I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

CASA DON BOSCO

Omaggio a Maria

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Nell'attuale ampia sala voltata, ex-refettorio dei giovani del primo oratorio, è allestita l'esposizione mariana, il cui primo nucleo risale al 1914-18, per volere di don P. Albera. La collezione si ingrandì notevolmente a partire dal 1978, grazie alla dedizione di don Pietro Ceresa.
Lo spazio è suddiviso in quattro sezioni tematiche: Iconografia mariana, Donazioni, Devozione popolare e Liturgia.

Iconografia mariana
In questa prima sezione del salone, vengono esposti dipinti e sculture che spaziano dal XIII al XIX sec. e testimoniano un graduale differenziarsi dell'iconografia relativa alla Vergine Maria, a seconda dei contesti culturali di provenienza. La collezione offre ulteriormente uno spaccato significativo di icone, provenienti dalla tradizione pittorica della chiesa bizantina.
Il tema della 'Madonna con Bambino' è certamente il più frequente. Gli affreschi di scuola benedettina di fine Trecento, provenienti dall'alta Lombardia, presentano una Maria lactans ed una Maria assisa in trono.
Alcune sculture accentuano la 'regalità' della Vergine. Tale tema è evidenziato anche dai materiali pregiati. La scultura in alabastro raffigura la Beata Vergine Immacolata, con sotto i piedi il dragone infernale, in altri casi Maria viene raffigurata con la corona sul capo.
Sono da ricordare alcune tele di note scuole pittoriche: una tela è attribuita a Guido Reni, una seconda a Giandomenico Tiepolo.
Le icone russe risalgono quasi tutte ai secc. XVII-XIX. Esse a loro volta fanno riferimento a prototipi più antichi, in obbedienza ai canoni iconografici della plurisecolare tradizione bizantina. Tra queste, si segnala una copia della 'Vergine di Kazan' (XVIII sec.) ed una bella immagine di 'Maria Aghiosoritissa' (XIX sec.) o Avvocata, proveniente dal monte Athos.

Donazioni
Vari oggetti del mercato antiquario, accompagnati spesso da lettere e da dichiarazioni ufficiali conservate in archivio, sono stati offerti al museo mariano da alcuni benefattori nel corso degli anni.
Opera estremamente preziosa è il crocifisso di puro avorio, che venne presentato al pubblico nel 1985 all'Esposizione Internazionale di Antiquariato di Firenze.
Oggetto di curioso interesse storico è la tabacchiera di Pio VII. Il pontefice già prigioniero a Fontainebleau, prima della sua liberazione e del suo ingresso a Roma (24 maggio 1814) ricevette la tabacchiera in dono dal suo carceriere: il colonnello Giovanni Sala. Il Papa aveva a sua volta offerto la propria al colonnello, il quale per ordine di Napoleone lo aveva scortato nel viaggio di ritorno in Italia.
L'oggetto più antico è la copertina di un piccolo evangeliario in rame, di area longobarda, forse realizzata nell'VIII sec. Presenta restauri successivi e venne battuta all'asta presso la Salle des ventes Drouot di Parigi.

Devozione popolare
Vengono esposti oggetti, talvolta molto semplici (stendardi processionali, cartoline, manifesti, medaglie commemorative e devozionali ex-voto, ecc.) dal significato storico-simbolico, legati a feste ed avvenimenti del Santuario. Testimoniano il crescere ed il consolidarsi della devozione mariana presso la Basilica di Valdocco.
Interessanti rimangono gli scritti relativi a speciali tempi ed occasioni d'indulgenza, concessi dal papa Pio IX.
Alcuni quadri ex-voto dimostrano la fede di coloro che si sono affidati alla sicura intercessione della Vergine Maria, la quale accompagna con la sua protezione i momenti a volte più drammatici della vita umana.
Notevoli, inoltre, sono gli stendardi processionali: quelli esposti sono solo una piccola parte dell'abbondante collezione custodita negli archivi del museo. Essi venivano elevati in occasione della grandiosa processione annuale del 24 maggio, come elemento visibile e simbolico di un gruppo o di una nazione.

Liturgia
Nella Basilica di Maria Ausiliatrice la celebrazione liturgica ha sempre comportato un'attenta scelta di oggetti. Sono qui raccolte le testimonianze più preziose, conservate nella sacrestia del Santuario in questi primi 150 anni. Ricordiamo: l'ostensorio donato dai giovani a don Bosco (1875), un prezioso 'rocchetto' in filo d'organza, ricamato con scene della vita del Santo, ed alcuni calici, tra cui quello donato da san Giovanni Paolo II nel 1988.
Sono esposti alcuni oggetti di pregio (secc. XIX e XX), appartenenti alla sacrestia della Basilica ed utilizzati in origine nella celebrazione eucaristica quotidiana o in occasione di particolari eventi.
A partire dalla data di consacrazione della Basilica (1868), sono qui raccolte le testimonianze più preziose di questi 150 anni. Si tratta per lo più di vasi sacri appartenuti ed utilizzati direttamente dal Santo; in altri casi sono donazioni o manufatti strettamente collegati alla vita della Casa Madre dei Salesiani.
È degno di nota per la storia del primo Oratorio un ostensorio, donato dai giovani a don Bosco il giorno del suo onomastico nel 1875, anno in cui ricorreva il suo 60° compleanno.
È presente nella collezione anche un messale (edizione salesiana 1893: 50° anniversario di episcopato di Leone XIII). Fu realizzato con carta della Cartiera di Mathi (aperta dallo stesso don Bosco), venne stampato nella Tipografia Salesiana di Valdocco; la copia esposta fu poi rilegata nel 1906 in cuoio sbalzato (con interessanti decori in stile art nouveau).
Ricordiamo anche il calice offerto a don Bosco dalla famiglia Tancioni nel 1868, in occasione della Consacrazione della Chiesa di Maria Ausiliatrice (unitamente ad altri due simili del sig. M.L. Borgognoni) e quello donato alla Basilica da san Giovanni Paolo II nel 1988 (qui pellegrino nel primo centenario della morte del Santo). Particolari oggetti di pregio, usati ancora recentemente in occasione di determinate festività, sono il prezioso calice Guglielminetti di Milano, cesellato con smalti e lavorato in filigrana, già presente alla Mostra di Arte Sacra (Roma 1930), ed il rocchetto in filo d'organza, ricamato con scene della vita del Santo, risalente agli anni ཚ del Novecento, d'uso in occasione della festa di Maria Ausiliatrice.