I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

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Defunti

N. 76 record trovati

ARMAN sig. Giuseppe, coadiutore

☩ Gorizia, il 4 dicembre 2013, a 93 anni

Il signor Giuseppe, Cavaliere, è nato a Casarsa il 6 febbraio 1920. Salesiano per 75 anni, ha passato tutta la sua vita a Gorizia.
Amava la musica, il teatro, ed era speciale nel costruire e far volare aquiloni. Ha lavorato nell'orto per decenni anche come pioniere nelle colture e nell'attrezzatura. Ha inventato e brevettato un attrezzo che è stato riconosciuto come assolumente originale. Il suo "Ortocolt" trainato da un semplice motocoltivatore, in una passata arava, seminava e chiudeva il solco. Quella semplice piccola macchina, fatta solo di leve, serviva molto nel coadiuvare il pesante lavoro del coltivatore.
Aveva vinto la medaglia alla Fiera di Verona. Giovanni Paolo II gli aveva conferito pure il titolo di Cavaliere dell'Ordine di San Silvestro Papa. "Mani grosse e callose dal lungo lavoro nei campi; cuore grande e tenero. Semplicità e genialità." Così lo ricordano gli exallievi.
Durante il terremoto del Friuli ha aiutato vari parroci nella ricostruzione e nel coltivare ortaggi per sopperire ai bisogni dei terremotati. Ha regalato frutta e verdura a tutti.
Il Vescovo di Gorizia, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, ha voluto presiedere la liturgia funebre. Ora riposa nel cimitero di Gorizia.

ANDRIOLO don Francesco, salesiano

☩ Castello di Godego (TV), il 2 dicembre 2013, a 89 anni

Francesco, nato a Pontepossero di Sorgà (VR) nel 1924, è il settimo figlio più giovane della famiglia di Giuseppe e Santa Andriolo, agricoltori.
Dopo le elementari entra al Don Bosco di Verona per frequentare la 1a ginnasiale. In 4° il direttore don Gerli propone a tre giovani di andare in Noviziato, così nel 1940 Francesco entra in Noviziato a Este. È un giovane buono, semplice, umile, allegro.
Il suo percorso salesiano è regolare: frequenta il postnoviziato a Nave; dopo i tre anni di tirocinio, a Monteortone si dedica agli studi di teologia, diventando sacerdote nel 1950. Lo troviamo quindi a Verona-Don Bosco, Pordenone, Trento, Udine e Godego come insegnante. Fino a quando nel 1961 viene chiamato a Torino per seguire il settore amministrativo delle riviste salesiane, in particolare Meridiano 12. Dopo 10 anni ritorna in Veneto. Dal 1970 fu al San Zeno dove, eccetto qualche breve parentesi nell'insegnamento al CFP e come Prefetto, il suo servizio fu quello di segretario del CFP.
Amava le sue origini, Pontepossero, alle soglie della terra mantovana. Finché fu parrocchia ogni domenica andava per celebrare una Messa e confessare. Poi venute un po' meno le forze aiutò nel ministero il nipote don Giuseppe, allora parroco a Caldiero.
Nella primavera del 2012, per motivi di salute va a Castello di Godego "Mons. Cognata" dove il Signore l'ha chiamato a sè nel dicembre 2013. Ora riposa nel suo paese natale.

ANGELONI don Umberto, salesiano

☩ Massa Carrara, il 24 gennaio 2013, a 78 anni

Padre Umberto dopo il suo noviziato a Villa Moglia, in Italia, e la prima professione, parte come missionario per il Mato Grosso, in Brasile, il 24 gennaio 1955, ha 20 anni.
Qui ha fatto il post-noviziato e tutta la sua formazione iniziale.
Lavora a Cuiabá, Alto Araguaia, Lins come consulente scolastico, a Ponte Branca, Nova Xavantina, Três Lagoas, Araçatuba, Bonito e Coxipó da Ponte come parroco.
Zeloso nel lavoro pastorale dedicandosi interamente al bene del popolo a lui affidato.
Nel giugno 2013 gli fu diagnosticato un tumore maligno al pancreas. In agosto aveva già deciso di andare a trovare la sua famiglia ma preferì rientrare in Italia nel mese di luglio per poter iniziare il trattamento. Andò gradualmente spegnendosi finché non raggiunse la casa del Padre il 24 gennaio.

