I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

SALESIANI NEL MONDO

O. Pori Mecoi

Traduzione di Marisa Patarino

Timor Est: la giovane nazione dei giovani
Incontro con Marçal A. Lopes

Timor Est è grande come la Calabria, ha un milione e trecentomila abitanti, il 60 per cento con meno di 24 anni.
Il posto ideale per i Salesiani.

Vuole presentarsi?
Mi chiamo Marçal Amaral Lopes e sono un Salesiano Coadiutore. Sono nato nella cittadina di Lospalos, nello Stato di Timor Est, il 31 marzo 1962. Sono il secondogenito di una famiglia di cinque figli e due figlie. In questo momento lavoro in un Istituto Tecnico frequentato da ragazzi e ragazze nella cittadina di Maliana, nel distretto di Bobonaro, ai confini con l'Indonesia.

Perché è Salesiano? Come è nata la sua vocazione?
Nel mese di maggio del 1977 cominciai a frequentare l'Istituto Tecnico Don Bosco di Fatumaca. Mi iscrissi là per due motivi. Il primo era che la frequenza di quella scuola era gratuita. In secondo luogo, trattandosi di un Istituto Tecnico, avrei potuto imparare una professione e poi cercare un lavoro per aiutare la mia famiglia.
Non avevo idea di diventare Salesiano.
Alla fine del corso triennale, dopo gli esami finali, il signor Carlo Gamba venne a parlarmi (il signor Carlo Gamba era un missionario salesiano di Asti che fondò quella scuola nel 1973. Era il responsabile dell'Istituto Tecnico, che all'epoca proponeva due corsi, rispettivamente di Carpenteria e Macchine utensili). Quel giorno, mentre passeggiavamo nella scuola, mi chiese: «Hai mai pensato di diventare salesiano?». Risposi di no. Il signor Gamba mi domandò ancora: «Potresti pensarci?» Gli dissi che avevo voluto frequentare quella scuola per imparare una professione e poi tornare ad aiutare la mia famiglia.
Il signor Gamba continuò: «Perché non provi a vedere se è la tua strada?». Il modo in cui lo disse mi motivò a pensarci.
Lasciai la scuola con questo invito in mente. Pregai e poi dissi al signor Gamba: «Sì, ci proverò».
Il signor Gamba mi aiutò a scrivere la lettera di candidatura al rettore della casa per iniziare il mio cammino di postulante. Fui ammesso e seguii dunque il percorso del noviziato, sempre a Fatumaca. Ho emesso la prima professione l'8 dicembre 1982 e la professione perpetua il 19 marzo 1990.

Come hanno reagito i suoi genitori?
Quando diedi loro la notizia, mio padre disse: «La scelta spetta a te». Mia madre non era molto convinta, ma alla fine anche lei dichiarò: «Se hai deciso così, segui questa strada».

Com'è la situazione nel posto in cui lavora?
Come ho detto all'inizio di questa intervista, in questo momento lavoro in un Istituto Tecnico frequentato da ragazzi e ragazze. Il nome dell'Istituto è Escola Secundária Técnica Vocacional Dom Bosco Maumali. Si trova a Maliana, in un distretto di Timor Est chiamato Bobonaro, ai confini con l'Indonesia.
È una scuola statale. La sua gestione è stata affidata ai Salesiani di Don Bosco di Timor Est per un periodo di cinquant'anni, secondo un protocollo d'intesa firmato tra la Congregazione Salesiana e il governo di Timor Est il 10 marzo 2010. I corsi proposti dalla nostra scuola sono gratuiti.
La scuola ha iniziato le sue attività nel 2014 ed è frequentata da 112 studenti, per il 70% ragazzi e per il 30% ragazze. Tutti i nostri allievi risiedono nel pensionato annesso alla scuola.
Il corso che proponiamo riguarda l'Elettricità Generale e dura tre anni; gli studenti che completano il percorso di studi con successo conseguono un diploma rilasciato dal Ministero dell'Istruzione.
Il pensionato delle ragazze è gestito da un gruppo di collaboratrici. Ragazzi e ragazze partecipano insieme a tutte le attività inerenti la scuola, compresi i pasti, i momenti di preghiera e le attività ricreative.
Il pensionato è un buon ambiente caratterizzato da un clima familiare tra Salesiani e studenti.
Per ridurre i costi di gestione della scuola, studenti e Salesiani svolgono varie attività extrascolastiche: piantano verdure, si prendono cura di un porcile, di polli ecc. Questo è anche un modo per educare i giovani ad acquisire l'idea di cercare di provvedere a se stessi, per non dipendere dagli altri per tutto. L'obiettivo della scuola è aiutare gli studenti a diventare buoni cristiani e onesti cittadini e, nello stesso tempo, vediamo se sorgono segni di vocazioni.

