I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

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Defunti

N. 76 record trovati

OERDER, don Karl, salesiano

☩ Colonia, 16 agosto 2019, a 90 anni


La Procura Missionaria Salesiana di Bonn ha reso noto con cordoglio che nell'anniversario della nascita di Don Bosco, lo scorso il 16 agosto, è venuto a mancare don Karl Oerder, salesiano sacerdote, che per 25 anni è stato Responsabile di quella Procura, oltre che parroco della parrocchia salesiana di San Winfried, sempre a Bonn, e che fu co-fondatore e membro del consiglio direttivo di “Don Bosco Mondo”.
Johannes Karl Maria Oerder, questo il suo nome completo, nacque il 31 ottobre 1928 a Scheurenhof, vicino a Colonia, figlio dei coniugi Viktor e Maria Oerder, e crebbe insieme a quattro fratelli. Dopo la scuola secondaria, si formò come tecnico di laboratorio chimico, e ottenne anche un lavoro nel settore, ma questo non lo soddisfaceva. Per questo nel 1947 prese a frequentare i salesiani e nel 1952 intraprese il noviziato, presso Ensdorf. Emessa la professione perpetua nel 1956 - ad appena tre anni dalla prima - studiò Teologia dapprima a Bollengo, vicino Torino e poi a Messina, prima di essere ordinato sacerdote a Benediktbeuern il 29 giugno 1961.
Nella sua lunga vita salesiana è stato Delegato ispettoriale per la Pastorale Vocazionale, Vicario Ispettoriale e quindi Superiore dell'Ispettoria della Germania Nord. Dopo il suo mandato come Ispettore - in un periodo caratterizzato da grandi sconvolgimenti sociali e religiosi e importanti innovazioni nella vita dell'Ispettoria - Don Egidio Viganò, VII Successore di Don Bosco, gli affidò la guida della Procura Missionaria Salesiana di Bonn, e nello stesso tempo fu nominato parroco della parrocchia salesiana di San Winfried. Nei successivi 25 anni, fino al 2003, il Campus Don Bosco di Bonn è stato il luogo di residenza di don Oerder: il luogo in cui radunava attorno a sé tante persone; dove faceva sempre nuovi contatti di ambienti diversi per sostenere la missione salesiana; dove ispirava tanti giovani al servizio disinteressato; dove formava laici impegnati; dove tornava dopo i viaggi in tutto il mondo per coordinare progetti e informare il crescente numero di amici e sostenitori.
Fece anche ha della piccola parrocchia di San Winfried un importante luogo di incontro politico ed ecclesiastico e legò strettamente la parrocchia e la sua attività a quella della Procura Missionaria. Come Responsabile della Procura ebbe modo di visitare circa 70 Paesi del mondo e si impegnò in tutti i continenti per innumerevoli progetti di sviluppo e di formazione per giovani. Per i suoi meriti ha ottenuto numerose decorazioni, fra cui nel 1995 la Croce Federale al Merito della Repubblica Federale Tedesca.
Per sostenere l'azione mondiale dei Salesiani, soprattutto nel campo dell'educazione e della formazione, fondò insieme a diversi volontari l'associazione “Jugend Dritte Welt” oggi “Don Bosco Mondo”.
Don Oerder è andato alla casa del Padre a 90 anni d'età, 66 di professione salesiana e 58 di sacerdozio. I funerali sono previsti il 23 agosto a Colonia, dove don Oerder è morto e dove risiedeva dal 2018.
Fonte: ANS

