I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA STORIA SCONOSCIUTA DI DON BOSCO

FRANCESCO MOTTO

Anche don Bosco ha circumnavigato il mondo

“Ma un prete e un marinaio che cosa possono avere in comune?”
“I sogni”, rispondo io.
“Come sarebbe a dire?”
“Tutti e due sono stati dei sognatori”. “Di notte o di giorno?”
“Di notte e di giorno, 'vedevano' sempre i luoghi prima di arrivarci
con le navi o mandare missionari”.

Magellano e don Bosco intorno al mondo. La memoria dei luoghi (ELLEDICI 2019). Un altro libro su don Bosco. Ce n'era proprio bisogno? Direi di sì e sarete d'accordo con me, cari appassionati di questa rubrica, appena avrete letto il volumetto che da Natale è in libreria.
Già il titolo indica l'originalità. Che c'entra don Bosco con Magellano? A prima vista niente. Ed anche il sottotitolo: La memoria dei luoghi di Magellano nella sua circumnavigazione del mondo che cosa ha a che vedere con don Bosco, che in mare ha solo fatto il viaggio Genova-Civitavecchia-Genova e in terra ha messo piede solo in Italia, Francia ed uno spicchio di Spagna e Austria?
Ma il fantastico esergo che apre la prima parte del volume - una conversazione avvenuta nella casa salesiana di Rio Gallegos nel maggio 2018 - ci mette immediatamente sulla strada giusta:
«Che bellezza se a bordo della nave di Magellano ci fosse stato come cappellano don Bosco» dice a cena il direttore della Casa che ha un nome tedesco.
«Ma è proprio quello che sto cercando. Magellano e don Bosco in Patagonia».
«Davvero?»
«Del resto, cos'è la Patagonia senza don Bosco».
«E senza Magellano!»
Un triplice viaggio
La storia. Uno scrittore di oggi, Nicola Bottiglieri, viaggia nei luoghi di mare toccati da Magellano nel suo giro intorno al mondo e dovunque trova case salesiane. Gli sorge allora spontanea la domanda: ma che rapporto c'è fra il grande navigatore portoghese del cinquecento con i salesiani di don Bosco del duemila? Nessuno, risponde. C'è però un fatto che accomuna il marinaio lusitano e l'educatore piemontese: in quei posti Magellano ci è veramente andato, ma quegli stessi posti il fondatore dei salesiani prima li ha sognati e poi vi ha mandato i suoi figli. Un completo giro del mondo, compresa l'Australia.
Fra Magellano e don Bosco, a pensarci bene, vi sono molte altre analogie: ambedue volevano arrivare in Cina, ambedue erano dei visionari che “pensavano” i luoghi come se li conoscessero da sempre. Ambedue ebbero un seguito: nello stretto di Magellano si lanciarono dopo di lui tanti altri marinai, con alterne fortune (lo stretto è costipato di relitti di navi inabissatesi lungo i secoli) i sogni profetici e coinvolgenti di don Bosco presero per mano decine di giovani, maschi e femmine, e li portarono alla cieca a sud del sud, quasi fuori della carta geografica, là dove aprirono scuole e laboratori, organizzarono oratori con bande musicali, fondarono chiese e collegi, insomma diedero origine ad una società vera e propria. Ambedue, Magellano e don Bosco, portarono il vangelo alla fine del mondo. Infatti la prima messa nello stretto di Magellano fu celebrata nel novembre del 1520. E al centro dello stesso stretto, nel punto più a sud del continente americano, nel 1913 i salesiani collocarono una grande croce di ferro a suggello del fatto che la parola di Dio “da mare a mare” era giunta “fino agli estremi confini della terra”. Erano passati esattamente 1600 anni dalla proclamazione della libertà religiosa da parte di Costantino (Milano 313).
Il libro di Bottiglieri intreccia in un costante avvicendamento tre viaggi, anzi quattro, tutti di diversa lunghezza: quello di tre anni quanto mai avventuroso e drammatico di Magellano e di Elcano (1519-1521), quello onirico di don Bosco, suddiviso in qualche modo a tappe dal 1872 al 1886, quello per terra, per mare, per cielo della sua urna del sessennio 2019-2015 e infine quello reale di pochi mesi nel biennio 2018-2019 dello scrittore.
Storia e geografia fusi insieme, storia e attualità in un solo racconto. Per l'attualità non mancano i salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice di oggi di Roma, di Siviglia, di Argentina, Cile e Filippine, così come la figlia ventenne dello scrittore; ma per la storia ci sono anche Mamma Margherita, i primi eroici missionari della Patagonia, i martiri della Cina, i primi missionari nelle Filippine, gli astronauti sulla luna. Vari secoli, il Cinquecento, l'Ottocento, il Novecento e l'inizio del Duemila continuamente associati in un unico avvincente reportage di pionieri, di ieri e di oggi, avventuratisi in acque e terre sconosciute. Pagine poetiche, evocative, suggestive si alternano a pagine di estremo realismo, di intensa drammaticità, a loro volta alleggerite da descrizioni di panorami unici nel loro genere. Un libro insolito, geniale.

UN BEL LIBRO PER CHI?
Per tutti, giovani e adulti, dotti e meno dotti; per chi ama la letteratura di viaggio e le avventure marinare di Magellano e non ha tempo e voglia di leggere il diario cinquecentesco di Pigafetta. Un volume per chi ama aggirarsi nei meandri della storia per riscoprire il filo di continuità tra il progresso tecnologico, scientifico, artistico dell'umanità e la non corrispondente crescita di giustizia, solidarietà, pace, “civiltà dell'amore”.
Il volumetto è pensato anche per i giovani delle scuole e degli oratori, per i loro professori ed animatori, per gli “amici di don Bosco”, per i membri della Famiglia Salesiana che in questo viaggio del loro fondatore, durato un secolo e mezzo, potranno trovare le ragioni del loro “essere ed operare” di oggi e di domani.
Ovviamente non mancano cartine orientatrici sia del viaggio di Magellano sia dei cento paesi visitati dall'urna di don Bosco. Una breve postfazione del sottoscritto invita poi il lettore ad approfondire il dialogo con le pagine del volume appena letto, onde ricavarne utili suggerimenti per il proprio vivere.
Chi non riuscisse a trovare il volume nelle librerie, me lo può chiedere per mail a fmotto@sdb.org