I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

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Defunti

N. 76 record trovati

PIROLA sig Angelo, coadiutore

☩ Mestre (VE), il 16 Settembre 2012, a 95 anni

Angelo Pirola nasce il 16 giugno 1917 a Terno d'Isola, terra di Papa Roncalli, figlio di Francesco e Giuseppina. Ha sempre portato nel cuore il suo paese, la chiesa, la sua lingua: il dialetto bergamasco. Ha ereditato una religiosità, una fede cristiana vissuta da quella comunità fatta in prevalenza di agricoltori, ritmata dalle stagioni, dal lavoro nei campi e così ben descritta nel film "L'albero degli zoccoli" dal suo conterraneo Ermanno Olmi.
Quando Angelo aveva 17 anni lascia il suo paese e va in Piemonte a Bivio Cumiana, perché lì c'è qualcosa che lo attira: una scuola agricola per salesiani coadiutori missionari fondata nel 1928 da don Filippo Rinaldi. Diventa tecnico agrario e poi nel '38 fa il noviziato a Villa Moglia.
Passa gli anni difficili della seconda guerra mondiale a Novi Ligure tra peripezie e rischi. Ma nel '46 torna a Cumiana come istruttore. E' un giovane adulto, religioso entusiasta di don Bosco, felice del suo lavoro. Come in tutte le case salesiane si dedica anche al teatro come attore drammatico, nel ruolo di burbero, quel teatro che prima dell'invenzione della televisione occupava un posto significativo nella vita educativa. Dopo 15 anni di Cumiana, nel 1959 Angelo viene trasferito a Roma. L'Ispettoria Centrale a San Tarcisio, via Appia Antica, ha una grande tenuta agricola sulle catacombe.
L'incontro con don Luigi Boscaini lo porterà ad Albarè per 16 anni. In comunità è felice di poter assistere fino alla fine don Renato Ziggiotti, Rettor maggiore emerito. Lo fa con senso filiale, con riconoscenza, con dedizione. Per qualche tempo ricopre anche la carica di economo della comunità che nel frattempo da noviziato diventa casa di spiritualità per ritiri e incontri dei gruppi legati alla famiglia salesiana. Poi nel 1987 passa al "Tusini", a Bardolino e vi rimane per 25 anni.
Nel febbraio del 2012 Angelo ha accettato di trasferirsi nella comunità "Artemide Zatti" a Mestre, dove ha trascorso gli ultimi 7 mesi di vita nella serenità.

LIBRALON don Luigi, salesiano

☩ Mestre (VE), il 19 Luglio 2012, a 77 anni

Don Luigi è nato a San Giorgio delle Pertiche (PD) il 15 marzo 1935 da Sisto e Celeste Virginia Dallan.
Dopo avere frequentato la scuola elementare a Sant'Andrea di Campodarsego, il 13 ottobre del 1947 entra per l'aspirantato nella casa salesiana di Monteortone e successivamente a Trento per frequentare il corso ginnasiale. In occasione della festa di Maria Ausiliatrice, fa domanda per entrare in noviziato.
L'anno di noviziato ad Albaré si conclude con la professione temporanea. Dal 1953 al 1956 frequenta il postnoviziato di Nave (BS) e consegue la maturità classica. Nel 1959 inizia gli studi di teologia a Monteortone, dove verrà ordinato sacerdote il 9 aprile 1963.
La prima casa che lo accoglie come catechista e insegnante è Castello di Godego, e successivamente Venezia «Coletti», Venezia «Castello». Nel 1970 viene nominato direttore della casa salesiana di Venezia «San Giorgio». Al termine del mandato riprende gli studi di Teologia all'Università Pontificia Salesiana e consegue la Licenza in Teologia Spirituale. Rientrato in ispettoria viene destinato a Pordenone e nominato poi direttore della casa salesiana di Castello di Godego. Al termine del mandato per due anni svolge la mansione come economo a Udine e viene poi nominato direttore a Gorizia e nel 1993 al Centro ISRE di Venezia «San Giorgio». Nel 1996 il Rettor Maggiore gli chiede di assumere l'incarico di economo della comunità «Beato Michele Rua» alla Casa Generalizia e don Luigi, dopo aver espresso le sue difficoltà, obbedisce. Al termine del sessennio rientra in Veneto e viene destinato come parroco a Venezia «Castello» e poi a Venezia Mestre «San Marco». L'ultima casa che lo accoglie è Venezia Mestre «Artemide Zatti».
Don Luigi è stato un salesiano sacerdote fedele a don Bosco, coerente nella vita e con un forte senso di appartenenza alla Congregazione: doti che gli hanno guadagnato la stima dei confratelli. Esigente con gli altri, ma ancor più con se stesso, era dotato di capacità organizzative che sapeva convogliare in una visione di insieme. Ha vissuto la sua vita salesiana prevalentemente nel lavoro educativo delle case salesiane e con responsabilità crescenti, manifestando un impegno culturale illuminato e permeato dalla fede.

