I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

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Defunti

N. 72 record trovati

GIOVANNINI don Giulio, salesiano

☩ Castelfranco Veneto (TV), il 13 ottobre 2013, a 83 anni

Era nato a Baselga di Piné il 13 dicembre del 1929. Agli altri cinque fratelli che lo avevano preceduto la mamma lo presentò come un dono, era il giorno di Santa Lucia, "la santa dei doni".
Dopo i primi anni al paese proseguì le elementari e il ginnasio dai Salesiani di Trento; sono gli anni della guerra che lo costrinsero a interruzioni e riprese scolastiche.
Terminati gli studi a Trento entrò in noviziato ad Albarè diventando salesiano il 16 agosto 1949. Liceo a Nave, tirocinio prima a Udine come insegnante di scuola elementare e poi a Verona come assistente degli artigiani.
Per la teologia andò a Monteortone dove fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1958.
Presso il Pontificio Ateneo Salesiano di Torino conseguì la licenza in teologia e poi la laurea in Lettere a Bologna. Iniziò così l'insegnamento dapprima all'Astori, poi a Pordenone, a Tolmezzo, a Gorizia, a Mezzano. Svolgeva con convinzione il suo compito di insegnante ed educatore non risparmiando qualche espressione che poteva sembrare esigente se non provocatoria.
Tornò a Mogliano nel 1982, con mansioni anche di economo. Un infarto prima e un ictus cerebrale poi limitarono la sua attività.
Una grave bronco-polmonite nel gennaio del 2012 lo costrinse a una prolungata ripresa presso la Comunità "Mons Cognata".
Si spegne il 13 ottobre nell'Ospedale di Castelfranco Veneto.

BORT don Aldo, salesiano

☩ Mestre (VE), il 18 ottobre 2013, a 88 anni

È nato a Sant'Orsola (TN) il 4 aprile del 1925 da papà Giovanni e mamma Rosina.
Fece domanda di ammissione al noviziato il 24 maggio 1941 e nel 1948 emette la Professione Perpetua.
Don Aldo si è arricchito davanti a Dio soprattutto attraverso i mille incarichi che caratterizzarono la sua vita: insegnante, animatore della Pastorale Giovanile in Ispettoria, direttore, Vicario Ispettoriale prima di essere nuovamente direttore in Romania.
Per tanti anni esercitò l'autorità (direttore per 37) in molte case salesiane: Castello di Godego, Mogliano Veneto, Mestre Ispettoria, San Donà di Piave, Trieste e Costanza in Romania.
Don Aldo era un uomo buono, affabile, di una squisita gentilezza, senza pose. Sapeva coinvolgere e spronava all'impegno. Un profondo spirito di fede e una gioiosa disponibilità gli permettevano di affrontare anche momenti gravi e casi non facili con coraggio e fiducia.
Con i giovani aveva tratti cordiali, si potrebbe dire meglio, paterni. Li avvicinava con gesti di amicizia ed espressioni gioiose. Li trascinava con il suo entusiasmo.
Aveva ormai 74 anni quando i superiori gli chiesero di andare ad aprire e dirigere la missione di Costanza in Romania. Le primissime furono spedizioni avventurose tra difficoltà di frontiere, di strade, di approvvigionamenti, di pernottamenti di fortuna. Lì, pur non conoscendo né lingua né ambiente visse tre anni di sacrifici compiuti col solito suo sorriso in volto.
Negli ultimi anni la malattia non gli dava tregua. Non un lamento però. Mantenne la sua serenità anche quando gli dissero di lasciare Mogliano per l'infermeria di Mestre: aveva passato all'Astori oltre trent'anni!

GIURICIN don Giovanni, salesiano

☩ Udine, il 3 luglio 2013, a 90 anni

Don Giovanni è nato a Rovigno, da Giovanni e Margherita Dapiran il 3 dicembre 1922.
Conosce i salesiani, presenti nella sua cittadina, e nel 1935 inizia l'aspirantato che prosegue nella casa di Verona Don Bosco. Nel 1940 va ad Este per il noviziato. La prima obbedienza lo invia ad Udine, dove rimane per un anno, come insegnante dei sarti; l'anno successivo va a Verona prima di ritornare definitivamente ad Udine. Dal 1943 al 2013 è al Bearzi. Ci sarà solo una parentesi di un anno, dal 1951 al 1952, in cui lo troviamo a Trieste.
Preparatosi per formare i sarti, lascia il laboratorio di sartoria e, conseguito il titolo necessario, diventa docente di educazione artistica e musicale. Grazie a questo nuovo servizio che è chiamato a prestare ai giovani, Giovanni può coltivare alcuni talenti per cui è apprezzato e in questo modo può fare del bene a tante persone. Affina il suo gusto artistico e si ritaglia del tempo per dipingere e con la vendita dei quadri sostiene i missionari.
Maestro di musica, si presta - lo farà anche in età avanzata - per insegnare a suonare diversi strumenti; l'amore per la musica, inoltre, lo lega al coro della parrocchia.
In questo cammino gli è stato d'aiuto il suo carattere signorile e la sua umiltà, la pazienza di cui era dotato, ma anche il suo atteggiamento interessato, positivo, collaborativo, capace però di farsi anche da parte.

