I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

MISSIONE SALESIANI

KIRSTEN PRESTIN

Traduzione di Marisa Patarino

La speranza nella discarica

Nella discarica di Honiara (Isole Salomone, Oceania), enormi mucchi di immondizia si accumulano e il fetore sembra insopportabile. Molte famiglie sopravvivono frugando nei rifiuti cercando qualcosa di utile. I figli devono aiutare i genitori e non vanno a scuola. I Salesiani vogliono interrompere il ciclo della povertà e propongono formazione professionale per giovani e corsi di alfabetizzazione per bambini.

Le famiglie frugano nella spazzatura fino a notte fonda. Sperano di trovare qualcosa che possa trasformarsi in denaro. Vivono di ciò che altri gettano via: plastica, metallo, bottiglie, generi alimentari andati a male, carta e cartone. Ogni giorno le famiglie cercano materiale riciclabile da poter vendere per pochi centesimi. Le montagne di rifiuti sono diventate la loro casa. Cinquanta famiglie, duecentocinquanta persone, vivono ai margini della discarica di Honiara, la capitale delle Isole Salomone.
Molti abitanti delle isole vicine sono attratti dalla capitale. Sperano di trovarvi un lavoro e una vita migliore. Anche tra gli 84.000 residenti nella capitale il tasso di disoccupazione è però alto. Le Isole Salomone sono uno degli Stati più poveri dell'Oceania. Migliaia di persone vivono in abitazioni di fortuna, un numero crescente di loro non ha un rifugio. Il sobborgo Ranadi si trova nella parte orientale della capitale. Qui c'è anche la discarica della città, con due baraccopoli. «La maggior parte delle famiglie nelle Isole Salomone non può sfuggire al circolo vizioso della povertà. Molti non riescono a fare fronte nemmeno alle necessità fondamentali della vita quotidiana o a mandare i figli a scuola», ha sottolineato don Srimal Priyanga Silva, direttore dell'Istituto tecnico Don Bosco Henderson di Honiara. I bambini a loro volta saranno poveri e non avranno prospettive future. «Questo circolo vizioso può essere spezzato solo con l'educazione e una buona formazione», ha detto il sacerdote con convinzione.
L'autobus Don Bosco
I bambini e gli adolescenti dovrebbero aiutare i genitori al lavoro. La maggior parte di loro non ha mai frequentato la scuola. Nelle Isole Salomone non è prevista alcuna istruzione obbligatoria. Il 30% dei bambini che abbandonano la scuola elementare non sa leggere e scrivere. Anche i ragazzi delle scuole secondarie hanno questo problema. «Le famiglie che vivono qui non possono permettersi le scuole statali per i figli. Solo cinque bambini che vivono a Ranadi vanno a scuola», ha detto don Srimal. Dall'inizio del 2019, don Bosco offre corsi di alfabetizzazione per i bambini in età per frequentare la scuola elementare. Viene anche insegnato loro a contare e a scrivere. Vi partecipano circa settanta bambini e ragazzi di età compresa tra cinque e quindici anni. Il pulmino dell'Istituto Don Bosco li va a prendere nella discarica e li riaccompagna dopo tre ore. A scuola i ragazzi e le ragazze consumano anche uno spuntino. Quasi tutti i bambini sono malnutriti e spesso presentano ferite o lesioni che richiedono cure. Un'infermiera che lavora nell'istituto li cura. Molti bambini sono mandati dai genitori in discariche contaminate alla ricerca, ad esempio, di parti metalliche che possano essere rivendute.
Vivere nella discarica determina anche conseguenze sulla salute: sono qui diffuse malattie respiratorie, patologie della pelle e dissenteria. Un altro problema è che gli abitanti di Ranadi non hanno accesso all'acqua potabile. «L'ambiente non è salubre. Non ci sono servizi igienici. Inoltre i bambini nuotano e fanno il bagno in corsi d'acqua inquinati», ha spiegato don Srimal con preoccupazione. All'inizio dell'anno in corso il centro Don Bosco ha messo a disposizione dei residenti di Ranadi due serbatoi per l'acqua.
Guardare al futuro con coraggio
«Qui la vita è molto difficile. Viviamo in un ambiente malsano», ha detto Philip Samani, di diciotto anni. Il giovane ha abbandonato la scuola dopo la quarta elementare. Non sapeva né leggere né scrivere. Da bambino ha dovuto aiutare i suoi genitori. Ogni giorno cercava nella spazzatura qualcosa di utile e lo vendeva per pochi centesimi. Cercava anche avanzi di generi alimentari, con cui erano alimentati i maiali che la famiglia teneva. «Quando i sacerdoti sono venuti nella nostra baraccopoli e ci hanno invitati a visitare il loro istituto, mi sono sentito incoraggiato. L'istruzione è molto importante! Ora posso sperare in un futuro migliore».
Anche la diciannovenne Rose Betty ha lasciato presto la scuola. Dopo che sua madre l'ha abbandonata, ha dovuto occuparsi dei suoi sei fratelli. Tutti i bambini hanno dovuto lavorare insieme per contribuire alla sopravvivenza della famiglia. La discarica era la loro seconda casa. Ogni giorno setacciavano le montagne di immondizia. «La mia speranza è poter trovare un buon lavoro grazie alla formazione presso l'Istituto tecnico Don Bosco. Così potrò provvedere meglio alla mia famiglia», ha detto Rose. La giovane taglia e cuce con entusiasmo.
Per le ragazze la situazione nelle discariche è particolarmente difficile. Si sposano presto e hanno anche figli presto. Molte hanno subito violenza sessuale.
Diventare lavoratori qualificati
Presso l'Istituto tecnico Don Bosco Henderson oltre trecento studenti frequentano i corsi di costruzione dei veicoli, tecnologia informatica, manutenzione e assemblaggio di macchine. Si tengono anche corsi di carpenteria. Inoltre, i giovani possono anche acquisire competenze riguardanti l'ambito del turismo. I corsi hanno una durata triennale e il terzo anno gli studenti sono impegnati in stage in ambienti di lavoro. Tre Figlie di Maria Ausiliatrice tengono anche corsi di cucito e di sartoria. «Quasi tutti i nostri allievi trovano un lavoro, dopo aver terminato il percorso di formazione. L'attestato rilasciato dalla nostra scuola li aiuta a inserirsi nel mondo del lavoro, perché hanno acquisito preparazione e competenze», ha detto don Srimal.
Elizabeth Wakena ha sei figli di cui prendersi cura. Solo uno di loro va a scuola. Il desiderio di Elizabeth è che ci vadano tutti. «Io non sono potuta andare a scuola e vorrei che i miei figli ne avessero l'opportunità», spiega la signora, che è anche molto impegnata nella comunità di cui fa parte. «Voglio un futuro migliore per i miei figli, lontano dalla spazzatura, e questo risultato può essere raggiunto solo con l'istruzione».

DON BOSCO NELLE ISOLE SALOMONE
Dal 2000 l'Istituto tecnico Don Bosco Henderson propone percorsi di formazione professionale ai giovani di età compresa tra diciotto e ventitré anni. Dall'inizio di quest'anno all'offerta formativa sono stati aggiunti corsi di alfabetizzazione che preparano gli allievi a frequentare regolarmente una scuola.
Le Figlie di Maria Ausiliatrice sono impegnate nelle Isole Salomone da gennaio 2007. Nel 2010 hanno aperto un pensionato per ragazze a Henderson. La struttura si trova di fronte all'Istituto tecnico Don Bosco e ospita trentasei ragazze di età compresa tra sedici e vent'anni.