I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

NEWS

Defunti

N. 76 record trovati

PACHECO Pascua don Agustín, salesiano

☩ Madrid (Spagna), il 7 febbraio 2017, a 71 anni


Nato a Bilbao l'8 ottobre 1944, frutto dell'amore dei suoi genitori, Agustín Pacheco e María Jesús Pascua.
Ha frequentato il noviziato salesiano di Mohernando (Guadalajara) nel 1965; ha studiato Filosofia a Guadalajara tra 1965 e il 1968 e Teologia a Salamanca dove ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1973.
Nei suoi primi anni di sacerdozio ha ricoperto diversi servizi nella Casa Salesiana di Madrid-Atocha. A Madrid ha vinto nel 1977 il titolo di Ingegneria Tecnico in Elettronica Industriale, assumendo, quindi, nuove responsabilità come essere di fronte alla Biblioteca Salesiana e poi Economo Ispettoriale (2001-2007), Direttore della Procura delle Missioni Salesiane (2007-2014) e Direttore della Fondazione Don Bosco nel Mondo ONLUS nella Casa Generalizia di Roma (2014-2016).
Ha vissuto con particolare intensità ed è stato un vero e proprio esempio per coloro che hanno avuto la gioia di conoscerlo.
Nel corso della sua vita salesiana ha effettuato numerosi servizi e compiti di grande responsabilità dimostrandosi sempre disponibile e pronto ad affrontare gli incarichi che gli venivano affidati.
Efficienza, competenza, iniziativa, decisione, capacità imprenditoriale sono stati i valori che lo hanno contraddistinto in tutti i suoi incarichi ricomperti.
La sua memoria rimarrà indelebile nel nostro cuore che con l'esempio ci ha incoraggiato a impiegare generosamente le nostre energie a favore di quelli più bisogno di risposte urgenti.
Nella nostra comunità della Casa Generalizia era giunto da poco più di un anno, ma è stato sufficiente per percepire la qualità della sua personalità umana, religiosa e salesiana.

BUSOLIN don Battista Giovanni, salesiano

Tura (India), il 24 dicembre 2016, a 94 anni


Don Battista Giovanni Busolin nasce nella parrocchia di San Marco Camposampiero in una stalla il 16 gennaio 1922. I suoi genitori sono Busolin Domenico e Zanon Amalia, è l'ultimo di dodici fratelli.
I suoi studi partono dal seminario della diocesi di Padova. Proseguiranno poi nell'Istituto Maria Ausiliatrice di Trento (1933񮕣). Il parroco di San Marco, Don Antonio Dal Santo, aveva infatti affidato Battista, ragazzo particolarmente vivace, al fratello Salesiano che era allora nel capoluogo Trentino.
La professione è nel 1940, l'ordinazione a Sacerdote nel 1949 al Duomo di Padova e la sua prima messa solenne alla Basilica del Santo, da allora la celebrazione della Santa messa ogni giorno.
Inizialmente era stato destinato all'Africa, poi la decisione dei superiori di inviarlo in India. Parte per la missione il 26 dicembre 1949, a soli 27 anni. Alcune persone vicino a lui gli dicono che farà soffrire la sua mamma con un viaggio che lo porterà così lontano, decide di partire ugualmente. Sua mamma vivrà ancora molti anni e sarà felice ed orgogliosa del figlio sacerdote missionario.
Arriva in nave in un primo momento in Sri Lanka perché il governo indiano non accettava nel territorio i missionari. Riesce a procurarsi un permesso per entrare nel paese come esperto in agricoltura (aveva imparato dai genitori il lavoro). Entra in India precisamente a Chennai.
Si sposta poi a Damra nello stato del Meghalaya nelle Garo Hills (colline) per la sua prima missione, come aiuto del parroco.
Inizialmente la vita missionaria è molto dura: per le malattie della zona, la scarsità e la diversità del cibo, i villaggi molto distanti tra loro e per la lingua locale (la lingua Garo) molto complessa.
Non viene sempre accolto dalle popolazioni locali. Offre i primi aiuti visitando i villaggi fornendo soprattutto medicinali e cibo perché la popolazione non aveva alcuna possibilità per curarsi ed il cibo in alcune stagioni scarseggiava. Prova ad istituire le banche dei cereali su consiglio di alcuni benefattori italiani ma trova alcune difficoltà... il meccanismo non era semplice da comprendere. Decide allora di investire soprattutto nell'istruzione per i ragazzi che non avevano possibilità di studiare. I risultati nel tempo gli daranno ragione.
Ha portato nelle scuole migliaia di studenti, molti dei quali ora detengono posizioni di responsabilità nella società: infermieri, insegnanti, sacerdoti, suore ed anche vescovi, un ministro.
Nel 2015 riceve il riconoscimento dal Primo Ministro del Meghalaya per il suo contributo disinteressato all'istruzione e ai servizi sociali nelle Garo Hills.
Nel dicembre 2015 per i suoi 75 anni dalla professione, viene stampata in lingua inglese la sua biografia scritta da Padre Pio Varghese.
Nell'ultimo periodo della sua vita affronta la prova della malattia con grande fede e serenità, celebrando ogni giorno la santa messa, circondato ed assistito giorno e notte all'ospedale di Tura dai ragazzi del Don Bosco College e da Don Gennaro Sangma, dal Vescovo, dai sacerdoti e dalle suore Figlie Maria Ausiliatrice ci lascia il giorno della vigilia di Natale.
Alla cerimonia funebre di lunedì 26 dicembre 2016 a Tura, esattamente 67 anni dopo la sua partenza per l'India, partecipano più di mille fedeli. Più di 80 sacerdoti e due vescovi concelebrano la messa.

