I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

NEWS

Defunti

N. 72 record trovati

BARBAN don Sebastiano Bruno, salesiano

☩ Castello di Godego (TV), il 10 maggio 2016, a 88 anni

Don Bruno è nato a Borgoricco (Padova) il 4 giugno del 1927, da Mario e da Rosa Pedron, ultimo di tre fratelli.
A 13 anni, dopo gli studi primari, entra nell'aspirantato salesiano di Mirabello Monferrato (AT), dove frequenta il corso Magistrale. Il suo Parroco lo presenta così al direttore nel 1939.
Don Bruno frequentò il Noviziato Salesiano a Villa Moglia di Chieri (TO), emettendo i primi voti l'8 dicembre 1944, mentre il postnoviziato, con gli studi magistrali e filosofici, a Foglizzo Canavese (TO). Nel 1946 tornò in terra veneta svolgendo il tirocinio pratico a Verona Don Bosco: alcuni anni in mezzo ai ragazzi per rassodare lo spirito salesiano. Dopo tre anni si trasferì a Monteortone (PD) per compiere gli studi teologici, che coronò con l'ordinazione sacerdotale, avvenuta il 29 giugno 1954 per l'imposizione delle mani di mons. Girolamo Bortignon, vescovo di Padova.
I Superiori hanno avuto subito stima di lui, notando le sue belle doti di intelligenza, di organizzazione, di pietà, ma insieme anche di schiettezza e di dialettica, a volte critica.
Le sue buone doti intellettive vennero messe a frutto per cui frequentò l'Università e si laureò in Matematica e Fisica a Messina nel 1959.
Dopo l'ordinazione sacerdotale, passò la sua vita salesiana tra le case di Mogliano (Collegio Astori), Tolmezzo, Pordenone e infine dal 1971 fino al 2013 a Mogliano Veneto, prevalentemente come insegnante di matematica e fisica. L'insegnamento fu sempre condotto con professionalità e passione salesiana, unitamente all'impegno per le Missioni.
Don Bruno, fin dai primi anni della sua formazione, aveva nutrito una grande passione missionaria: poter far del bene alle tante persone che avrebbe incontrato sulla strada del Signore, anche se non è mai partito specificatamente per le missioni salesiane, se non per brevi periodi durante l'estate come accompagnatore di volontari dell'“Operazione Mato Grosso” prima e del “Gruppo Bolivia” poi. Tuttavia riuscì a coltivare la passione per le missioni, alternando l'insegnamento della matematica e della fisica con l'organizzazione di numerose iniziative di carattere missionario.
Don Bruno è conosciuto per gli innumerevoli progetti che ha seguito a favore delle missioni salesiane in Sudamerica, in India e Madagascar, condotti in collaborazione con l'Ispettoria San Marco, la Caritas e tanti benefattori, che ha saputo coinvolgere nei tanti anni di attività missionaria. Si prodigò per le adozioni a distanza in Perù, promosse la costruzione dell'ospedale “Hogar de Dios” a Saavedra in Bolivia, dove vengono curati i bambini cerebrolesi.
In 40 anni ha coinvolto centinaia di volontari che andava a visitare nei suoi viaggi estivi compiuti per monitorare i progetti avviati. Ha promosso moltissime iniziative in loco per la sensibilizzazione missionaria dei giovani attraverso mostre, conferenze, adozioni a distanza e raccolta contributi.
Carattere buono, attivo e intraprendente, spirito di sacrificio, tenace nei suoi punti di vista personali, capacità ottime, pietà buona e fedele al dovere.
Dal 2013 fu trasferito presso l'infermeria ispettoriale di Castello di Godego “Mons. Cognata”, accudito con tanta amorevolezza dal direttore, dalla comunità salesiana e dalle suore Missionarie dello Spirito Santo e della Sacra Famiglia fino al giorno in cui si spense.

