I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

SALESIANI NEL MONDO

KIRSTEN PRESTIN

Foto: Florian Kopp / Don Bosco Mission Bonn

Madagascar Rinascere

Fianarantsoa, che conta circa 170.000 abitanti, è una delle città più grandi del Madagascar. Moltissimi bambini e adolescenti vivono nelle strade della città. Faniry era uno di loro. Una banda di giovanissimi lo ha picchiato con tanta violenza che ancora oggi porta le conseguenze fisiche dell'aggressione subita. Al Centro Don Bosco si sente al sicuro e protetto. I Salesiani pensano a garantirgli anche le cure mediche di cui ha bisogno.

Ci è voluto molto tempo perché le ferite di Faniry guarissero.
Il ragazzo, che ha diciassette anni, è arrivato nella casa Don Bosco nella periferia di Fianarantsoa con varie ossa rotte, una tripla frattura della tibia e una alla spalla. Probabilmente era stato picchiato da un gruppo di giovani. Faniry non è ancora in grado di parlare dell'aggressione di cui è stato vittima. È arrivato qui in gravi condizioni e aveva la febbre alta. I Salesiani si sono fatti carico dell'assistenza medica necessaria. Il trattamento cui è stato sottoposto è durato quasi due mesi.
Il padre di Faniry aveva lasciato presto la famiglia. Sua madre viveva con lui e i due fratelli nella zona povera di Fianarantsoa. Dato che la loro situazione familiare era precaria e versavano in condizioni economiche difficili, la madre affidò due figli a una zia affinché se ne prendesse cura. La zia però era violenta e dunque un giorno Faniry fuggì dalla sua casa e si aggregò ad altri bambini di strada.
Gli operatori del centro Don Bosco lo trovarono mentre viveva per le strade di Ankofafa, un quartiere povero alla periferia di Fianarantsoa.
Passò molto tempo prima che Faniry si fidasse di loro. Infine cominciò a partecipare ogni giorno alle attività del centro giovanile. Nel centro Don Bosco poteva mangiare e lavarsi. Imparò a rispettare gli altri e a seguire le regole. Si tratta di regole di solidarietà, che per strada non esistono. Finalmente decise di andare a scuola e fu alloggiato in una casa con altri bambini di strada.
Imparare a leggere e scrivere con don Bosco
Molti bambini che vivono in Madagascar devono abbandonare presto la scuola perché i loro genitori non possono pagare le tasse scolastiche, che ammontano a circa 50 Euro l'anno per ogni allievo. I Salesiani pagano le tasse scolastiche per circa 262 bambini del quartiere povero di Ankofafa. Settanta bambini che non sono mai stati a scuola partecipano a corsi di alfabetizzazione presso il Centro Don Bosco. Conseguiranno la licenza elementare entro tre anni.
«I bambini di strada non possono andare a scuola e rimarranno analfabeti per tutta la vita», ha detto don Jannot, che si prende cura dei bambini di strada a Fianarantsoa da molti anni. «I Salesiani vogliono mostrare loro le vie per uscire dal circolo vizioso della povertà».
I Salesiani danno a bambini e adolescenti di famiglie povere la possibilità di avere accesso all'istruzione offrendo loro programmi educativi, scuole e borse di studio. Ai bambini che decidono di abbandonare definitivamente la vita di strada e che non possono tornare nelle loro famiglie viene data la possibilità di vivere in un appartamento affittato dai Salesiani e sono assistiti là.
Istruzione per un futuro migliore
Fin da quando arrivarono in Madagascar nel 1981, i Salesiani di Don Bosco hanno istituito quattro centri di formazione professionale per i giovani in condizioni svantaggiate. I due centri più grandi si trovano a Mahajanga e Tulear. Ogni centro propone percorsi di formazione che possono essere seguiti da 250 allievi.
La peculiarità del centro di formazione professionale di Tulear è che i suoi corsi sono aperti anche alle ragazze.
In Madagascar, il 92 per cento della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. Molti bambini e adolescenti soffrono di malnutrizione. Ogni anno 55.000 bambini muoiono a causa di queste carenze o subiscono gravi danni fisici e mentali. Per questo i Salesiani di Don Bosco hanno organizzato corsi in cui sono esposti principi di igiene e indicazioni per un'alimentazione corretta; offrono inoltre pasti caldi ai bambini di strada.
La ferita di Faniry non è ancora guarita; sono necessari ulteriori trattamenti. Il diciassettenne è di nuovo all'ospedale. Spera però di poter essere presto trasferito nella casa di Don Bosco. Là si sente al sicuro e sa che i Salesiani non lo abbandoneranno.

