I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

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Defunti

N. 72 record trovati

RANSENIGO don Pasquale, salesiano

☩ Roma, il 2 marzo 2011, a 78 anni

Don Pasquale è nato a Berlingo (BS) il 20 novembre 1932.
Riceve una profonda educazione umana e cristiana dai genitori Carlo e Sile.
A Chiari San Bernardino (BS) frequenta la quinta elementare, la scuola media ed il ginnasio.
Nel 1950 matura la sua vocazione salesiana ed entra nel Noviziato di Montodine (CR) e nell'anno successivo emette la sua professione religiosa.
Nello Studentato di Nave (BS) consegue gli studi liceali e filosofici. A Milano svolge il tirocinio come assistente e insegnante degli artigiani. A monteortone (PD) gli studi teologici lo fanno maturare sempre più nella convinzione che il Signore lo chiamava ad essere salesiano sacerdote. Corona il suo desiderio il 25 aprile del 1961 con l'Ordinazione sacerdotale a Rezzato (BS).
Nel 1974 consegue la laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Bologna che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile dell'Ufficio socio-politico del CNOS-FAP dal 1977 fino alla sua morte.
Fu un vero lottatore ma sempre signorile; mai parole fuori dalle righe, sempre motivazioni serie e ragioni convincenti.
Don Pasquale si è spento dopo una malattia protrattasi per quasi tre anni. Forse vi è stata anche una sofferenza più profonda, dovuta alla sensazione di non essere in grado di sostenere il peso di una prova così impegnativa.
Don Pasquale è stato fedele e perseverante nel suo ministero, che aveva assunto una forma nuova, quella della sofferenza nell'amore e nella serenità.
Il 4 marzo 2011 tanti i presenti a rendergli omaggio.

GIOI don Giovanni, salesiano

☩ Nuoro, l'11 Gennaio 1993, a 57 anni

Don Gianni si trovava a Nuoro, nella Comunità Salesiana della parrocchia San Domenico Savio da circa un anno. Vi era giunto molto malato ed aveva alternato periodi di ricovero all'Ospedale con la permanenza in casa, nella nascente Opera salesiana.
Nato a Ghilarza in provincia di Oristano il 25 Novembre 1936, aveva appena 15 giorni di vita quando il padre, Giovanni, un ex carabiniere, morì quasi improvvisamente. La madre, Angelina Musu, con tre figli: uno di 8 anni, uno di 4 e Giovanni di appena 15 giorni, dovette lottare e lavorare tanto per poterli allevare, essendosi venuta a trovare in una povertà assoluta.
Terminate le scuole elementari e sentendosi chiamato al sacerdozio, Gianni cercò di entrare nel seminario diocesano. Ma l'impossibilità per la famiglia di sostenere le spese del seminario gli impedì inizialmente di accedervi. Successivamente, venuto in contatto con un certo signor Porcu, molto legato alla Famiglia Salesiana, ottenne l'ammissione nell'Istituto Salesiano di S. Lussurgiu (OR), dove nel 1950 iniziò gli studi medi e ginnasiali.
Al termine della 5a Ginnasio chiese e ottenne di entrare tra i Figli di Don Bosco e andò a Lanuvio per il Noviziato che terminò con la 1a Professione il 16 agosto 1956. A San Callisto frequentà per tre anni il corso filosofico conseguendo anche, nel 1959, l'abilitazione Magistrale.
Iniziata la Teologia nel 1962 a Castellammare di Stabia, passò l'anno dopo in Palestina, a Cremiasn, dove proseguì gli studi di teologia fino al 1966. Il 23 Marzo di quell'anno, a Gerusalemme, veniva ordinato sacerdote. Dopo l'ordinazione tornò in Italia ricoprendo diversi incarichi: Consigliere, catechista, Direttore.
Nel 1972 ebbe inizio la sua esperienza apostoloca in Medio Oriente che durò per circa 15 anni fino al 1988. L'ispettore don Picchioni lo ricordava come: buon religioso, gran lavoratore: addetto all'accoglienza, svolgeva quel compito con grande disponibilità, signorilità e generosità.
La sua salute però, nel frattempo, si era andata gravemente compromettendo e per questo fu costretto a rientrare in Italia per essere curato, prima a Frascati e poi a Genzano.
Nel 1991 ebbe la gioia, sebbeno malato, di festeggiare i suoi 25 anni di Sacerdozio.
Chiese di potersi trasferire in Sardegna e i primi di Gennaio del 1992 fu accolto a Nuoro. Nell'Ottobre dello stesso anno una caduta gli procurò la frattura scomposta dell'omero sinistro. Rimase gessato per più di un mese. Il 5 Gennaio del 1993 un'altra caduta gli procurò la frattura scomposta al medesimo punto. Da quel momento la sua salute precipitò in fretta e l'11 Gennaio il suo cuore cedeva e dopo tanta sofferenza don Gianni entrava nella pace del Signore.
Il funerale svoltosi a Nuoro fu seguito, il giorno dopo, 13 Gennaio, da un'altra liturgia funebre corpore praesenti a Ghilarza, suo paese natale. La Chiesa era gremita di fedeli. Momenti di toccante commozione furono espressione chiara dell'affetto sempre vivo dei suoi parenti e compaesani che hanno voluto accontentare don Gianni facendolo riposare, nel Cimitero del Paese, accanto ai suoi genitori.