ARTUSIO don Romolo, salesiano

Torino, il 12 agosto 2016, a 101 anni

È scomparso alla veneranda età di 101 anni il decano dei sacerdoti devoti a don Bosco.
Il mondo salesiano piange il salesiano don Romolo che ha raggiunto questo traguardo grazie alla sua incrollabile fede in Dio e soprattutto nella Vergine Maria.
Si è spento intorno alle 6 del mattino nella casa di cura Beltrami a Torino dove era stato ricoverato tre anni prima.
I funerali si sono svolti nella Cappella dell'Istituto Cardinal Cagliero di Ivrea dove don Romolo ha insegnato e vissuto a lungo prima di essere trasferito, per motivi di salute, alla casa Beltrami.
Un uomo di grandissima fede, finché è rimasto lucido non ha mai smesso di pregare.
Durante il festeggiamento del suo 100° compleanno, all'Istituto Cagliero, aveva rivolto parole di commozione ai fedeli, agli amici e ai famigliari presenti non aspettandosi una presenta così massiccia di persone.
Sempre disponibile nei confronti degli altri e aperto al dialogo, don Romolo è stato a lungo un punto di riferimento per migliaia di studenti che nel corso degli anni si sono susseguiti nell'Istituto Salesiano Eporediese.
Con i suoi 101 anni compiuti è stato a lungo parroco salesiano più anziano in Piemonte e nel suo curricum vanta il record, che fin'ora nessuno ha ancora battuto tra i devoti di Don Bosco, di ben 75 anni di messa.

PACHECO Pascua don Agustín, salesiano

☩ Madrid (Spagna), il 7 febbraio 2017, a 71 anni


Nato a Bilbao l'8 ottobre 1944, frutto dell'amore dei suoi genitori, Agustín Pacheco e María Jesús Pascua.
Ha frequentato il noviziato salesiano di Mohernando (Guadalajara) nel 1965; ha studiato Filosofia a Guadalajara tra 1965 e il 1968 e Teologia a Salamanca dove ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1973.
Nei suoi primi anni di sacerdozio ha ricoperto diversi servizi nella Casa Salesiana di Madrid-Atocha. A Madrid ha vinto nel 1977 il titolo di Ingegneria Tecnico in Elettronica Industriale, assumendo, quindi, nuove responsabilità come essere di fronte alla Biblioteca Salesiana e poi Economo Ispettoriale (2001-2007), Direttore della Procura delle Missioni Salesiane (2007-2014) e Direttore della Fondazione Don Bosco nel Mondo ONLUS nella Casa Generalizia di Roma (2014-2016).
Ha vissuto con particolare intensità ed è stato un vero e proprio esempio per coloro che hanno avuto la gioia di conoscerlo.
Nel corso della sua vita salesiana ha effettuato numerosi servizi e compiti di grande responsabilità dimostrandosi sempre disponibile e pronto ad affrontare gli incarichi che gli venivano affidati.
Efficienza, competenza, iniziativa, decisione, capacità imprenditoriale sono stati i valori che lo hanno contraddistinto in tutti i suoi incarichi ricomperti.
La sua memoria rimarrà indelebile nel nostro cuore che con l'esempio ci ha incoraggiato a impiegare generosamente le nostre energie a favore di quelli più bisogno di risposte urgenti.
Nella nostra comunità della Casa Generalizia era giunto da poco più di un anno, ma è stato sufficiente per percepire la qualità della sua personalità umana, religiosa e salesiana.

