I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

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Defunti

N. 66 record trovati

NORDERA sac. Luciano, salesiano

☩ Haifa (Israele), il 2 Dicembre 2011, a 83 anni

Don Luciano nasce a Badia Calavena (VR) da papà Emilio e mamma Giovanna Corradi il 14 Ottobre 1928.
Diventa salesiano a 20 anni con la Prima Professiona ad Albarè il 16 Maggio 1949.
A 25 anni fa la Professione Perpetua a Torino, è il 6 Giugno 1954. A 28 anni riceve l'Ordinazione sacerdotale a Torino nella Basilica di Maria Ausiliatrice, il 1° luglio 1957 dal Cardinale Arcivescovo di Torino Maurilio Fossati.
Dopo aver conseguito la maturità classica nel 1952 consegue la licenza in teologia all'UPS nel 1957 e la laurea in Storia Ecclesiastica alla Pontificia Università Gregoriana nel 1980 con la pubblicazione della Tesi qualche anno più tardi.
Don Luciano svolge il suo ministero sacerdotale e il suo servizio come docente prima a Monterortone (1959-1978), poi ad Alassio (1968-1969), quindi ad Este (1971-1972) e a Verona-Saval (1972-1978).
È direttore ad Albarè (1978-1984) e dopo un anno trascorso all'UPS per la pubblicazione della sua Tesi di Laurea, dal 1986, per volere del Rettor Maggiore, si trasferisce a Cremisan, svolgendo per tanti anni un prezioso servizio come docente, formatore, vicario e catechista.
Quando nel 2004 lo studentato teologico di Cremisan si strasferisce a Gerusalemme Ratisbonne, don Luciano rimane a Cremisan come vicario, impegnato soprattutto ad accogliere persone e gruppi di visitatori e a tenere un prezioso collegamento con i tanti benefattori dell'opera.
Don Luciano è morto a causa di un tumore maligno diagnosticato qualche mese prima. Ha accettato con fede la malattia e la sofferenze, testimoniando a tutti il suo fiducioso abbandono alla volontà di Dio. La sua morte serena è il compimento di una vita generosa e fedele.
Nell'ultimo mese era ricoverato presso l'Ospedale italiano delle Suore Francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria di Haifa (Israele).

MALGARINI sac. Giuseppe, salesiano

☩ Castelfranco Veneto (TV), il 6 Febbraio 2012, a 100 anni

Don Giuseppe è nato a Sant'Eufemia di Borgoricco (Padova) il 1 agosto 1911 da Luigi e Carolina De Favari. È stato battezzato nella Chiesa parrocchiale di Sant'Eufemia il 2 agosto e ha ricevuto il sacramento della confermazione l'8 ottobre 1922. Dopo aver frequentato il corso elementare al paese natale è entrato nel seminario vescovile di Thiene, frequentando regolarmente le classi fino alla quarta ginnasiale. È conservata una lettera del Rettore che, nel 1928, lo presenta al Direttore di Schio perché Sisto desidera lasciare il seminario per diventare salesiano.
Il Rettore del Seminario lo descrive desideroso di diventare salesiano e sacerdote, ma ne mette in evidenza anche la spensieratezza.
Giuseppe aveva conosciuto i salesiani nell'oratorio di Schio e ne era rimasto affascinato.
Il 25 settembre 1928 entra in noviziato a Este (1928-1929). Dopo la prima professione viene inviato a Torino Valsalice (1929-1930) e poi a Foglizzo (1930-1931) per il postnoviziato e a Schio per il tirocinio (1934-1938).
Nel 1934 viene inviato per gli studi di teologia a Chieri (1931-1934) e viene ordinato sacerdote nella Basilica di Maria Ausiliatrice il 3 settembre 1930 per l'imposizione delle mani di Mons. Maurilio Fossati.
Rientrato in ispettoria inizia il suo ministero sacerdotale a Venezia «Castello» (1938-1940). In piena guerra viene inviato in Albania per tre anni (1940-1943) come cappellano degli alpini. Terrà caro il suo cappello con la penna nera e non mancherà mai, nel dopoguerra, ai raduni nazionali.
Al ritorno dalla guerra in Albania è inviato come catechista e vicario a Verona «Don Bosco» (1943-1947) e poi Direttore ad Albaré (1948-1951), a Chioggia (1948-1951) e direttore e parroco a Trieste (1951-1956).
Nel 1956 inizia un lungo periodo come cappellano presso le Figlie di Maria Ausiliatrice di Padova (1956-1973) e Rosà (1973-1987). In questi anni visita mensilmente dieci comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice per i ritiri, le confessioni e l'animazione dei cooperatori.
Il periodo padovano lo vedrà anche insegnante di religione nella scuola statale e incaricato dell'animazione vocazionale nel territorio della diocesi di Padova.
Nel 1987 rientra in comunità a Monteortone (1987-1992) e successivamente a Este (1992-2000). Gli ultimi anni della sua vita centenaria li passa nella Casa «Mons. Cognata» di Castello di Godego (2000-2012).
Negli ultimi tempi non è di molte parole, ma quando viene stuzzicato i ricordi riaffiorano: la guerra, i commilitoni, il cappello con la penna. Ha ancora gli occhi vivi e furbi come quando ragazzetto suonava con lo spago legato al banco dello studio.

