I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

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Defunti

N. 66 record trovati

PIETROBELLI suor Maria, Figlia di Maria Ausiliatrice

☩ in Giappone, il 20 aprile 2013, a 97 anni

Suor Maria nasce a Torrebelvicino (VI) il 12 gennaio 1916 ed è la terza di dieci fratelli. Fin da piccola esprime ai familiari il desiderio di farsi religiosa e a 16 anni si trasferisce a Torino. Entra nello studentato dei padri salesiani per farsi suora nell'ordine delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Il 5 agosto del 1939 fa la prima professione di fede e tre mesi dopo viene inviata, assieme ad altre consorelle, in Giappone. Vi giunge dopo 40 giorni di navigazione. Inizia così la sua infaticabile vita missionaria.
Si prodiga all'educazione dei tanti bambini orfani a causa della guerra, ricoprendo varie responsabilità presso le scuole, gli studentati e gli orfanatrofi gestiti dai salesiani e dalle Figlie di Maria Ausiliatrice. Lei, di carattere docile e umile, non ha mai vantato le sue mansioni, nonostante lesiano stati affidati ruoli di notevole responsabilità e impegno. Ha insegnato, è stata per anni direttrice ed ispettrice.
Nel 1945, allo scoppio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, anche lei come tanti giapponesi viene contaminata dalle radiazioni e riporta disturbi che la seguiranno per tutta la vita.
Nel 1949 Hirohito, Imperatore del Giappone, si reca presso gli istituti diretti in quel periodo da suor Maria per manifestare stima e riconoscenza all'opera delle missionarie e missionari salesiani.
Rientra in Italia solo quattro volte, nell'ultimo rientro nel 1993 ha più volte ribadito di sentirsi "giapponese tra i giapponesi" ed espresso il desiderio di rimanere "per sempre" nella sua amata terra, il Giappone. Nelle sue lettere esprime sempre la sua grande fede a conferma della sua vocazione missionaria.
Tutta la vita di suor Maria è stata un'avventura umana meravigliosa, sempre lieta di offrirsi, riconoscendo Gesù dentro l'umanità che ha servito con carità e amore. Per tutti un esempio di bontà e di bellezza da imitare.

GODNIC don Vittorio, salesiano

☩ Gorizia, il 30 novembre 2013, a 93 anni

Don Vittorio nasce in Aurisina (TS) il 3 gennaio 1920, da una famiglia povera. Il papà lavora nelle cave di pietra. Lui incomincia come garzone di bottega.
Amante dello sport, del calcio in particolare, viene notato la Triestina calcio che lo tessera. Ha successo in questa disciplina tanto da giocare nelle categorie maggiori fino alla serie A con il Genoa. Durante la guerra gioca in Sicilia e quindi al Nord. È stato un acceso tifoso fino alla fine della vita.
Desideroso di studiare nel 1944 raggiunge il collegio salesiano di Pordenone e chiede di essere accolto fra i salesiani.
Diventa salesiano nel 1946, sacerdote nel 1955. Alla sua prima Messa celebrata a Padova era presente la squadra del Padova con il mitico allenatore, triestino come lui, Nereo Rocco.
Lavora negli oratori salesiani di Venezia, Schio, Mogliano Veneto.
A Gorizia arriva nel 1967 come insegnate di Educazione Fisica ed Educazione Artistica. Ha una grande passione per l'arte, e per la pittura in particolare. Gli riescono bene in particolare i suoi paesaggi carsici con i colori vivi e contrastanti. Numerosissime le sue mostre di pittura apprezzate anche da critici esigenti.
Per oltre 30 anni fu impegnato come cappellano della clinica "Pineta del Carso" di Aurisina, e fino alla fine di novembre ha celebrato con assoluta fedeltà presso la clinica Fatebenefratelli di Gorizia.
Ogni domenica e mercoledì celebrava per le suore Orsoline.
Costantemente impegnato nella ricerca teologica e filosofica, leggeva con grande interesse tutti i giorni almeno due quotidiani e Civiltà Cattolica. Ha prodotto un numero rilevante di piccole opere su vari argomenti.
Ci ha lasciati improvvisamente sabato 30 novembre 2013, mentre si conversava a tavola in comunità. I funerali sono stati presieduti dal Vescovo diocesano monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli. Ora riposa in Aurisina.

ARMAN sig. Giuseppe, coadiutore

☩ Gorizia, il 4 dicembre 2013, a 93 anni

Il signor Giuseppe, Cavaliere, è nato a Casarsa il 6 febbraio 1920. Salesiano per 75 anni, ha passato tutta la sua vita a Gorizia.
Amava la musica, il teatro, ed era speciale nel costruire e far volare aquiloni. Ha lavorato nell'orto per decenni anche come pioniere nelle colture e nell'attrezzatura. Ha inventato e brevettato un attrezzo che è stato riconosciuto come assolumente originale. Il suo "Ortocolt" trainato da un semplice motocoltivatore, in una passata arava, seminava e chiudeva il solco. Quella semplice piccola macchina, fatta solo di leve, serviva molto nel coadiuvare il pesante lavoro del coltivatore.
Aveva vinto la medaglia alla Fiera di Verona. Giovanni Paolo II gli aveva conferito pure il titolo di Cavaliere dell'Ordine di San Silvestro Papa. "Mani grosse e callose dal lungo lavoro nei campi; cuore grande e tenero. Semplicità e genialità." Così lo ricordano gli exallievi.
Durante il terremoto del Friuli ha aiutato vari parroci nella ricostruzione e nel coltivare ortaggi per sopperire ai bisogni dei terremotati. Ha regalato frutta e verdura a tutti.
Il Vescovo di Gorizia, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, ha voluto presiedere la liturgia funebre. Ora riposa nel cimitero di Gorizia.