ZORZETTO don Angelo, salesiano

☩ Santiago (Cile), il 6 aprile 2016, a 93 anni

Don Angelo Zorzetto nasce ad Oriago (VE) il 5 settembre 1922, il primo dei figli Zorzetto.
Entra in collegio S. Pio V di Penango (AT) per aspiranti Salesiani nel settembre del 1935.
Nel dicembre del 1939 parte in nave con altri compagni per il Cile ove completa gli studi del noviziato: liceo; assistentato; teologato e finalmente il 2 dicembre 1951 è ordinato sacerdote a Santiago (Cile).
Ritorna per la prima volta in Italia nel settembre 1952 a visitare i parenti dai quali si era staccato 17 anni prima. Successivamente, ogni 4/6 anni rientra in Italia anche per motivi connessi ai suoi compiti avendo sempre avuto l'incarico di Prefetto, ossia Provveditore/Economo delle varie case salesiane, da Punta Arenas a Santiago a Valparaiso a Iquique, dove ha svolto la sua missione.
L'ultimo rientro in Italia risale al settembre del 2006 per festeggiare l'84° compleanno.
Dopo un primo piccolo ictus nel 2010, un altro più pesante lo colpisce nuovamente nel 2003 costringendolo a letto fino al 7 aprile del 2016 quando Dio lo chiama in cielo.
(Pubblicato dal bollettino parrocchiale del paese natio)

