I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

NEWS

Defunti

N. 80 record trovati

FERRARESSO sig. Giovanni, coadiutore

☩ Castello di Godego (TV), il 10 Luglio 2012, a 103 anni

Giovanni è nato a Pianiga il 26 marzo 1909 da Fortunato e Olfi Eufemia. La sua vita salesiana inizia con un periodo di aspirantato a Caserta come assistente in infermeria. Aveva seguito uno zio salesiano a Caserta e, dopo un periodo di prova, aveva fatto domanda per il noviziato.
Le prime esperienze educative con i giovani avvengono a Torre Annunziata, Caserta e San Severo. Giovanni si mette a disposizione con generosità come insegnante e si presta come assistente e provveditore alle varie necessità della casa.
Nel 1943 viene trasferito a Venezia, successivamente ad Albaré, Verona, Este, Tolmezzo, Belluno, Legnago, Bardolino, Monteortone e Castello di Godego.
Negli ultimi anni e, in particolare, a Monteortone, Giovanni si prendeva cura delle api, attendeva all'orto e alla vigna, e si dedicava all'allevamento di vari animali.
Giovanni è stato una figura caratteristica, per vari motivi. Dotato di una memoria formidabile, anche in tarda età recitava senza intoppi interi canti della Divina Commedia, testi poetici di autori, brani di prosa narrativa. Gli piaceva scrivere poesie in dialetto e alla bella età di 98 anni si è classificato come terzo a un concorso nazionale di poesie e racconti organizzato per le case di riposo dal «Centro Culturale Pio Albergo Trivulzio» di Milano.
Giovanni aveva uno spirito a volte salace e polemico, ma sapeva conservare il senso della misura e la discrezione. Spesso ricorreva a battute, proverbi, aforismi, detti celebri: è stato un uomo di conversazione e di amicizia.
Negli anni della formazione aveva conseguito il Diploma magistrale e l'autorizzazione all'insegnamento di educazione fisica e sapeva esercitare le attività didattiche e sportive a buon livello.
Viene ricordato come un uomo saggio, dal cuore buono, disponibile al dialogo e allo scherzo; un uomo di comunione che aveva trovato il principio della fraternità nella comunione anzitutto con Dio. Era fedele agli impegni della vita comunitaria. Sobrio e essenziale era esemplare nella povertà.

GONELLA don Corrado, salesiano

☩ Verona, il 28 Maggio 2012, a 86 anni

Don Corrado è nato a Lovolo di Albettone (VI) il 19 aprile 1926, da Riccardo e Silvia Fraron. A cinque anni fu iscritto alla prima elementare e, nello stesso anno, fu ammesso dal Parroco don Marco Maraschini alla preparazione per la prima comunione.
Terminata la quinta elementare fu condotto al Collegio «Manfredini» di Este, ma fu giudicato troppo piccolo per essere ammesso dove però riuscì ad entrare l'anno successivo.
Dopo la prima ginnasio il Parroco di Ponte di Barbarano, visti gli esiti scolastici lusinghieri lo invitò ad andare in Seminario a Vicenza. Corrado scelse di continuare a guadagnarsi gli studi al «Manfredini», prestandosi per i lavori, a volte impegnativi e faticosi, che gli venivano affidati.
Al termine della quinta ginnasio viene accolta la domanda di ammissione al noviziato, ma al termine dell'anno non viene ammesso alla professione per motivi di salute: una sospetta osteomielite al piede destro che comportò l'amputazione dell'alluce. Emette, tuttavia, i voti privatamente alla presenza del maestro dei novizi, don Luigi Benvenuti nel 1944.
Nel 1947, dopo aver conseguito la Maturità, gli viene proposto di rimanere a Este come insegnante incaricato di lettere e di iscriversi alla Facoltà di Lettere di Padova, ma Corrado desidera frequentare Matematica. Viene inviato a Rovereto, al Convitto Municipale Salesiano, in qualità di assistente dei convittori e insegnante incaricato di Matematica. È in questo periodo che, su suggerimento del suo confessore, Mons. Giuseppe Cognata, Corrado scrive a Torino e chiede di essere finalmente ammesso ai voti. Il 6 agosto 1949 emette la prima professione e nel 1952 la professione perpetua. Il 29 giugno 1954 da Mons. Girolamo Bortignon, viene ordinato sacerdote.
Insegna ad Este e nel frattempo si iscrive alla Facoltà di Matematica di Padova. Al quarto anno si laurea regolarmente in «Scienze Matematiche».
Viene poi inviato a Verona «Don Bosco», poi a Bolzano come consigliere ed insegnante.
Nel 1963 ritorna a Verona come insegnante e successivamente come preside, e vi rimarrà fino alla morte.
Uomo sincero e prudente, schietto e delicato, retto e umile, onesto e misericordioso. Alla severità nell'insegnamento univa un atteggiamento coerente ed equilibrato, semplice e intelligente, buono e riconoscente. Aveva sensibilità per le piccole cose e per la natura che lo circondava. Don Corrado ha speso la sua vita nel mondo della scuola. È stato un docente di matematica preparato ed esigente. Terminata la sua attività di docente, don Corrado ha continuato a mettersi a disposizione della scuola.
Come religioso, don Corrado ha fatto della partecipazione regolare agli appuntamenti comunitari il filo conduttore della sua fedeltà. Aveva una autentica devozione a Maria Ausiliatrice e ai santi salesiani. Voleva bene alla sua comunità salesiana ed era attento alle necessità dei missionari.

