I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE COSE DI DON BOSCO

B.F.

La Caraffa

Sono una splendida caraffa (o se preferite una brocca) di origine francese. Sono fatta di ceramica pregiata bianca, cerchiata d'oro e argento. Sono elegante e molto chic, nonostante la mia età più che centenaria.
Facevo una magnifica figura sulla tovaglia del tavolo da pranzo di Madame Adele Clément a Saint-Rambert d'Albon, nella Francia del Sud.
Quel giorno, il 14 ottobre 1878, nella casa della signora entrò un prete sconosciuto, che parlava francese e non volle dire il proprio nome, ma alle reiterate insistenze rispose: «Di qui ad alcuni anni il mio nome sarà stampato nei libri e quei libri vi capiteranno tra mano. Allora saprete chi sono io».
L'aveva condotto in casa il marito della signora, negoziante di olio e carbone. Stava tornando da Chanas, un paesino distante mezzo chilometro da Saint-Rambert, dove aveva trasportato un carico di merce. Improvvisamente aveva scorto sul ciglio della strada un prete che camminava a fatica. Preso da compassione, il buon uomo si era fermato e gli aveva parlato: «Signor curato, mi ha l'aria di essere molto stanco».
«Oh, sì, monsieur» rispose il prete. «Ho fatto un lungo viaggio».
«Reverendo, io le offrirei ben volentieri di accomodarsi qui sopra, ma è proprio una carretta».
«Oh, voi mi fate un gran piacere. Io accetto: non ne posso proprio più».
Giunti alla casa, il signor Clément corse dalla moglie per avvertirla. La signora, donna caritatevole e pia, andò subito a offrirgli di pranzare con loro. Egli accettò e durante la refezione ascoltò amorevolmente il racconto delle sue disgrazie, la più dolorosa delle quali era quella di un figlio diventatole per un malore improvviso cieco, sordo e muto. La poverina non sapeva darsi pace; aveva pregato tutti i Santi, ma nulla veniva a lenire la sua pena. Il prete le disse: «Pregate, buona signora, e sarete esaudita».
Io ero lì, accanto alla bottiglia di vino e il prete mi prese in mano e disse: «Conservate questa caraffa per mio ricordo». Poi si alzò ed esclamò: «Una voce mi chiama e bisogna che io parta». E partì.
La signora si precipitò dal marito, attaccarono in fretta e gli volarono dietro, sicuri di raggiungerlo presto; ma più non lo videro e credettero che fosse andato fuor di strada. Qual non fu invece il loro stupore, quando, arrivati dalla balia del piccolo, questa disse loro che era venuto un prete e aveva guarito il figlio! La balia abitava a Coinaud, villaggio distante tre chilometri da Saint-Rambert, e dai calcoli fatti risultò che il momento in cui il prete era entrato là coincideva con quello in cui era uscito da casa Clément.
Per sette anni, quella brava famiglia cercò di indovinare chi fosse quel prete misterioso. Un giorno, una delle persone che avevano visto il prete guarire il bimbo e ne ricordava benissimo la fisionomia, si recò dai coniugi Clément con un libro che parlava di don Bosco e ne portava il ritratto. «È lui il prete che vi ha guarito il figlio!» Lo riconobbero senza alcun dubbio.
Ma il 14 ottobre 1878 don Bosco era certamente a Torino.

La storia
Il 10 aprile 1888 la signora Clément, guarita prodigiosamente da un'infermità per intercessione di don Bosco, spedì una relazione del fatto a don Rua. Gli diceva fra l'altro: «Vivono ancora testimoni, che si possono interrogare: parecchi sono in grado di darle informazioni». La caraffa è a Valdocco nel Museo Casa Don Bosco.