I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

COME DON BOSCO

PINO PELLEGRINO

Buone notizie

L'incredibile bellezza della Creazione di Dio prende carne ed ossa in forma visiva in mille modi, in mille varianti, tutte nobili, tutte alte, tutte perle con un solo profumo: quello dell'umanità. Dobbiamo dissotterrare tali perle e portarle in vetrina per dire a voce alta che ancor oggi è possibile essere umani.

Vogliamo dire basta alle brutte notizie! Basta con i giornali e le televisioni che celebrano le intemperanze dei giocatori di calcio e tacciono della luce e dell'azzurro.
È vero che fa più rumore un albero che cade che non la foresta che cresce. Noi vogliamo parlare della foresta del bene che cresce e non dell'albero che cade! Vogliamo dare visibilità al bene.
E così il nostro discorso si concretizza e diventa stimolo, perché, dopo la conoscenza di tante perle la nostra vita riparta più bella, più libera, più tonica, più lieta, più alta perché più umana.

Una storia...
«Se non me lo lasci fare non potrò andare a scuola! Mi vergognerei troppo... È terribilmente importante, mamma!». Elena scoppiò a piangere. Era la sua arma più efficace.
«Uffa, fa' come vuoi...» brontolò la madre, sbattendo il cucchiaino nel lavello. «Sembrerai un mostro. Peggio per te».
In altre 23 famiglie stava avvenendo una scenetta più o meno simile. Erano i ragazzi della Terza B della stessa Scuola Media. Per quel giorno avevano preso una decisione importante. Ma gli allievi della Terza B erano 25. In effetti, solo nella venticinquesima famiglia, le cose stavano andando in un modo diverso Brian era un concentrato di apprensione, la mamma e il papà cercavano di incoraggiarlo. Era la quindicesima volta che il ragazzo correva a guardarsi allo specchio.
«Mi prenderanno in giro, lo so. Pensa a Marisa che non mi sopporta o a Paolo che mi chiama “canna da pesca” ... Non aspetteranno altro». Grossi lacrimoni salati ricominciarono a scorrere sulle guance mentre cercava di sistemarsi il cappellino sportivo che gli stava un po' largo.
Il papà lo guardò con la sua aria tranquilla: «Coraggio, Brian. Ti ricresceranno presto. Stai reagendo molto bene alla cura e fra qualche mese starai benissimo».
«Sì, ma guarda!». Brian indicò con aria affranta la sua testa che si rifletteva nello specchio, lucida e rosea. La cura contro il tumore che l'aveva colpito due mesi prima gli aveva fatto cadere tutti i capelli.
La mamma lo abbracciò: «Forza, Brian. Si abitueranno presto, vedrai...».
Il ragazzo tirò su con il naso, si infilò il cappellino, prese lo zainetto e si avviò. Davanti alla porta della sua classe, il cuore gli martellava forte. Chiuse gli occhi ed entrò.
Quando riaprì gli occhi per cercare il suo banco, vide qualcosa di strano. Tutti, ma proprio tutti, i suoi compagni avevano un cappellino in testa! Si voltarono verso di lui e sorridendo si tolsero il cappello esclamando: «Bentornato, Brian!».
Erano tutti rasati a zero, anche Marisa così fiera dei suoi riccioli, anche Paolo, anche Elena e Giangi e Francesca... Tutti. Si alzarono e abbracciarono Brian che non sapeva se piangere o ridere e mormorava soltanto: «Grazie...».
Dalla cattedra, sorrideva anche il professor Donati, che non si era rasato i capelli, perché era pelato di suo e aveva la testa come una palla da biliardo.
Nella pagina del giornale che riporta la notizia vi è la fotografia di una madre intenta a tagliare i capelli al figlio con i famigliari che guardano e approvano; sullo sfondo della foto fanno bella mostra i compagni di classe di Brian, tutti rigorosamente calvi.

... tante storie
• Un signore sconosciuto fa scivolare cinquanta euro nello zainetto di un disabile in un mercato rionale di Roma dicendogli sottovoce: “Scusami, non ti offendere!”, per poi fuggire, furtivamente, mentre sente come un rimorso la sua salute al top in confronto di quella malconcia del disabile.
• Un immigrato rumeno restituisce alla proprietaria il portafoglio trovato per strada con una consistente somma di denaro, senza accettare ricompensa alcuna (il fatto è avvenuto a Torino il 31 Dicembre 2010).
• Gesto magnifico è quello di Giulio Bargellini di Pieve di Cento (Bologna) che nel mese di Ottobre 2006 regala 280 carrozzine ad altrettanti disabili di Malindi, in Kenya.
• Non meno ammirevole è la storia dell'architetto di Cividale del Friuli (Udine) che va in pensione, non appena raggiunto il minimo di servizio, non già per darsi al suo studio preferito (la storia della sua antica città), ma per consacrarsi a tempo pieno alla moglie affetta dal morbo di Alzheimer che deve essere aiutata in tutto: a mangiare, a vestirsi, a lavarsi, a camminare...
Tutti gesti di bella umanità.

ANGELO FOGLIA
Una mattina d'un afoso agosto un uomo di 35 anni esce per prendere un po' di fresco sulle rive del Ticino, accanto a Pavia.
Improvvisamente vede un bambino che si dibatte in acqua e urla.
Il padre del figlio si tuffa e scompare subito tra i gorghi.
Allora si butta una ragazza, buona nuotatrice, però la corrente inghiotte pure lei.
L'uomo non sapeva né chi fosse il bambino né il padre né la ragazza.
Sapeva solo che se qualcuno chiede aiuto, non si deve pensare, ma si deve correre!
Si lancia nell'acqua ghiacciata, trascina a galla, verso la riva, uno dopo l'altro, il bimbo, l'uomo e la ragazza.
Alla fine, stremato, si inabissa.
L'uomo si chiamava Angelo Foglia.
Angelo Foglia rappresenta l'angelo buono che resta nel cuore dell'uomo che gli dice che se qualcuno chiede aiuto, non si deve pensare: si deve correre!

EMERGENZA UOMO
Il tempo si è fatto breve: o l'uomo torna ad essere umano o i dinosauri torneranno a trotterellare sulla Terra. Se l'emergenza ecologica è allarmante, l'emergenza antropologica è drammatica. Urge fermare lo scardinamento dell'uomo con proposte concrete come quelle che, di mese in mese, offriamo ai lettori.