BUSOLIN don Battista Giovanni, salesiano

Tura (India), il 24 dicembre 2016, a 94 anni


Don Battista Giovanni Busolin nasce nella parrocchia di San Marco Camposampiero in una stalla il 16 gennaio 1922. I suoi genitori sono Busolin Domenico e Zanon Amalia, è l'ultimo di dodici fratelli.
I suoi studi partono dal seminario della diocesi di Padova. Proseguiranno poi nell'Istituto Maria Ausiliatrice di Trento (1933񮕣). Il parroco di San Marco, Don Antonio Dal Santo, aveva infatti affidato Battista, ragazzo particolarmente vivace, al fratello Salesiano che era allora nel capoluogo Trentino.
La professione è nel 1940, l'ordinazione a Sacerdote nel 1949 al Duomo di Padova e la sua prima messa solenne alla Basilica del Santo, da allora la celebrazione della Santa messa ogni giorno.
Inizialmente era stato destinato all'Africa, poi la decisione dei superiori di inviarlo in India. Parte per la missione il 26 dicembre 1949, a soli 27 anni. Alcune persone vicino a lui gli dicono che farà soffrire la sua mamma con un viaggio che lo porterà così lontano, decide di partire ugualmente. Sua mamma vivrà ancora molti anni e sarà felice ed orgogliosa del figlio sacerdote missionario.
Arriva in nave in un primo momento in Sri Lanka perché il governo indiano non accettava nel territorio i missionari. Riesce a procurarsi un permesso per entrare nel paese come esperto in agricoltura (aveva imparato dai genitori il lavoro). Entra in India precisamente a Chennai.
Si sposta poi a Damra nello stato del Meghalaya nelle Garo Hills (colline) per la sua prima missione, come aiuto del parroco.
Inizialmente la vita missionaria è molto dura: per le malattie della zona, la scarsità e la diversità del cibo, i villaggi molto distanti tra loro e per la lingua locale (la lingua Garo) molto complessa.
Non viene sempre accolto dalle popolazioni locali. Offre i primi aiuti visitando i villaggi fornendo soprattutto medicinali e cibo perché la popolazione non aveva alcuna possibilità per curarsi ed il cibo in alcune stagioni scarseggiava. Prova ad istituire le banche dei cereali su consiglio di alcuni benefattori italiani ma trova alcune difficoltà... il meccanismo non era semplice da comprendere. Decide allora di investire soprattutto nell'istruzione per i ragazzi che non avevano possibilità di studiare. I risultati nel tempo gli daranno ragione.
Ha portato nelle scuole migliaia di studenti, molti dei quali ora detengono posizioni di responsabilità nella società: infermieri, insegnanti, sacerdoti, suore ed anche vescovi, un ministro.
Nel 2015 riceve il riconoscimento dal Primo Ministro del Meghalaya per il suo contributo disinteressato all'istruzione e ai servizi sociali nelle Garo Hills.
Nel dicembre 2015 per i suoi 75 anni dalla professione, viene stampata in lingua inglese la sua biografia scritta da Padre Pio Varghese.
Nell'ultimo periodo della sua vita affronta la prova della malattia con grande fede e serenità, celebrando ogni giorno la santa messa, circondato ed assistito giorno e notte all'ospedale di Tura dai ragazzi del Don Bosco College e da Don Gennaro Sangma, dal Vescovo, dai sacerdoti e dalle suore Figlie Maria Ausiliatrice ci lascia il giorno della vigilia di Natale.
Alla cerimonia funebre di lunedì 26 dicembre 2016 a Tura, esattamente 67 anni dopo la sua partenza per l'India, partecipano più di mille fedeli. Più di 80 sacerdoti e due vescovi concelebrano la messa.

ZORZETTO don Angelo, salesiano

☩ Santiago (Cile), il 6 aprile 2016, a 93 anni

Don Angelo Zorzetto nasce ad Oriago (VE) il 5 settembre 1922, il primo dei figli Zorzetto.
Entra in collegio S. Pio V di Penango (AT) per aspiranti Salesiani nel settembre del 1935.
Nel dicembre del 1939 parte in nave con altri compagni per il Cile ove completa gli studi del noviziato: liceo; assistentato; teologato e finalmente il 2 dicembre 1951 è ordinato sacerdote a Santiago (Cile).
Ritorna per la prima volta in Italia nel settembre 1952 a visitare i parenti dai quali si era staccato 17 anni prima. Successivamente, ogni 4/6 anni rientra in Italia anche per motivi connessi ai suoi compiti avendo sempre avuto l'incarico di Prefetto, ossia Provveditore/Economo delle varie case salesiane, da Punta Arenas a Santiago a Valparaiso a Iquique, dove ha svolto la sua missione.
L'ultimo rientro in Italia risale al settembre del 2006 per festeggiare l'84° compleanno.
Dopo un primo piccolo ictus nel 2010, un altro più pesante lo colpisce nuovamente nel 2003 costringendolo a letto fino al 7 aprile del 2016 quando Dio lo chiama in cielo.
(Pubblicato dal bollettino parrocchiale del paese natio)

