I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

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Defunti

N. 75 record trovati

GATTI don Guido, salesiano

☩ Mestre (VE), il 5 gennaio 2014, a 82 anni

Don Gatti era nato il 15 agosto 1931 a Besana Brianza; era cresciuto in una buona famiglia cristiana.
Nella vita di fede, di onestà e laboriosità, di semplicità e concordia familiare egli matura la vocazione salesiana. Eredita dalla famiglia e dall'ambiente della sua amata Brianza una lodevole molteplicità di interessi culturali unita a un'intelligente e perseverante dedizione al lavoro.
Dopo gli anni dell'aspirantato a Chiari, ha seguito il corso normale della formazione: il noviziato a Montodine coronato dalla professione religiosa il 16 agosto 1947, lo studentato filosofico a Nave, il tirocinio a Treviglio, Milano e Chiari, seguito dallo studio della teologia a Torino Crocetta nell'allora Pontificio Ateneo Salesiano conclusosi con la licenza in teologia.
Divenuto sacerdote il 5 aprile 1959, si è laureato in teologia sempre a Torino Crocetta nel 1962.
Ha svolto il suo primo anno di ministero sacerdotale come socio e assistente dei novizi a Missaglia, successivamente ha conseguito l'abilitazione in lettere e ha svolto contemporaneamente con riconosciuta competenza, prima a Milano e poi a Bologna, compiti di insegnamento e di animazione spirituale dei giovani, in qualità di catechista.
Destinato dall'obbedienza allo studentato teologico del Saval-Verona nel 1967, vi ha tenuto per un decennio corsi di teologia morale. Molto apprezzato per questa sua docenza, fu invitato a tenere corsi della stessa disciplina teologica nello Studio Teologico di San Zeno (VR) e allo Studio Teologico San Bernardino (VR). Nel 1977 fu chiamato alla Facoltà di Teologia di Roma dove ha insegnato teologia morale.
Si dedicò a un'intensa attività di pubblicazioni di libri e articoli, che presentano una vasta e complessa problematica morale.
Don Guido nel settembre dell'anno 2009 lascia l'Università di Roma, ritorna nella sua Ispettoria lombarda e viene destinato alla casa di formazione di Nave; qui continua la sua attività di confessore, guida spirituale, predicatore di ritiri ed esercizi spirituali, conferenziere. Sempre stimato ed apprezzato per la sua umanità, saggezza, spirito di fede.
Progressivamente gli vengono meno le forze ed iniziano i problemi di salute, che pur non essendo mai stata robusta, non gli aveva impedito una vita intensa di lavoro e impegno. Viene quindi inviato nel settembre 2012 nella comunità di confratelli anziani e ammalati "Beato Artemide Zatti" di Venezia Mestre, dove viene accudito con cura fisicamente e spiritualmente fino al giorno della chiamata del Signore.

FLESSATI don Renzo, salesiano

☩ Castelfranco Veneto (TV), il 21 dicembre 2013, a 89 anni

Renzo nacque a Drò (in Trentino, nell'Alto Garda) nel 1924 da papà Geremia e da mamma Lucia. La famiglia era cresciuta, erano nate 6 sorelle e lui, l'unico maschio, venne avviato agli studi dove riusciva bene. Il salesiano don Attilio Angelini, nativo dello stesso paese di Drò, seguiva Renzo già da qualche anno; finita la 3a lo invitò ad andare con lui a Tolmezzo per fare la 4a ginnasiale. Renzo si ritrovò tra i Salesiani e nel 1941 entrò in Noviziato ad Este. Conseguì la laurea in lettere classiche all'Università di Padova. Dopo il percorso normale degli studi e il tirocinio, fu a Castello di Godego, Mogliano, Pordenone (per gli ultimi 40 anni), ricoprendo le cariche di insegnante, di consigliere scolastico, di Preside.
Era un professore piuttosto pretenzioso, quasi rigido. Esponeva con precisione e scrupolosa preparazione, ma era altrettanto esigente nel pretendere dai suoi allievi, sulle prime generava persino soggezione. La disciplina scolastica, le mete didattiche erano perseguite con molta attenzione.
Era amante dei classici greci e latini, filologo e studioso della classicità, tra gli ultimi che l'Ispettoria annovera.
Era un uomo di grande sensibilità umana e artistica. Come religioso era preciso, sempre puntuale agli incontri comunitari. Vi partecipava con discrezione e riservatezza, ma non senza il coraggio di intervenire anche controcorrente quando lo riteneva opportuno.
Signorile nel tratto e nella parola, puntuale nel suo lavoro, uomo discreto anche nel suo modo di esprimere la sua vita di fede. Non è stato molto fortunato nella salute, ma difficilmente se ne lamentava. Si accontentava di far notare la difficoltà in cui si trovava e chiedeva scusa del disagio arrecato.

