I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

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Defunti

N. 80 record trovati

PAVAN sig. Giovanni, coadiutore

☩ Mestre, il 29 settembre 2013, a 76 anni

Nato ad Arcade (TV) nel 1936 vicino al Montello e al Piave, luoghi della I Guerra Mondiale. Ha avuto 3 fratelli e una sorella. Abitava in campagna e per frequentare la scuola elementare e la santa messa doveva andare a piedi, non c'erano mezzi di trasporto se non le proprie gambe.
Durante le vacanze estive si fermava a fare il chierichetto al salesiano don Cesare Baldasso il quale una mattina gli chiese se gli fosse piaciuto entrare in seminario per diventare come lui. Rispose di sì. Parlò con la mamma dei salesiano di Mogliano e fu così che il 14 agosto del 1948 entrò all'Astori di Mogliano.
Frequentò la scuola media e la 4a Ginnasio. Nel 1953 va a Trento a fare l'aspirantato e frequenta la 5a Ginnasio. A 18 anni entra in Noviziato ad Albarè e chiede di essere coadiutore.
Viene subito valutato un bravo giovane, con buona pietà, di carattere molto servizievole, con capacità pratiche evidenti. Dopo il Noviziato lo troviamo prima a Trento, poi a Verona. Quindi viene inviato a Torino-Rebaudengo. Consegue il titolo di perito tecnico meccanico con l'abilitazione per l'insegnamento in Disegno Tecnico.
Nel settembre del 1963 arriva per la prima volta al "San Zeno", parte di quel primo gruppo di salesiani che diedero vita all'Istituto. Lavorerà anche per due anni a Udine e per otto in Brasile ad Areia Branca e a Matriz de Camargibe a partire dal 1988. Nel 1996 torna al "San Zeno".
Nel giugno del 2013 viene accompagnato per alcuni mesi a Mestre ma la salute anziché recuperare si complica.
Con la famiglia ha sempre mantenuto rapporti stretti di vicinanza. Ha seguito la mamma fino alla sua morte, e poi la sorella Anna rimasta vedova a 40 anni.
Il sigor Pavan, per i suoi giovani, sapeva chiedere e trovava in tanti exallievi benefattori un aiuto concreto. Le porte delle varie aziende in cui lavoravano erano spalancate.
Quanto ha trasmesso e ha testimoniato il signor Giovanni esprimono la cura e la custodia che Dio ha per la vita di ciascuno.

RENATO sac. Olivo, salesiano

☩ Mestre (VE), il 7 Maggio 2012, a 91 anni

Don Olivo Renato nacque a San Stino di Livenza il 20 maggio 1920 da Angelo e Amabile Zulianello. Pochi giorni dopo riceve il battesimo nella parrocchiale del paese e a nove anni la cresima. Frequenta le prime classi delle elementari a San Stino, poi le completa per tre anni a Venezia Castello nell'Istituto salesiano Coletti.
Da Venezia viene indirizzato all'aspirantato di Trento. Ci sta quattro anni e domanda per entrare in noviziato. Viene ammesso con un giudizio più che ottimo.
Noviziato ad Este. Ribadisce ancora la sua volontà "di abbracciare lo stato religioso e di farmi sacerdote e missionario". Diventa salesiano il 21 agosto 1937 professando i voti a Este nelle mani dell'allora ispettore don Francesco Antonioli.
Per gli studi filosofici si porta in Piemonte a Foglizzo. Segue il tirocinio pratico: sarà nella casa di Udine per tre anni (1940-43). Inizia lo studio della teologia professando i voti perpetui (aprile 1943).
Siamo in tempo di guerra. I quattro anni di teologia passano senza alcun problema, nulla da osservare se non per un trambusto dovuto agli spostamenti di sede. Lo studentato teologico dapprima trova sede nel monastero benedettino di Praglia (1943-44), poi si trasferisce a Schio (1943-45) e a fine conflitto rientra a Monteortone (1945-47).
Don Olivo corona il suo sogno: è sacerdote il 29 giugno 1937 ordinato a Monteortone dal vescovo salesiano Mons. Giovanni Lucato.
Consegue la laurea in Scienze Agrarie e Chimica. Può iniziare il suo curricolo come insegnante di scienze naturali nelle case salesiane: Mogliano Astori (1947-52) Venezia Coletti (1952-57) Mogliano Astori (1957-61) Pordenone (1961-63) Venezia Coletti (1963-71). E infine ininterrottamente sarà di stanza qui all'Astori per ben 40 anni.
Ha amato la sua terra, l'ha studiata, l'ha coltivata, con stile salesiano ha trasmesso il rispetto per essa a generazioni giovani in tanti anni di insegnamento.
Nel tempo ricevuto in dono della sua lunga vita, con il suo stile, con la sua intelligenza, con la sua laboriosità, con la sua consacrazione di educatore, ha saputo fare suoi i tratti del Signore secondo lo spirito ricevuto in eredità da don Bosco.
Don Olivo si è impegnato per la promozione integrale dei suoi giovani, consapevole che la trasformazione della società operata dai cristiani attraverso i secoli è una risposta all'amore del Figlio di Dio.
Dal luglio del 2011 era ricoverato nell'infermeria di Mestre da dove ci ha lasciato per il Cielo lunedì 7 maggio.

