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Le vostre notizie >> Primo cortile oratoriano a Q’eqchi (Guatemala)

Nel giorno in cui si ricorda l'ordinazione di San Giovanni Bosco, il 5 giugno del 1841, nella missione salesiana in Guatemala tra gli indigeni Q'eqchi, nel villaggio Chiqueleu è stato benedetto il primo cortile di un Oratorio salesiano Q'eqchi. Presenti alla benedizione c'erano don Roger Castillo, don Hector Hernandez, don Vittorio Castagna e 4 prenovizi saleisani. L'opera è stata permessa grazie all'aiuto della Parrocchia Salesiana di Arese e alla donazione delle offerte di don Donato Bosco ricevute nel giorno della sua ordinazione sacerdotale.
La missione salesiana di San Pedro Carchá, a cui è stata affidata una parrocchia di 250000 abitanti, in vista del bicentenario della nascita di don Bosco e leggendo i vari documenti del Rettor Maggiore, ha scelto di iniziare con la creazione di oratori salesiani nei villaggi Q'eqchi. La scelta di fondare oratori si è rivelata profetica, in poco tempo si è passati da 3 oratori a 9, e il numero è ancora in aumento.
Molti giovani hanno detto di aver sentito parlare di oratorio, soprattutto quando i salesiani gli parlano di don Bosco, ma non capivano bene che volessero dire con la parola "Oratorio". Ora invece tutto è differente, anche loro vogliono essere come don Bosco e aiutare i giovani più bisognosi con il Sistema Preventivo nei 4 cardini di famiglia, scuola, cortile e chiesa.
I giovani sono formati sotto la guida di don Vittorio Castagna che, a nome della comunità salesiana di San Pedro Carchá, accompagna gli animatori e tutto ciò che è relazionato con gli oratori. Nell'ultimo incontro svoltosi il 7 giugno, erano presenti 25 animatori indigeni Q'eqchi, che venivano in rappresentanza dei più di 60 animatori indigeni.
Tra le tante esperienze c'è anche quella di un'animatrice di 25 anni, Gloria Esperanza Xol Chub, grazie alla quale è nato l'Oratorio San Francesco di Sales, dove al momento ci sono anche 4 bambine orfane a cui dedica la maggior parte del suo tempo. L'Oratorio più lontano si trova nel villaggio Tzapur a 3 ore dalla missione dei salesiani (il villaggio più lontano si trova a 9 ore di distanza), dove non c'è né luce né acqua e la gente vive in estrema povertà. Ci sono poi oratori come quello del villaggio Chiseb dove c'è un telaio a mano che aiuta le bambine povere ad apprendere un lavoro.
Forse nessuno di loro è Valdocco, ma insieme comunicano quello spirito che don Bosco ha voluto trasmettere ai suoi giovani.