MARCHESI don Romano, salesiano

☩ Castello di Godego (TV), il 21 maggio 2013, a 93 anni

È nato a Lanza-Mocenigo, nel Comune di Rumo, in uno scorcio molto bello della Val di Non (TN), il 9 novembre del 1919, da Giuseppe e Domitilla Baldassari. Era secondo di sette fratelli.
Aveva uno zio sacerdote della diocesi di Trento, don Luigi Marchesi, che lo avviò dapprima in Seminario e poi all'Istituto Salesiano di Trento. Dopo la 5a ginnasio andò ad Este a fare il Noviziato nel 1938-39. È diventato sacerdote a Monteortone nel 1949 per le mani di monsignor Girolamo Bordignon.
Abilitato come Maestro ha insegnato ad Este, Schio, Tolmezzo, e poi ha fatto il Segretario della Scuola a Pordenone e a Mezzano di Primiero. È stato anche a Trieste e a Chioggia.
Dal settembre 1986 all'aprile del 2009, per 23 anni, quasi una vita, don Romano è stato a Santa Croce, a Mezzano di Primiero. Una vita lunga vissuta insieme a tanti ragazzi, giovani e adulti che hanno compiuto un pezzetto della loro strada accanto a lui. Anni spesi sempre tra la gente, accanto alle persone, e contraddistinti dal suo comportamento discreto e rassicurante: presenza, sorriso 'parlante' e determinazione...
Religiosamente era sempre presente e puntuale alla pratiche di pietà della comunità. Prestava il servizio pastorale nelle parrocchie soprattutto per le confessioni comunitarie a motivo di una certa difficoltà di farsi capire nella predicazione.
La sua caratteristica: pur senza tante parole era sempre presente alle ricreazioni dei ragazzi... fino alla fine!

CODEN sig Lino, coadiutore

☩ Mestre (VE), il 20 Novembre 2013, a 92 anni

Il signor Lino Coden era nato a Chies D'Alpago (BL) il 16 novembre del 1921. Fece il prenoviziato a Bagnolo Piemonte e, dopo il noviziato, a Chieri emise la prima professione religiosa il 15 settembre del 1940 e sei anni più tardi quella perpetua.
Dal 1971 fu al San Zeno dapprima come insegnante nel reparto di stampa offset dove inizia a insegnare prendendosi a cuore gli allievi del primo anno. Era stato prima in diverse scuole grafiche: Torino-Valdocco, Genova Sampierdarena, Roma Borgo Ragazzi, Roma San Pio X.
Nell'estate del 1979 pervenne al San Zeno la richiesta che di poter inviare alcuni salesiani a Bangkok per una collaborazione tecnico didattica ed il signor Lino fu tra questi. Dalla Thailandia, nel 1984, il sig Coden andò in Brasile a Belem poi, nel 1986 parte alla volta di Recife.
Il lavoro e la formazione professionale sono stati i suoi due tratti distintivi.
Amava il teatro e andava spesso ad assistere le prove del gruppo teatrale "San Zeno in scena" dell'istituto, ascoltando e consigliando insegnanti e allievi. Ricordava gli anni in cui lui, da giovane salesiano, calcava le scene.
È stato accudito con tanta premura e amorevolezza dalla comunità salesiana di Mestre "Artemide Zatti" e dalle suore dove aveva chiesto lui stesso di essere accolto per prepararsi, così lui stesso diceva, alla morte attraverso la preghiera.
Fino alla fine è stato sereno e lucido.
Ora riposa nel Cimitero del suo paese natale Chies D'Alpago (BL).

SARCHELETTI sig Luigi, cooperatore

☩ Verona, il 9 Maggio 2013, a 91 anni

Il signor Luigi è stato il primo Coordinatore Mondiale dell'Associazione dei Salesiani Cooperatori.
È stata una persona che ha messo tutti i suoi talenti a servizio del Regno di Dio: in famiglia, nelle associazioni ecclesiali, in quelle di impegno civile e nel volontariato.
La sua conoscenza e il suo amore per Don Bosco lo ha portato a diventare Salesiano Cooperatore a soli 16 anni per inserirsi nella Chiesa e nella società a tutto campo, come uno dei primi sostenitori del ruolo essenziale dei laici così come l'aveva delineato il Concilio Vaticano II.
La sua preparazione ecclesiale e sociale, la sua passione per i giovani e le fasce deboli della società gli hanno dato una chiarezza di obiettivi e di vedute da essere il tessitore della stesura del "Nuovo Regolamento" dell'Associazione in linea col Concilio, fino ad arrivare alla formulazione definitiva del "Progetto di Vita Apostolica" dell'ultimo Congresso Mondiale del novembre 2012 dove, nel giorno del suo 91° compleanno e del 75° anniversario della sua appartenenza associativa, ha potuto cogliere, a fianco del Rettor Maggiore, il frutto delle sue grandi intuizioni di un laicato maturo capace di rispondere alle grandi sfide giovanili di oggi.
E non si è accontentato di essere lui in prima linea: ha forgiato nuove vocazioni di impegno laicale da vero talent-scout dello Spirito Santo, capace di stimare e voler bene con discrezione e profondità, di incoraggiare con delicatezza e forza, di tracciare con la sua fede e il suo amore a Maria un sentiero verso la misura alta del cristianesimo e della salesianità.
Con responsabilità ed equilibrio ha saputo intessere rapporti, dai più semplici e familiari fino ai livelli più alti e qualificati della Famiglia Salesiana, della Chiesa e della società civile, portando stimoli che scaturivano dalla ricerca ferma della verità e che si trasformavano in decisioni nella linea della crescita dei giovani, della qualificazione degli adulti, dell'attenzione ai più svantaggiati per diffondere il bene ovunque.
Rimasto ferito gravemente in un incidente stradale il 21 aprile, purtroppo non ce l'ha fatta e se ne è andato a incontrare il suo Signore al quale ha donato la sua vita con dedizione, amore e impegno.

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