NORDERA sac. Luciano, salesiano

☩ Haifa (Israele), il 2 Dicembre 2011, a 83 anni

Don Luciano nasce a Badia Calavena (VR) da papà Emilio e mamma Giovanna Corradi il 14 Ottobre 1928.
Diventa salesiano a 20 anni con la Prima Professiona ad Albarè il 16 Maggio 1949.
A 25 anni fa la Professione Perpetua a Torino, è il 6 Giugno 1954. A 28 anni riceve l'Ordinazione sacerdotale a Torino nella Basilica di Maria Ausiliatrice, il 1° luglio 1957 dal Cardinale Arcivescovo di Torino Maurilio Fossati.
Dopo aver conseguito la maturità classica nel 1952 consegue la licenza in teologia all'UPS nel 1957 e la laurea in Storia Ecclesiastica alla Pontificia Università Gregoriana nel 1980 con la pubblicazione della Tesi qualche anno più tardi.
Don Luciano svolge il suo ministero sacerdotale e il suo servizio come docente prima a Monterortone (1959-1978), poi ad Alassio (1968-1969), quindi ad Este (1971-1972) e a Verona-Saval (1972-1978).
È direttore ad Albarè (1978-1984) e dopo un anno trascorso all'UPS per la pubblicazione della sua Tesi di Laurea, dal 1986, per volere del Rettor Maggiore, si trasferisce a Cremisan, svolgendo per tanti anni un prezioso servizio come docente, formatore, vicario e catechista.
Quando nel 2004 lo studentato teologico di Cremisan si strasferisce a Gerusalemme Ratisbonne, don Luciano rimane a Cremisan come vicario, impegnato soprattutto ad accogliere persone e gruppi di visitatori e a tenere un prezioso collegamento con i tanti benefattori dell'opera.
Don Luciano è morto a causa di un tumore maligno diagnosticato qualche mese prima. Ha accettato con fede la malattia e la sofferenze, testimoniando a tutti il suo fiducioso abbandono alla volontà di Dio. La sua morte serena è il compimento di una vita generosa e fedele.
Nell'ultimo mese era ricoverato presso l'Ospedale italiano delle Suore Francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria di Haifa (Israele).