DASSIE’ sig. Domenico, coadiutore

☩ Roma, il 30 ottobre 2013, a 79 anni

Il signor Domenico era nato a Lutrano-Fontanelle (TV) il 31 agosto 1934 da papà Antonio, agricoltore, e da mamma Giuseppina Tochet, casalinga. Ebbe la fortuna di nascere in seno ad una buona e numerosa famiglia di sani principi e pratica cristiana.
Frequentò con risultati positivi la scuola elementare del paese. Seguì poi un corso biennale come elettricista e dopo aver ottenuto il diploma iniziò a lavorare in quel settore. Ma era un tipo di lavoro che non lo soddisfaceva così si dedicò al lavoro nei campi e soprattutto al giardinaggio che lo appassionava.
Dal 2 marzo 1956 al 10 agosto 1957 prestò servizio militare nel corpo dell'Artiglieria. Dopo il congedo gli fu offerta la possibilità di lavorare come aiutante infermiere in un ospedale della città di Monthey in Svizzera.
Nel 1962, senza diminuire la sua dedizione al suo lavoro, seguì con ottimo risultato un corso di elettronica per corrispondenza presso l'Istituto Onken di Kreuzlingen.
Il lavoro in Svizzera gli piaceva ma non lo soddisfaceva fino in fondo perché nel cuore aveva un'aspirazione più profonda, che coltivava da tempo, e motivazioni che l'esperienza della vita aveva reso solide e mature. Il suo desiderio era quello di dedicarsi al servizio degli altri, un desiderio che lo spingeva a sognare un impegno di volontariato o un'esperienza nel campo missionario.
Attraverso il cappellano e le suore dell'ospedale dove lavorava gli giunsero informazioni sulla vita dei figli di Don Bosco e sulle missioni, in particolare sull'Opera di don Maschio in India.
Si orientò verso la vocazione salesiana. Il 27 aprile 1965 arriva a Valdocco dove compie un breve periodo di apirantato e lo completa successivamente a Chieri-Villa Moglia. Il 29 ottobre 1965 inizia il noviziato, il 30 ottobre 1966 riceve la sua prima professione e nel 1969 diventa salesiano per sempre emettendo i voti perpetui.
Dal 21 maggio 1971 al 30 ottobre 2013, Domenico ha fatto parte della comunità della Casa Generalizia di cui è stato uno dei "fondatori" dato che quando giunse in questa Casa la costruzione non era ancora conclusa.
L'esperienza personale del signor Domenico nella Casa Generalizia come infermiere, incaricato della campagna, collaboratore nei servizi generali e ultimamente nella Fondazione Don Bosco nel mondo, membro attivo nella costruzione della vita della comunità nel lavoro, nella preghiera, nella fraternità, è legata sin dalla fondazione alla realtà viva della casa nei diversi momenti ricordati.
Uomo robusto e di grande resistenza fisica, lavoratore instancabile, nel marzo 2013 sperimentò repentinamente il crollo fisico, in pochi giorni si succedettero gravi problemi polmonari, infarto cardiaco e disfunzione dei reni. In diverse occasioni si temette per la sua vita ma nonostante tutto uscì dall'ospedale, anche se molto indebolito e con l'impegno di continuare tre sessioni di dialisi a settimana. Da aprile a luglio sperimentò un lento e progressivo recupero.Da agosto si notò un ristabilimento più evidente con il ritorno alla vita comunitaria e al lavoro.
Il 30 ottobre stava per concludere la sessione della dialisi quando il cuore, già debole a causa di gravi problemi affrontati nei mesi precedenti, entrò in fibrillazione e nonostante l'intervento immediato del personale medico, non superò questa nuova crisi.
Ora riposa nel cimitero di Prima Porta a Roma nella tomba della cappella dei confratelli defunti della Casa Generalizia.