SCIULLO don Carmine, salesiano

☩ Salerno, 19 aprile 2018, a 103 anni

Don Carmine Sciullo nacque a Capracotta (Isernia) il 20 novembre 1915. Durante gli studi liceali entrò a far parte della Congregazione salesiana nell'Ispettoria meridionale con la “professione” temporanea (1933 e 1936) e perpetua (1937). Dopo il tirocinio svolto tra Roma e Portici frequentò gli studi teologici a Torino, dove nel 1942 fu ordinato sacerdote dal cardinale Maurilio Fossati. Ebbe poi l'incarico di aiutante Maestro dei novizi nella casa di Portici. Durante il secondo conflitto mondiale, tra il 1943 e 1944, subito dopo lo sbarco, in cui Capracotta fu distrutta dall'esercito tedesco in ritirata, operò quale volontario nella Resistenza. Da giovane sacerdote si mise a disposizione della chiesa locale per sopperire alle necessità del clero; preziosa fu la sua opera nell'assistenza spirituale alla popolazione. Per questo nel dicembre del 1943 ottenne il permesso di circolazione per la campagna, nelle ore di coprifuoco. Terminata questa esperienza assunse l'incarico di Direttore delle case salesiane di Portici (1944-1947) e di Andria (1947-1953). Dall'autunno 1953 all'autunno 1959 esercitò poi a Vietri due mandati nell'incarico di Direttore dell'Oratorio, e per il 1955-56 anche quello di vicario economo nella parrocchia di San Giovanni. La presenza di don Sciullo fu preziosa anche per la trasformazione del parco della Villa Carosino, del campo da giochi, nella realizzazione della chiesa di S. Maria Ausiliatrice e dell'ambiente destinato a teatro, il tutto unito a viali panoramici, frequentati anche dalle famiglie. Per l'azione di salvataggio ed assistenza alla popolazione durante i giorni dell'alluvione dell'ottobre 1954 gli fu conferita dal Presidente della Repubblica la medaglia d'argento al valore civile.
In occasione del 30° anniversario del doloroso evento, il Comune di Vietri gli assegnò la medaglia d'oro.
Completati i 6 anni vietresi prestò la sua opera di Direttore, unita ad altri incarichi in Puglia (Manduria, Cerignola, Taranto, Bari e Lecce) ed a Piedimonte Matese. In età matura, sessantenne, coronò anche il vecchio sogno di svolgere la sua attività pastorale da missionario, traferendosi nel nord dell'Argentina (Formosa), ove si trattenne per 15 anni, costruì per riconoscenza anche una cappella mariana. Nel 1990 fece rientro in Italia operando per lo più nella pastorale parrocchiale nei centri di Andria e Caserta fino al 2015. Il 27 maggio 2012, nonostante l'avanzata età, volle essere presente per inaugurare, alla presenza del Sindaco e della comunità locale la mostra documentaria rievocativa della storia dell'Oratorio salesiano. Il 13 agosto di quello stesso anno, il Consiglio comunale di Vietri sul mare, gli conferì la cittadinanza onoraria. Suggerì e collaborò con gli ex-allievi per la realizzazione della nuova vetrata della chiesa con l'immagine di Santa Maria Domenica Mazzarello, che fu inserita il 23 maggio 2010. Nel 2015 fu trasferito nella comunità salesiana di Salerno, nella sezione geriatrica, ove ha continuato sempre molto apprezzato, compatibilmente con l'età e con la salute, a collaborare, come confessore soprattutto del clero diocesano. Il Signore lo ha chiamato a sé il 19 aprile del 2018. A Salerno, nell'estate dello scorso anno aveva celebrato i suoi 75 anni di sacerdozio. In occasione della festa per i 100 anni, incontra Papa Francesco nella reggia di Caserta.

CANDUSSO don Piero, salesiano

☩ Castello di Godego, 11 dicembre 2014, a 95 anni

Don Piero Candusso, classe 1919, ha vissuto al Don Bosco di Verona fino al suo ritiro per ragioni di salute, ben oltre i novant'anni. Fino all'ultimo giorno in cui le forze lo hanno sorretto è stato infaticabile testimone della spiritualità di don Bosco in tutti i molti ambiti nei quali è stato chiamato ad operare. Ha prestato pluridecennale servizio presso la Parrocchia di San Tomaso Cantuariense, in Centro a Verona, rappresentando un elemento di continuità rispetto al succedersi di parroci e curati. Ha curato per l'animazione del gruppo del Fogolâr Furlan di Verona, l'associazione che riunisce i cittadini veronesi di origine friulana, con finalità culturali e ricreative. Dopo aver concluso il periodo dedicato all'insegnamento è stato per molti anni delegato per gli Exallievi dell'Istituto di Verona, ruolo che ha rivestito con grande passione ed energia fino all'ultimo.
Il 19 ottobre 2019 pre' Pieri (alla friulana) avrebbe compiuto 100 anni.

CEI don Luigi, salesiano

☩ Roma, 20 giugno 2019, a 74 anni

Don Luigi Cei nacque a Torino il 13 ottobre 1944 e ha frequentato il Noviziato a Pinerolo negli anni 1962-1963. Ha emesso la professione perpetua a Pianezza il 6 agosto 1969 ed è stato ordinato sacerdote a Peveragno il 10 giugno 1973. Dal 1973 al 1978 è stato a Chieri e dal 1978 al 1993, a Torino Valdocco, ha ricoperto il ruolo di Segretario Ispettoriale. Dal 1993 al 2017 è stato presso la Casa Generalizia di Roma e dal 2017 a Roma, UPS, presso la comunità San Francesco di Sales.
Il Signore lo ha chiamato a sé il 20 giugno 2019, alle ore 22.50.