MALGARINI sac. Giuseppe, salesiano

☩ Castelfranco Veneto (TV), il 6 Febbraio 2012, a 100 anni

Don Giuseppe è nato a Sant'Eufemia di Borgoricco (Padova) il 1 agosto 1911 da Luigi e Carolina De Favari. È stato battezzato nella Chiesa parrocchiale di Sant'Eufemia il 2 agosto e ha ricevuto il sacramento della confermazione l'8 ottobre 1922. Dopo aver frequentato il corso elementare al paese natale è entrato nel seminario vescovile di Thiene, frequentando regolarmente le classi fino alla quarta ginnasiale. È conservata una lettera del Rettore che, nel 1928, lo presenta al Direttore di Schio perché Sisto desidera lasciare il seminario per diventare salesiano.
Il Rettore del Seminario lo descrive desideroso di diventare salesiano e sacerdote, ma ne mette in evidenza anche la spensieratezza.
Giuseppe aveva conosciuto i salesiani nell'oratorio di Schio e ne era rimasto affascinato.
Il 25 settembre 1928 entra in noviziato a Este (1928-1929). Dopo la prima professione viene inviato a Torino Valsalice (1929-1930) e poi a Foglizzo (1930-1931) per il postnoviziato e a Schio per il tirocinio (1934-1938).
Nel 1934 viene inviato per gli studi di teologia a Chieri (1931-1934) e viene ordinato sacerdote nella Basilica di Maria Ausiliatrice il 3 settembre 1930 per l'imposizione delle mani di Mons. Maurilio Fossati.
Rientrato in ispettoria inizia il suo ministero sacerdotale a Venezia «Castello» (1938-1940). In piena guerra viene inviato in Albania per tre anni (1940-1943) come cappellano degli alpini. Terrà caro il suo cappello con la penna nera e non mancherà mai, nel dopoguerra, ai raduni nazionali.
Al ritorno dalla guerra in Albania è inviato come catechista e vicario a Verona «Don Bosco» (1943-1947) e poi Direttore ad Albaré (1948-1951), a Chioggia (1948-1951) e direttore e parroco a Trieste (1951-1956).
Nel 1956 inizia un lungo periodo come cappellano presso le Figlie di Maria Ausiliatrice di Padova (1956-1973) e Rosà (1973-1987). In questi anni visita mensilmente dieci comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice per i ritiri, le confessioni e l'animazione dei cooperatori.
Il periodo padovano lo vedrà anche insegnante di religione nella scuola statale e incaricato dell'animazione vocazionale nel territorio della diocesi di Padova.
Nel 1987 rientra in comunità a Monteortone (1987-1992) e successivamente a Este (1992-2000). Gli ultimi anni della sua vita centenaria li passa nella Casa «Mons. Cognata» di Castello di Godego (2000-2012).
Negli ultimi tempi non è di molte parole, ma quando viene stuzzicato i ricordi riaffiorano: la guerra, i commilitoni, il cappello con la penna. Ha ancora gli occhi vivi e furbi come quando ragazzetto suonava con lo spago legato al banco dello studio.

COGLIANDRO sac. Mario, salesiano

☩ Messina, l'11 Gennaio 2012, a 86 anni

Nato a Cannitello di Villa S. Giovanni (Reggio Calabria), il 26 luglio 1925 da Domenico ed Accurso Eugenia.
Dal 2° al 5° ginnasio studia al S. Luigi di Messina, da interno, ed affascinato dalla testimonianza di vita religiosa ed apostolica dei suoi superiori giunge alla determinazione che il suo futuro era quello di salesiano, come loro. Nel 1940 scoppiava la seconda guerra mondiale. Al Seminario di Reggio fa gli studi teologici ma non chiede di essere ammesso agli Ordini Sacri per essere libero di seguire la sua vocazione salesiana, come gli consigliava il direttore spirituale.
Finalmente, raggiunta la maturità a 21 anni, fa la domanda per il noviziato, che farà a Modica guidato da Don Giardina, e dove, fatta la professione, resta per un anno come assistente.
Dal '47 in poi lo vediamo assistente e professore a Sampaolo di Palermo, a Cibali di Catania; a San Gregorio completa gli studi di teologia e viene ordinato Presbitero nel 1950.
Dal 1950 al 1962 è catechista ed insegnante dei chierici a S. Gregorio; si laurea in lettere classiche divenendo insegnante di italiano e storia.
Nel 1959 la sua vita cambia totalmente in quanto viene chiamato a fare il delegato dei Cooperatori della Sicilia orientale ed Assistente delle Volontarie di Don Bosco.
Dal 1964 al 1973 diviene delegato della Famiglia Salesiana della Sicilia Orientale.
Nel 1973 la sua vita subisce un'ulteriore sterzata: il Rettor Maggiore Don Ricceri lo chiama a Roma per nominarlo Delegato mondiale dei Cooperatori. Gli anni che verranno sono molto fecondi: avvia subito la revisione del Regolamento dei Cooperatori composto da Don Bosco; e poi inizia i suoi viaggi per il mondo fino al 1988.
In America avvia la missione dei Cooperatori a Trelew. È un missionario irrefrenabile.
Dal 1988 al 1990 è responsabile del Salesianum alla Pisana ed infine torna nella sua Calabria, con sede a Vibo Valentia, come Delegato dei Salesiani Cooperatori.
Don Mario Cogliandro è tornato alla Casa del Padre, a Messina dove ha trascorso gli ultimi mesi della sua vita. La sua salma è stata portata nella Parrocchia di Cannitello di Villa San Giovanni (R.C.).

