I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

CASA MADRE

ENRICO LUPANO

Il campanile racconta

È possibile salire per la visita al campanile destro della Basilica di Maria Ausiliatrice. È stato, infatti, allestito un percorso di visita che accompagna il visitatore a scoprire alcuni dei tesori nascosti nei locali di servizio della Chiesa costruita dal santo dei giovani nel 1868. Un viaggio affascinante e commovente nel sogno di don Bosco e nel miracolo di Maria.

Il giorno dell'inaugurazione della Basilica, a tavola con tutti i “pezzi grossi” invitati da don Bosco, il celebre teologo Margotti fece questo brindisi: «Dicono che don Bosco ha scienza, ed io non ci bado; anzi gliela getto in faccia. Affermano che don Bosco è un santo, ed io me ne rido. Dicono che don Bosco fa dei miracoli, ed io non discuto. Ma c'è un miracolo che io sfido chiunque a negare; ed è questa chiesa di Maria Ausiliatrice, venuta su in tre anni e senza mezzi; una chiesa che costa un milione!»
I miracoli non erano finiti. E la Madonna provvide a tutto il resto.
L'allestimento interno del sacro edifizio era finito, e a don Bosco mancavano ancora quasi tutti gli oggetti necessari pel servizio religioso. Iddio però, che è padrone del cuore degli uomini, ispirava a più persone di fargli avere quanto occorreva senza che ne fossero richieste. Da Roma gli fu mandato un calice veramente elegante. La coppa era d'argento col gambo di bronzo dorato, di notabile altezza, con varii lavori di molto pregio. Era un dono del dott. Tancioni professore di medicina e chirurgia alla Università di Roma. Per grave malattia trovandosi all'estremo della vita, perduta ogni speranza ne' mezzi umani, venne dagli amici incoraggiato a fare una novena a Maria Ausiliatrice con promessa di fare qualche dono alla chiesa di Valdocco, se guariva. Dalla promessa all'esser fuori pericolo passò appena la metà della novena. Compiva fedelmente il suo voto e voleva che sopra il calice fosse ricordato il celeste favore da lui ricevuto.
Il sig. M. Luigi Borgognoni, guarito da un ostinatissimo male di stomaco dopo avere invocata Maria, per compiere il voto fatto mandava da Roma due calici di metallo dorato. Pure da Roma la signora Francesca Giustiniani, per una importantissima grazia ricevuta, dalla quale era derivata la fortuna e la felicità di tutta la sua famiglia, spediva a don Bosco un reliquario di metallo dorato che racchiudeva una particella del sacratissimo Legno della Croce del Salvatore colla rispettiva autentica.
Una signora francese d'alto lignaggio, la Duchessa Laval di Montmorency, inviò a sufficienza camici, cotte, amitti, animette, corporali, tovaglie, tovaglini con alcune pianete. Una signora fiorentina offerse un elegante incensiere con navicella. Un signore torinese provvide i candelieri, le croci e le carte - gloria per tutti gli altari.
Piviali, tunicelle, pianete, messali, pissidi, lampade per le solennità, lampade ordinarie, olio per le medesime, campanelli per la sagrestia, campanelli per i singoli altari, ostensori, palliotti, quadri, tovaglie di vario genere, le ampolline e perfino le funi delle campane, tutto venne in breve tempo provveduto, ma in modo e misura che nemmeno un oggetto restò duplicato e senza che neppur uno di essi venisse a mancare al bisogno.
Lo stesso Sommo Pontefice aveva donato uno stupendo cereo lavorato con molta maestria».
I nuovi musei-memoria che stanno nascendo a Valdocco presenteranno molti di questi doni della Madonna.