I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

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Defunti

N. 66 record trovati

VITACCHIO don Carlo, salesiano

☩ Santorso (VI), il 9 marzo 2014, a 83 anni

Nato in un piccolo paese del vicentino il 4 aprile del 1930 da papà Giovanni e mamma Margherita, entrambi operai, era il secondo figlio di quattro. La sua era una famiglia povera ma serena.
Nel 1940 scoppiò la seconda guerra mondiale, il padre fu chiamato al servizio militare e la madre restò sola a provvedere ai figli. Così il parroco decise di mandarlo all'aspirantato salesiano di Trento. Aveva appena dieci anni!
Le vicende della guerra costrinsero i superiori a chiudere l'istituto e così, insieme ai compagni di classe, fu trasferito al collegio Astori di Mogliano Veneto.
Nel 1946 entrò in noviziato ad Este e nel 1947 emise la prima professione religiosa. Nel 1953 entrò in teologia a Monteortone e nel 1957 emise l'ordinazione sacerdotale.
Diverse le comunità salesiane che lo hanno visto come tirocinante, sacerdote, catechista e preside: Bolzano, Trento, Rovereto, Verona. Il 21 settembre 1972 gli viene affidato l'incarico di andare in Germania per vedere le possibilità di intervento per i giovani emigrati. Nel 1974 costituisce insieme ad altri due confratelli la prima comunità salesiana a Colonia.
Dopo 10 anni di Germania ritorna in ispettoria dove gli viene proposto di andare a Recife in Brasile. Così, all'età di 54 anni il 20 gennaio 1984 parte per questa nuova missione. 5 anni dopo viene trasferito a Muricì, sempre in Brasile, dove nacquero due asili intitolati rispettivamente a Don Bosco e a Maria Ausiliatrice, finanziati da tanti benefattori d'Europa e del Canada.
Richiamato dai superiori rientrò in Italia nel 1992 dove fu destinato nella comunità parrocchiale di Santa Croce a Verona per un anno. Successivamente ripartì per il Brasile, destinato all'Istituto filosofico di Recife dove passò gli ultimi 3 anni della sua permanenza in terra straniera.
Nel 1997 rientra definitivamente in Italia assegnato alla parrocchia di san Domenico Savio di Verona, dedicandosi al lavoro pastorale, dove rimarrà fino alla chiamata del Signore.

VIANELLO sig. Antonio, coadiutore

☩ Castello di Godego (TV), il 27 dicembre 2013, a 92 anni

Antonio nasce a Venezia il 22 gennaio 1921, terzo figlio dopo Natale e Olga. Era fieramente orgoglioso della sua origine veneziana e molto affezionato alla sua famiglia.
Frequenta il corso elementare a Venezia e partecipa all'Azione Cattolica della sua Parrocchia fino a diventare "Aspirante Capo". Il suo responsabile, il M° Eugenio Stefani, accompagna la vocazione di Antonio e nel 1935 lo presenta al direttore dell'Istituto "don Bosco" di Verona perché venga accolto a fare la 3a ginnasiale. Viene accettato tra i "Figli di Maria" e nel contempo presta servizio come refettoriere e portinaio. Dopo 4 anni chiede di entrare in Noviziato. Ha 18 anni! Viene accolto a pieni voti riconoscendo in lui un giovane buono, allegro e secondo lo spirito di Don Bosco.
Nei suoi 72 anni come salesiano, lo troviamo in varie case dell'Ispettoria: Gorizia, Schio, Belluno, Pordenone; Venezia-Coletti, Mezzano, Castello di Godego per 39 anni.
Conseguirà un diploma come infermiere che gli permetterà di svolgere questo servizio per confratelli e giovani.
Una personalità aperta, allegra, semplice, umile, generosa, laboriosa, tenace, fedele nelle amicizie. Era tutto un movimento e si interessava tantissimo dei ragazzi e della loro formazione; ci teneva molto alla vita di comunità e alle pratiche di pietà. Un uomo al servizio totale e generoso della Comunità, sentita sempre come la sua famiglia.
Era un uomo dalle mille mansioni: provveditore attento, infermiere, attore insuperabile per mimica e gesti, pilota di barche e barconi nella sua Venezia, sacrista scrupoloso e un cerimoniere attento in chiesa, lettore curioso e incallito di notizie religiose. Tutti lo ricordano con grande affetto e riconoscenza.