RANSENIGO don Pasquale, salesiano

☩ Roma, il 2 marzo 2011, a 78 anni

Don Pasquale è nato a Berlingo (BS) il 20 novembre 1932.
Riceve una profonda educazione umana e cristiana dai genitori Carlo e Sile.
A Chiari San Bernardino (BS) frequenta la quinta elementare, la scuola media ed il ginnasio.
Nel 1950 matura la sua vocazione salesiana ed entra nel Noviziato di Montodine (CR) e nell'anno successivo emette la sua professione religiosa.
Nello Studentato di Nave (BS) consegue gli studi liceali e filosofici. A Milano svolge il tirocinio come assistente e insegnante degli artigiani. A monteortone (PD) gli studi teologici lo fanno maturare sempre più nella convinzione che il Signore lo chiamava ad essere salesiano sacerdote. Corona il suo desiderio il 25 aprile del 1961 con l'Ordinazione sacerdotale a Rezzato (BS).
Nel 1974 consegue la laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Bologna che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile dell'Ufficio socio-politico del CNOS-FAP dal 1977 fino alla sua morte.
Fu un vero lottatore ma sempre signorile; mai parole fuori dalle righe, sempre motivazioni serie e ragioni convincenti.
Don Pasquale si è spento dopo una malattia protrattasi per quasi tre anni. Forse vi è stata anche una sofferenza più profonda, dovuta alla sensazione di non essere in grado di sostenere il peso di una prova così impegnativa.
Don Pasquale è stato fedele e perseverante nel suo ministero, che aveva assunto una forma nuova, quella della sofferenza nell'amore e nella serenità.
Il 4 marzo 2011 tanti i presenti a rendergli omaggio.

