I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

IL LORO RICORDO È BENEDIZIONE

MORAND WIRTH

Traduzione di Marisa Patarino

Don Francis Desramaut

Morto a Tolone
il 1° settembre 2014, a 92 anni

Francis Alfred Henri Desramaut nacque il 17 ottobre 1922 a Tourcoing, in Francia, nel Dipartimento del Nord. Era il primo di sei figli. Due suoi fratelli, Michael e Dominic, diventarono Salesiani e sua sorella Thérèse entrò nella Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Suo padre lavorava a Lille come impiegato e sua madre era operaia tessile. Dopo aver frequentato le prime classi elementari nella scuola libera della sua parrocchia, nel 1930, quando aveva otto anni, Francis Alfred cominciò a frequentare la scuola salesiana di Melles-lez-Tournai, in Belgio, dove terminò con successo il percorso di istruzione secondaria nel 1938.
Entrò poi nel noviziato salesiano di Port-à-Binson e pronunciò i primi voti quando aveva appena diciassette anni, il 3 settembre 1939. Dal 1939 al 1944, durante la guerra, compì gli studi di filosofia e il tirocinio pratico nella Casa salesiana di Giel. Dopo gli studi di teologia, che cominciò a seguire a La Guerche nel 1944 e terminò a Lione, fu ordinato sacerdote il 1° luglio 1948 nella Casa di Coat-an-Doch, in Bretagna, dove nell'anno scolastico 1948-1949 rimase per adempiere l'incarico di assistente e di docente per gli allievi di terza media.
La sua carriera di professore di teologia iniziò nel 1949 nello Studentato Salesiano di Lione-Fontanières. Fu docente di apologetica, poi di ecclesiologia e cristologia. A partire dal 1950 si specializzò nell'insegnamento della storia della Chiesa, non solo presso lo Studentato salesiano, ma anche nell'Istituto Pastorale per l'insegnamento della religione della Diocesi e nelle Facoltà cattoliche di Lione. Promosse la Facoltà di Teologia di Lione e nel 1962 pubblicò la sua tesi di dottorato dal titolo Le memorie di Giovanni Battista Lemoyne. Studio di un'opera fondamentale sugli anni giovanili di San Giovanni Bosco, che è stata considerata il primo studio scientifico sulle fonti della storia di don Bosco. In questo periodo fu incaricato di tenere il corso di storia della Chiesa moderna e contemporanea. Nel 1969 divenne anche direttore della biblioteca universitaria delle Facoltà cattoliche di Lione.
Il centro della vita di Padre Desramaut è però sicuramente stato lo studio di don Bosco e della storia salesiana. Lo testimonia una serie impressionante di studi, pubblicazioni e iniziative. Questa passione intellettuale ed emotiva era certamente nata in lui fin da quando era giovane. Aveva conosciuto e letto le opere di don Augustin Auffray, che considerò certamente più un giornalista e un divulgatore di talento che uno storico critico. Per preparare la sua tesi si recò più volte a Torino, dove incontrò don Eugenio Ceria, di cui ammirava la cultura umanistica, la conoscenza di don Bosco e la semplicità salesiana...
Il suo spirito d'iniziativa e le sue qualità organizzative si manifestarono anche nella sua iniziativa dei “Convegni sulla vita salesiana”, ai quali riuscì a interessare un buon numero di membri della famiglia salesiana a livello internazionale. Il primo di questi Convegni fu tenuto a Lione nel settembre 1968, gli altri in diverse città o località europee.
È autore di numerose grandi opere. Il suo lavoro più importante è certamente il grande volume di 1450 pagine dedicato a don Bosco nel suo tempo, pubblicato dalla Società Editrice Internazionale di Torino nel 1996. Grazie alle sue ampie conoscenze e al suo lavoro critico sulle fonti, possiamo conoscere meglio la personalità e la storia del grande apostolo dei giovani.
Don Aldo Giraudo ha messo in luce lo stile dell'opera compiuta da don Desramaut avvicinandosi alla figura di don Bosco, riassunto nelle sue parole: «Dobbiamo ritrovare l'uomo don Bosco. L'impresa è meno semplice di quanto possa sembrare. Un secolo di letteratura per lo più agiografica ha avvolto la sua immagine in una nebbia devozionista che l'ha in qualche misura deformata... È necessario risalire ai propositi, ai comportamenti, ai sentimenti e alle idee di cui don Bosco era portatore».
Don Wim Collin ha scritto che don Desramaut è stato una tra le persone che nella Congregazione Salesiana hanno intuito meglio le intenzioni di don Bosco in merito alla Famiglia Salesiana, con particolare attenzione ai “Salesiani esterni”, i Cooperatori, uomini e donne. Riteneva che la fondazione della Famiglia Salesiana fosse anteriore a quella della Pia Società, dal momento che fin dal 1841 si era costituito un gruppo di sacerdoti, impegnati nell'apostolato giovanile, che lo riconoscevano come proprio superiore.
Don Desramaut nel 1997 si trasferì a Tolone in una residenza per confratelli anziani, ma continuò a lavorare e a pubblicare varie opere. Nel 2000 uscì il suo grande volume Le cento parole chiave della spiritualità salesiana, una sintesi molto utile per chi voglia conoscere temi di spiritualità salesiana e per i predicatori. Nel 2003-2004 pubblicò una biografia di Francisque Dupont, missionario salesiano.
Nel 2009 è stato pubblicato il suo ultimo libro dedicato alla Vita di don Michele Rua in occasione del centenario della morte del primo successore di don Bosco, che è stato subito tradotto in varie lingue. Secondo l'espressione usata da lui stesso, è stato il suo canto del cigno, prima della patologia che gli avrebbe impedito di continuare a lavorare.