I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

IL LORO RICORDO È BENEDIZIONE

Monsignor Dominic Jala

Salesiano, SDB Arcivescovo di Shillong, morto a Wilbur Springs (USA), l'11 ottobre 2019, a 68 anni.

Dominic Jala era nato il 12 luglio 1951 a Mawlai-Shillong, aveva fatto il noviziato a Shillong tra il 1963 e il 1964 ed era stato ordinato sacerdote il 19 novembre 1977. Il suo motto era: “Crescere nell'unità dello Spirito Santo”.
Nel suo servizio alla Congregazione è stato Direttore dell'Istituto “St. Antony” di Shillong (1989-92), Direttore della Casa Ispettoriale di Guwahati (1992-93) e dell'Istituto “Don Bosco” di Shillong (1993-96). Per l'Ispettoria “Maria Ausiliatrice” di Guwahati è stato Vicario (1990-93), Consigliere (199-96) e Ispettore (1996-2000).
Appena 48enne, il 22 dicembre 1999, fu nominato arcivescovo di Shillong. Dal 2016 era anche Amministratore Apostolico della diocesi di Nongstoin, sempre nello Stato di Meghalaya.
Come presule è stato Presidente della Commissione per la Liturgia della Conferenza dei Vescovi Indiani, dal 2003 al 2007 e da 2015 in poi, ed era membro della Commissione Internazionale per la Liturgia di lingua Inglese (ICEL). È stato salesiano per 50 anni, sacerdote per 42 e arcivescovo per 19.
Commentando su Twitter la morte di monsignor Jala, il Primo Ministro indiano, Narendra Modi, si è detto “angosciato”, e ha osservato che l'arcivescovo salesiano “sarà ricordato per il suo impeccabile servizio alla società e per la passione per il progresso di Meghalaya”.
Più di 100mila persone accorsero al suo funerale: era amatissimo dai fedeli della sua diocesi. È stato il primo prelato indiano del gruppo tribale Khasi, una delle più importanti etnie del Meghalaya. D'intelletto raffinato, parlava correntemente latino, tedesco, italiano, francese, spagnolo, garo, hindi, greco, ebraico e inglese. Egli ha sostenuto le piccole comunità cristiane e ne ha incentivato la diffusione nel nord-est indiano, così come i corsi domenicali di catechismo in ogni parrocchia e villaggio. Al momento era impegnato nella prima traduzione del messale dal latino al Khasi; egli era incaricato della trascrizione dal latino all'inglese ed era a metà dell'opera.
Questo il messaggio del cardinale Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai e presidente dei vescovi indiani: «La notizia della morte dell'arcivescovo Dominic Jala in un tragico incidente stradale in California ha scioccato tutti noi. Appena tre settimane prima, eravamo stati insieme a Roma per la visita ad limina. Egli è stato il principale celebrante della nostra messa nella basilica di san Paolo. La sua presenza agli incontri con le congregazioni di Roma durante le visite ha sempre fatto la differenza.
Pensavo che sarei andato con lui alla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti per presentare il nostro nuovo messale per l'India. Invece l'incidente è avvenuto due giorni prima. In questo dicastero tutti hanno espresso il loro immenso apprezzamento per l'arcivescovo Dominic Jala: il prefetto cardinale Robert Sarah, e il segretario monsignor Arthur Roche.
La Chiesa in India sentirà molto la sua assenza. Per le questioni liturgiche, il suo ruolo era semplicemente insostituibile. La Ccbi [Conferenza dei vescovi di rito latino, uno dei tre rami della Chiesa indiana] si affidava totalmente a lui per tutte le edizioni liturgiche. Spesso a Roma mi hanno parlato del prezioso contributo della Chiesa indiana. Io sapevo che era soprattutto merito di monsignor Jala. Di recente egli ha presentato un documento all'Assemblea plenaria che è stato molto apprezzato. Egli ha anche rappresentato l'India alla Commissione internazionale per l'inglese nella liturgia ed era un membro di grande valore.
Abbiamo lavorato insieme in diverse commissioni, sia nella Conferenza episcopale indiana sia nella Ccbi. Egli era sempre equilibrato, aveva buon giudizio e dava saggi consigli. Ho perso un amico.
L'arcivescovo Dominic Jala era il leader indiscusso della Chiesa nel nord-est dell'India. Di recente mi ha detto quanto suo padre fosse stimato dalla comunità cristiana e dalla società civile di Shillong».