I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE COSE DI DON BOSCO

B.F.

Con i calzoni di don Rua

Guardaroba più desolatamente povero non l'avevo mai visto. Quello di don Bosco faceva piangere. Neanche una veste talare decente aveva. La nipote di monsignor Gastaldi racconta che nel 1858, prima di partire per Roma, don Bosco passò dalla sua mamma. La sua veste era pulita ma rattoppata. La signora sbalordita esclamò: «Don Bosco, mica vorrà andare a Roma con questa veste!»
«Sicuro» rispose il santo «è la veste più bella che abbiamo in casa, e non è mia, me l'ha imprestata don Alasonatti».
A don Bosco i preparativi personali per i suoi lunghi viaggi non davano gran che da pensare: se n'andava così com'era. In camera soleva tenere il puro necessario. Le tante sue benefattrici gareggiavano nel regalargli calze, fazzoletti, camicie, maglie e altri oggetti di vestiario; ma lui portava tutto al segretario, don Berto, perché li distribuisse ai confratelli che ne avevano bisogno. Il buon don Berto tentava di mettere da parte un po' di quella roba per lui; ma don Bosco non voleva e accorgendosene ripeteva: «No, no, manda via tutto; tutto resti in comune. Se tu conservi qui, la Provvidenza non manda più nulla. Tienilo bene a mente: quanto più tu dai alla casa e non conservi nulla per noi, tanto più ne arriva».
Così succedeva che nell'imminenza di qualche viaggio i vestiti anche indispensabili fossero in stato pietoso. Contento lui per la povertà, ma desolazione per chi gli voleva bene.
Un giorno, già sul punto di mettersi in cammino, aveva i calzoni in tale stato, che, non essendovi tempo di fare diversamente, don Rua si tolse in fretta i suoi e glieli diede. Un'altra volta in simile circostanza don Lemoyne gli vide sotto la veste un panciotto così malandato da far pietà onde si spogliò del proprio e lo fece indossare a lui.
Una volta, fu sorpreso per strada da un violento acquazzone e arrivò in casa proprio all'ora in cui doveva celebrare. La mamma non aveva nulla per farlo cambiare. Egli prese un cappotto lungo, un paio di calzoni bianchi, lasciati dal marchese Fassati per i giovani poveri, mise i piedi in un paio di zoccoli e andò in chiesa. C'era poca luce, ma tutti videro la strana combinazione: i giovani ne sorrisero per giorni.
La partenza di don Bosco per Firenze, dove doveva incontrare il Presidente del Consiglio Bettino Ricasoli, fu epica come la vestizione del Re Sole. Al momento di uscire, il suo abbigliamento non superò il collaudo: uno gli prestò il cappello, uno il corpetto e un terzo la sottana.
A Parigi ripetutamente destinò ad altre necessità i franchi datigli per un pastrano nuovo.
Però quando partì il primo drappello di missionari per l'Argentina, si rivelò la grandezza del suo cuore. Assegnò a ogni partente un corredo almeno quadruplo di quel che normalmente si era soliti dare.

LA STORIA
Monsignor G.B. Bertagna affermava che don Bosco godeva nel vestire poveramente. La talare, di panno grossolano, gli serviva per le quattro stagioni. Soleva dire che ciò che ripara il freddo d'inverno, protegge pure dal caldo d'estate. Quando gli regalavano qualche veste usata, deposta dai sacerdoti del Convitto, da adattare per i suoi chierici, la indossava lui stesso perché la sua era in stato peggiore. Non volle mai indossare camicie di tela fine e stirate e teneva nei piedi scarpe da contadino perché meno costose (cf. MB V, 676).