I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

STORIE DI GIOVANI

CLAUDIA GUALTIERI

I difensori della foresta pluviale

Sono tutti giovanissimi e rischiano seriamente la vita per difendere la loro “casa”: la foresta pluviale. Hanno ascoltato la voce di papa Francesco: «Sogno un'Amazzonia che lotti per i diritti dei più poveri, dei popoli originari, degli ultimi, dove la loro voce sia ascoltata e la loro dignità sia promossa».

La foresta Amazzonica, nota anche come “Polmone verde” della Terra, è una foresta pluviale che si estende per sei milioni di chilometri quadrati nel Sud America, dei quali oltre 52.000 chilometri quadrati sono Patrimonio dell'UNESCO. La sua straordinaria biodiversità e la ricchezza culturale delle numerose popolazioni indigene che la abitano rendono questa foresta unica nel suo genere. Eppure, la sofferenza che questa terra e i suoi abitanti sono costretti a sostenere, per via della inadeguata gestione e dell'irrefrenabile sfruttamento delle sue risorse, risulta inimmaginabile. Per questo motivo, giovani attivisti del luogo hanno deciso di dedicare la propria vita a difendere la propria “casa”, senza la quale anche le nostre “case” sarebbero a rischio.

La storia di Ednei
Ednei, a soli 20 anni, appartenente alla comunità indigena Arapiun, è divenuto a capo del Consiglio Indigeno Tapajós-Arapiuns. Il consiglio, in rappresentanza di 45 villaggi di ben 13 comunità indigene differenti, si occupa di vigilare i territori per proteggerli da enti che praticano deforestazioni illegali. Per Ednei, che studia scienze del clima presso l'università Santarém, proteggere la foresta, considerata sacra dalle popolazioni locali, significa proteggere se stessi.

La storia di Drica
Insegnante in una delle zone più povere dell'Amazzonia, Drica è stata la prima donna eletta rappresentante dell'associazione che riunisce le comunità del territorio di Trombetas. Una delle battaglie portate avanti da Drica, una volta ricevuta la sua carica, è stata quella contro una miniera di bauxite, presente sul territorio, la cui attività rischia di inquinare le acque utilizzate nei villaggi. La sua priorità come insegnante quindi, è quella di trasmettere ai bambini il rispetto per il territorio.

La storia di Joane
Joane, che ora ha 20 anni, fin da piccola ha avuto una passione per la plastica. In particolare, si divertiva a trasformare vecchi pezzi di plastica in giocattoli, bigiotteria e altri oggetti utili, in modo da poterli riutilizzare. La sua missione è diventata così quella di educare i membri della sua comunità al riciclo della plastica e ad aumentare la consapevolezza delle persone sui danni causati all'ambiente dalla plastica monouso.

La storia di Tupi
Tupi è un esempio di determinazione e coraggio femminile. Con alle spalle una storia di violenza sessuale, fisica e psicologica da parte del suo compagno, Tupi ha trovato la forza per ricostruire la sua vita attraverso la riscoperta delle sue radici, grazie al legame con la terra e soprattutto a suo figlio. Ora Tupi vuole aiutare altre donne che come lei subiscono violenza e combattere la cultura dell'oppressione nelle società amazzoniche.

La storia di Julián
Julián, uno dei leader della comunità ecuadoriana Achuar, ha come obiettivo quello di fare in modo che la costruzione di una strada, volta a favorire il lavoro dei tagliaboschi, abbia il minor impatto possibile sul territorio. La strada rischia, infatti, di distruggere la preziosa vegetazione e i villaggi della zona. Il sogno di Julián e degli Achuar è quello di riuscire a garantire che il territorio non venga corrotto dalla fame inarrestabile delle industrie.

La storia di Vero
Come è sacra la foresta, per Vero, sono sacre le donne. Essere ostetrica in un ambiente come quello amazzonico non è per nulla facile, ma la salute delle partorienti e la sicurezza delle donne indigene per Vero sono priorità. Mentre le donne di queste comunità sono infatti abituate, per tradizione, a partorire in totale solitudine nella foresta come prova di forza e resistenza materna, Vero offre loro aiuto e assistenza pur rispettando la locale cultura del parto.

La storia di Nantu
Nantu, 31 anni, vede il proprio territorio venire giorno per giorno distrutto per via della costruzione di strade e di giacimenti petroliferi. Se le proteste non bastano, se opporsi non porta a una soluzione, offrire una proposta potrebbe farlo. Nantu ha, infatti, ideato un progetto di trasporto sostenibile basato sull'utilizzo di barche a funzionamento solare in alternativa alle strade la cui costruzione avrebbe impatti disastrosi sull'ambiente.