I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

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Defunti

N. 80 record trovati

CANDUSSO don Piero, salesiano

☩ Castello di Godego, 11 dicembre 2014, a 95 anni

Don Piero Candusso, classe 1919, ha vissuto al Don Bosco di Verona fino al suo ritiro per ragioni di salute, ben oltre i novant'anni. Fino all'ultimo giorno in cui le forze lo hanno sorretto è stato infaticabile testimone della spiritualità di don Bosco in tutti i molti ambiti nei quali è stato chiamato ad operare. Ha prestato pluridecennale servizio presso la Parrocchia di San Tomaso Cantuariense, in Centro a Verona, rappresentando un elemento di continuità rispetto al succedersi di parroci e curati. Ha curato per l'animazione del gruppo del Fogolâr Furlan di Verona, l'associazione che riunisce i cittadini veronesi di origine friulana, con finalità culturali e ricreative. Dopo aver concluso il periodo dedicato all'insegnamento è stato per molti anni delegato per gli Exallievi dell'Istituto di Verona, ruolo che ha rivestito con grande passione ed energia fino all'ultimo.
Il 19 ottobre 2019 pre' Pieri (alla friulana) avrebbe compiuto 100 anni.

CEI don Luigi, salesiano

☩ Roma, 20 giugno 2019, a 74 anni

Don Luigi Cei nacque a Torino il 13 ottobre 1944 e ha frequentato il Noviziato a Pinerolo negli anni 1962-1963. Ha emesso la professione perpetua a Pianezza il 6 agosto 1969 ed è stato ordinato sacerdote a Peveragno il 10 giugno 1973. Dal 1973 al 1978 è stato a Chieri e dal 1978 al 1993, a Torino Valdocco, ha ricoperto il ruolo di Segretario Ispettoriale. Dal 1993 al 2017 è stato presso la Casa Generalizia di Roma e dal 2017 a Roma, UPS, presso la comunità San Francesco di Sales.
Il Signore lo ha chiamato a sé il 20 giugno 2019, alle ore 22.50.

BARBAN don Sebastiano Bruno, salesiano

☩ Castello di Godego (TV), il 10 maggio 2016, a 88 anni

Don Bruno è nato a Borgoricco (Padova) il 4 giugno del 1927, da Mario e da Rosa Pedron, ultimo di tre fratelli.
A 13 anni, dopo gli studi primari, entra nell'aspirantato salesiano di Mirabello Monferrato (AT), dove frequenta il corso Magistrale. Il suo Parroco lo presenta così al direttore nel 1939.
Don Bruno frequentò il Noviziato Salesiano a Villa Moglia di Chieri (TO), emettendo i primi voti l'8 dicembre 1944, mentre il postnoviziato, con gli studi magistrali e filosofici, a Foglizzo Canavese (TO). Nel 1946 tornò in terra veneta svolgendo il tirocinio pratico a Verona Don Bosco: alcuni anni in mezzo ai ragazzi per rassodare lo spirito salesiano. Dopo tre anni si trasferì a Monteortone (PD) per compiere gli studi teologici, che coronò con l'ordinazione sacerdotale, avvenuta il 29 giugno 1954 per l'imposizione delle mani di mons. Girolamo Bortignon, vescovo di Padova.
I Superiori hanno avuto subito stima di lui, notando le sue belle doti di intelligenza, di organizzazione, di pietà, ma insieme anche di schiettezza e di dialettica, a volte critica.
Le sue buone doti intellettive vennero messe a frutto per cui frequentò l'Università e si laureò in Matematica e Fisica a Messina nel 1959.
Dopo l'ordinazione sacerdotale, passò la sua vita salesiana tra le case di Mogliano (Collegio Astori), Tolmezzo, Pordenone e infine dal 1971 fino al 2013 a Mogliano Veneto, prevalentemente come insegnante di matematica e fisica. L'insegnamento fu sempre condotto con professionalità e passione salesiana, unitamente all'impegno per le Missioni.
Don Bruno, fin dai primi anni della sua formazione, aveva nutrito una grande passione missionaria: poter far del bene alle tante persone che avrebbe incontrato sulla strada del Signore, anche se non è mai partito specificatamente per le missioni salesiane, se non per brevi periodi durante l'estate come accompagnatore di volontari dell'“Operazione Mato Grosso” prima e del “Gruppo Bolivia” poi. Tuttavia riuscì a coltivare la passione per le missioni, alternando l'insegnamento della matematica e della fisica con l'organizzazione di numerose iniziative di carattere missionario.
Don Bruno è conosciuto per gli innumerevoli progetti che ha seguito a favore delle missioni salesiane in Sudamerica, in India e Madagascar, condotti in collaborazione con l'Ispettoria San Marco, la Caritas e tanti benefattori, che ha saputo coinvolgere nei tanti anni di attività missionaria. Si prodigò per le adozioni a distanza in Perù, promosse la costruzione dell'ospedale “Hogar de Dios” a Saavedra in Bolivia, dove vengono curati i bambini cerebrolesi.
In 40 anni ha coinvolto centinaia di volontari che andava a visitare nei suoi viaggi estivi compiuti per monitorare i progetti avviati. Ha promosso moltissime iniziative in loco per la sensibilizzazione missionaria dei giovani attraverso mostre, conferenze, adozioni a distanza e raccolta contributi.
Carattere buono, attivo e intraprendente, spirito di sacrificio, tenace nei suoi punti di vista personali, capacità ottime, pietà buona e fedele al dovere.
Dal 2013 fu trasferito presso l'infermeria ispettoriale di Castello di Godego “Mons. Cognata”, accudito con tanta amorevolezza dal direttore, dalla comunità salesiana e dalle suore Missionarie dello Spirito Santo e della Sacra Famiglia fino al giorno in cui si spense.