VENIER sig. Domenico, coadiutore

☩ Sernaglia della Battaglia (TV), il 26 Agosto 2013, a 89 anni

Domenico Venier, quinto di sei fratelli, era figlio di Giovanni e di Baccin Teresa. Era nato a Sernaglia della Battaglia l'11 marzo 1924.
All'età di undici anni raggiunge con mamma e fratelli il padre in Francia dove era emigrato per lavoro e va a vivere a Ville La Grand nell'Alta Savoia. Là frequentò le elementari, poi ad Amnemasse l'Ecole Primaire Superieure Professionelle. Rientrato in Italia nel '40 conseguì la licenza della Scuola d'Avviamento. Nel 1943, prestò il servizio militare nel Reggimento Alpini successivamente a Pieve di Cadore, Agordo, Bassano. Fatto prigioniero dai Nazifascisti il 10 settembre 1943 a Torrebelvicino (Vicenza) vi rimase fino il 31 ottobre riuscendo ad evadere dal campo di concentramento. Nuovamente arrestato il 7 aprile 1944, fu incorporato tra gli Alpini del rinnovato Battaglione "Cadore" fino al 31 gennaio 1945.
Con la famiglia fece ritorno al paese dove prese parte dell'Azione Cattolica divenendone presidente della Sezione Giovanile, dimostrando spiccate qualità e dinamicità apostolica.
All'età di 31 anni percorse un serio discernimento vocazionale: formarsi una famiglia o diventare religioso. Scoprì nella consacrazione "il tesoro nel campo", come dichiarò e il 3 novembre 1954 entrò all'Istituto Salesiano "Astori" di Mogliano Veneto, come aspirante alla vita salesiana. Compiuto l'anno di noviziato ad Albarè (VR), emise la professione religiosa il 16 agosto 1956.
Ricevette la sua prima obbedienza di svolgere la sua attività di maestro di falegnameria. Fu nell'istituto di Verona dal 1956 al 1959, nell'Istituto Coletti di VE dal 1959 al 1961. Si coltivava intanto divenendone poi esperto nel campo dell'elettromeccanica, nel quale lavorerà con passione presso il centro di Formazione Professionale Don Bosco di San Donà fino all'83.
La presentazione per il conferimento a Cavaliere "Al merito della Repubblica italiana" lo ritrae come: "educatore esemplare, maestro intelligente, ha formato alla sua scuola-officina, generazioni di giovani lavoratori, cui sa infondere con l'esempio e la parola i principi della fede e della vita civile. È amato e rispettato da tutti per il suo carattere equilibrato e generoso e soprattutto per la sua lineare condotta morale e religiosa".
Fedele al sistema pedagogico del fondatore Don Bosco ne attua con saggio equilibrio le direttive ed infonde nei giovani il senso del dovere, illuminato dai principi della fede, concorre ad elevare la società operaia nella giustizia e nell'amore della convivenza sociale.
Dal 1983 al 2004 passa 21 anni in Madagascar, contribuendo a iniziarvi l'opera salesiana in vari centri.
La sua è sempre stata una presenza serena e rasserenante. Ha saputo voler bene soprattutto con la carità del lavoro instancabile fino all'ultimo. Ci sono maestri che educano con la parola eloquente ed altri che lo fanno con l'esempio fedele. Il signor Domenico era tra questi. Un uomo di Dio tutto dedito agli uomini. Don Bosco ne sarà orgoglioso.