FERRARESSO sig. Giovanni, coadiutore

☩ Castello di Godego (TV), il 10 Luglio 2012, a 103 anni

Giovanni è nato a Pianiga il 26 marzo 1909 da Fortunato e Olfi Eufemia. La sua vita salesiana inizia con un periodo di aspirantato a Caserta come assistente in infermeria. Aveva seguito uno zio salesiano a Caserta e, dopo un periodo di prova, aveva fatto domanda per il noviziato.
Le prime esperienze educative con i giovani avvengono a Torre Annunziata, Caserta e San Severo. Giovanni si mette a disposizione con generosità come insegnante e si presta come assistente e provveditore alle varie necessità della casa.
Nel 1943 viene trasferito a Venezia, successivamente ad Albaré, Verona, Este, Tolmezzo, Belluno, Legnago, Bardolino, Monteortone e Castello di Godego.
Negli ultimi anni e, in particolare, a Monteortone, Giovanni si prendeva cura delle api, attendeva all'orto e alla vigna, e si dedicava all'allevamento di vari animali.
Giovanni è stato una figura caratteristica, per vari motivi. Dotato di una memoria formidabile, anche in tarda età recitava senza intoppi interi canti della Divina Commedia, testi poetici di autori, brani di prosa narrativa. Gli piaceva scrivere poesie in dialetto e alla bella età di 98 anni si è classificato come terzo a un concorso nazionale di poesie e racconti organizzato per le case di riposo dal «Centro Culturale Pio Albergo Trivulzio» di Milano.
Giovanni aveva uno spirito a volte salace e polemico, ma sapeva conservare il senso della misura e la discrezione. Spesso ricorreva a battute, proverbi, aforismi, detti celebri: è stato un uomo di conversazione e di amicizia.
Negli anni della formazione aveva conseguito il Diploma magistrale e l'autorizzazione all'insegnamento di educazione fisica e sapeva esercitare le attività didattiche e sportive a buon livello.
Viene ricordato come un uomo saggio, dal cuore buono, disponibile al dialogo e allo scherzo; un uomo di comunione che aveva trovato il principio della fraternità nella comunione anzitutto con Dio. Era fedele agli impegni della vita comunitaria. Sobrio e essenziale era esemplare nella povertà.

