I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

IL LORO RICORDO È BENEDIZIONE

FRANCESCO CEREDA

Don Luigi Bosoni

Morto a Roma il 23 giugno 2019, a 91 anni
Già consigliere generale per la Regione Italia,
Medio Oriente e Svizzera

Don Luigi nacque a Livraga in provincia di Milano e ora di Lodi il 13 marzo 1928 da una buona famiglia, da cui riceve una solida formazione umana e cristiana, insieme ad altri sei fratelli.
La famiglia ha avuto una grande importanza anche nella nascita della vocazione salesiana. Don Luigi ricordava: «Fin da ragazzo sentivo parlare di don Bosco. E poi quando si è trattato, dopo le elementari, di continuare gli studi fui iscritto alla scuola dei salesiani di Milano, senza sapere che i salesiani erano di don Bosco. Cioè mi son trovato come a casa mia. E di lì è venuto il cammino che io ho fatto. A Milano ebbi occasione di seguire monsignor Olivares e don Cimatti, salesiani oggi venerabili, e molti missionari. Vescovo di Milano era il cardinale Schuster, beato, che amava don Bosco e invitava i salesiani a studiarlo. “Per trovare un fondatore della sua statura - egli diceva - bisogna tornare a San Benedetto”. E poi vicino alla scuola a Milano c'era l'oratorio, con Attilio Giordani, anch'egli oggi venerabile».
Dopo la scuola salesiana intraprende il noviziato a Montodine, frequenta quindi la teologia a Roma alla Pontificia Università Gregoriana, dove ottiene la licenza. Viene ordinato prete il 7 dicembre 1954.
Don Luigi ha vissuto l'obbedienza come un sentirsi guidato e accompagnato. Così ancora egli ha detto nella stessa omelia del novantesimo compleanno: «Diventato salesiano, ho vissuto questa esperienza sempre sentendomi come guidato e accompagnato. E questa è l'esperienza bella della quale sento di dover dare testimonianza. Accompagnato e anche - devo dirvi questo - ho sentito come se camminassi un po' sopra ai miei meriti e alle mie possibilità. Mi sono sempre sentito impreparato al compito che mi veniva dato e mi sentivo sempre chiamato, continuamente chiamato a compiti sempre più importanti, sempre più impegnativi. E la forza di questo era la certezza che il Signore accompagna e aiuta».
Così è stata la sua vita: un susseguirsi di incarichi sempre più impegnativi. Nel 1967 gli viene chiesto di fare il maestro dei novizi a Missaglia. Inizia poi per lui un'altra esperienza forte che lo segnerà per tutta la vita; è nominato Direttore e parroco alla parrocchia di Bologna don Bosco, dal 1971 al 1978. La sua presenza e azione segneranno pure la vita della comunità parrocchiale.
Così scrive di lui l'Ispettore don Bertolli nella presentazione come parroco al cardinale Poma: «Si è sempre distinto per fedeltà alla vocazione. Raccoglie molta stima tra i confratelli giovani per le sue aperture nell'apostolato giovanile, che non mancano però di buon equilibrio. Potrà essere un buon parroco». E così fu: stimato e benvoluto da tutti. La parrocchia don Bosco è appena sorta, in un quartiere popolare e vivace che cresce insieme alla comunità salesiana. Don Luigi darà uno sviluppo intenso alla parrocchia, alla luce delle nuove prospettive apostoliche elaborate dal Concilio Vaticano II. E intanto cresceva anche l'oratorio che attirava tanti ragazzi, ragazze e giovani.
Sarà poi per due anni Ispettore dell'Ispettoria Novarese Elvetica e nel 1980 fino al 1990 sarà consigliere generale per la Regione Italia, Medio Oriente e Svizzera, prima per chiamata del Rettor Maggiore don Egidio Viganò e poi per elezione del Capitolo generale XXII. Così lo ricorda un confratello durante quel periodo: «Don Luigi fu un salesiano dal carattere mite e forte, generoso e accogliente; ebbe un cuore di pastore prudente ed efficace. Dai suoi occhi sprizzava una luce di purezza e di soavità. Era aperto al nuovo pur essendo radicato nella tradizione salesiana genuina. Uomo di governo e di dialogo, ascoltava e meditava prima di prendere le più opportune decisioni. Era un uomo di Dio per gli uomini e soprattutto per i giovani».
Terminato il suo compito come membro del Consiglio generale, si rende disponibile per andare al sud Italia; è destinato all'Ispettoria Meridionale; sarà nominato direttore e parroco a Salerno dal 1990 al 2002; è un'altra esperienza forte vicino ai giovani e alla gente. I parrochiani lo hanno sempre ricordato e hanno ricercato la sua guida spirituale e il mistero della confessione, anche venendo a incontrarlo qui a Roma. Dal 2007 infatti fino a oggi per 12 anni è stato formatore e confessore qui alla comunità di postnoviziato di Roma “San Tarcisio”, adattandosi anche alle occupazioni più semplici, come quella di portinaio.
Don Luigi è una figura bella, trasparente, gioiosa, intelligente, vicina. Chi lo ha incontrato non può dimenticarlo per la sua capacità di farti sentire importante. Nella Ispettoria noi giovani salesiani lo ritenevamo una figura significativa e un punto di riferimento. È stato pure notevole il suo contributo alla Congregazione e il suo impegno pastorale con giovani e adulti: sempre accompagnato e sempre al servizio.