I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

IL LORO RICORDO È BENEDIZIONE

Giuseppe Cassaro

Don Dominique Britschu

Morto a Messina, il 27 febbraio 2020, a 88 anni

Appena due giorni prima di compiere 88 anni il Signore lo ha chiamato a sé per ricevere il premio riservato ai giusti. È andato via in punta di piedi, serenamente, così come era vissuto.
Gentile e delicato nelle relazioni, era un uomo dotato di un'intelligenza vivace ed una cultura profonda; un uomo ricco di umanità, attento alle persone soprattutto quelle più povere ed umili, sempre pronto a prevenire i bisogni di ognuno e sempre disponibile ad offrire il suo aiuto.
Nato il 1° marzo 1932 a Strasbourg, in Alsazia - Francia, da Georges Britschu e da Marie Schimitt, don Dominique è cresciuto in una famiglia ricca di quelle virtù cristiane che avrebbero caratterizzato per sempre la sua spiritualità e la sua azione pastorale. Fin da bambino manifestava una particolare bontà e il desiderio di servire il Signore. Ragazzo vivace ed intelligente intraprese il suo percorso scolastico, raccogliendo l'apprezzamento e la stima dei suoi formatori. A 21 anni, dopo aver conseguito la maturità classica e la laurea in Lettere, decise di ascoltare la voce di Dio e di seguire don Bosco per il servizio dei giovani e manifestando il grande desiderio di essere missionario. Lo studio della Teologia lo appassionava e gli permise di consolidare il dono che custodiva profondo nel cuore. Il 1° maggio del 1965 è stato ordinato presbitero a Lyon e già l'anno seguente è stato chiamato a rendere il suo servizio presso la Casa Generalizia di Torino-Valdocco, dove manifesterà tutto il suo cuore pastorale: pienamente dedito ai confratelli, sensibile e paterno verso i giovani in difficoltà e i poveri, appassionato nel portare a termine con responsabilità i delicati compiti a lui affidati. Fino al 1972 è stato Collaboratore del Consigliere Generale Regionale per l'Europa Centrale, in seguito, trasferitasi la Casa Generalizia a Roma, fino al 1984 ha ricoperto l'incarico di Segretario Generale; un servizio che, se apparentemente lo allontanava dal contatto diretto con i giovani, dall'altro gli ha permesso di aprire il suo cuore all'intera Congregazione e ai bisogni dei giovani di tutto il mondo. Lui, pur svolgendo con precisione e puntualità i suoi compiti, riusciva anche a modulare con creatività e generosità i suoi spazi liberi dal lavoro di ufficio, dedicandosi, con delicato gusto artistico, alle sue creazioni manuali originali e ai suoi disegni - tra l'altro era un bravissimo vignettista -, ma soprattutto ai suoi contatti con i poveri e con la gente semplice. Nessuna persona per lui era “anonima o invisibile”, ma per tutti diventava l'amico pronto a dare una mano nel momento del bisogno, ad offrire con delicatezza un consiglio o un sostegno. Dal 1984 al 1996 è stato Consigliere Generale Regionale per l'Africa e l'Europa Centrale. Anni molto fecondi in cui ha messo a servizio della Congregazione le sue qualità umane e spirituali, la sua sensibilità missionaria, le sue competenze. Instancabilmente ha visitato le varie realtà del Continente africano, affrontando disagi e fatiche, e si spingeva oltre la cortina di ferro tra inenarrabili difficoltà e con un genuino spirito missionario, pur di far sentire la vicinanza della Congregazione a numerosi confratelli, che in clandestinità continuavano ad essere fedeli a don Bosco e alla Chiesa. La Chiesa del silenzio è diventato il luogo della sua missione: instancabile annunciatore dell'unico amore che salva, fratello che incoraggiava e sosteneva. La sua signorilità, la delicatezza del tratto e la dedizione totale a Cristo, ai confratelli e ai giovani non passarono inosservati e, malgrado il suo essere un po' schivo e riservato, quanti hanno avuto la fortuna di accostarlo e conoscerlo lo hanno apprezzato e amato.
Finito il suo servizio è stato inviato in Canada, a Montreal, dove ha ricoperto vari incarichi, svolti con lo stile di umiltà e di generosità che lo hanno sempre caratterizzato. È stato chiamato anche dall'Università per collaborare nel lavoro didattico, seguendo degli studenti. Ha lavorato molto con i laici della parrocchia, con l'Associazione dell'ADMA, con le Volontarie di don Bosco ed era molto amato dalla gente. Uno di loro testimonia: “Quando P. Dominique è arrivato in Canada, lui ha umilmente abbracciato la nostra terra. È sempre stato molto umile. Molte famiglie sono riconoscenti a lui per la sua tenerezza e la sua disponibilità. Obbediva ai suoi superiori in una maniera esemplare. Era molto preciso nelle sue conferenze, sempre ben preparate. Era un esempio di Salesiano santo. Ci mancherà di sicuro, ma è presente sempre nei nostri cuori”. Vi rimase per 24 anni, fino a quando il Rettor Maggiore lo richiamò in Italia presso la casa di Messina “San Tommaso”, dove ha concluso il suo itinerario terreno, circondato dall'affetto dei confratelli.
Don Dominique Britschu è stato un vero testimone di obbedienza: disponibile a ciò che gli veniva chiesto nella vita religiosa, svolgeva ogni compito dando sempre il meglio di se stesso, senza mai lamentarsi. Ripeteva: “Ho obbedito tutta la vita con gioia. Voglio farlo fino alla fine”. Anche quando obbedire diventava duro e difficile, lui lo ha sempre fatto fino all'estremo.