COGLIANDRO sac. Mario, salesiano

☩ Messina, l'11 Gennaio 2012, a 86 anni

Nato a Cannitello di Villa S. Giovanni (Reggio Calabria), il 26 luglio 1925 da Domenico ed Accurso Eugenia.
Dal 2° al 5° ginnasio studia al S. Luigi di Messina, da interno, ed affascinato dalla testimonianza di vita religiosa ed apostolica dei suoi superiori giunge alla determinazione che il suo futuro era quello di salesiano, come loro. Nel 1940 scoppiava la seconda guerra mondiale. Al Seminario di Reggio fa gli studi teologici ma non chiede di essere ammesso agli Ordini Sacri per essere libero di seguire la sua vocazione salesiana, come gli consigliava il direttore spirituale.
Finalmente, raggiunta la maturità a 21 anni, fa la domanda per il noviziato, che farà a Modica guidato da Don Giardina, e dove, fatta la professione, resta per un anno come assistente.
Dal '47 in poi lo vediamo assistente e professore a Sampaolo di Palermo, a Cibali di Catania; a San Gregorio completa gli studi di teologia e viene ordinato Presbitero nel 1950.
Dal 1950 al 1962 è catechista ed insegnante dei chierici a S. Gregorio; si laurea in lettere classiche divenendo insegnante di italiano e storia.
Nel 1959 la sua vita cambia totalmente in quanto viene chiamato a fare il delegato dei Cooperatori della Sicilia orientale ed Assistente delle Volontarie di Don Bosco.
Dal 1964 al 1973 diviene delegato della Famiglia Salesiana della Sicilia Orientale.
Nel 1973 la sua vita subisce un'ulteriore sterzata: il Rettor Maggiore Don Ricceri lo chiama a Roma per nominarlo Delegato mondiale dei Cooperatori. Gli anni che verranno sono molto fecondi: avvia subito la revisione del Regolamento dei Cooperatori composto da Don Bosco; e poi inizia i suoi viaggi per il mondo fino al 1988.
In America avvia la missione dei Cooperatori a Trelew. È un missionario irrefrenabile.
Dal 1988 al 1990 è responsabile del Salesianum alla Pisana ed infine torna nella sua Calabria, con sede a Vibo Valentia, come Delegato dei Salesiani Cooperatori.
Don Mario Cogliandro è tornato alla Casa del Padre, a Messina dove ha trascorso gli ultimi mesi della sua vita. La sua salma è stata portata nella Parrocchia di Cannitello di Villa San Giovanni (R.C.).

