I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA STORIA SCONOSCIUTA DI DON BOSCO

FRANCESCO MOTTO

Don Bosco sulle tracce di Magellano

Magellano voleva vedere il mondo con lo sguardo di Dio - ossia tutto intero in una sola volta - don Bosco “sognò” una realtà che non aveva mai conosciuto di persona. Magellano scelse Pigafetta come suo scudiero, don Bosco scelse don Fagnano come realizzatore dei suoi progetti.

Una flotta di cinque navi al comando di Ferdinando di Magellano salpò il 20 settembre 1519 da Sanlúcar de Barrameda in Spagna, dopo avere disceso il fiume Guadalquivir da Siviglia da cui era partita il 10 agosto, giorno di San Lorenzo. L'obiettivo era di arrivare alle isole delle Spezie (le Molucche) e togliere il monopolio di questo commercio ai portoghesi.
Per raggiungere la meta doveva trovare il passaggio che collegava il mar del nord con il mar del sud, ossia l'Atlantico con il Pacifico. Nessuno sapeva dove fosse il passaggio, ma doveva essere più a sud del Rio de la Plata dove era arrivato Solis nel 1513 ed era stato ucciso e mangiato dai cannibali. Come sappiamo, il viaggio si concluse il 6 settembre del 1522; delle 5 navi ne ritornò indietro solo una; dei 237 uomini partiti ricalcarono la terra di Spagna solo 18.
Le celebrazioni
Stanno per iniziare le celebrazioni del V anniversario del descubrimiento del estrecho e del primo giro intorno al mondo. Il Cile e l'Argentina, ma anche l'Uruguay, il Brasile, la Spagna, il Portogallo e l'Italia ricorderanno il celebre viaggio con il quale si chiuse davvero il medioevo e si aprì l'età moderna. Verrà anche ricordato in Oriente, nelle Filippine, nelle Molucche ed in tutti i paesi toccati dalla prua delle navi di Magellano. Particolare enfasi verrà data a Mactan dove l'esploratore fu ucciso il 26 aprile 1521. Un viaggio drammatico e straordinario quindi che, se a metà del '500 fu salutato dallo storico di Carlo V López de Gomára come la cosa più importante dopo la creazione del mondo e la nascita di Gesù, noi oggi possiamo dire che con Magellano iniziò davvero la globalizzazione, il primo germe del processo tumultuoso che sta cambiando il nostro mondo.
Lo Stretto, quindi nacque alla storia nel 1520, ma fu popolato nella seconda metà del XIX secolo, dopo un oblio di tre secoli dovuto al controllo che su di esso fecero le navi spagnole.
E i salesiani?
Nell'opera di popolamento e civilizzazione dello Stretto, i Salesiani ebbero un ruolo fondamentale dal luglio 1887: vigilia della morte di don Bosco, che nel 1875 li aveva mandati in Argentina e nel 1880 in Patagonia. Laggiù, dove li aveva visti più volte in sogno, li mandò in effetti: sacerdoti, chierici, coadiutori, Figlie di Maria Ausiliatrice, alcune minorenni.
Le comunità salesiane attraverso gli oratori, le scuole, i collegi formarono la futura classe dirigente della regione e promossero la nascita di una cultura regionale che è divenuta fattore importante dell'identità cilena ed argentina. Nella Terra del Fuoco i salesiani cominciarono a fabbricare mattoni, a lavorare il legno, a creare bande musicali, a pubblicare dizionari delle lingue indigene, a scrivere libri di storia, fare fotografie, senza dimenticare la costruzione di edifici religiosi e civili. Ma soprattutto aprirono una finestra sul mondo, e mantennero questo contatto con l'Europa, anche dopo che fu tagliato lo stretto di Panama.
Due grandi visionari
Sia il viaggio reale di Magellano sia quelli onirici di don Bosco, sono il risultato di due grandi visionari: Magellano voleva vedere il mondo con lo sguardo di Dio - ossia tutto intero in una sola volta - don Bosco “sognò” una realtà che non aveva mai conosciuto di persona. Magellano scelse Pigafetta come suo scudiero, don Bosco scelse don Fagnano come realizzatore dei suoi progetti, ambedue sia con l'azione sia con la penna fecero conoscere al mondo i sogni dei loro capitani.
Sia il santo piemontese sia l'irsuto marinaio lusitano condividevano la volontà di civilizar, di cristianizar. Ambedue avevano in comune il viaggio e la scrittura, il corpo pellegrino e le parole che camminano; ambedue avevano sognato i luoghi prima di andarci. Anzi don Bosco lo aveva già fatto una volta il giro del mondo attraverso i sogni del 1883 e del 1886. Nel 2009-2014 lo ripeté, con il suo corpo morto nell'urna dorata, un modo questo per incontrare quanti lo avevano conosciuto solo da lontano.
Ma a differenza di Magellano (e di Darwin) don Fagnano ed i Salesiani non conobbero di sfuggita lo Stretto, ma lo abitarono e lo trasformarono. I nomi di don Fagnano, don Borgatello, don De Agostini (che fece conoscere la natura antartica in Italia), don Bernabè che costruì 12 chiese e definì lo skyline della Patagonia meridionale, Torre, Salaberry, e di molti altri ancora sono incisi a chiare lettere nella memoria storica, oltre che nella geografia del celebre Stretto.

IL PRIMO SALESIANO NELLA TERRA DEL FUOCO
Nel 1875 don Bosco lo inserì nel primo drappello di missionari inviati in Argentina, come primo direttore di un collegio fuori Italia, S. Nicolás de los Arroyos e gli affidò nel 1880 la gestione della parrocchia di Carmen de Patagones, prima casa salesiana in Patagonia e ulteriore avamposto ideale verso gli Indios delle sconfinate pianure dove erano stati cacciati dalla “conquista del desierto” del general Roca. A Patagones don Fagnano dispiegò le sue doti di intraprendenza piemontese costruendo edifici di educazione e di culto e organizzando l'eterogenea comunità di indi, di neri discendenti da schiavi africani e d'immigrati europei per lo più anticlericali. Nel dicembre 1883 la Santa Sede lo nominò Prefetto apostolico, il primo della congregazione salesiana. Fu il primo salesiano ad attraversare lo stretto di Magellano ed a mettere piede nella Terra del Fuoco. Il lago scoperto nel 1892 (lungo 100 km) porta il suo nome, Fagnano, così come altri luoghi nelle isole e nella Patagonia australe. A Punta Arenas, fondò collegi, luoghi di culto, scuole e oratori per i giovani. Con l'aiuto dell'architetto salesiano don Bernabè, fu il primo a produrre mattoni con impasto di materiali locali, invenzione che contribuì a cambiare rapidamente il volto della cittadina.

UN BEL VOLUME
Non si poteva dunque dimenticare questa circostanza ed ecco il bel volume presto in stampa “Magellano e don Bosco intorno al mondo” del prof. Nicola Bottiglieri. Un libro di viaggio che si muove fra storia e letteratura come forma di conoscenza dei luoghi, delle persone e della memoria che i luoghi stessi conservano, riportandola ai lettori moderni. Come ad esempio l'azione dei pionieri salesiani di San Julian (dove Magellano incontrò i Patagones), di Rio Gallegos, Rio Grande, Ushuaia, Punta Arenas, Puerto Natales, il lago Fagnano ed altre località dove è tutt'oggi evidente l'impronta lasciata da Darwin, ma soprattutto dai salesiani di don Bosco della prima ora.