GIOI don Giovanni, salesiano

☩ Nuoro, l'11 Gennaio 1993, a 57 anni

Don Gianni si trovava a Nuoro, nella Comunità Salesiana della parrocchia San Domenico Savio da circa un anno. Vi era giunto molto malato ed aveva alternato periodi di ricovero all'Ospedale con la permanenza in casa, nella nascente Opera salesiana.
Nato a Ghilarza in provincia di Oristano il 25 Novembre 1936, aveva appena 15 giorni di vita quando il padre, Giovanni, un ex carabiniere, morì quasi improvvisamente. La madre, Angelina Musu, con tre figli: uno di 8 anni, uno di 4 e Giovanni di appena 15 giorni, dovette lottare e lavorare tanto per poterli allevare, essendosi venuta a trovare in una povertà assoluta.
Terminate le scuole elementari e sentendosi chiamato al sacerdozio, Gianni cercò di entrare nel seminario diocesano. Ma l'impossibilità per la famiglia di sostenere le spese del seminario gli impedì inizialmente di accedervi. Successivamente, venuto in contatto con un certo signor Porcu, molto legato alla Famiglia Salesiana, ottenne l'ammissione nell'Istituto Salesiano di S. Lussurgiu (OR), dove nel 1950 iniziò gli studi medi e ginnasiali.
Al termine della 5a Ginnasio chiese e ottenne di entrare tra i Figli di Don Bosco e andò a Lanuvio per il Noviziato che terminò con la 1a Professione il 16 agosto 1956. A San Callisto frequentà per tre anni il corso filosofico conseguendo anche, nel 1959, l'abilitazione Magistrale.
Iniziata la Teologia nel 1962 a Castellammare di Stabia, passò l'anno dopo in Palestina, a Cremiasn, dove proseguì gli studi di teologia fino al 1966. Il 23 Marzo di quell'anno, a Gerusalemme, veniva ordinato sacerdote. Dopo l'ordinazione tornò in Italia ricoprendo diversi incarichi: Consigliere, catechista, Direttore.
Nel 1972 ebbe inizio la sua esperienza apostoloca in Medio Oriente che durò per circa 15 anni fino al 1988. L'ispettore don Picchioni lo ricordava come: buon religioso, gran lavoratore: addetto all'accoglienza, svolgeva quel compito con grande disponibilità, signorilità e generosità.
La sua salute però, nel frattempo, si era andata gravemente compromettendo e per questo fu costretto a rientrare in Italia per essere curato, prima a Frascati e poi a Genzano.
Nel 1991 ebbe la gioia, sebbeno malato, di festeggiare i suoi 25 anni di Sacerdozio.
Chiese di potersi trasferire in Sardegna e i primi di Gennaio del 1992 fu accolto a Nuoro. Nell'Ottobre dello stesso anno una caduta gli procurò la frattura scomposta dell'omero sinistro. Rimase gessato per più di un mese. Il 5 Gennaio del 1993 un'altra caduta gli procurò la frattura scomposta al medesimo punto. Da quel momento la sua salute precipitò in fretta e l'11 Gennaio il suo cuore cedeva e dopo tanta sofferenza don Gianni entrava nella pace del Signore.
Il funerale svoltosi a Nuoro fu seguito, il giorno dopo, 13 Gennaio, da un'altra liturgia funebre corpore praesenti a Ghilarza, suo paese natale. La Chiesa era gremita di fedeli. Momenti di toccante commozione furono espressione chiara dell'affetto sempre vivo dei suoi parenti e compaesani che hanno voluto accontentare don Gianni facendolo riposare, nel Cimitero del Paese, accanto ai suoi genitori.

VENIER sig. Domenico, coadiutore

☩ Sernaglia della Battaglia (TV), il 26 Agosto 2013, a 89 anni

Domenico Venier, quinto di sei fratelli, era figlio di Giovanni e di Baccin Teresa. Era nato a Sernaglia della Battaglia l'11 marzo 1924.
All'età di undici anni raggiunge con mamma e fratelli il padre in Francia dove era emigrato per lavoro e va a vivere a Ville La Grand nell'Alta Savoia. Là frequentò le elementari, poi ad Amnemasse l'Ecole Primaire Superieure Professionelle. Rientrato in Italia nel '40 conseguì la licenza della Scuola d'Avviamento. Nel 1943, prestò il servizio militare nel Reggimento Alpini successivamente a Pieve di Cadore, Agordo, Bassano. Fatto prigioniero dai Nazifascisti il 10 settembre 1943 a Torrebelvicino (Vicenza) vi rimase fino il 31 ottobre riuscendo ad evadere dal campo di concentramento. Nuovamente arrestato il 7 aprile 1944, fu incorporato tra gli Alpini del rinnovato Battaglione "Cadore" fino al 31 gennaio 1945.
Con la famiglia fece ritorno al paese dove prese parte dell'Azione Cattolica divenendone presidente della Sezione Giovanile, dimostrando spiccate qualità e dinamicità apostolica.
All'età di 31 anni percorse un serio discernimento vocazionale: formarsi una famiglia o diventare religioso. Scoprì nella consacrazione "il tesoro nel campo", come dichiarò e il 3 novembre 1954 entrò all'Istituto Salesiano "Astori" di Mogliano Veneto, come aspirante alla vita salesiana. Compiuto l'anno di noviziato ad Albarè (VR), emise la professione religiosa il 16 agosto 1956.
Ricevette la sua prima obbedienza di svolgere la sua attività di maestro di falegnameria. Fu nell'istituto di Verona dal 1956 al 1959, nell'Istituto Coletti di VE dal 1959 al 1961. Si coltivava intanto divenendone poi esperto nel campo dell'elettromeccanica, nel quale lavorerà con passione presso il centro di Formazione Professionale Don Bosco di San Donà fino all'83.
La presentazione per il conferimento a Cavaliere "Al merito della Repubblica italiana" lo ritrae come: "educatore esemplare, maestro intelligente, ha formato alla sua scuola-officina, generazioni di giovani lavoratori, cui sa infondere con l'esempio e la parola i principi della fede e della vita civile. È amato e rispettato da tutti per il suo carattere equilibrato e generoso e soprattutto per la sua lineare condotta morale e religiosa".
Fedele al sistema pedagogico del fondatore Don Bosco ne attua con saggio equilibrio le direttive ed infonde nei giovani il senso del dovere, illuminato dai principi della fede, concorre ad elevare la società operaia nella giustizia e nell'amore della convivenza sociale.
Dal 1983 al 2004 passa 21 anni in Madagascar, contribuendo a iniziarvi l'opera salesiana in vari centri.
La sua è sempre stata una presenza serena e rasserenante. Ha saputo voler bene soprattutto con la carità del lavoro instancabile fino all'ultimo. Ci sono maestri che educano con la parola eloquente ed altri che lo fanno con l'esempio fedele. Il signor Domenico era tra questi. Un uomo di Dio tutto dedito agli uomini. Don Bosco ne sarà orgoglioso.