GIANOTTI sac. Saverio, salesiano

☩ Pordenone, il 24 Gennaio 2012, a 90 anni

Don Saverio è nato a S. Michele all'Adige (Trento) il 27 novembre 1921 da Pio e Giulia Calovi. È stato battezzato nella Chiesa parrocchiale il 3 Dicembre e ha ricevuto la cresima a Lavis il 30 marzo 1930. Dopo aver superato il corso elementare a Lavis (1927-1933) entra nella casa salesiana di Trento per compiervi l'aspirantato (1933-1939).
Dopo il noviziato a Este (1939-1940) è destinato a Nave per il postnoviziato (1940-1942) e successivamente a Torino «Rebaudengo» (1942-1946). Dopo aver conseguito la Licenza in filosofia, ritorna a Nave come docente (1946-1949). Nel 1949 inizia gli studi teologici a Monteortone e viene ordinato a Monteortone il 29 giugno 1952 da Mons. Girolamo Bortignon.
Giovane sacerdote, incomincia il suo ministero pastorale come docente nella casa di formazione di Nave (1952-1954; 1971-1973) e, successivamente, in varie case salesiane: Castello di Godego (1954-1955; 1967-1970), Mogliano Veneto «Astori» (1955-1961), Cison di Valmarino (1961-1967; 1973-1976), Tolmezzo (1970-1971), Venezia Castello (1976-1980).
Nel 1980 riceve l'obbedienza di terminare gli studi all'Università Pontificia Salesiana di Roma, dove consegue il Dottorato in Filosofia e la Licenza in Teologia. Don Braido, riconoscendone le doti di intelligenza e di impegno nella ricerca, chiede al Rettor Maggiore di averlo come collaboratore nell'Istituto Storico Salesiano appena istituito. Vi rimarrà per 14 anni, dal 1982 al 1996 svolgendo un lavoro prezioso, in particolare nella ricostruzione della bibliografia riguardante gli scritti e gli studi su don Bosco.
Nel 1996 ritorna in ispettoria e passa gli ultimi anni della sua vita salesiana a Pordenone (1996-2012).
Don Saverio aveva a cuore la salvezza delle anime e ha speso la sua vita per la gloria di Dio, come gli aveva insegnato don Bosco.
Al mattino, quando celebrava con devozione l'Eucaristia, spesso piangeva e baciava l'ostia e il calice. Nonostante i novant'anni e nonostante non si reggesse più in piedi, pochi giorni prima del ricovero in ospedale, ha desiderato ricevere dal direttore l'eucaristia stando in ginocchio, con il volto rigato dalle lacrime. Nella sua vita sacerdotale aveva coltivato un profondo senso liturgico e si lamentava quando aveva l'impressione che si celebrasse senza attenzione e il dovuto raccoglimento interiore.
La sua fede radicata e il desiderio di fare la volontà di Dio si è manifestata in modo alquanto originale nell'ultimo mese. Al rientro dalle vacanze di Natale la sua salute andava peggiorando.
Don Saverio era un salesiano appassionato, pronto a pagare di persona, capace di accogliere il sacrificio della sofferenza, innamorato di Dio e grato per il dono della vocazione salesiana e sacerdotale. Per lui la consacrazione religiosa era veramente un totale e incondizionato mettersi a disposizione di Dio, al di sopra di ogni inclinazione, attitudine e gusto personale, e questa sua totale disponibilità fu messa a dura prova nella sua vita.
Aveva una fede forte, senza incrinature e ombre e un approccio coinvolgente alle cose e alle attività che affrontava con molta passione.
Don Saverio si è lasciato afferrare saldamente da Cristo nella sua vita. Ha celebrato quotidianamente l'eucaristia ed ha compiuto ogni giorno la sua "trasfigurazione"

CADROBBI sac. Luigi, salesiano

☩ Castello di Godego (TV), il 2 Febbraio 2012, a 89 anni

Don Luigi è nato a Baselga di Pinè (Trento) il 4 novembre 1922 da Domenico e Domenica Gasperi. Il 5 novembre ha ricevuto il battesimo.
Dopo aver frequentato le scuole elementari nel 1936 entra nel Seminario minore di Trento e vi rimane tre anni (1936-1939), frequentando le tre prime classi del ginnasio. Il Rettore del Seminario minore, don Benazzolli, scrivendo una lettera di presentazione di Luigi per il noviziato lo ricorda come timido, ma sereno e molto buono, diligente e disciplinato e di pietà sentita.
Dopo un periodo di aspirantato nella casa salesiana di Trento (1940-1941), in occasione della festa di Maria Ausiliatrice fa domanda al direttore di entrare in noviziato.
Emessa la professione temporanea al termine del noviziato a Este (1941-1942) è inviato per il postnoviziato a Nave (1942-1945). Le prime esperienze pastorali le vive nella casa di Schio (1945-1946) e Pordenone (1946-1948), dove manifesta buone attitudini all'insegnamento e una particolare sensibilità nell'educazione dei ragazzi.
A 26 anni inizia gli studi di teologia a Monteortone (1948-1952), dove viene ordinato sacerdote il 29 giugno 1952. In seguito proseguirà gli studi conseguendo la Licenza in teologia.
Il ministero pastorale di don Luigi, come catechista e insegnante nella scuola media, lo vede impegnato con i giovani in varie case dell'Ispettoria: Venezia «Coletti», Trento (1953-1955; 1974-1976), Bevilacqua (1955-1957), Udine (1957-1958), Este (1958-1961; 1962-1974) Verona «Don Bosco» (1961-1962), Bardolino (1995-2007). L'ultima destinazione è la casa «Mons. Cognata» di Castello di Godego (2007-2012).
Fino alla fine della vita è stato obbediente alla sua consacrazione come religioso salesiano: per questo i giovani gli volevano bene e lui li amava.
Persona dal cuore mite, manifestava la serenità interiore con il sorriso e l'affabilità del tratto. Don Luigi aveva un'agendina che conteneva tutti i nomi dei suoi allievi ed exallievi: li ricordava tutti per nome e pregava per loro e i giovani gli erano affezionati.
Gli piaceva andare in montagna e il suo interesse era la contemplazione della bellezza della natura, che faceva apprezzare anche a quanti lo accompagnavano.
Don Luigi era una persona riservato nella sua vita spirituale, ma si percepiva il suo impegno per ravvivare la coscienza della sua intima relazione con Dio attraverso una preghiera semplice, fiduciosa e apostolica: congiungeva spontaneamente la preghiera con la vita.
È stato un salesiano sacerdote fedele fino alla fine alla Congregazione e alla Chiesa. La serenità della sua morte e il suo abbandono sereno e fiducioso al Dio della Vita è lo specchio della sua vita.

