I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

DON BOSCO NEL MONDO

O. Pori Mecoi

Shillong “terra promessa” salesiana

Incontro con Paul Olphindro Lyngkot

Nel 1922 un gruppo pionieristico di salesiani raggiunse lo Stato di Assam, giungendo infine a Shillong. A guidarli c'era monsignor Louis Mathias. Nella solenne cerimonia della Spedizione Missionaria, a Torino, nel 1921, monsignor Mathias parlò delle Missioni dell'Assam usando espressioni come “la nostra terra promessa”.

Può presentarsi?
Sono don Paul Olphindro Lyngkot, SDB. Sono nato il 28 gennaio 1968 nella città di Mawlai Phmmuri, nello stato di Meghalaya, in India. I miei genitori, che ricordo con affetto, erano Benedict Olphindro Lyngrah e Isidora Lyngkot. Sono l'ultimo di nove figli: ho quattro fratelli e quattro sorelle maggiori.

Perché è diventato Salesiano?
Amo lo stile di vita salesiano fin da quando ero bambino. Sono nato, ho ricevuto il battesimo e i sacramenti della riconciliazione e dell'Eucaristia nella chiesa cattolica di san Domenico Savio di Mawlai, una parrocchia salesiana. Ho cominciato il mio percorso scolastico nella Scuola elementare del Sacro Cuore, nel Complesso parrocchiale, e ho poi frequentato la Scuola media nello stesso Istituto. Conoscevo i Salesiani fin dall'infanzia. Amo don Bosco e il suo carisma di stare con i giovani.

Come hanno reagito i suoi genitori?
I miei genitori mi hanno sostenuto molto. Mia madre era una donna molto semplice e amabile. Mio padre era un Cooperatore Salesiano, con un ruolo di responsabilità nella chiesa; era una persona molto devota, che pregava molto. Entrambi mi hanno accompagnato insieme alle mie sorelle e ai miei fratelli.

Lei è un Ispettore molto giovane. Come vive la speranza che è stata riposta su di lei?
Il 13 dicembre 2017, mentre seguivo il mio ritiro spirituale a Siloam, don Ángel Fernández Artime, il nostro Rettor Maggiore, mi ha chiamato da Roma e mi ha chiesto di assumermi la responsabilità di diventare Ispettore dell'Ispettoria di Shillong. Gli ho chiesto di permettermi di pregare prima di prendere una decisione e ha acconsentito. Sono stato davanti a Gesù presente nel Santissimo Sacramento e ho chiesto allo Spirito Santo di illuminarmi e a Maria nostra Madre di aiutarmi. Il giorno dopo, quando il Rettor Maggiore mi ha nuovamente interpellato, ho risposto: «Sia fatta la tua volontà» e poi ho detto: «Sì». Ho grande fiducia in Dio. Offro a Gesù tutto ciò che ho. So che lo Spirito Santo mi ispira e mi guida. Mi affido pienamente a Maria Santissima nostra Madre e alla sua intercessione con l'assistenza di don Bosco nostro padre, fondatore, maestro, amico dei giovani. L'ultimo aspetto, ma non meno importante: ho piena fiducia nei membri del mio Consiglio Ispettoriale. Nutro anche profondo affetto e grande speranza nei confronti di ogni confratello dell'Ispettoria di Shillong.