ARTUSIO don Romolo, salesiano

Torino, il 12 agosto 2016, a 101 anni

È scomparso alla veneranda età di 101 anni il decano dei sacerdoti devoti a don Bosco.
Il mondo salesiano piange il salesiano don Romolo che ha raggiunto questo traguardo grazie alla sua incrollabile fede in Dio e soprattutto nella Vergine Maria.
Si è spento intorno alle 6 del mattino nella casa di cura Beltrami a Torino dove era stato ricoverato tre anni prima.
I funerali si sono svolti nella Cappella dell'Istituto Cardinal Cagliero di Ivrea dove don Romolo ha insegnato e vissuto a lungo prima di essere trasferito, per motivi di salute, alla casa Beltrami.
Un uomo di grandissima fede, finché è rimasto lucido non ha mai smesso di pregare.
Durante il festeggiamento del suo 100° compleanno, all'Istituto Cagliero, aveva rivolto parole di commozione ai fedeli, agli amici e ai famigliari presenti non aspettandosi una presenta così massiccia di persone.
Sempre disponibile nei confronti degli altri e aperto al dialogo, don Romolo è stato a lungo un punto di riferimento per migliaia di studenti che nel corso degli anni si sono susseguiti nell'Istituto Salesiano Eporediese.
Con i suoi 101 anni compiuti è stato a lungo parroco salesiano più anziano in Piemonte e nel suo curricum vanta il record, che fin'ora nessuno ha ancora battuto tra i devoti di Don Bosco, di ben 75 anni di messa.

PACHECO Pascua don Agustín, salesiano

☩ Madrid (Spagna), il 7 febbraio 2017, a 71 anni

Nato a Bilbao l'8 ottobre 1944, frutto dell'amore dei suoi genitori, Agustín Pacheco e María Jesús Pascua.
Ha frequentato il noviziato salesiano di Mohernando (Guadalajara) nel 1965; ha studiato Filosofia a Guadalajara tra 1965 e il 1968 e Teologia a Salamanca dove ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1973.
Nei suoi primi anni di sacerdozio ha ricoperto diversi servizi nella Casa Salesiana di Madrid-Atocha. A Madrid ha vinto nel 1977 il titolo di Ingegneria Tecnico in Elettronica Industriale, assumendo, quindi, nuove responsabilità come essere di fronte alla Biblioteca Salesiana e poi Economo Ispettoriale (2001-2007), Direttore della Procura delle Missioni Salesiane (2007-2014) e Direttore della Fondazione Don Bosco nel Mondo ONLUS nella Casa Generalizia di Roma (2014-2016).
Ha vissuto con particolare intensità ed è stato un vero e proprio esempio per coloro che hanno avuto la gioia di conoscerlo.
Nel corso della sua vita salesiana ha effettuato numerosi servizi e compiti di grande responsabilità dimostrandosi sempre disponibile e pronto ad affrontare gli incarichi che gli venivano affidati.
Efficienza, competenza, iniziativa, decisione, capacità imprenditoriale sono stati i valori che lo hanno contraddistinto in tutti i suoi incarichi ricomperti.
La sua memoria rimarrà indelebile nel nostro cuore che con l'esempio ci ha incoraggiato a impiegare generosamente le nostre energie a favore di quelli più bisogno di risposte urgenti.
Nella nostra comunità della Casa Generalizia era giunto da poco più di un anno, ma è stato sufficiente per percepire la qualità della sua personalità umana, religiosa e salesiana.