MARCHIORI don Giorgio, salesiano

☩ Mestre (VE), l'11 dicembre 2013, a 74 anni

Don Giorgio era nato a Premaore di Camponogara (VE) nel 1939. Era il primo di tre fratelli, il papà era operaio. La mamma si ammalò di Parkinson subito dopo la nascita del terzo figlio.
Il parroco, vedendo Giorgio e suo fratello Ranieri due ragazzi buoni e bravi, propose loro di andare a Castello di Godego per studiare, dato che la famiglia non poteva sostenere le spese degli studi.
Alla scuola di Mons. Cognata crebbero in lui l'amicizia con il Signore e il desiderio di donare la vita per un grande ideale. Dopo la Quinta Ginnasio Giorgio maturò il desiderio di farsi salesiano e andò in Noviziato ad Albarè; fece la prima professione nel 1956.
Ragazzo buono, di belle doti, di pietà, generoso, di buon senso, impegnato nel lavoro, di spirito religioso e apostolico ottimo. Fu ordinato sacerdote nella parrocchia dove è stato battezzato, un'eccezione per allora, a motivo della malattia della mamma.
Ha girato varie case dell'Ispettoria facendo il parroco o il direttore. È stato a Chioggia, a San Donà, a Trieste, a Pordenone fino al 1996 quando venne a mancare la mamma.
Era un sacerdote molto dedito alla gente, gioviale e povero, riservato.
Dopo la morte della mamma accettò l'obbedienza di andare parroco al "Sacro Cuore" di Roma ma poco dopo chiese di cambiare casa e andò come "Parroco del Papa" a Castel Gandolfo.
Nel 2002 gli venne richiesta la disponibilità di andare in Romania a Costanza. Andò con entusiasmo, si buttò a conoscere la gente, a recuperare i ragazzi di strada che vivevano nei tombini della città, trascurando anche la propria salute. Desiderava dare la vita per la gente che gli era affidata.
Don Giorgio avrebbe desiderato morire ed essere sepolto in Romania, ma un ictus lo costrinse a rientrare in Italia curando quel diabete che lo avrebbe reso cieco assieme ad altri danni di salute.
Visse gli ultimi anni nella casa "Artemide Zatti" amorevolmente seguito dai confratelli, dalle suore e dal personale. È stato sepolto nel cimitero del suo paese.

GATTI don Guido, salesiano

☩ Mestre (VE), il 5 gennaio 2014, a 82 anni

Don Gatti era nato il 15 agosto 1931 a Besana Brianza; era cresciuto in una buona famiglia cristiana.
Nella vita di fede, di onestà e laboriosità, di semplicità e concordia familiare egli matura la vocazione salesiana. Eredita dalla famiglia e dall'ambiente della sua amata Brianza una lodevole molteplicità di interessi culturali unita a un'intelligente e perseverante dedizione al lavoro.
Dopo gli anni dell'aspirantato a Chiari, ha seguito il corso normale della formazione: il noviziato a Montodine coronato dalla professione religiosa il 16 agosto 1947, lo studentato filosofico a Nave, il tirocinio a Treviglio, Milano e Chiari, seguito dallo studio della teologia a Torino Crocetta nell'allora Pontificio Ateneo Salesiano conclusosi con la licenza in teologia.
Divenuto sacerdote il 5 aprile 1959, si è laureato in teologia sempre a Torino Crocetta nel 1962.
Ha svolto il suo primo anno di ministero sacerdotale come socio e assistente dei novizi a Missaglia, successivamente ha conseguito l'abilitazione in lettere e ha svolto contemporaneamente con riconosciuta competenza, prima a Milano e poi a Bologna, compiti di insegnamento e di animazione spirituale dei giovani, in qualità di catechista.
Destinato dall'obbedienza allo studentato teologico del Saval-Verona nel 1967, vi ha tenuto per un decennio corsi di teologia morale. Molto apprezzato per questa sua docenza, fu invitato a tenere corsi della stessa disciplina teologica nello Studio Teologico di San Zeno (VR) e allo Studio Teologico San Bernardino (VR). Nel 1977 fu chiamato alla Facoltà di Teologia di Roma dove ha insegnato teologia morale.
Si dedicò a un'intensa attività di pubblicazioni di libri e articoli, che presentano una vasta e complessa problematica morale.
Don Guido nel settembre dell'anno 2009 lascia l'Università di Roma, ritorna nella sua Ispettoria lombarda e viene destinato alla casa di formazione di Nave; qui continua la sua attività di confessore, guida spirituale, predicatore di ritiri ed esercizi spirituali, conferenziere. Sempre stimato ed apprezzato per la sua umanità, saggezza, spirito di fede.
Progressivamente gli vengono meno le forze ed iniziano i problemi di salute, che pur non essendo mai stata robusta, non gli aveva impedito una vita intensa di lavoro e impegno. Viene quindi inviato nel settembre 2012 nella comunità di confratelli anziani e ammalati "Beato Artemide Zatti" di Venezia Mestre, dove viene accudito con cura fisicamente e spiritualmente fino al giorno della chiamata del Signore.

