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Le vostre notizie >> Come messaggeri di pace verso don Bosco

L'8 settembre è terminato il pellegrinaggio ciclistico di pace 2013 da Vienna a Torino, dove san Giovanni Bosco (1815-1888) fondò la sua opera mondiale a favore dei giovani.
19 ciclisti hanno mostrato, durante il loro viaggio di 15 giorni, non solo forza fisica, ma hanno manifestato anche segni di pace. Le tappe sono state molto impegnative, per un massimo di 100 chilometri al giorno, ma sulle orme di don Bosco.
Il sacerdote e battistrada sociale di Torino manifestò, attraverso l'impegno per i ragazzi più poveri, segni forti per la giustizia nel mondo. La carità non conosce distinzioni di colore o d'origine nazionale rimane una sfida.
Culmine del pellegrinaggio è stato la partecipazione alle Prime Professioni di 19 novizi salesiani al Colle Don Bosco, tra loro l'austriaco 28enne Michal Klučka.

L'organizzatore Dieter Zumpfe ha sintetizzato la loro esperienza: "Ringrazio Dio per tanti belli incontri durante il viaggio, per le reazione al nostro messaggio di pace, e non da ultimo che tutti sono arrivati in buona salute." Per lui Don Bosco è un esempio di vita già dalla giovinezza: "L'inizio era un detto di don Bosco su un bigliettino, poi da questo è nato il pellegrinaggio per la pace. Chi lo avrebbe pensato anni fa?".
L'impegno di Don Bosco per la gioventù e il pensare e agire nutrito dalla fede cristiana non hanno perso l'attualità.
I ciclisti hanno in mente di ricordare nella prossima edizione 2014 l'inizio della prima guerra mondiale. Un'altra idea è quella di mettere al centro il tema "Gioventù e formazione".

Il concetto dei pellegrinaggi ciclistici per la pace viene dal giornalista austriaco Werner Ertel, morto nell'anno 2011. Lui ha guidato la prima impresa ciclistica da Vienna a Gerusalemme nell'anno 2009. Nel 2011 la meta è stata Sarajewo.

Ulteriori informazioni sull'edizione del 2013 si possono trovare sul sito www.friedensradfahrt.eu