SECCO sig. Antonio, coadiutore

☩ Castelfranco Veneto (TV), il 13 ottobre 2013, a 75 anni

Antonio Secco è nato a Presina di Piazzola sul Brenta (Padova) il 30 luglio 1938 da una famiglia molto religiosa. Papà Antonio e mamma Lina Corradin ebbero sette figli. Il padre, uomo severo, educò i figli con severità e disciplina. Voleva che i figli studiassero e dava loro poco tempo per il divertimento e il gioco. Aveva 13 anni quando dei salesiani di passaggio in paese parlarono in chiesa di don Bosco. Il parroco chiese ad Antonio se voleva seguirli. Lui subito accettò. Lo condussero a Torino nella casa di aspirantato missionario "Rebaudengo". Antonio non pensava di trovare un ambiente così aperto e sereno. Si trovò subito bene a suo agio nello studio, nel gioco durante le ricreazioni respirò quell'aria salesiana di bontà e amorevolezza da rimanere affascinato. Era l'ambiente che aveva sempre sognato e decise di non staccarsene più. Fu avviato nel reparto sartoria della scuola professionale. Conseguì il diploma di maestro sarto e in seguito anche l'abilitazione.
Dopo quattro anni di prova fu ammesso al noviziato a Villa Moglia di Chieri. Professò i voti religiosi il 16 agosto 1955 ed iniziò la vita pratica salesiana nella scuola Arti e Mestieri del Rebaudengo. Nel suo cuore sente il desiderio di essere missionario. Chiede ai Superiori e subito lo inviano in Cina. Aveva trent'anni. Raggiunge Hong Kong nel settembre del 1958 e nella casa di Kowloong Tang King Po inizia a dirigere il laboratorio di sartoria. Otterrà anche un diploma per l'insegnamento dell'inglese. Per sedici anni alternerà il lavoro tra questa casa e quella di Macau pur avendo una salute precaria.
I superiori per motivi di salute lo richiamano in Italia. Lo troviamo nella Ispettoria Veneta nelle case di Castello di Godego, Venezia San Giorgio, Venezia Castello e Mogliano Veneto. Sarà dapprima insegnate di inglese, assistente negli ambienti di studio, in cortile tra i giovani. Poi, peggiorando la salute, lascerà l'insegnamento e sarà "factotum": guardarobiere, refettoriere, sacrestano, portinaio... Nonostante tutto non si risparmierà nel lavoro fino a quando le forze verranno meno. Passa quindi all'infermeria di Castello di Godego, ma anche qui si presta a tanti piccoli lavori di casa specie nella manutenzione del parco. Sono anni di sofferenza, portati avanti con serenità certo di fare la volontà del Signore. Parla poco, nasconde le sue sofferenze e non vuole che altri si trovino a disagio per causa sua. Offre la sua vita per i giovani specie per quelli conosciuti nella missione cinese. Il Signore lo trova preparato e gli apre le porte del Cielo. Sono le ore due di notte del 13 ottobre 2013.

GIOVANNINI don Giulio, salesiano

☩ Castelfranco Veneto (TV), il 13 ottobre 2013, a 83 anni

Era nato a Baselga di Piné il 13 dicembre del 1929. Agli altri cinque fratelli che lo avevano preceduto la mamma lo presentò come un dono, era il giorno di Santa Lucia, "la santa dei doni".
Dopo i primi anni al paese proseguì le elementari e il ginnasio dai Salesiani di Trento; sono gli anni della guerra che lo costrinsero a interruzioni e riprese scolastiche.
Terminati gli studi a Trento entrò in noviziato ad Albarè diventando salesiano il 16 agosto 1949. Liceo a Nave, tirocinio prima a Udine come insegnante di scuola elementare e poi a Verona come assistente degli artigiani.
Per la teologia andò a Monteortone dove fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1958.
Presso il Pontificio Ateneo Salesiano di Torino conseguì la licenza in teologia e poi la laurea in Lettere a Bologna. Iniziò così l'insegnamento dapprima all'Astori, poi a Pordenone, a Tolmezzo, a Gorizia, a Mezzano. Svolgeva con convinzione il suo compito di insegnante ed educatore non risparmiando qualche espressione che poteva sembrare esigente se non provocatoria.
Tornò a Mogliano nel 1982, con mansioni anche di economo. Un infarto prima e un ictus cerebrale poi limitarono la sua attività.
Una grave bronco-polmonite nel gennaio del 2012 lo costrinse a una prolungata ripresa presso la Comunità "Mons Cognata".
Si spegne il 13 ottobre nell'Ospedale di Castelfranco Veneto.

BORT don Aldo, salesiano

☩ Mestre (VE), il 18 ottobre 2013, a 88 anni

È nato a Sant'Orsola (TN) il 4 aprile del 1925 da papà Giovanni e mamma Rosina.
Fece domanda di ammissione al noviziato il 24 maggio 1941 e nel 1948 emette la Professione Perpetua.
Don Aldo si è arricchito davanti a Dio soprattutto attraverso i mille incarichi che caratterizzarono la sua vita: insegnante, animatore della Pastorale Giovanile in Ispettoria, direttore, Vicario Ispettoriale prima di essere nuovamente direttore in Romania.
Per tanti anni esercitò l'autorità (direttore per 37) in molte case salesiane: Castello di Godego, Mogliano Veneto, Mestre Ispettoria, San Donà di Piave, Trieste e Costanza in Romania.
Don Aldo era un uomo buono, affabile, di una squisita gentilezza, senza pose. Sapeva coinvolgere e spronava all'impegno. Un profondo spirito di fede e una gioiosa disponibilità gli permettevano di affrontare anche momenti gravi e casi non facili con coraggio e fiducia.
Con i giovani aveva tratti cordiali, si potrebbe dire meglio, paterni. Li avvicinava con gesti di amicizia ed espressioni gioiose. Li trascinava con il suo entusiasmo.
Aveva ormai 74 anni quando i superiori gli chiesero di andare ad aprire e dirigere la missione di Costanza in Romania. Le primissime furono spedizioni avventurose tra difficoltà di frontiere, di strade, di approvvigionamenti, di pernottamenti di fortuna. Lì, pur non conoscendo né lingua né ambiente visse tre anni di sacrifici compiuti col solito suo sorriso in volto.
Negli ultimi anni la malattia non gli dava tregua. Non un lamento però. Mantenne la sua serenità anche quando gli dissero di lasciare Mogliano per l'infermeria di Mestre: aveva passato all'Astori oltre trent'anni!

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