SIMONETTI sac. Albino, salesiano

☩ Arco (TN), il 7 Ottobre 2013, a 74 anni

«Signore, sulla Tua Parola, getterò le mie reti!». È stato questo il motto della sua vita. Durante il suo lavoro missionario, nei momenti più difficili ha ripetuto questo motto per trovare la forza.
Nella sua terra di Saccone di Brentonico (TN) udì e accolse il primo invito del Signore a seguirlo sui passi di don Bosco. "Getta le tue reti sulla mia parola" ossia fidati di me, di quanto ti dico e ti dirò, gli fece capire il Signore. In questo è stato favorito da una famiglia onesta e credente che dalla nascita, avvenuta il 3 marzo 1939, sempre lo sostenne e lo accompagnò. Don Albino è sempre stato molto affezionato, legato e riconoscente ai suoi, tanto da esprimere in questi suoi ultimi anni di malattia di poter rientrare nel suo amato Trentino.
Era partito piccolino, finita la quarta elementare. A Penango, vicino ad Asti, fece le medie e parte delle superiori tornando per le vacanze estive.
Terminata la scuola, a 18 anni, espresse il desiderio di andare in missione e fu destinato a El Salvador, in Centro America. Lo aspettavano 21 giorni di mare prima di arrivare a Colòn di Panamà e ripartire subito dopo per El Salvador.
Dopo l'anno di noviziato, divenne salesiano l'8 dicembre 1958 e proseguì gli studi a San Salvador. I Superiori vedendo in lui buone doti umane di affabilità e pazienza gli chiesero di seguire per alcuni anni novizi e aspiranti.
In Guatemala, dopo quattro anni di studi teologici, fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1968. A Roma, alla Gregoriana, conseguì la licenza in Teologia Dogmatica che gli consentì poi l'insegnamento ai giovani studenti teologi del Centro America. Alternava la docenza con il servizio pastorale, peraltro non ben visto dai governanti che osteggiavano in vari modi i missionari.
Tornò in Europa e rimase in Irlanda per 7 anni svolgendo incarichi di fiducia; diresse per alcuni anni la pastorale dell'Università "Hostel". Grazie alla conoscenza dell'inglese poté tornare a insegnarlo nel 1979 a Portorico per cinque anni assieme alla conduzione dell'opera salesiana che i superiori gli affidarono.
I superiori lo inviarono a Cuba dove il governo dittatoriale controllava in modo molto stretto ogni iniziativa e non permetteva attività religiose o educative. La sua capacità di guadagnarsi la fiducia della gente gli attirò il malumore del governo che lo imprigionò e lo malmenò più volte. Temendo per la sua salute psicologica e fisica per le ricorrenti pressioni, l'Ispettore si convinse di spostarlo; gli costò moltissimo accettare.
Fu così che conobbe Miami, in Florida, dove per quindici anni animò una splendida opera per i rifugiati cubani. Fu lì che lo conobbe don Pascual Chávez.
Aveva un'ottima capacità di stabilire relazioni interpersonali, era allegro, sereno, gioviale, di buon carattere, buon comunicatore, disponibile, tenace, persistente e ottimista. Dal 1984 al 1987 è stato anche Delegato dell'Ispettore delle Antille in Porto Rico e ha saputo portare avanti la Delegazione con saggezza e perspicacia salesiana. Sapeva ascoltare i confratelli e offrire loro la sua visione di padre e amico. Il suo ardore per la missione lo portava a intraprendere grandi e impegnativi progetti che portava avanti con sforzo e successo.
Provato fortemente da un tumore è rientrato in patria nel dicembre 2012 dove è stato fraternamente accolto e curato in modo attento presso la Casa di Cura dei Padri Dehoniani di Arco (TN). Nonostante la sofferenza è stato sempre saldo nella sua fede fino a quando nell'estate 2013 non ha smarrito la lucidità compromessa dalla contrazione di infezioni.

