochino strane
diventava attore, illusionista o semplicemente..... offriva un po' di pane.

Ma il suo fine dopo i giochi e le risate
era sempre quello: che insieme le preghiere venissero recitate.

Perché se si riesce a far capire ai giovani che la vita è amare il Signore
l'anima è salva e la società migliore.

Con la sua opera accolse sperduti, increduli e lontani, non giudicando a priori
ma sostenendo, pregando ed ottenendo celesti favori
portando in alto coscienze e piccoli grandi cuori
che la Santa Chiesa pone come modelli di santità
invitando ad imitare stili di vita e sobrietà.

Non ha fatto tutto da solo il grande santo
una maestra gli è stata posta accanto.

È Maria, Aiuto dei cristiani, l'Ausiliatrice
che dal cielo guida e benedice.

E come un giorno curasti il piccolo Giovanni
noi ti affidiamo, oggi, tutti i nostri affanni.

Nel pellegrinaggio della vita, con te sicuri andremo per la via
e tu, tienici sotto il tuo manto di stelle dolce Maria.

Amen, e così sia.