VALENTE don Giuseppe, salesiano

☩ Santa Cruz (Bolivia), il 4 aprile 2014, a 79 anni

Nato il 10 dicembre del 1934 a Povolaro-Dueville (VI), da mamma Regina e papà Angelo, Giuseppe era il quarto di sette figli: 4 maschi e 3 femmine di una famiglia le cui ricchezze erano le buone maniere, la fede sincera e la vita altamente cristiana.
Vista l'aria cristiana che si respirava in famiglia, non potevano non nascere delle vocazioni: il primo fu il fratello Mario che entrò in seminario ma una terribile malattia interruppe la vocazione segnando in particolar modo il fratello minore, il piccolo Giuseppe, che risentì del vuoto lasciato dal fratello seminarista.
Mamma "Regina", lo seguiva con particolare cura e intuì che poteva sostituire quella vocazione troncata dalla malattia: le sue parole, i suoi consigli e le preghiere furono la base del risveglio della vocazione di Giuseppe che si aprì alla vita con il forte desiderio di servire gli altri.
A quel tempo, nella località di Castello di Godevo (TV), i salesiani aprirono un aspirantato per i giovani che dimostravano il desiderio di consacrarsi al Signore.
All'età di 14 anni Giuseppe entra a far parte del gruppo di giovani che desiderano seguire il cammino salesiano. Nell'agosto del 1952 entrò nel Noviziato di Albaré con un bel gruppo di compagni per iniziare la formazione salesiana in maniera più profonda. Non mancano dubbi e perplessità in questo cammino vocazionale ma la figura di padre Virgilio fu decisiva per placare le difficoltà e portare a termine il cammino intrapreso. Il 16 agosto del 1953 Giuseppe entra definitivamente a far parte della Famiglia Salesiana. Seguirono tre anni di formazione filosofica a Nave-Brescia. In seguito la Congregazione richiese a tutti i nuovi salesiani alcuni anni di lavoro pratico tra i giovani. Fu così che il giovane chierico iniziò il suo apostolato nell'Opera di Gorizia. Terminato il tirocinio di 3 anni passa al famoso teologato di Monteortone (PD) per la preparazione al sacerdozio. Circa 3 mesi prima dell'Ordinazione Sacerdotale purtroppo viene a mancare mamma Regina che tanto lo aveva seguito con amore e affetto.
Dopo l'ordinazione sacerdotale, nonostante l'impegno in attività apostoliche, conseguì la laurea in Letteratura Italiana presso l'Università di Padova.
A quel tempo nell'Ispettoria della Bolivia accaddero dei fatti interessanti. I Superiori nominarono come direttore dell'Opera de "San Carlos" padre Tito Solari come Provinciale dell'opera salesiana della Bolivia. Il "San Carlos", sostenuto dalla provincia veneta in qualità di "gemellaggio" da vari anni, aveva bisogno di un altro salesiano e così nel 1981 la vocazione missionaria di don Giuseppe ebbe inizio.
In trent'anni di attività missionaria in Bolivia ideò e realizzò numerose opere dimostrando di possedere un grande spirito di iniziativa, una buona dose di coraggio, una forte determinazione ed una spiccata confidenza nella Divina Provvidenza.
Oltre ad essere stato un buon "imprenditore" era in primis un sacerdote: tanta e profonda è stata la sua fede nel Signore. Sapeva trarre dalle parole del Vangelo i giusti insegnamenti da trasferire nella vita quotidiana. L'attenzione e la sensibilità con cui sapeva commentare i testi sacri erano la chiara dimostrazione della sua fede.
Insegnante severo ed esigente ma anche amico dei suoi alunni: pretendeva qualità e, soprattutto, responsabilità.
Sempre affidato nella mani del Divino, si è spento a causa di una terribile malattia.

MARINELLI sig. Ettore, exallievo salesiano

☩ Taranto, il 3 novembre 2011, a 70 anni

Nasce a Carosino (TA) il 24 luglio 1941 da Cosimo e da Eleonora Zingaropoli (che perde prematuramente all'età di 24 anni). É ultimo di sette figli.
Dopo aver frequentato le scuole elementari nel proprio paese presso le Figlie di Maria Ausiliatrice, comincia l'approccio con l'educazione salesiana. Fin dalle scuole medie fa il suo ingresso negli Istituti Salesiani. Dapprima presso l'Istituto Salesiano di Torre Annunziata (NA), dove frequenta la scuola media ed il Ginnasio e poi presso l'Istituto Salesiano di San Gregorio di Catania (CT), dove frequenta i tre anni di Liceo Classico. Da allora vive intensamente lo spirito salesiano e si sente profondamente salesiano.
Si laurea in Lettere e Filosofia con lode presso l'Università degli Studi di Lecce, dove collabora come assistente presso la cattedra di Filosofia. Dopo la laurea collabora con i Salesiani dell'Istituto “Don Bosco” di Taranto, mettendo a disposizione tutta la sua esperienza: insegnando Lettere e Religione nella Scuola media, nonché Storia e Geografia al Ginnasio e al biennio del Liceo Scientifico; assumendo l'incarico di assistenza a Refettorio, nello Studio, e nelle Camerate.
Collabora con il quotidiano “Il Tempo” come critico d'arte.
Il 19 maggio 1973 sposa la professoressa Maria Carmela Gioffreda. Nel 1977 nasce la figlia Eleonora, che, unitasi in matrimonio con il dr. Giovanni Argentieri, nel 2008 gli dona l'adorato nipote Eduardo Maria.
Abilitato all'insegnamento di Lettere alle scuole medie insegna presso la Scuola Media Statale “Giorgio Castriota” di San Marzano di San Giuseppe (TA) e successivamente presso la Scuola Media Statale “G.L.Marugj” di Manduria (TA). Abilitato in Scienze Umane e in Scienze Umane e Storia, è ordinario di Filosofia e Pedagogia presso l'Istituto Magistrale “Livio Andronico” di Taranto e di Storia e Filosofia presso i Licei Classici di Manduria (TA) e di Francavilla Fontana e presso il Liceo Scientifico di Francavilla Fontana, ove presta servizio fino al 31 agosto 2008.
Da sempre impegnato in Parrocchia, è stato sia presidente di Azione Cattolica della Collegiata del S.S. Rosario che dell'Oratorio Parrocchiale, da lui fortemente voluto. Impegnato anche in diocesi, ha fatto parte con la moglie del gruppo di Pastorale familiare.
Ha dedicato la sua attenzione soprattutto al tema dell'incontro tra psicanalisi, pedagogia ed etica, prospettando un'ipotesi di psicanalisi positiva, orientata alla ricognizione delle potenzialità sane e costruttive dell'inconscio spirituale, e all'etica della prima persona o della virtù. Ha fatto esperienza diretta della Preventività con i Salesiani che lo hanno educato negli anni della sua giovinezza e sono esempi radiosi e punti di riferimento nel corso della sua esistenza.
Ha vantato un qualificato impegno educativo in campo giovanile, associativo e oratoriano.
Il 3 novembre 2011 cristianamente ha fatto ritorno alla Casa del Padre.

