I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FMA

EMILIA DI MASSIMO

Il miracolo di Celeste

«Eravamo in giardino a sistemare il salottino estivo pensando all'inizio della nuova stagione fatta di belle giornate, di serate da trascorrere al fresco e da vivere come avevamo già programmato. All'improvviso è accaduto quanto mai avremmo previsto».

“Vivo a Cannara (Perugia) con mia moglie e i miei figli e, come in tutte le coppie, i miei due bambini sono il primo pensiero del mattino e l'ultimo della sera, sono la forza della vita: Francesco, 5 anni e mezzo, Celeste, una bimba di 4 anni, sono due splendidi angioletti che ci hanno riempito la vita di impegni e di simpatiche avventure.”
Questo è ciò che ci dice papà Danilo che, con la consorte Eleonora, comunica la gioiosa convinzione che i figli si amano per tutta la vita perché per sempre sono e saranno parte di te.
Dunque una famiglia serena che ama, testimonia la vita facendola crescere e, con realismo, sa che le difficoltà ci sono, come quella accaduta il primo giugno 2019, e che sembrava un ordinario incidente casalingo.
Il signor Danilo prosegue così il racconto, regalandoci pagine di vita vissuta: “Eravamo in giardino a sistemare il salottino estivo pensando all'inizio della nuova stagione fatta di belle giornate, di serate da trascorrere al fresco e da vivere come avevamo già programmato. All'improvviso è accaduto quanto mai avremmo previsto. Celeste, salendo sull'altalena che abbiamo in giardino, cade e sbatte la testa sul bordo del marciapiede. Nel pomeriggio la corsa in ospedale: Celeste comincia a manifestare segni di malessere. Ricoverata per 7 giorni all'ospedale di Foligno, è un susseguirsi di controlli, visite, esami, ma niente di rilevante per il trauma che Celeste ha subito, eppure peggiora giorno dopo giorno, a tal punto da non riuscire più ad aprire gli occhi a causa del forte mal di testa che aveva. La piccola peggiora e si prende la decisione di trasferirla all'ospedale pediatrico “Meyer” di Firenze, per una consulenza; le riscontrano una trombosi celebrale. Il primario della neurochirurgia non nasconde la gravità della situazione: Celeste rischia la rianimazione nelle prossime ore, infatti viene portata in rianimazione e messa in coma farmacologico per 5 giorni. Nessuno può dire se, risvegliandosi, riporterà lesioni cerebrali o no. Trascorrono 24/48 ore, le più lunghe ed estenuanti vissute da Danilo ed Eleonora.
La prima notte che la bimba passa in reparto è un'esperienza che non si può tradurre in parole, la vita all'improvviso viene travolta da un'oscurità tremenda e la mente comincia a vagare senza trovare una spiegazione, un interrogativo ininterrotto risuona nel cuore: “Ritornerà la mia Celeste, quella di prima?”.
È allora che ti chiedi se non sia il caso di “rifugiarsi” nella preghiera, forse c'è Qualcuno che può evitare alla tua principessa di soffrire.
In un abbraccio spirituale
Celeste e Francesco frequentano la scuola dell'infanzia delle Figlie di Maria Ausiliatrice, con loro hanno mosso i primi passi fuori dal nido familiare, fase importantissima per ogni bambino che per la prima volta si allontana dai suoi genitori. Le suore hanno insegnato loro i valori umani e spirituali per vivere in pienezza l'esistenza, soprattutto hanno donato la certezza dell'amore personale ed eterno che Dio ha per ciascuno di noi. Così, giunta la notizia del ricovero di Celeste, le suore si sono strette in un abbraccio spirituale che ha avvolto la nostra famiglia, hanno chiesto a san Domenico Savio di intercedere per la nostra piccola; abbiamo camminato come su di un filo di seta, attendendo insieme agli Angeli, sia di lassù sia terreni, come mamma Eleonora, che ha accudito nostra figlia giorno e notte per più di 60 interminabili giorni, perché l'amore di una madre è immenso. Il neuropsichiatra dottor Riccardo Rizzi, che aveva molti interrogativi circa la ripresa di Celeste, ma che si è meravigliato ripetendo gli esami: il trombo si stava sciogliendo e l'edema si stava riassorbendo: Celeste non avrebbe avuto alcuna conseguenza, né cerebrale né visiva.
In pochissimi giorni la piccola si è ripresa sorprendendo tutti ed in seguito ha soltanto trascorso un periodo a Scandicci (FI) al centro di riabilitazione, per rafforzare i muscoli delle gambe; quando è arrivata si è accorta che di fronte c'è l'oratorio e ha cantato un canto a don Bosco. Il 10 agosto 2019 Celeste è uscita dall'ospedale e ha potuto riabbracciare ciascuno dei suoi cari, le sue suore.
In internet il nome Celeste significa venuto dal cielo, abitatore del cielo, indica un'un'anima allegra che vive in maniera serena; si nutre di speranze e fa grandi sogni che cerca di realizzare compiendo un passo alla volta. Non ama strafare perché ritiene che gli obiettivi si raggiungono con piccole, ma attente e concrete azioni.
Ci sembra che san Domenico Savio abbia ben iniziato a trasformare in realtà il bel nome della piccola principessa, soprattutto perché la guarigione fisica di Celeste ha toccato misteriosamente il cuore e la vita dei genitori, di quanti hanno conosciuto la sua storia, quindi anche di te che hai letto questa storia che ha il sapore di una fiaba.