Shillong è una città scritta nella storia salesiana. Che cosa rappresentano il Museo Don Bosco e la Cattedrale di Maria Ausiliatrice per gli abitanti della città?
Il Don Bosco Center for Indigenous Cultures (DBCIC, Centro Don Bosco per le Culture Autoctone) è un famoso museo noto per la sua attenzione volta a conservare la cultura delle varie tribù e comunità dell'India nord-orientale. È curato dalla Congregazione Salesiana, dall'Ispettoria di Shillong. Ha un immenso archivio di informazioni sugli stati di Assam, Meghalaya, Manipur, Mizoram, Nagaland, Arunachal Pradesh e Tripura. Comprende numerose gallerie dedicate a varie categorie e gruppi di manufatti. Dalla Galleria delle lingue e dalla Galleria delle foto alla Galleria dell'Agricoltura e alla Galleria degli strumenti musicali, l'elenco sembra infinito.
Oltre a tutto ciò, il museo organizza mostre e dispone anche di una biblioteca, la Otto Hopfenmueller Library. Questa biblioteca custodisce diversi libri e risorse relativi ai vari aspetti dell'India nord-orientale e delle popolazioni autoctone locali. Con tanti manufatti legati alla tradizione e alla cultura di questa parte unica del Paese, si rimane immersi anche nella loro storia e nel patrimonio che hanno lasciato. C'è lo Skywalk, che offre una visione affascinante della città di Shillong.
La Cattedrale di Maria Ausiliatrice che si trova nella città di Shillong è il principale luogo di culto dei cattolici dell'Arcidiocesi di Shillong. Fu costruita dalla Congregazione Salesiana nel 1936 dopo che un incendio distrusse la prima chiesa dedicata al Divino Salvatore, fu benedetta nel 1946 e solennemente dedicata nel 1973. È una delle chiese più antiche dell'Arcidiocesi e dell'intera India nord-orientale. È un luogo di pellegrinaggio e di culto e persone di ogni cultura e credo vengono in questa chiesa per pregare. È una delle chiese più belle e famose di Shillong. Immediatamente sotto di essa, scavata nella collina, si trova la Cappella della Grotta. Questa Cattedrale è intitolata a Maria Ausiliatrice. Oltre a essere l'orgoglio dei cattolici della regione, la chiesa è diventata anche una grande attrazione turistica e un luogo di preghiera.

Quali sono i risultati più importanti raggiunti dalla sua Ispettoria?
L'Ispettoria di Shillong, che è stata istituita solo otto anni fa, ha conseguito molti risultati. Abbiamo molte vocazioni locali da Meghalaya, Mizoram, Tripura, Assam e anche da altri Stati dell'India. Seguiamo tutte le diverse fasi della formazione, a eccezione del Post-Noviziato. Abbiamo scuole (urbane e rurali), istituti di istruzione superiore, istituti tecnici, centri giovanili, parrocchie, centri di sviluppo sociale, centri agricoli, centri culturali, centri pastorali e spirituali, centri di formazione. Soprattutto, i Salesiani si sacrificano, si impegnano, sono uniti, mostrano dedizione e lavorano molto. Sono sempre pronti a portare la Bella Notizia alle persone di ogni età. Migliaia di giovani e di persone di vari gruppi e categorie hanno beneficiato delle nostre presenze e della nostra opera. Molti di loro prestano il loro servizio nella Chiesa e nella Congregazione. Sono tutti strumenti dell'amore di Dio per i giovani e per ogni genere di persone.

Qual è l'opinione diffusa in merito ai Salesiani?
I Salesiani sono molto stimati. La gente li considera davvero uomini di Dio e apprezza il loro servizio, il loro impegno, la dedizione che mostrano e i sacrifici che compiono.

Quali sono le varie sfide che l'Ispettoria sta affrontando?
Tra le varie sfide che affrontiamo, le più importanti sono: la distanza geografica delle varie comunità, il trasporto su strada, i limiti finanziari, le lingue locali che dobbiamo imparare, l'unità e l'impegno delle persone. Nonostante tutte queste sfide, la missione continua.

Come vede il futuro dei Salesiani in India?
Ci sono molte vocazioni alla vita salesiana, ma dobbiamo lavorare insieme come Ispettorie dell'Asia meridionale. Dobbiamo condividere le risorse di ogni Ispettoria e lavorare per una missione salesiana unitaria. Dobbiamo essere generosi con la Chiesa e la Congregazione. I giovani indiani sono nelle nostre mani, dobbiamo impegnarci per cercare di migliorare la loro condizione e accompagnarli per aiutarli a realizzare i loro sogni. L'evangelizzazione è ancora aperta e tutti dobbiamo impegnare il cuore, la testa e le mani al servizio di questo obiettivo.

IL MIRACOLO
Il 24 Maggio 1922 al termine della prima Processione Mariana, i pochi salesiani dell'Assam si inginocchiarono davanti alla statua di Maria Ausiliatrice e consacrarono le missioni dell'Assam con una fervente preghiera: “Noi consacriamo a te questa terra, le sue montagne, i suoi fiumi, la sua gente e tutti gli abitanti”. Pochi anni più tardi i salesiani e altri osservatori descrissero le missioni dell'Assam come “il miracolo della Madonna”.
E in effetti certi numeri lasciano davvero pensare ad un “miracolo”. All'arrivo dei Figli spirituali di Don Bosco in Assam, l'intero Nord-Est dell'India era una Prefettura Apostolica con un piccolo numero di 5.000 cattolici. Oggi quella regione conta 15 diocesi, con una popolazione cattolica di 1.200.000 fedeli.