FLESSATI don Renzo, salesiano

☩ Castelfranco Veneto (TV), il 21 dicembre 2013, a 89 anni

Renzo nacque a Drò (in Trentino, nell'Alto Garda) nel 1924 da papà Geremia e da mamma Lucia. La famiglia era cresciuta, erano nate 6 sorelle e lui, l'unico maschio, venne avviato agli studi dove riusciva bene. Il salesiano don Attilio Angelini, nativo dello stesso paese di Drò, seguiva Renzo già da qualche anno; finita la 3a lo invitò ad andare con lui a Tolmezzo per fare la 4a ginnasiale. Renzo si ritrovò tra i Salesiani e nel 1941 entrò in Noviziato ad Este. Conseguì la laurea in lettere classiche all'Università di Padova. Dopo il percorso normale degli studi e il tirocinio, fu a Castello di Godego, Mogliano, Pordenone (per gli ultimi 40 anni), ricoprendo le cariche di insegnante, di consigliere scolastico, di Preside.
Era un professore piuttosto pretenzioso, quasi rigido. Esponeva con precisione e scrupolosa preparazione, ma era altrettanto esigente nel pretendere dai suoi allievi, sulle prime generava persino soggezione. La disciplina scolastica, le mete didattiche erano perseguite con molta attenzione.
Era amante dei classici greci e latini, filologo e studioso della classicità, tra gli ultimi che l'Ispettoria annovera.
Era un uomo di grande sensibilità umana e artistica. Come religioso era preciso, sempre puntuale agli incontri comunitari. Vi partecipava con discrezione e riservatezza, ma non senza il coraggio di intervenire anche controcorrente quando lo riteneva opportuno.
Signorile nel tratto e nella parola, puntuale nel suo lavoro, uomo discreto anche nel suo modo di esprimere la sua vita di fede. Non è stato molto fortunato nella salute, ma difficilmente se ne lamentava. Si accontentava di far notare la difficoltà in cui si trovava e chiedeva scusa del disagio arrecato.

DASSIE’ sig. Domenico, coadiutore

☩ Roma, il 30 ottobre 2013, a 79 anni

Il signor Domenico era nato a Lutrano-Fontanelle (TV) il 31 agosto 1934 da papà Antonio, agricoltore, e da mamma Giuseppina Tochet, casalinga. Ebbe la fortuna di nascere in seno ad una buona e numerosa famiglia di sani principi e pratica cristiana.
Frequentò con risultati positivi la scuola elementare del paese. Seguì poi un corso biennale come elettricista e dopo aver ottenuto il diploma iniziò a lavorare in quel settore. Ma era un tipo di lavoro che non lo soddisfaceva così si dedicò al lavoro nei campi e soprattutto al giardinaggio che lo appassionava.
Dal 2 marzo 1956 al 10 agosto 1957 prestò servizio militare nel corpo dell'Artiglieria. Dopo il congedo gli fu offerta la possibilità di lavorare come aiutante infermiere in un ospedale della città di Monthey in Svizzera.
Nel 1962, senza diminuire la sua dedizione al suo lavoro, seguì con ottimo risultato un corso di elettronica per corrispondenza presso l'Istituto Onken di Kreuzlingen.
Il lavoro in Svizzera gli piaceva ma non lo soddisfaceva fino in fondo perché nel cuore aveva un'aspirazione più profonda, che coltivava da tempo, e motivazioni che l'esperienza della vita aveva reso solide e mature. Il suo desiderio era quello di dedicarsi al servizio degli altri, un desiderio che lo spingeva a sognare un impegno di volontariato o un'esperienza nel campo missionario.
Attraverso il cappellano e le suore dell'ospedale dove lavorava gli giunsero informazioni sulla vita dei figli di Don Bosco e sulle missioni, in particolare sull'Opera di don Maschio in India.
Si orientò verso la vocazione salesiana. Il 27 aprile 1965 arriva a Valdocco dove compie un breve periodo di apirantato e lo completa successivamente a Chieri-Villa Moglia. Il 29 ottobre 1965 inizia il noviziato, il 30 ottobre 1966 riceve la sua prima professione e nel 1969 diventa salesiano per sempre emettendo i voti perpetui.
Dal 21 maggio 1971 al 30 ottobre 2013, Domenico ha fatto parte della comunità della Casa Generalizia di cui è stato uno dei "fondatori" dato che quando giunse in questa Casa la costruzione non era ancora conclusa.
L'esperienza personale del signor Domenico nella Casa Generalizia come infermiere, incaricato della campagna, collaboratore nei servizi generali e ultimamente nella Fondazione Don Bosco nel mondo, membro attivo nella costruzione della vita della comunità nel lavoro, nella preghiera, nella fraternità, è legata sin dalla fondazione alla realtà viva della casa nei diversi momenti ricordati.
Uomo robusto e di grande resistenza fisica, lavoratore instancabile, nel marzo 2013 sperimentò repentinamente il crollo fisico, in pochi giorni si succedettero gravi problemi polmonari, infarto cardiaco e disfunzione dei reni. In diverse occasioni si temette per la sua vita ma nonostante tutto uscì dall'ospedale, anche se molto indebolito e con l'impegno di continuare tre sessioni di dialisi a settimana. Da aprile a luglio sperimentò un lento e progressivo recupero.Da agosto si notò un ristabilimento più evidente con il ritorno alla vita comunitaria e al lavoro.
Il 30 ottobre stava per concludere la sessione della dialisi quando il cuore, già debole a causa di gravi problemi affrontati nei mesi precedenti, entrò in fibrillazione e nonostante l'intervento immediato del personale medico, non superò questa nuova crisi.
Ora riposa nel cimitero di Prima Porta a Roma nella tomba della cappella dei confratelli defunti della Casa Generalizia.

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