SIMONETTI sac. Albino, salesiano

☩ Arco (TN), il 7 Ottobre 2013, a 74 anni

«Signore, sulla Tua Parola, getterò le mie reti!». È stato questo il motto della sua vita. Durante il suo lavoro missionario, nei momenti più difficili ha ripetuto questo motto per trovare la forza.
Nella sua terra di Saccone di Brentonico (TN) udì e accolse il primo invito del Signore a seguirlo sui passi di don Bosco. "Getta le tue reti sulla mia parola" ossia fidati di me, di quanto ti dico e ti dirò, gli fece capire il Signore. In questo è stato favorito da una famiglia onesta e credente che dalla nascita, avvenuta il 3 marzo 1939, sempre lo sostenne e lo accompagnò. Don Albino è sempre stato molto affezionato, legato e riconoscente ai suoi, tanto da esprimere in questi suoi ultimi anni di malattia di poter rientrare nel suo amato Trentino.
Era partito piccolino, finita la quarta elementare. A Penango, vicino ad Asti, fece le medie e parte delle superiori tornando per le vacanze estive.
Terminata la scuola, a 18 anni, espresse il desiderio di andare in missione e fu destinato a El Salvador, in Centro America. Lo aspettavano 21 giorni di mare prima di arrivare a Colòn di Panamà e ripartire subito dopo per El Salvador.
Dopo l'anno di noviziato, divenne salesiano l'8 dicembre 1958 e proseguì gli studi a San Salvador. I Superiori vedendo in lui buone doti umane di affabilità e pazienza gli chiesero di seguire per alcuni anni novizi e aspiranti.
In Guatemala, dopo quattro anni di studi teologici, fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1968. A Roma, alla Gregoriana, conseguì la licenza in Teologia Dogmatica che gli consentì poi l'insegnamento ai giovani studenti teologi del Centro America. Alternava la docenza con il servizio pastorale, peraltro non ben visto dai governanti che osteggiavano in vari modi i missionari.
Tornò in Europa e rimase in Irlanda per 7 anni svolgendo incarichi di fiducia; diresse per alcuni anni la pastorale dell'Università "Hostel". Grazie alla conoscenza dell'inglese poté tornare a insegnarlo nel 1979 a Portorico per cinque anni assieme alla conduzione dell'opera salesiana che i superiori gli affidarono.
I superiori lo inviarono a Cuba dove il governo dittatoriale controllava in modo molto stretto ogni iniziativa e non permetteva attività religiose o educative. La sua capacità di guadagnarsi la fiducia della gente gli attirò il malumore del governo che lo imprigionò e lo malmenò più volte. Temendo per la sua salute psicologica e fisica per le ricorrenti pressioni, l'Ispettore si convinse di spostarlo; gli costò moltissimo accettare.
Fu così che conobbe Miami, in Florida, dove per quindici anni animò una splendida opera per i rifugiati cubani. Fu lì che lo conobbe don Pascual Chávez.
Aveva un'ottima capacità di stabilire relazioni interpersonali, era allegro, sereno, gioviale, di buon carattere, buon comunicatore, disponibile, tenace, persistente e ottimista. Dal 1984 al 1987 è stato anche Delegato dell'Ispettore delle Antille in Porto Rico e ha saputo portare avanti la Delegazione con saggezza e perspicacia salesiana. Sapeva ascoltare i confratelli e offrire loro la sua visione di padre e amico. Il suo ardore per la missione lo portava a intraprendere grandi e impegnativi progetti che portava avanti con sforzo e successo.
Provato fortemente da un tumore è rientrato in patria nel dicembre 2012 dove è stato fraternamente accolto e curato in modo attento presso la Casa di Cura dei Padri Dehoniani di Arco (TN). Nonostante la sofferenza è stato sempre saldo nella sua fede fino a quando nell'estate 2013 non ha smarrito la lucidità compromessa dalla contrazione di infezioni.

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14