PAVAN sig. Giovanni, coadiutore

☩ Mestre, il 29 settembre 2013, a 76 anni

Nato ad Arcade (TV) nel 1936 vicino al Montello e al Piave, luoghi della I Guerra Mondiale. Ha avuto 3 fratelli e una sorella. Abitava in campagna e per frequentare la scuola elementare e la santa messa doveva andare a piedi, non c'erano mezzi di trasporto se non le proprie gambe.
Durante le vacanze estive si fermava a fare il chierichetto al salesiano don Cesare Baldasso il quale una mattina gli chiese se gli fosse piaciuto entrare in seminario per diventare come lui. Rispose di sì. Parlò con la mamma dei salesiano di Mogliano e fu così che il 14 agosto del 1948 entrò all'Astori di Mogliano.
Frequentò la scuola media e la 4a Ginnasio. Nel 1953 va a Trento a fare l'aspirantato e frequenta la 5a Ginnasio. A 18 anni entra in Noviziato ad Albarè e chiede di essere coadiutore.
Viene subito valutato un bravo giovane, con buona pietà, di carattere molto servizievole, con capacità pratiche evidenti. Dopo il Noviziato lo troviamo prima a Trento, poi a Verona. Quindi viene inviato a Torino-Rebaudengo. Consegue il titolo di perito tecnico meccanico con l'abilitazione per l'insegnamento in Disegno Tecnico.
Nel settembre del 1963 arriva per la prima volta al "San Zeno", parte di quel primo gruppo di salesiani che diedero vita all'Istituto. Lavorerà anche per due anni a Udine e per otto in Brasile ad Areia Branca e a Matriz de Camargibe a partire dal 1988. Nel 1996 torna al "San Zeno".
Nel giugno del 2013 viene accompagnato per alcuni mesi a Mestre ma la salute anziché recuperare si complica.
Con la famiglia ha sempre mantenuto rapporti stretti di vicinanza. Ha seguito la mamma fino alla sua morte, e poi la sorella Anna rimasta vedova a 40 anni.
Il sigor Pavan, per i suoi giovani, sapeva chiedere e trovava in tanti exallievi benefattori un aiuto concreto. Le porte delle varie aziende in cui lavoravano erano spalancate.
Quanto ha trasmesso e ha testimoniato il signor Giovanni esprimono la cura e la custodia che Dio ha per la vita di ciascuno.

RENATO sac. Olivo, salesiano

☩ Mestre (VE), il 7 Maggio 2012, a 91 anni

Don Olivo Renato nacque a San Stino di Livenza il 20 maggio 1920 da Angelo e Amabile Zulianello. Pochi giorni dopo riceve il battesimo nella parrocchiale del paese e a nove anni la cresima. Frequenta le prime classi delle elementari a San Stino, poi le completa per tre anni a Venezia Castello nell'Istituto salesiano Coletti.
Da Venezia viene indirizzato all'aspirantato di Trento. Ci sta quattro anni e domanda per entrare in noviziato. Viene ammesso con un giudizio più che ottimo.
Noviziato ad Este. Ribadisce ancora la sua volontà "di abbracciare lo stato religioso e di farmi sacerdote e missionario". Diventa salesiano il 21 agosto 1937 professando i voti a Este nelle mani dell'allora ispettore don Francesco Antonioli.
Per gli studi filosofici si porta in Piemonte a Foglizzo. Segue il tirocinio pratico: sarà nella casa di Udine per tre anni (1940-43). Inizia lo studio della teologia professando i voti perpetui (aprile 1943).
Siamo in tempo di guerra. I quattro anni di teologia passano senza alcun problema, nulla da osservare se non per un trambusto dovuto agli spostamenti di sede. Lo studentato teologico dapprima trova sede nel monastero benedettino di Praglia (1943-44), poi si trasferisce a Schio (1943-45) e a fine conflitto rientra a Monteortone (1945-47).
Don Olivo corona il suo sogno: è sacerdote il 29 giugno 1937 ordinato a Monteortone dal vescovo salesiano Mons. Giovanni Lucato.
Consegue la laurea in Scienze Agrarie e Chimica. Può iniziare il suo curricolo come insegnante di scienze naturali nelle case salesiane: Mogliano Astori (1947-52) Venezia Coletti (1952-57) Mogliano Astori (1957-61) Pordenone (1961-63) Venezia Coletti (1963-71). E infine ininterrottamente sarà di stanza qui all'Astori per ben 40 anni.
Ha amato la sua terra, l'ha studiata, l'ha coltivata, con stile salesiano ha trasmesso il rispetto per essa a generazioni giovani in tanti anni di insegnamento.
Nel tempo ricevuto in dono della sua lunga vita, con il suo stile, con la sua intelligenza, con la sua laboriosità, con la sua consacrazione di educatore, ha saputo fare suoi i tratti del Signore secondo lo spirito ricevuto in eredità da don Bosco.
Don Olivo si è impegnato per la promozione integrale dei suoi giovani, consapevole che la trasformazione della società operata dai cristiani attraverso i secoli è una risposta all'amore del Figlio di Dio.
Dal luglio del 2011 era ricoverato nell'infermeria di Mestre da dove ci ha lasciato per il Cielo lunedì 7 maggio.

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