INTERVISTA
La cosa più importante è suscitare la fiducia dei bambini ed essere considerati loro amici
Don Giuseppe Miele ha donato la sua vita all'Africa. Da quasi quarant'anni il Salesiano settantenne, che tutti chiamano don Bepi, lavora in Madagascar a favore dei bambini e degli adolescenti in condizioni svantaggiate.
Il Madagascar è molto cambiato negli ultimi anni?
Un cambiamento positivo è che i genitori sono sempre più consapevoli dell'importanza dell'istruzione. A volte compiono grandi sacrifici per fare in modo che i loro figli possano andare a scuola. A volte non hanno quasi nulla da mangiare perché devono pagare le tasse scolastiche mensili per i figli.
Quali sono le sfide più importanti?
La nostra struttura è situata nella periferia di Fianarantsoa. Qui circa 17 000 famiglie vivono praticamente alla giornata. Queste persone sono fuggite dai loro villaggi perché speravano di poter vivere meglio in città. 300-400 bambini vivono per le strade. I bambini di strada nella maggior parte dei casi sono stati maltrattati o abbandonati e questa condizione familiare li ha portati a vivere per strada.
In che modo don Bosco aiuta i bambini di strada?
Siamo in contatto con circa trenta bambini di strada e cerchiamo di avviare un dialogo con loro. È molto importante non esercitare pressioni su di loro, altrimenti si allontanano immediatamente. Per strada si sentono liberi. Per cominciare diciamo loro che possono venire da noi per mangiare o per lavare gli indumenti. Abbiamo anche posti letto di cui possono servirsi. Tutto è su base volontaria. Se sono interessati, insegniamo loro a leggere e scrivere e potranno poi seguire le lezioni scolastiche.
Ci sono storie di successo?
Alcune. Don Jannot è arrivato nel nostro centro raggiante di gioia con un ex ragazzo di strada. Il ragazzo aveva studiato da noi e aveva svolto uno stage come saldatore grazie alla nostra opera. Quando conseguì il diploma, l'azienda in cui si era impegnato nello stage gli offrì subito un lavoro a tempo indeterminato. E ancora: Un ragazzo rimase gravemente ferito dopo essere stato investito da un'auto. I suoi amici vennero a chiederci aiuto. Lo accompagnammo in ospedale e vigilammo affinché fosse assistito al meglio. Siamo stati contenti che i suoi amici si siano rivolti a noi. Questo dimostra che siamo riusciti a creare fiducia e che i bambini di strada ci considerano loro amici!

Informazioni
I Salesiani lavorano nel quartiere povero di Ankofafa da quasi venticinque anni. Circa 15.000 persone vivono qui in condizioni di estrema povertà. Solo il due per cento delle famiglie dispone di un reddito regolare. Molti bambini lavorano per contribuire al sostentamento della famiglia. Circa 800 bambini e giovani frequentano però ogni giorno il centro giovanile Don Bosco per giocare e studiare. Il centro giovanile offre ai bambini di strada, ai bambini trascurati e alle giovani madri single programmi di assistenza e di istruzione della durata di dieci mesi, che comprendono lezioni di alfabetizzazione, corsi di reinserimento scolastico, studio assistito ed educazione alla salute. Sono anche proposte attività sportive, musicali e culturali.