VIRGINTINO sac. Pasquale, salesiano

☩ Salerno, il 25 Febbraio 2010, a 92 anni


Pasquale Virgintino nasce il 6 Gennaio 1918 in via Piazzolla a Santeramo in Colle, da mamma Giuseppina Perniola e papà Francesco. Ultimo di nove figli, rimasto orfano di padre alla tenera età di sette anni, si lega particolarmente alla mamma, la quale, sull'esempio di mamma Margherita, imparte ai suoi figli un'educazione fortemente improntata sui valori religiosi, tanto che ben presto in casa fioriscono tre vocazioni: quella di suo fratello Giuseppe, che diverrà sacerdote secolare alla Sacra Rota, di sua sorella Chiara, che prenderà i voti divenendo suora delle Zelatrici del Sacro Cuore alle quali è tanto devota sin da giovanissima, e la sua.
A soli quattordici anni, Pasquale, o meglio Pasqualino, così come amano chiamarlo tutti, per il suo fisico da sempre esile ma scattante, tanto che quando cammina pare volteggiare come un ballerino, parte per l'Aspirantato Salesiano di Genzano, dove segue gli studi ginnasiali.
In seguito, si trasferisce ad Amelia, in provincia di Terni, dove segue il noviziato terminato con la professione religiosa il 25 Agosto 1935.
Completati gli studi liceali a Lanuvio, si trasferisce a Roma Sacro Cuore per il tirocinio che conclude con la professione perpetua emessa a Roma Mandrione il 16 Agosto 1941 e per studiare teologia.
Terminati gli studi viene ordinato sacerdote il 15 Luglio 1945 con incommensurabile gioia di tutti, in particolare della sua affezionata madre che sino a quel momento tanto atteso prega per lui con fede e devozione.
Ordinato sacerdote viene inviato a Lanusei, in Sardegna, e vi rimane dieci anni, occupato nell'insegnamento di materie letterarie per i ragazzi aspiranti e nella progettazione e realizzazione del "Tempio Don Bosco", che gli permette di esprimere tutto il suo amore per l'arte in ogni sua sfaccettatura.
In seguito, viene trasferito per dodici anni a Roma Cinecittà che lo vede impegnato come insegnante, attività a lui congeniale e che predilige particolarmente.
Successivamente trascorre un anno a Selargius, in Sardegna, come insegnante, per poi essere trasferito nuovamente a Roma per cinque anni, presso l'Opera del Borgo Ragazzi Don Bosco.
Nel 1966, a Santeramo, grazie al buon cuore del Cavaliere Plantamura Angelo Felice e di sua moglie, donna Maria Cristina Sette, viene fondata una Casa Salesiana di Aspirantato, fiore all'occhiello ancora oggi, a distanza di quarantacinque anni, per i cittadini santermani.
Così, nel 1974, con sua grande meraviglia, Don Pasqualino ritorna alle origini: viene trasferito definitivamente nel suo paese natale.
Era una persona speciale, unica, che, nonostante la sua venerabile età (novantadue primavere intensamente vissute), tanto ancora voleva donare, in maniera assolutamente incondizionata e gratuita ai suoi confratelli, ai suoi giovani, nei quali credeva fermamente, proprio come San Giovanni Bosco, del quale sempre ha voluto con orgoglio testimoniare l'esempio.
Gli ultimi anni, quelli della sofferenza e della malattia, con le quali ha imparato a convivere con una dignità senza eguali, sono stati vissuti da Pasqualino come in un'intensa Via Crucis.
Don Pasqualino si è contraddistinto, dunque, per essere stato un sacerdote eclettico, dalle doti innate di insegnante, artista, educatore a 360°, nonché grande esempio di virtù, incarnando appieno il modello di San Giovanni Bosco.

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