GONELLA don Corrado, salesiano

☩ Verona, il 28 Maggio 2012, a 86 anni

Don Corrado è nato a Lovolo di Albettone (VI) il 19 aprile 1926, da Riccardo e Silvia Fraron. A cinque anni fu iscritto alla prima elementare e, nello stesso anno, fu ammesso dal Parroco don Marco Maraschini alla preparazione per la prima comunione.
Terminata la quinta elementare fu condotto al Collegio «Manfredini» di Este, ma fu giudicato troppo piccolo per essere ammesso dove però riuscì ad entrare l'anno successivo.
Dopo la prima ginnasio il Parroco di Ponte di Barbarano, visti gli esiti scolastici lusinghieri lo invitò ad andare in Seminario a Vicenza. Corrado scelse di continuare a guadagnarsi gli studi al «Manfredini», prestandosi per i lavori, a volte impegnativi e faticosi, che gli venivano affidati.
Al termine della quinta ginnasio viene accolta la domanda di ammissione al noviziato, ma al termine dell'anno non viene ammesso alla professione per motivi di salute: una sospetta osteomielite al piede destro che comportò l'amputazione dell'alluce. Emette, tuttavia, i voti privatamente alla presenza del maestro dei novizi, don Luigi Benvenuti nel 1944.
Nel 1947, dopo aver conseguito la Maturità, gli viene proposto di rimanere a Este come insegnante incaricato di lettere e di iscriversi alla Facoltà di Lettere di Padova, ma Corrado desidera frequentare Matematica. Viene inviato a Rovereto, al Convitto Municipale Salesiano, in qualità di assistente dei convittori e insegnante incaricato di Matematica. È in questo periodo che, su suggerimento del suo confessore, Mons. Giuseppe Cognata, Corrado scrive a Torino e chiede di essere finalmente ammesso ai voti. Il 6 agosto 1949 emette la prima professione e nel 1952 la professione perpetua. Il 29 giugno 1954 da Mons. Girolamo Bortignon, viene ordinato sacerdote.
Insegna ad Este e nel frattempo si iscrive alla Facoltà di Matematica di Padova. Al quarto anno si laurea regolarmente in «Scienze Matematiche».
Viene poi inviato a Verona «Don Bosco», poi a Bolzano come consigliere ed insegnante.
Nel 1963 ritorna a Verona come insegnante e successivamente come preside, e vi rimarrà fino alla morte.
Uomo sincero e prudente, schietto e delicato, retto e umile, onesto e misericordioso. Alla severità nell'insegnamento univa un atteggiamento coerente ed equilibrato, semplice e intelligente, buono e riconoscente. Aveva sensibilità per le piccole cose e per la natura che lo circondava. Don Corrado ha speso la sua vita nel mondo della scuola. È stato un docente di matematica preparato ed esigente. Terminata la sua attività di docente, don Corrado ha continuato a mettersi a disposizione della scuola.
Come religioso, don Corrado ha fatto della partecipazione regolare agli appuntamenti comunitari il filo conduttore della sua fedeltà. Aveva una autentica devozione a Maria Ausiliatrice e ai santi salesiani. Voleva bene alla sua comunità salesiana ed era attento alle necessità dei missionari.

RANSENIGO don Pasquale, salesiano

☩ Roma, il 2 marzo 2011, a 78 anni

Don Pasquale è nato a Berlingo (BS) il 20 novembre 1932.
Riceve una profonda educazione umana e cristiana dai genitori Carlo e Sile.
A Chiari San Bernardino (BS) frequenta la quinta elementare, la scuola media ed il ginnasio.
Nel 1950 matura la sua vocazione salesiana ed entra nel Noviziato di Montodine (CR) e nell'anno successivo emette la sua professione religiosa.
Nello Studentato di Nave (BS) consegue gli studi liceali e filosofici. A Milano svolge il tirocinio come assistente e insegnante degli artigiani. A monteortone (PD) gli studi teologici lo fanno maturare sempre più nella convinzione che il Signore lo chiamava ad essere salesiano sacerdote. Corona il suo desiderio il 25 aprile del 1961 con l'Ordinazione sacerdotale a Rezzato (BS).
Nel 1974 consegue la laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Bologna che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile dell'Ufficio socio-politico del CNOS-FAP dal 1977 fino alla sua morte.
Fu un vero lottatore ma sempre signorile; mai parole fuori dalle righe, sempre motivazioni serie e ragioni convincenti.
Don Pasquale si è spento dopo una malattia protrattasi per quasi tre anni. Forse vi è stata anche una sofferenza più profonda, dovuta alla sensazione di non essere in grado di sostenere il peso di una prova così impegnativa.
Don Pasquale è stato fedele e perseverante nel suo ministero, che aveva assunto una forma nuova, quella della sofferenza nell'amore e nella serenità.
Il 4 marzo 2011 tanti i presenti a rendergli omaggio.