VALENTE don Giuseppe, salesiano

☩ Santa Cruz (Bolivia), il 4 aprile 2014, a 79 anni

Nato il 10 dicembre del 1934 a Povolaro-Dueville (VI), da mamma Regina e papà Angelo, Giuseppe era il quarto di sette figli: 4 maschi e 3 femmine di una famiglia le cui ricchezze erano le buone maniere, la fede sincera e la vita altamente cristiana.
Vista l'aria cristiana che si respirava in famiglia, non potevano non nascere delle vocazioni: il primo fu il fratello Mario che entrò in seminario ma una terribile malattia interruppe la vocazione segnando in particolar modo il fratello minore, il piccolo Giuseppe, che risentì del vuoto lasciato dal fratello seminarista.
Mamma "Regina", lo seguiva con particolare cura e intuì che poteva sostituire quella vocazione troncata dalla malattia: le sue parole, i suoi consigli e le preghiere furono la base del risveglio della vocazione di Giuseppe che si aprì alla vita con il forte desiderio di servire gli altri.
A quel tempo, nella località di Castello di Godevo (TV), i salesiani aprirono un aspirantato per i giovani che dimostravano il desiderio di consacrarsi al Signore.
All'età di 14 anni Giuseppe entra a far parte del gruppo di giovani che desiderano seguire il cammino salesiano. Nell'agosto del 1952 entrò nel Noviziato di Albaré con un bel gruppo di compagni per iniziare la formazione salesiana in maniera più profonda. Non mancano dubbi e perplessità in questo cammino vocazionale ma la figura di padre Virgilio fu decisiva per placare le difficoltà e portare a termine il cammino intrapreso. Il 16 agosto del 1953 Giuseppe entra definitivamente a far parte della Famiglia Salesiana. Seguirono tre anni di formazione filosofica a Nave-Brescia. In seguito la Congregazione richiese a tutti i nuovi salesiani alcuni anni di lavoro pratico tra i giovani. Fu così che il giovane chierico iniziò il suo apostolato nell'Opera di Gorizia. Terminato il tirocinio di 3 anni passa al famoso teologato di Monteortone (PD) per la preparazione al sacerdozio. Circa 3 mesi prima dell'Ordinazione Sacerdotale purtroppo viene a mancare mamma Regina che tanto lo aveva seguito con amore e affetto.
Dopo l'ordinazione sacerdotale, nonostante l'impegno in attività apostoliche, conseguì la laurea in Letteratura Italiana presso l'Università di Padova.
A quel tempo nell'Ispettoria della Bolivia accaddero dei fatti interessanti. I Superiori nominarono come direttore dell'Opera de "San Carlos" padre Tito Solari come Provinciale dell'opera salesiana della Bolivia. Il "San Carlos", sostenuto dalla provincia veneta in qualità di "gemellaggio" da vari anni, aveva bisogno di un altro salesiano e così nel 1981 la vocazione missionaria di don Giuseppe ebbe inizio.
In trent'anni di attività missionaria in Bolivia ideò e realizzò numerose opere dimostrando di possedere un grande spirito di iniziativa, una buona dose di coraggio, una forte determinazione ed una spiccata confidenza nella Divina Provvidenza.
Oltre ad essere stato un buon "imprenditore" era in primis un sacerdote: tanta e profonda è stata la sua fede nel Signore. Sapeva trarre dalle parole del Vangelo i giusti insegnamenti da trasferire nella vita quotidiana. L'attenzione e la sensibilità con cui sapeva commentare i testi sacri erano la chiara dimostrazione della sua fede.
Insegnante severo ed esigente ma anche amico dei suoi alunni: pretendeva qualità e, soprattutto, responsabilità.
Sempre affidato nella mani del Divino, si è spento a causa di una terribile malattia.

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12