GIANOTTI sac. Saverio, salesiano

☩ Pordenone, il 24 Gennaio 2012, a 90 anni

Don Saverio è nato a S. Michele all'Adige (Trento) il 27 novembre 1921 da Pio e Giulia Calovi. È stato battezzato nella Chiesa parrocchiale il 3 Dicembre e ha ricevuto la cresima a Lavis il 30 marzo 1930. Dopo aver superato il corso elementare a Lavis (1927-1933) entra nella casa salesiana di Trento per compiervi l'aspirantato (1933-1939).
Dopo il noviziato a Este (1939-1940) è destinato a Nave per il postnoviziato (1940-1942) e successivamente a Torino «Rebaudengo» (1942-1946). Dopo aver conseguito la Licenza in filosofia, ritorna a Nave come docente (1946-1949). Nel 1949 inizia gli studi teologici a Monteortone e viene ordinato a Monteortone il 29 giugno 1952 da Mons. Girolamo Bortignon.
Giovane sacerdote, incomincia il suo ministero pastorale come docente nella casa di formazione di Nave (1952-1954; 1971-1973) e, successivamente, in varie case salesiane: Castello di Godego (1954-1955; 1967-1970), Mogliano Veneto «Astori» (1955-1961), Cison di Valmarino (1961-1967; 1973-1976), Tolmezzo (1970-1971), Venezia Castello (1976-1980).
Nel 1980 riceve l'obbedienza di terminare gli studi all'Università Pontificia Salesiana di Roma, dove consegue il Dottorato in Filosofia e la Licenza in Teologia. Don Braido, riconoscendone le doti di intelligenza e di impegno nella ricerca, chiede al Rettor Maggiore di averlo come collaboratore nell'Istituto Storico Salesiano appena istituito. Vi rimarrà per 14 anni, dal 1982 al 1996 svolgendo un lavoro prezioso, in particolare nella ricostruzione della bibliografia riguardante gli scritti e gli studi su don Bosco.
Nel 1996 ritorna in ispettoria e passa gli ultimi anni della sua vita salesiana a Pordenone (1996-2012).
Don Saverio aveva a cuore la salvezza delle anime e ha speso la sua vita per la gloria di Dio, come gli aveva insegnato don Bosco.
Al mattino, quando celebrava con devozione l'Eucaristia, spesso piangeva e baciava l'ostia e il calice. Nonostante i novant'anni e nonostante non si reggesse più in piedi, pochi giorni prima del ricovero in ospedale, ha desiderato ricevere dal direttore l'eucaristia stando in ginocchio, con il volto rigato dalle lacrime. Nella sua vita sacerdotale aveva coltivato un profondo senso liturgico e si lamentava quando aveva l'impressione che si celebrasse senza attenzione e il dovuto raccoglimento interiore.
La sua fede radicata e il desiderio di fare la volontà di Dio si è manifestata in modo alquanto originale nell'ultimo mese. Al rientro dalle vacanze di Natale la sua salute andava peggiorando.
Don Saverio era un salesiano appassionato, pronto a pagare di persona, capace di accogliere il sacrificio della sofferenza, innamorato di Dio e grato per il dono della vocazione salesiana e sacerdotale. Per lui la consacrazione religiosa era veramente un totale e incondizionato mettersi a disposizione di Dio, al di sopra di ogni inclinazione, attitudine e gusto personale, e questa sua totale disponibilità fu messa a dura prova nella sua vita.
Aveva una fede forte, senza incrinature e ombre e un approccio coinvolgente alle cose e alle attività che affrontava con molta passione.
Don Saverio si è lasciato afferrare saldamente da Cristo nella sua vita. Ha celebrato quotidianamente l'eucaristia ed ha compiuto ogni giorno la sua "trasfigurazione"

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