BARBAN don Sebastiano Bruno, salesiano

☩ Castello di Godego (TV), il 10 maggio 2016, a 88 anni

Don Bruno è nato a Borgoricco (Padova) il 4 giugno del 1927, da Mario e da Rosa Pedron, ultimo di tre fratelli.
A 13 anni, dopo gli studi primari, entra nell'aspirantato salesiano di Mirabello Monferrato (AT), dove frequenta il corso Magistrale. Il suo Parroco lo presenta così al direttore nel 1939.
Don Bruno frequentò il Noviziato Salesiano a Villa Moglia di Chieri (TO), emettendo i primi voti l'8 dicembre 1944, mentre il postnoviziato, con gli studi magistrali e filosofici, a Foglizzo Canavese (TO). Nel 1946 tornò in terra veneta svolgendo il tirocinio pratico a Verona Don Bosco: alcuni anni in mezzo ai ragazzi per rassodare lo spirito salesiano. Dopo tre anni si trasferì a Monteortone (PD) per compiere gli studi teologici, che coronò con l'ordinazione sacerdotale, avvenuta il 29 giugno 1954 per l'imposizione delle mani di mons. Girolamo Bortignon, vescovo di Padova.
I Superiori hanno avuto subito stima di lui, notando le sue belle doti di intelligenza, di organizzazione, di pietà, ma insieme anche di schiettezza e di dialettica, a volte critica.
Le sue buone doti intellettive vennero messe a frutto per cui frequentò l'Università e si laureò in Matematica e Fisica a Messina nel 1959.
Dopo l'ordinazione sacerdotale, passò la sua vita salesiana tra le case di Mogliano (Collegio Astori), Tolmezzo, Pordenone e infine dal 1971 fino al 2013 a Mogliano Veneto, prevalentemente come insegnante di matematica e fisica. L'insegnamento fu sempre condotto con professionalità e passione salesiana, unitamente all'impegno per le Missioni.
Don Bruno, fin dai primi anni della sua formazione, aveva nutrito una grande passione missionaria: poter far del bene alle tante persone che avrebbe incontrato sulla strada del Signore, anche se non è mai partito specificatamente per le missioni salesiane, se non per brevi periodi durante l'estate come accompagnatore di volontari dell'“Operazione Mato Grosso” prima e del “Gruppo Bolivia” poi. Tuttavia riuscì a coltivare la passione per le missioni, alternando l'insegnamento della matematica e della fisica con l'organizzazione di numerose iniziative di carattere missionario.
Don Bruno è conosciuto per gli innumerevoli progetti che ha seguito a favore delle missioni salesiane in Sudamerica, in India e Madagascar, condotti in collaborazione con l'Ispettoria San Marco, la Caritas e tanti benefattori, che ha saputo coinvolgere nei tanti anni di attività missionaria. Si prodigò per le adozioni a distanza in Perù, promosse la costruzione dell'ospedale “Hogar de Dios” a Saavedra in Bolivia, dove vengono curati i bambini cerebrolesi.
In 40 anni ha coinvolto centinaia di volontari che andava a visitare nei suoi viaggi estivi compiuti per monitorare i progetti avviati. Ha promosso moltissime iniziative in loco per la sensibilizzazione missionaria dei giovani attraverso mostre, conferenze, adozioni a distanza e raccolta contributi.
Carattere buono, attivo e intraprendente, spirito di sacrificio, tenace nei suoi punti di vista personali, capacità ottime, pietà buona e fedele al dovere.
Dal 2013 fu trasferito presso l'infermeria ispettoriale di Castello di Godego “Mons. Cognata”, accudito con tanta amorevolezza dal direttore, dalla comunità salesiana e dalle suore Missionarie dello Spirito Santo e della Sacra Famiglia fino al giorno in cui si spense.

ARTUSIO don Romolo, salesiano

Torino, il 12 agosto 2016, a 101 anni

È scomparso alla veneranda età di 101 anni il decano dei sacerdoti devoti a don Bosco.
Il mondo salesiano piange il salesiano don Romolo che ha raggiunto questo traguardo grazie alla sua incrollabile fede in Dio e soprattutto nella Vergine Maria.
Si è spento intorno alle 6 del mattino nella casa di cura Beltrami a Torino dove era stato ricoverato tre anni prima.
I funerali si sono svolti nella Cappella dell'Istituto Cardinal Cagliero di Ivrea dove don Romolo ha insegnato e vissuto a lungo prima di essere trasferito, per motivi di salute, alla casa Beltrami.
Un uomo di grandissima fede, finché è rimasto lucido non ha mai smesso di pregare.
Durante il festeggiamento del suo 100° compleanno, all'Istituto Cagliero, aveva rivolto parole di commozione ai fedeli, agli amici e ai famigliari presenti non aspettandosi una presenta così massiccia di persone.
Sempre disponibile nei confronti degli altri e aperto al dialogo, don Romolo è stato a lungo un punto di riferimento per migliaia di studenti che nel corso degli anni si sono susseguiti nell'Istituto Salesiano Eporediese.
Con i suoi 101 anni compiuti è stato a lungo parroco salesiano più anziano in Piemonte e nel suo curricum vanta il record, che fin'ora nessuno ha ancora battuto tra i devoti di Don Bosco, di ben 75 anni di messa.

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