GIOI don Giovanni, salesiano

☩ Nuoro, l'11 Gennaio 1993, a 57 anni

Don Gianni si trovava a Nuoro, nella Comunità Salesiana della parrocchia San Domenico Savio da circa un anno. Vi era giunto molto malato ed aveva alternato periodi di ricovero all'Ospedale con la permanenza in casa, nella nascente Opera salesiana.
Nato a Ghilarza in provincia di Oristano il 25 Novembre 1936, aveva appena 15 giorni di vita quando il padre, Giovanni, un ex carabiniere, morì quasi improvvisamente. La madre, Angelina Musu, con tre figli: uno di 8 anni, uno di 4 e Giovanni di appena 15 giorni, dovette lottare e lavorare tanto per poterli allevare, essendosi venuta a trovare in una povertà assoluta.
Terminate le scuole elementari e sentendosi chiamato al sacerdozio, Gianni cercò di entrare nel seminario diocesano. Ma l'impossibilità per la famiglia di sostenere le spese del seminario gli impedì inizialmente di accedervi. Successivamente, venuto in contatto con un certo signor Porcu, molto legato alla Famiglia Salesiana, ottenne l'ammissione nell'Istituto Salesiano di S. Lussurgiu (OR), dove nel 1950 iniziò gli studi medi e ginnasiali.
Al termine della 5a Ginnasio chiese e ottenne di entrare tra i Figli di Don Bosco e andò a Lanuvio per il Noviziato che terminò con la 1a Professione il 16 agosto 1956. A San Callisto frequentà per tre anni il corso filosofico conseguendo anche, nel 1959, l'abilitazione Magistrale.
Iniziata la Teologia nel 1962 a Castellammare di Stabia, passò l'anno dopo in Palestina, a Cremiasn, dove proseguì gli studi di teologia fino al 1966. Il 23 Marzo di quell'anno, a Gerusalemme, veniva ordinato sacerdote. Dopo l'ordinazione tornò in Italia ricoprendo diversi incarichi: Consigliere, catechista, Direttore.
Nel 1972 ebbe inizio la sua esperienza apostoloca in Medio Oriente che durò per circa 15 anni fino al 1988. L'ispettore don Picchioni lo ricordava come: buon religioso, gran lavoratore: addetto all'accoglienza, svolgeva quel compito con grande disponibilità, signorilità e generosità.
La sua salute però, nel frattempo, si era andata gravemente compromettendo e per questo fu costretto a rientrare in Italia per essere curato, prima a Frascati e poi a Genzano.
Nel 1991 ebbe la gioia, sebbeno malato, di festeggiare i suoi 25 anni di Sacerdozio.
Chiese di potersi trasferire in Sardegna e i primi di Gennaio del 1992 fu accolto a Nuoro. Nell'Ottobre dello stesso anno una caduta gli procurò la frattura scomposta dell'omero sinistro. Rimase gessato per più di un mese. Il 5 Gennaio del 1993 un'altra caduta gli procurò la frattura scomposta al medesimo punto. Da quel momento la sua salute precipitò in fretta e l'11 Gennaio il suo cuore cedeva e dopo tanta sofferenza don Gianni entrava nella pace del Signore.
Il funerale svoltosi a Nuoro fu seguito, il giorno dopo, 13 Gennaio, da un'altra liturgia funebre corpore praesenti a Ghilarza, suo paese natale. La Chiesa era gremita di fedeli. Momenti di toccante commozione furono espressione chiara dell'affetto sempre vivo dei suoi parenti e compaesani che hanno voluto accontentare don Gianni facendolo riposare, nel Cimitero del Paese, accanto ai suoi genitori.

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