I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA LINEA D'OMBRA

ALESSANDRA MASTRODONATO

L'insostenibile “liquidità” dell'essere

La realtà in cui siamo immersi appare, infatti, sempre più fluida, incerta, mutevole: si modifica così rapidamente da non darci neppure il tempo di individuare dei punti fermi a partire dai quali poterci orientare nel mondo.

Una vita liquida. È questa l'esperienza che i giovani adulti del terzo millennio assai spesso si ritrovano a fare del proprio vissuto quotidiano, segnato da cambiamenti continui, dalla provvisorietà di legami e situazioni, dal liquefarsi di ogni certezza o punto di riferimento duraturo cui aggrapparsi in modo saldo per non esser trascinati via dalla corrente impetuosa di un'esistenza che scorre troppo in fretta.
La realtà in cui siamo immersi appare, infatti, sempre più fluida, incerta, mutevole: si modifica così rapidamente da non darci neppure il tempo di individuare dei punti fermi a partire dai quali poterci orientare nel mondo e, anche quando ci sembra di aver finalmente e faticosamente conquistato un porto sicuro in cui riprendere fiato, subito ci ributta tra le onde vorticose di nuovi cambiamenti che sovvertono e stravolgono ogni progetto a lungo termine.
Succede così che, di fronte alla precarietà del nostro vissuto quotidiano, anche noi finiamo con il subire una metamorfosi profonda che coinvolge la nostra stessa identità. Diventiamo anche noi esseri “liquidi” e privi di forma, che si adattano loro malgrado ad ogni situazione o contingenza, che si riciclano in lavori diversi e spesso estemporanei, che diluiscono emozioni e sentimenti in relazioni superficiali e “di passaggio”. Ci abituiamo a fluttuare attraverso una rete di connessioni intermittenti che faticano a tradursi in legami duraturi e impariamo a modificare così velocemente i nostri schemi mentali e i nostri modi di agire da perdere di vista la rotta della nostra biografia e del nostro progetto di vita.
Persino i valori e gli ideali perdono di consistenza e divengono sempre più effimeri e negoziabili: ciò che conta sono la flessibilità e la velocità di adattamento, mentre tutto ciò che, tenendoci ancorati alle nostre radici e alla nostra identità, ostacola o rallenta il cambiamento viene percepito come uno scomodo fardello di cui liberarsi quanto prima per non rischiare di rimanere indietro.
Si tratta di una metamorfosi disgregante, che non avviene mai in maniera indolore, ma di cui portano maggiormente il peso proprio i giovani adulti, costretti a fare i conti con una precarietà lavorativa, affettiva ed esistenziale che non di rado comporta trasformazioni continue e disorientamento e impone la disponibilità a mutare ad ogni passo la propria direzione di marcia. E in questo sgretolarsi di ogni certezza e prospettiva, è forte il rischio di smarrirsi, di perdere se stessi, di veder dissolta la propria identità in un miscuglio confuso e inconcludente di esperienze, relazioni e cambiamenti di cui spesso si fa fatica a cogliere il senso unitario.
Ma se è vero che nella “modernità liquida” in cui annaspiamo è sempre più difficile trovare uno scoglio sicuro al quale aggrapparsi per trarsi in salvo dal rischio sempre incombente del naufragio, è proprio in questo che, in fondo, consiste la scommessa con cui siamo chiamati a confrontarci nel difficile cammino verso l'adultità: quella di riuscire, nel vorticoso turbinio della corrente, a gettare un'ancora abbastanza pesante da riuscire a far presa anche nei fondali sabbiosi della complessità e, nel contempo, allenarci a nuotare controcorrente per riuscire ad aprirci un varco nell'insostenibile “liquidità” del mondo.

Liquido è il mio corpo
che si piega ad ogni condizione,
alcool che si adatta al vetro del contenitore.
Liquidi i principi e il mio concetto di morale,
liquido è il miscuglio
che mi aiuta a non pensare
e sotto questo sole
potrei evaporare
e diventare nuvola,
magari un temporale...
Liquido è il lavoro e il sesso
e le mie convinzioni,
liquide le ideologie e le nuove religioni,
liquidi i valori ed il mio senso del dovere.
Liquida è una lacrima
che mi aiuta a non vedere
che sono un uomo liquido
e sotto questo sole
potrei evaporare
e trasformarmi in nuvola,
magari un temporale.
E in mezzo a rocce secolari e letti di fiumare,
attraversando le stagioni,
riconsegnarmi al mare,
al mare...

(Brunori Sas La vita liquida, 2017)