GURINI sig Annibale, coadiutore

☩ Monviso - Crissolo (CN), il 13 settembre 2014, a 67 anni

Il salesiano coadiutore sig. Annibale Gurini è deceduto tragicamente dopo aver asceso il Monviso e conquistato la cima.
Il suo corpo fu ritrovato nel canalone della parete est, coperto per buona parte di neve e da un enorme masso. La sera del 12 settembre, col sorriso sulle labbra, Annibale avvisò il direttore (dell'Istituto Salesiano “C. Rebaudengo”) che, il giorno dopo, intendeva scalare il Monviso. Era raggiante. Al direttore che gli raccomandava prudenza, rispose che sul Monviso era stato altre volte, l'ultima nel 2013, che conosceva bene il percorso e che sarebbe stato prudente.
Ma il “Signore delle cime” lo attendeva lassù, dove Annibale si sentiva più vicino a lui.
Come Salesiano ha condiviso la vita anche con schiere di ragazzi, che nel corso degli anni, sono passati al Rebaudengo. Fu attento Educatore e Formatore dei suoi allievi nelle aule e nel laboratorio di meccanica, con tutti, fu valido animatore nel cortile, nelle varie attività e nei campi di scuola.
Le sue passioni sportive gli permisero di allacciare amicizie profonde e sincere con molti allievi, exallievi e tante persone che condividevano i suoi interessi. Per lui era un modo per fare apostolato, perché la sua presenza, il suo modo di fare e le cose che diceva erano un richiamo ad innalzare lo spirito al Creatore.
Nei primi anni di vita salesiana aveva svolto apostolato presso l'oratorio Rebaudengo, il quale era rimasto molto affezionato, tanto che fino alla fine ha fatto parte del coro parrocchiale che animava la Santa Messa, e ha curato la podistica Reba, da lui fondata. Con i membri della podistica ha partecipato, per tanti anni a varie gare, compresa la famosa: Torino-St. Vincent.
Annibale è risultato tra i podisti con la maggior partecipazione a la 100 km del Passatore, la 100 Km della Brianza, ecc.; è stato quattro volte campione italiano di categoria sulla distanza dei 100 Km; e più volte campione del mondo categoria salesiani, sempre sui 100 Km.
Nonostante tutto questo, parecchie volte, spontaneamente rinunciava ai primi posti per sostenere coloro che del gruppo si trovava in difficoltà correndo accanto a loro.
Con alcuni confratelli coltivava l'hobby della bicicletta e insieme, nel periodo estivo macinavano km e km per salutare i parenti in Lombardia.
Un'altra grande passione, era la montagna, della quale subiva il fascino. Era il richiamo delle sue montagne della Valtellina. Diceva che in montagna si sentiva più vicino a Dio.
Nei periodi estivi quando si recava dalla famiglia, trasmetteva questa sua passione ai nipoti, che fin da piccoli, portava con sé in montagna, insegnandogli “a vedere la presenza di Dio nella maestosità della montagna e nella bellezza della natura”.
Tante le sue virtù: la generosità, la bontà, la laboriosità, il sorriso accogliente, la costante disponibilità, l'ascolto partecipato, la caparbietà del montanaro e tanto tanto AMORE.

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13