I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

CASA MADRE

GIAMPIETRO PETTENON

Il forno di Valdocco

È affamato di spazi don Bosco, e ogni angolo del suo oratorio è buono per collocare camerate, refettori, laboratori, aule... e i forni per il pane.

Da quel primo ragazzo accolto da don Bosco e da mamma Margherita in Casa Pinardi, in una fredda sera d'inverno del 1846, Valdocco fu per tutti gli anni della vita del Santo dei giovani - e anche negli anni successivi - un cantiere in continua crescita, sotto la spinta di uno stuolo di ragazzi che qui trovavano una casa che, purtroppo, la vita gli aveva negato.
Negli anni 1865-68 don Bosco costruisce e consacra al culto la grande basilica dedicata a Maria Ausiliatrice. Come aveva già fatto qualche anno prima con la costruzione della Chiesa di San Francesco di Sales, anche questa volta don Bosco vuole che il grandioso edificio della basilica abbia un piano interrato. È affamato di spazi don Bosco, e ogni angolo del suo oratorio è buono per collocare camerate, refettori, laboratori, aule...
Ai lati del presbiterio della basilica dove c'è l'altare di Maria Ausiliatrice, ci sono due sacrestie. E sotto quella di destra don Bosco fa' costruire i forni per il pane. “Questi vennero inaugurati il 19 novembre, vigilia dei santi martiri Solutore, Avventore ed Ottavio, venerati nella chiesa sovrastante, e furon messi sotto il loro patrocinio” (MB Vol. IX, cap. XXX, p. 391).
Ma, come detto, gli spazi non sono mai sufficienti. Ed è così che appena due anni dopo, nel 1870 don Bosco amplia le sagrestie con altre due sale attigue alle precedenti al piano terra e dietro al presbiterio fa costruire un bel coro di forma ellittica. Ovviamente al primo piano sopra le due nuove sacrestie ci colloca delle camere. Di camere negli spazi nascosti fra un altare e l'altro e nei piani ammezzati della basilica ce n'erano davvero tante, e ancora oggi alcune sono visibili e visitabili salendo le scale a chiocciola dentro i campanili, che portano alla grande cupola centrale. Nel piano interrato sotto le due nuove sagrestie e il coro amplia il laboratorio di panificazione di Valdocco: “Enorme era la quantità giornaliera, da seicento a settecento chilogrammi. Da trentanove anni dura costante tale meravigliosa produzione, ora agevolata dal forno a vapore e dalla madia meccanica. Per qualche tempo si aggiunse anche una macchina per fabbricare le paste” (MB Vol. IX, cap. XXX, p. 392).

Il “cripto portico”
Per facilitare il passaggio al coperto nei giorni di pioggia, dalla Basilica ai locali dell'oratorio e a fianco della Chiesa di San Francesco di Sales, viene costruito anche un portico a nord delle nuove sagrestie e in coincidenza nel piano interrato anche un “cripto portico”, cioè un portico sotterraneo per facilitare il passaggio del pane dalla zona dei forni alla cucina e ai refettori che in casa Pinardi erano almeno in tre diversi locali. I ragazzi mangiavano nel vasto refettorio ricavato sotto la chiesa di San Francesco di Sales. I novizi e i coadiutori che facevano i servizi di cucina (le suore in quegli anni ancora non c'erano a Valdocco) pranzano in una sala adiacente la cucina. Questi locali erano nel piano interrato di Casa Pinardi, sotto il porticato della buonanotte. Infine il refettorio dei superiori in cui pranzava lo stesso don Bosco era nel locale ove in origine c'era la tettoia della prima Cappella Pinardi. Quel refettorio nel 1927 in occasione della beatificazione di don Bosco ridivenne una chiesetta, l'attuale Cappella Pinardi.
Il pane a Valdocco si continuò a fare fino a metà degli anni '30 del Novecento, quando per ampliare la Basilica di Maria Ausiliatrice vennero demolite le sacrestie, i locali del piano interrato dove c'erano i forni, il primo altare di Maria Ausiliatrice ed il coro retrostante e costruite le attuali nuove grandi cappelle laterali al grande presbiterio, con la cantoria e il matroneo al primo piano e al centro la nuova cupola dell'Eucaristia.