I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

TEMPO DELLO SPIRITO

CARMEN LAVAL

5 consigli per aiutarti ad amare il tuo lavoro

Affermano le statistiche che sono poche le persone completamente coinvolte, impegnate ed entusiaste del loro lavoro. Uno dei motti preferiti da don Bosco era “Pane, Lavoro e Paradiso”.

Un giornalista aveva deciso di fare un'inchiesta in uno stabilimento dell'Aerospaziale dove si costruivano satelliti artificiali e soprattutto le parti di un'astronave destinata ad arrivare sul pianeta Marte. Il giornalista intervistò per primo un tecnico e gli chiese che significato aveva il suo lavoro. «Devo pagare un mutuo salatissimo» rispose il tecnico con una smorfia. Un ingegnere guardò il giornalista e disse: «È un lavoro come un altro, ma i turni non sono stressanti».
Prima di andarsene, un po' deluso il giornalista si fermò accanto all'uomo delle pulizie che stava lavando il pavimento e, con un pizzico di ironia, gli chiese cosa significasse il suo lavoro. L'uomo si fermò, si raddrizzò e fieramente rispose: «Partecipo alla conquista dello spazio». Il giornalista lo guardò stupito e l'uomo continuò: «Il mio capo mi ha spiegato che se faccio bene il mio lavoro, se gli schermi dei computer sono perfetti ogni mattina, se gli uffici hanno un buon profumo, se tutto è perfettamente in ordine, gli ingegneri si sentiranno meglio, saranno più creativi e, grazie a me, l'uomo andrà più velocemente su Marte. In breve, sto partecipando alla conquista dello spazio».
Dare un senso al proprio lavoro, tutto qui! Ognuno di noi dovrebbe farlo. Ecco cinque consigli per provarci.

1. Crea il tuo metodo di risveglio
È importante avere una routine di sveglia. Se, quando la sveglia suona reagisci con una mitragliata di imprecazioni, torni a sonnecchiare a pizzichi, ti lamenti e maledici il destino baro e ingiusto, la probabilità di essere di buon umore è... zero.
È necessario creare un automatismo di «piacere» al risveglio. Se ti piace fare esercizio fisico, fallo, anche per 5 minuti, non importa. Musica, lettura, doccia, colazione, una preghiera (perché no?), un bacio ai tuoi cari. Trova la cosa che ti piace quando ti svegli ma, soprattutto, non stare a pigrottare, perché il tuo primo pensiero sarà... il lavoro e il “dolore” che sentirai quando uscirai dal letto.

2. Devi sapere perché ti alzi
Dare un senso al proprio lavoro è fondamentale. Se si va al lavoro “solo” per pagare le bollette e gli hobby, sarà difficile sentirsi bene quando si inizia la giornata.
I giapponesi hanno inventato l'ikigai. È un metodo che viene definito «il motivo per cui alzarsi la mattina». Corrisponde al senso della vita, a ciò che ci fa alzare ogni mattina con entusiasmo. Letteralmente, potrebbe essere tradotto come “ciò per cui vale la pena vivere la vita”. Ciò che vi fa accogliere di buon grado l'arrivo di ogni nuova giornata. I giapponesi non hanno bisogno di grandi spinte motivazionali per vivere, ma si affidano proprio ai piccoli rituali della routine quotidiana.
La vita è un enorme capitale da investire, il più grande capitale di cui disponi e va speso per una causa grande. Il vero dramma per tante persone è non avere niente, non avere nessuno per cui valga la pena mettere in gioco o spendere la propria vita.
Un'anziana signora diceva con vera soddisfazione: «Ho fatto tutto quello per cui sono venuta al mondo».

3. Ottimizza i tempi di spostamento
Nella nostra società “moderna”, corriamo nel tempo e spesso sentiamo di essere mangiati dalla nostra vita professionale. Usare il tempo di viaggio per “staccare” è un buon modo per rilassarsi. Leggere un libro, o ascoltarlo in formato audio, è un buon modo per fuggire prima di entrare nell'arena. Per troppe persone il tempo che precede e segue il lavoro è motivo di nervosismo.
Piuttosto che soffrire per i nostri tempi di spostamento, è meglio ottimizzarli. Questo ci permette di prendere il controllo di una parte importante della nostra vita.

4. Proponiti un obiettivo ogni giorno
Non c'è niente di peggio del grigio tran tran. Avere uno o più obiettivi in una giornata permette di sviluppare un senso di “completamento” e di soddisfazione. È deprimente una giornata che si conclude con la sensazione di non aver fatto altro che sempre le stesse cose. È vero che la sensazione di un lavoro ben fatto è piacevole. Iniziare la giornata con un obiettivo chiaro e pensare a quello che hai raggiunto il giorno prima, vedrai, ti rende ottimista! Il famoso ammiraglio Mc Raven inizia così il suo libro sui consigli per i giovani: «Se volete cambiare il mondo... cominciate col rifarvi il letto». E ricorda: «Rifarmi correttamente il letto non era un modo per ottenere un elogio. Era ciò che ci si aspettava da me. Era il primo compito della giornata ed era importante svolgerlo a dovere. Dava prova della mia disciplina, mostrava la mia cura del dettaglio e alla sera mi ricordava che avevo compiuto qualcosa di buono, qualcosa di cui essere orgoglioso, indipendentemente dalla grandezza del compito».
Alla fine di una giornata di lavoro, ciò che ci rende felici è che siamo stati in grado di migliorare la vita di qualcuno. Non si tratta necessariamente di grandi cambiamenti. Aggiustare un rubinetto, consigliare un buon formaggio... Tutto può essere gratificante. L'industrializzazione ha reso più astratta questa sensazione di utilità. A differenza degli artigiani di un tempo, che conoscevano i loro clienti.

5. Sorridi quando arrivi al lavoro
Se hai il broncio quando vai al lavoro e peggio ancora, non saluti nessuno o pensi che le persone intorno a te siano insignificanti, funzionerà come uno specchio: le persone che incontri faranno lo stesso e ti manderanno onde negative.
Esci di casa con un gran sorriso. Condividi il più possibile il buonumore: saluta ogni persona che incroci con un cenno del capo o un buongiorno simpatico. Sorridi al conducente del bus, al barista, alle persone in ascensore. Fa un complimento al portinaio.
Constata le onde di gioia che crei.
Qual è l'idea? Farti comprendere con l'esperienza che sei il capo di te stesso. Che sei tu a decidere se la tua giornata sarà allegra o cupa. E quando metterai in fila le giornate, si fa presto a fare un anno, un decennio, una vita. Sei tu a scegliere. Ti basta prendere il controllo.