I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

SGUARDO SALESIANO SUL MONDO

B.F.

Sia benedetto il cortile!

L'80% degli adolescenti nel mondo non fa l'esercizio minimo raccomandato, malnutrizione e obesità giovanile colpiscono nei paesi ricchi e in quelli poveri. La soluzione vincente è quella di don Bosco: «Si dia ampia libertà di saltare, correre, schiamazzare a piacimento...». Per questo occorre un cortile.

Il mondo fa schifo e le persone là fuori mi fanno schifo, perché non hanno valori. E tanto la società non punisce nessuno». È la frase che Luca, 16 anni, ripete più spesso. Nel suo piano personalizzato di studi, il neuropsichiatra ha scritto che questo ragazzone alto e robusto è un hikikomori. Da settembre a oggi è andato a scuola sì e no un mese. Luca studia nella sua cameretta, da solo. Legge, sottolinea. E si fa interrogare concordando il giorno con i professori. Non è mai stato bocciato. Nemmeno nel periodo più buio. Per mesi Luca è rimasto chiuso in camera con le tapparelle delle finestre abbassate e senza uscire neanche per mangiare. La mamma gli preparava un vassoio da portare nel suo rifugio fatto di quattro pareti.
Casi come questo sono in aumento. Che cosa succede ai ragazzi, oggi?
Il «ritiro sociale grave»
La freddezza dei numeri racconta il disagio di bambini e ragazzi. Sempre più fragili, tanto da farsi del male, se non addirittura decidere di farla finita. Abulici, svuotati, passivi. Gli esperti hanno avvertito a lungo che i giovani non fanno tutto l'esercizio fisico che dovrebbero. Ora abbiamo la conferma: l'80% degli adolescenti di età compresa tra 11 e 17 anni in tutto il mondo non svolge l'attività giornaliera minima per essere in buona salute. E gli specialisti non parlano solo di sport, ma di azioni di base come camminare per andare a scuola o giocare a pallone con gli amici nel parco. Le norme dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) parlano di un'ora di movimento giornaliera. Questi dati ora acquisiscono una nuova rilevanza, se prendiamo in considerazione l'epidemia di obesità che ha raggiunto praticamente tutti i paesi del mondo.
Quattro scienziati hanno appena pubblicato il più grande studio fino ad oggi, sia per il periodo che copre sia per la popolazione che esaminano, sull'attività fisica in questa fascia di età. Il gruppo di ricercatori guidato da Regina Guthold ha analizzato l'evoluzione dal 2001 al 2016 di 1,6 milioni di giovani che vanno a scuola in quasi 300 sondaggi nazionali in 145 paesi e territori. Ne traggono tre conclusioni principali: negli ultimi 15 anni sono stati compiuti progressi tra poco e nulla, le ragazze fanno meno esercizio ed è un flagello comune per i paesi poveri e ricchi.
La ricetta “salesiana”
Per questo oggi c'è più che mai bisogno della ricetta di don Bosco. Lui non incomincia da un edificio o una chiesa, incomincia da un prato. È la sua prima grande intuizione: uno spazio libero, senza confini tranne il cielo. Uno spazio per la vita. Un cortile, uno spazio in cui i ragazzi possano giocare, divertirsi, incontrarsi, lasciar esplodere le energie. Perché i bambini in cortile urlano? È il rumore della vita.
Il gioco non è passatempo e l'oratorio non è un ritrovo per buontemponi perché il gioco è il lavoro più serio dei bambini e dei ragazzi. Occorrono spazi e fonti di energia per caricare le batterie dell'entusiasmo. Il cortile diventa il luogo della vera ricreazione.
Questo aspetto della pedagogia salesiana è geniale e vitale. Basta con i “bambini d'appartamento”, oggi i bambini vivono soprattutto in spazi chiusi. In solitudine a parlare e giocare con delle macchine. Un salesiano lo esprimeva così, con semplicità: «I ragazzi sono come i passerotti, in gabbia muoiono». Don Bosco ha chiara l'idea del “rinforzo sociale” e vuole fornire ai ragazzi un ambiente e degli amici e coetanei che vivono secondo valori cristiani e umani, neutralizzando così le “cattive compagnie”. Ma non vuole solo che i ragazzi siano protetti e abbiano un rifugio caldo e accogliente. Vuole che i giovani abbiano un futuro e una vita realizzata e felice.
Per questo intorno al cortile sorgeranno una chiesa, un convitto, una scuola, dei laboratori. Scuola, chiesa, cortile. Una casa salesiana è tutto questo realizzato nella pietra. Ma l'oratorio di don Bosco è molto di più. È un arsenale di stimoli e creatività: musica, teatro, sport e passeggiate che sono vere immersioni nella natura.
La sua ricetta è: «Si dia ampia libertà di saltare, correre, schiamazzare a piacimento...». Nelle Memorie dell'Oratorio sono tante le parole che indicano movimento e allegria: «Schiamazzi, canti, grida; fare applausi e ovazioni gridando, schiamazzando e cantando; stanchi dal ridere, scherzare, cantare e direi di urlare; la maggior parte se la passava saltando, correndo e godendosela in vari giuochi e trastulli. Tutti i ritrovati dei salti, corse, bussolotti, corde, bastoni erano messi in opera sotto alla mia disciplina». Don Bosco è modernissimo. Considera gioia, gioco e movimento bisogno fondamentale dei giovani. Oggi sono una necessità vitale.
L'ultimo dei sette 'secreti dell'Oratorio', registrati da don Barberis nel giugno 1875, è: 'Allegria, canto, musica e libertà grande nei divertimenti'. Il cortile, fiore all'occhiello di ogni casa salesiana, è per i salesiani un'insostituibile realtà pedagogica e spirituale.