ANDRIOLO don Francesco, salesiano

☩ Castello di Godego (TV), il 2 dicembre 2013, a 89 anni

Francesco, nato a Pontepossero di Sorgà (VR) nel 1924, è il settimo figlio più giovane della famiglia di Giuseppe e Santa Andriolo, agricoltori.
Dopo le elementari entra al Don Bosco di Verona per frequentare la 1a ginnasiale. In 4° il direttore don Gerli propone a tre giovani di andare in Noviziato, così nel 1940 Francesco entra in Noviziato a Este. È un giovane buono, semplice, umile, allegro.
Il suo percorso salesiano è regolare: frequenta il postnoviziato a Nave; dopo i tre anni di tirocinio, a Monteortone si dedica agli studi di teologia, diventando sacerdote nel 1950. Lo troviamo quindi a Verona-Don Bosco, Pordenone, Trento, Udine e Godego come insegnante. Fino a quando nel 1961 viene chiamato a Torino per seguire il settore amministrativo delle riviste salesiane, in particolare Meridiano 12. Dopo 10 anni ritorna in Veneto. Dal 1970 fu al San Zeno dove, eccetto qualche breve parentesi nell'insegnamento al CFP e come Prefetto, il suo servizio fu quello di segretario del CFP.
Amava le sue origini, Pontepossero, alle soglie della terra mantovana. Finché fu parrocchia ogni domenica andava per celebrare una Messa e confessare. Poi venute un po' meno le forze aiutò nel ministero il nipote don Giuseppe, allora parroco a Caldiero.
Nella primavera del 2012, per motivi di salute va a Castello di Godego "Mons. Cognata" dove il Signore l'ha chiamato a sè nel dicembre 2013. Ora riposa nel suo paese natale.

ANGELONI don Umberto, salesiano

☩ Massa Carrara, il 24 gennaio 2013, a 78 anni

Padre Umberto dopo il suo noviziato a Villa Moglia, in Italia, e la prima professione, parte come missionario per il Mato Grosso, in Brasile, il 24 gennaio 1955, ha 20 anni.
Qui ha fatto il post-noviziato e tutta la sua formazione iniziale.
Lavora a Cuiabá, Alto Araguaia, Lins come consulente scolastico, a Ponte Branca, Nova Xavantina, Três Lagoas, Araçatuba, Bonito e Coxipó da Ponte come parroco.
Zeloso nel lavoro pastorale dedicandosi interamente al bene del popolo a lui affidato.
Nel giugno 2013 gli fu diagnosticato un tumore maligno al pancreas. In agosto aveva già deciso di andare a trovare la sua famiglia ma preferì rientrare in Italia nel mese di luglio per poter iniziare il trattamento. Andò gradualmente spegnendosi finché non raggiunse la casa del Padre il 24 gennaio.

SECCO sig. Antonio, coadiutore

☩ Castelfranco Veneto (TV), il 13 ottobre 2013, a 75 anni

Antonio Secco è nato a Presina di Piazzola sul Brenta (Padova) il 30 luglio 1938 da una famiglia molto religiosa. Papà Antonio e mamma Lina Corradin ebbero sette figli. Il padre, uomo severo, educò i figli con severità e disciplina. Voleva che i figli studiassero e dava loro poco tempo per il divertimento e il gioco. Aveva 13 anni quando dei salesiani di passaggio in paese parlarono in chiesa di don Bosco. Il parroco chiese ad Antonio se voleva seguirli. Lui subito accettò. Lo condussero a Torino nella casa di aspirantato missionario "Rebaudengo". Antonio non pensava di trovare un ambiente così aperto e sereno. Si trovò subito bene a suo agio nello studio, nel gioco durante le ricreazioni respirò quell'aria salesiana di bontà e amorevolezza da rimanere affascinato. Era l'ambiente che aveva sempre sognato e decise di non staccarsene più. Fu avviato nel reparto sartoria della scuola professionale. Conseguì il diploma di maestro sarto e in seguito anche l'abilitazione.
Dopo quattro anni di prova fu ammesso al noviziato a Villa Moglia di Chieri. Professò i voti religiosi il 16 agosto 1955 ed iniziò la vita pratica salesiana nella scuola Arti e Mestieri del Rebaudengo. Nel suo cuore sente il desiderio di essere missionario. Chiede ai Superiori e subito lo inviano in Cina. Aveva trent'anni. Raggiunge Hong Kong nel settembre del 1958 e nella casa di Kowloong Tang King Po inizia a dirigere il laboratorio di sartoria. Otterrà anche un diploma per l'insegnamento dell'inglese. Per sedici anni alternerà il lavoro tra questa casa e quella di Macau pur avendo una salute precaria.
I superiori per motivi di salute lo richiamano in Italia. Lo troviamo nella Ispettoria Veneta nelle case di Castello di Godego, Venezia San Giorgio, Venezia Castello e Mogliano Veneto. Sarà dapprima insegnate di inglese, assistente negli ambienti di studio, in cortile tra i giovani. Poi, peggiorando la salute, lascerà l'insegnamento e sarà "factotum": guardarobiere, refettoriere, sacrestano, portinaio... Nonostante tutto non si risparmierà nel lavoro fino a quando le forze verranno meno. Passa quindi all'infermeria di Castello di Godego, ma anche qui si presta a tanti piccoli lavori di casa specie nella manutenzione del parco. Sono anni di sofferenza, portati avanti con serenità certo di fare la volontà del Signore. Parla poco, nasconde le sue sofferenze e non vuole che altri si trovino a disagio per causa sua. Offre la sua vita per i giovani specie per quelli conosciuti nella missione cinese. Il Signore lo trova preparato e gli apre le porte del Cielo. Sono le ore due di notte del 13 ottobre 2013.

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