I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA LINEA D'OMBRA

ALESSANDRA MASTRODONATO

La vera Bellezza

E sei più bella quando sei davvero tu, / e sei più bella quando non ci pensi più... / Se un'emozione ti cambia anche il nome, / tu dalle ragione, tu dalle ragione. / Se anche il cuore richiede attenzione, / tu fatti del bene, / tu fatti bella per te, per te, per te... / Tu fatti bella per te! (Paola Turci)

Nella nostra società dell'apparire, della ricerca ossessiva della perfezione, del trionfo incondizionato dell'estetica, quello della bellezza sembra essere diventato uno dei miti più radicati e pervasivi. Propinato in modo più o meno esplicito o subliminale dai mass-media, esibito apertamente nella pubblicità, imposto dalle mode e dai modelli culturali dominanti, esso agisce prepotentemente sull'immaginario collettivo, rafforzando la convinzione che una bella presenza sia condizione indispensabile per raggiungere il prestigio, l'amore e la felicità.
La bellezza diventa, così, una merce da mettere in mostra sul mercato della notorietà, una risorsa da investire con scaltrezza per raggiungere più rapidamente i propri obiettivi, un passepartout che apre con facilità le porte del successo. Da cui il recente proliferare dell'industria della bellezza, che offre un rimedio per ogni difetto o inestetismo, illudendoci di poter manipolare senza conseguenze il nostro corpo quale oggetto privo di sacralità o, peggio ancora, strumento per raggiungere altri scopi.
Eppure, per uno strano paradosso, mai come nella presente fase storica sembriamo diventati incapaci di scorgere la vera Bellezza che germoglia intorno a noi e dentro di noi. Sembriamo diventati ciechi di fronte alla grazia, l'armonia, l'ordine e la proporzione della natura che ci circonda, così come del nostro stesso corpo, perfetto microcosmo in cui si specchia e si condensa la bellezza ineffabile della Creazione. E inseguiamo un ideale estetico tanto più irraggiungibile quanto più è il frutto di artifici e camuffamenti, senza accorgerci che la bellezza autentica risiede proprio in quelle imperfezioni, in quei minuscoli e impercettibili particolari, in quei tanto temuti “segni del tempo” che raccontano la nostra storia, racchiudono in sé le nostre fragilità e ci rendono unici e irripetibili.
Giungere a questa consapevolezza, arrivare a comprendere ciò che già i Greci avevano capito quando facevano coincidere il “bello” col “buono”, cioè che la vera bellezza scaturisce dall'equilibrio e dalla trasparenza del cuore, da quel genuino candore che - a prescindere da ogni stereotipo o modello estetico codificato - sembra far brillare di luce propria le persone buone, è un percorso impegnativo e non privo di difficoltà. Esso richiede la capacità e la disponibilità a liberarsi dai tanti imperativi e condizionamenti che ci vengono imposti dai mass-media, dalle ultime tendenze della moda e, ancor più, dal giudizio impietoso degli altri che inevitabilmente influenza la nostra autostima e si riverbera sulla percezione che abbiamo di noi stessi. Ma, soprattutto, implica la necessità di disfarsi di quelle lenti di superficialità e indifferenza attraverso le quali siamo abituati a guardare il mondo e noi stessi, per assumere un rinnovato sguardo contemplativo capace di andare oltre il velo attraente, ma talvolta ingannevole, dell'apparenza e cogliere il senso profondo delle cose, sottraendole al rischio dell'insignificanza e dell'anonimato.
Ma, forse, proprio questa rappresenta una delle sfide più esigenti e insieme stimolanti dell'adultità: imparare a guardare se stessi e la realtà circostante con occhi nuovi, vincendo quella sensazione di opacità e inadeguatezza che troppo spesso ci pervade e riuscendo con la nostra creatività e originalità a “far belle” tutte le cose

Non ti trucchi
e sei più bella,
le mani stanche
e sei più bella.
Con le ginocchia sotto il mento,
fuori piove a dirotto,
qualcosa dentro ti si è rotto
e sei più bella.
Sovrappensiero,
tutto si ferma,
ti vesti in fretta
e sei più bella.
E dentro hai una confusione,
hai messo tutto in discussione,
sorridi e non ti importa niente, niente...
Passano inverni
e sei più bella.
E finalmente ti lasci andare,
apri le braccia,
ti rivedrai dentro una foto,
perdonerai il tempo passato,
e finalmente ammetterai
che sei più bella...
E sei più bella quando sei davvero tu,
e sei più bella quando non ci pensi più...
Se un'emozione ti cambia anche il nome,
tu dalle ragione, tu dalle ragione.
Se anche il cuore richiede attenzione,
tu fatti del bene,
tu fatti bella per te,
per te, per te...
Tu fatti bella per te!

(Paola Turci, Fatti bella per te, 2017)