Come sono i ragazzi e i giovani di Timor?
Innanzitutto vorrei illustrare le percentuali suddivise per fasce di età della popolazione di Timor Est, che conta complessivamente 1,3 milioni di abitanti. 0-14 anni - 39,96% 15-24 anni - 20,32% 25-54 anni - 30,44% 55-64 anni - 5,22% 65 e oltre - 4,06%. Considerando le cifre, si nota che c'è motivo di grande speranza per il paese, se i giovani ricevono la giusta attenzione da parte di tutte le figure della società (genitori, governo, istituzioni educative, società civile ecc.)
Probabilmente i giovani sono gli stessi in ogni parte del mondo. I giovani di Timor Est non fanno eccezione. Sognano di avere opportunità che consentano loro di vivere meglio, di avere voce in capitolo nella società, di contribuire allo sviluppo del loro Paese. Hanno bisogno di modelli che possano influire sulla loro vita. Noi possiamo essere loro di aiuto a questo proposito, stando con loro, accompagnandoli e proponendo loro diverse opportunità per la vita.

La situazione politica è serena?
Timor Est ha raggiunto l'indipendenza nel 2002, dopo essere stata una colonia del Portogallo per oltre quattrocento anni ed essere stata assoggettata con la forza dall'Indonesia per ventiquattro anni. Il nuovo assetto politico è dunque molto recente. Considerando il limitato numero di anni trascorsi dall'indipendenza, sì, la situazione è tranquilla, anche se permangono alcuni problemi che occorre affrontare.

Quali sono i risultati più importanti raggiunti nella sua Ispettoria?
Il risultato più importante dell'Ispettoria è vedere i nostri exallievi impegnati in diverse attività lavorative, al governo (alcuni in posizioni di vertice), in varie organizzazioni non governative, in scuole e altre istituzioni. È motivo di gioia e soddisfazione vedere che la fede che hanno ricevuto quando studiavano con noi è rimasta viva in molti di loro e si manifesta nel loro impegno al servizio dei concittadini più bisognosi.

Che cosa pensa la gente dei Salesiani?
I Salesiani sono arrivati a Timor Est nel 1927. Faceva parte del loro gruppo anche il chierico san Callisto Caravario. Dato che la situazione era molto difficile, i Salesiani dovettero andarsene.
La seconda spedizione arrivò nel 1946.
Tenendo conto del tempo trascorso e delle attività svolte dai Salesiani di Don Bosco a Timor Est nell'ambito dell'istruzione e delle opere sociali, la gente considera i Salesiani un'istituzione religiosa che contribuisce allo sviluppo e al benessere della popolazione di Timor Est a livello religioso, intellettuale, umano. Il nostro carisma, in particolare la nostra presenza con i giovani e con le persone di ogni età, in alcune comunità la nostra opzione preferenziale per i poveri, il sistema preventivo ci rendono peculiari tra le altre congregazioni religiose che lavorano a Timor Est.
La gente ci chiede di essere coerenti con la nostra consacrazione religiosa. Vogliono vederci come persone di Dio, che sono consacrate e impegnate a seguire Cristo nella vita quotidiana.

Quali sono le difficoltà più notevoli?
Ce ne sono due e sono collegate tra loro.
La nostra dipendenza a livello economico. Dipendiamo in ampia misura dalla Congregazione e da altri benefattori per gestire le opere della nostra Ispettoria. Per la formazione dei Salesiani dipendiamo quasi completamente dalla Congregazione. Per altre attività dell'Ispettoria riceviamo un sostegno da diverse parti (governo di Timor Est, Salesiani e benefattori dell'Australia, della Corea del Sud, del Giappone, dell'Europa ecc.).
Il lavoro con la mentalità di una comunità, una comunità locale, ispettoriale e all'interno della Congregazione. A livello provinciale, si tratta di lavorare come Ispettoria, dunque con il senso di appartenenza a una comunità più ampia che va oltre l'ambito locale. In questo contesto, la condivisione di opinioni, idee, risorse (finanziarie e umane) tra tutte le comunità dell'Ispettoria deve essere migliorata nell'attuazione del piano ispettoriale generale.

Come vede il futuro dei Salesiani a Timor Est?
In questo momento a Timor Est sono presenti complessivamente 172 Salesiani, 16 novizi compresi, in 13 diverse comunità.
I Salesiani avranno ancora un ruolo importante a Timor in futuro, tenendo conto dei seguenti aspetti: il numero di giovani, il sistema educativo del Paese, che richiede ancora molti miglioramenti, il quoziente tra il numero di giovani di età compresa tra 0 e 15 anni e il numero di persone di età compresa tra 16 e 64 anni che è pari all'83,7%. Questa situazione ci spinge a offrire ai giovani un'educazione cristiana e umana adeguata, che consenta loro di acquisire l'autonomia. Inoltre la povertà del Paese richiede attenzione da parte nostra.
Ma il numero di vocazioni (in media quindici novizi ogni anno) lascia sperare in una certa continuità per le nostre opere. Anche come generosità: diversi confratelli sono in missione ad gentes in varie parti del mondo: Ecuador, Argentina, Mongolia, Portogallo, Mozambico, Italia, Giappone, Belgio.