I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

TEMPO DELLO SPIRITO

CARMEN LAVAL

7 note per la gioia di esistere

Il più eloquente Padre della Chiesa, Giovanni Crisostomo, ha affermato che Dio ha lasciato all'essere umano alcune cose del Paradiso: le stelle del cielo, i fiori dei campi e gli occhi dei bambini. Tommaso d'Aquino sostiene che Crisostomo ha dimenticato due cose: il vino e il formaggio.

1. Diventa consapevole della fortuna di esistere
Non lo dobbiamo dimenticare mai: «La vita è uno splendore». Un tema comune nella religione e nella filosofia, oltre che nelle memorie di tragedie, è l'ammirazione per la capacità di vivere pienamente e gioiosamente nel presente. Ci sono momenti nelle vite di quasi tutti noi, in cui saremmo disposti a dare qualunque cosa pur di essere come eravamo ieri, benché quello ieri ci sia passato sopra senza che noi lo apprezzassimo e ne gioissimo.
Ricorda le parole della scrittrice Colette: «Che vita meravigliosa ho avuto! Vorrei soltanto essermene resa conto prima».
Proposito: Trasformerò in gioia ogni respiro.

2. Connettiti con gli altri e il mondo
Un commerciante si presentò al maestro e cercò di sapere da lui qual era il segreto di una vita di successo. Il maestro gli rispose: «Fai felice una persona ogni giorno!».
E poi, dopo una breve pausa, aggiunse: «... puoi essere anche tu questa persona».
E dopo un po' aggiunse ancora: «Questo vale soprattutto quando sei tu questa persona».
Uno dei modi migliori per renderci felici è rendere felici gli altri. Uno dei modi migliori per rendere felici gli altri è essere felici noi stessi.
Proposito: In questo mese mi farò tre nuovi amici.

3. Assapora la gratitudine
La gratitudine è importante per la felicità. Gli studi dimostrano che le persone che provano costantemente un sentimento di gratitudine sono più felici e più soddisfatte della loro vita; si sentono anche fisicamente più sane e dedicano più tempo all'attività fisica. La gratitudine libera dall'invidia, perché quando si è grati per ciò che si ha, non si è logorati dal desiderio di qualcosa di diverso o di qualcosa di più. Questo, a sua volta, rende più facile vivere secondo le proprie possibilità economiche e anche essere generosi con gli altri. La gratitudine favorisce la pazienza e la tolleranza: difficilmente si può essere delusi di qualcuno se si prova gratitudine nei suoi confronti. La gratitudine, inoltre, connette al mondo della natura, perché uno dei sentimenti più facili da provare è proprio la gratitudine per la sua innata bellezza.
Proposito: Oggi, dirò almeno 12 “grazie”.

4. Perdona
Un brav'uomo era rimasto affascinato da un rito degli ebrei, lo Yom Kippur, il Giorno del Pentimento in cui si chiedeva perdono a Dio e le colpe venivano perdonate. Decise di celebrarlo anche lui, a modo suo. Una volta l'anno, scriveva due liste di peccati. Poi sollevava la prima lista al cielo.
«Signore, ecco qui i miei peccati contro di te» diceva, leggendo la lista dei peccati che aveva commesso. «Ho frodato il fisco molte volte; in dodici casi ho manipolato i contratti; ho tradito mia moglie; sono stato ingiusto con i vicini; ho detto il falso e calunniato; non mi sono ricordato di te per molti giorni. Ho peccato sul serio e ti chiedo perdono perché ti ho offeso».
Poi estraeva un secondo elenco dalla tasca e lo sollevava di nuovo verso il cielo dicendo: «Signore, ecco la lista dei peccati che tu hai commesso contro di me: mi hai dato molte preoccupazioni sul lavoro; mia figlia a dispetto delle mie preghiere si è ammalata; sono stato derubato da un amico di cui mi fidavo; ho sofferto per un brutto incidente avvenuto senza nessuna responsabilità da parte mia». Dopo il secondo elenco, l'uomo concludeva il rituale con queste parole: «Sono stato ingiusto con te e tu sei stato ingiusto con me. Ma oggi è il giorno del perdono. Tu dimentica i miei peccati, e io dimentico i tuoi, così possiamo vivere insieme ed essere amici per un altro anno».
Proposito: Celebrerò il mio giorno del perdono.

5. Sorridi
Sorridere è la distanza più breve tra due persone. Un sorriso avvicina persone che prima erano ancora estranee l'una all'altra. Quando entro in un negozio e la commessa mi sorride, in mezzo all'anonimità del mondo degli affari nasce una relazione sul piano umano. L'estraniazione è cancellata. La distanza è superata.
Un sorriso che viene dal cuore crea subito intimità e accordo. Invita ad aprirsi all'altro. Mi sento capito e accettato, preso sul serio. Posso dire ciò che penso. Non vengo giudicato. E un sorriso del genere invita al dialogo.
Proposito: Sorriderò a tutte le persone che incontro in ascensore.

6. Ascolta Gesù
Ricorda una frase di Gesù nel Vangelo di Giovanni: «Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (Gv 15,11). Il sentimento di fondo di Gesù è la gioia, la gioia dell'esistere, la gioia per l'esistenza di Dio. Egli è una cosa sola con il Padre. La gioia è la reazione emotiva all'esperienza di essere una cosa sola con il Padre. Quando Gesù parla, i discepoli avvertono questa gioia. La voce di Gesù sprigiona gioia. Parlando ci rende partecipi della sua gioia. Ci augura che la nostra gioia diventi perfetta. Gesù parte dal presupposto che la gioia dimori già al fondo del nostro cuore. Le sue parole vorrebbero portarla a compimento. La nostra gioia deve avere parte della pienezza di Dio, dell'essenza del Signore. Chi assapora la gioia fino in fondo arriva a toccarlo.
Proposito: Leggerò qualche pagina dei Vangeli.

7. Riconciliati con la morte
«Un pezzo di Paradiso aggiusta tutto!» ripeteva don Bosco in mezzo alle difficoltà. Anche nelle moderne scuole per manager si insegna che una visione positiva del futuro si trasforma in forza di vita. Non è solo la forza di vivere, è un certo modo di vivere, è il piacere di vivere e vivere nella luce della risurrezione. Possiamo affrontare con successo la nostra vita quotidiana solo se sappiamo che non è tutto, che la nostra casa è in cielo, che noi ci innalziamo con il nostro cuore nella vastità e nella libertà di Dio. La risurrezione spezza i limiti della nostra quotidianità e fa sì che la luce dell'eternità penetri nella notte nella quale tutto sembra inutile.
Proposito: Vivrò ogni giorno come se fosse l'ultimo.