BUSOLIN don Battista Giovanni, salesiano

☩ Tura (India), il 24 dicembre 2016, a 94 anni

Don Battista Giovanni Busolin nasce nella parrocchia di San Marco Camposampiero in una stalla il 16 gennaio 1922. I suoi genitori sono Busolin Domenico e Zanon Amalia, è l'ultimo di dodici fratelli.
I suoi studi partono dal seminario della diocesi di Padova. Proseguiranno poi nell'Istituto Maria Ausiliatrice di Trento (1933񮕣). Il parroco di San Marco, Don Antonio Dal Santo, aveva infatti affidato Battista, ragazzo particolarmente vivace, al fratello Salesiano che era allora nel capoluogo Trentino.
La professione è nel 1940, l'ordinazione a Sacerdote nel 1949 al Duomo di Padova e la sua prima messa solenne alla Basilica del Santo, da allora la celebrazione della Santa messa ogni giorno.
Inizialmente era stato destinato all'Africa, poi la decisione dei superiori di inviarlo in India. Parte per la missione il 26 dicembre 1949, a soli 27 anni. Alcune persone vicino a lui gli dicono che farà soffrire la sua mamma con un viaggio che lo porterà così lontano, decide di partire ugualmente. Sua mamma vivrà ancora molti anni e sarà felice ed orgogliosa del figlio sacerdote missionario.
Arriva in nave in un primo momento in Sri Lanka perché il governo indiano non accettava nel territorio i missionari. Riesce a procurarsi un permesso per entrare nel paese come esperto in agricoltura (aveva imparato dai genitori il lavoro). Entra in India precisamente a Chennai.
Si sposta poi a Damra nello stato del Meghalaya nelle Garo Hills (colline) per la sua prima missione, come aiuto del parroco.
Inizialmente la vita missionaria è molto dura: per le malattie della zona, la scarsità e la diversità del cibo, i villaggi molto distanti tra loro e per la lingua locale (la lingua Garo) molto complessa.
Non viene sempre accolto dalle popolazioni locali. Offre i primi aiuti visitando i villaggi fornendo soprattutto medicinali e cibo perché la popolazione non aveva alcuna possibilità per curarsi ed il cibo in alcune stagioni scarseggiava. Prova ad istituire le banche dei cereali su consiglio di alcuni benefattori italiani ma trova alcune difficoltà... il meccanismo non era semplice da comprendere. Decide allora di investire soprattutto nell'istruzione per i ragazzi che non avevano possibilità di studiare. I risultati nel tempo gli daranno ragione.
Ha portato nelle scuole migliaia di studenti, molti dei quali ora detengono posizioni di responsabilità nella società: infermieri, insegnanti, sacerdoti, suore ed anche vescovi, un ministro.
Nel 2015 riceve il riconoscimento dal Primo Ministro del Meghalaya per il suo contributo disinteressato all'istruzione e ai servizi sociali nelle Garo Hills.
Nel dicembre 2015 per i suoi 75 anni dalla professione, viene stampata in lingua inglese la sua biografia scritta da Padre Pio Varghese.
Nell'ultimo periodo della sua vita affronta la prova della malattia con grande fede e serenità, celebrando ogni giorno la santa messa, circondato ed assistito giorno e notte all'ospedale di Tura dai ragazzi del Don Bosco College e da Don Gennaro Sangma, dal Vescovo, dai sacerdoti e dalle suore Figlie Maria Ausiliatrice ci lascia il giorno della vigilia di Natale.
Alla cerimonia funebre di lunedì 26 dicembre 2016 a Tura, esattamente 67 anni dopo la sua partenza per l'India, partecipano più di mille fedeli. Più di 80 sacerdoti e due vescovi concelebrano la messa.

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