PIETROBELLI suor Maria, Figlia di Maria Ausiliatrice

☩ in Giappone, il 20 aprile 2013, a 97 anni

Suor Maria nasce a Torrebelvicino (VI) il 12 gennaio 1916 ed è la terza di dieci fratelli. Fin da piccola esprime ai familiari il desiderio di farsi religiosa e a 16 anni si trasferisce a Torino. Entra nello studentato dei padri salesiani per farsi suora nell'ordine delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Il 5 agosto del 1939 fa la prima professione di fede e tre mesi dopo viene inviata, assieme ad altre consorelle, in Giappone. Vi giunge dopo 40 giorni di navigazione. Inizia così la sua infaticabile vita missionaria.
Si prodiga all'educazione dei tanti bambini orfani a causa della guerra, ricoprendo varie responsabilità presso le scuole, gli studentati e gli orfanatrofi gestiti dai salesiani e dalle Figlie di Maria Ausiliatrice. Lei, di carattere docile e umile, non ha mai vantato le sue mansioni, nonostante lesiano stati affidati ruoli di notevole responsabilità e impegno. Ha insegnato, è stata per anni direttrice ed ispettrice.
Nel 1945, allo scoppio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, anche lei come tanti giapponesi viene contaminata dalle radiazioni e riporta disturbi che la seguiranno per tutta la vita.
Nel 1949 Hirohito, Imperatore del Giappone, si reca presso gli istituti diretti in quel periodo da suor Maria per manifestare stima e riconoscenza all'opera delle missionarie e missionari salesiani.
Rientra in Italia solo quattro volte, nell'ultimo rientro nel 1993 ha più volte ribadito di sentirsi "giapponese tra i giapponesi" ed espresso il desiderio di rimanere "per sempre" nella sua amata terra, il Giappone. Nelle sue lettere esprime sempre la sua grande fede a conferma della sua vocazione missionaria.
Tutta la vita di suor Maria è stata un'avventura umana meravigliosa, sempre lieta di offrirsi, riconoscendo Gesù dentro l'umanità che ha servito con carità e amore. Per tutti un esempio di bontà e di bellezza da imitare.

GODNIC don Vittorio, salesiano

☩ Gorizia, il 30 novembre 2013, a 93 anni

Don Vittorio nasce in Aurisina (TS) il 3 gennaio 1920, da una famiglia povera. Il papà lavora nelle cave di pietra. Lui incomincia come garzone di bottega.
Amante dello sport, del calcio in particolare, viene notato la Triestina calcio che lo tessera. Ha successo in questa disciplina tanto da giocare nelle categorie maggiori fino alla serie A con il Genoa. Durante la guerra gioca in Sicilia e quindi al Nord. È stato un acceso tifoso fino alla fine della vita.
Desideroso di studiare nel 1944 raggiunge il collegio salesiano di Pordenone e chiede di essere accolto fra i salesiani.
Diventa salesiano nel 1946, sacerdote nel 1955. Alla sua prima Messa celebrata a Padova era presente la squadra del Padova con il mitico allenatore, triestino come lui, Nereo Rocco.
Lavora negli oratori salesiani di Venezia, Schio, Mogliano Veneto.
A Gorizia arriva nel 1967 come insegnate di Educazione Fisica ed Educazione Artistica. Ha una grande passione per l'arte, e per la pittura in particolare. Gli riescono bene in particolare i suoi paesaggi carsici con i colori vivi e contrastanti. Numerosissime le sue mostre di pittura apprezzate anche da critici esigenti.
Per oltre 30 anni fu impegnato come cappellano della clinica "Pineta del Carso" di Aurisina, e fino alla fine di novembre ha celebrato con assoluta fedeltà presso la clinica Fatebenefratelli di Gorizia.
Ogni domenica e mercoledì celebrava per le suore Orsoline.
Costantemente impegnato nella ricerca teologica e filosofica, leggeva con grande interesse tutti i giorni almeno due quotidiani e Civiltà Cattolica. Ha prodotto un numero rilevante di piccole opere su vari argomenti.
Ci ha lasciati improvvisamente sabato 30 novembre 2013, mentre si conversava a tavola in comunità. I funerali sono stati presieduti dal Vescovo diocesano monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli. Ora riposa in Aurisina.

ARMAN sig. Giuseppe, coadiutore

☩ Gorizia, il 4 dicembre 2013, a 93 anni

Il signor Giuseppe, Cavaliere, è nato a Casarsa il 6 febbraio 1920. Salesiano per 75 anni, ha passato tutta la sua vita a Gorizia.
Amava la musica, il teatro, ed era speciale nel costruire e far volare aquiloni. Ha lavorato nell'orto per decenni anche come pioniere nelle colture e nell'attrezzatura. Ha inventato e brevettato un attrezzo che è stato riconosciuto come assolumente originale. Il suo "Ortocolt" trainato da un semplice motocoltivatore, in una passata arava, seminava e chiudeva il solco. Quella semplice piccola macchina, fatta solo di leve, serviva molto nel coadiuvare il pesante lavoro del coltivatore.
Aveva vinto la medaglia alla Fiera di Verona. Giovanni Paolo II gli aveva conferito pure il titolo di Cavaliere dell'Ordine di San Silvestro Papa. "Mani grosse e callose dal lungo lavoro nei campi; cuore grande e tenero. Semplicità e genialità." Così lo ricordano gli exallievi.
Durante il terremoto del Friuli ha aiutato vari parroci nella ricostruzione e nel coltivare ortaggi per sopperire ai bisogni dei terremotati. Ha regalato frutta e verdura a tutti.
Il Vescovo di Gorizia, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, ha voluto presiedere la liturgia funebre. Ora riposa nel cimitero di Gorizia.

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