I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

INDIA

Un secolo di miracoli

Cominciarono in sei. Oggi, nel subcontinente indiano, i Salesiani sono un vero miracolo di intelligenza, fede e grande capacità imprenditoriale a servizio dell'educazione e della carità.

Qualche mese fa, su un popolare canale della televisione indiana, un giovane compositore e regista musicista veniva premiato per il suo centesimo film in lavorazione. Al termine del suo discorso ringraziò la scuola dove aveva iniziato a coltivare la sua passione per la musica: «Grazie all'incoraggiamento ricevuto alla Don Bosco, sono diventato quello che sono oggi!».
Oggi, il nome di don Bosco è conosciuto, e soprattutto stimato, nell'immensa India, grazie al fantastico lavoro che stanno compiendo i Salesiani, che sono gli eredi del primo gruppo di missionari che giunse a Thanjavur, in India nel febbraio del 1906 ed era composto da tre preti, un tirocinante, un coadiutore e un aspirante. I sei salesiani di don Bosco iniziarono il loro lavoro con una scuola professionale e un ostello per bambini poveri a Thanjavoor, Tamil Nadu, nel 1906.
La Congregazione di don Bosco conta oggi più di 2500 membri. I suoi servizi sono offerti attraverso l'Università Don Bosco, 28 collegi, tra cui 2 scuole di ingegneria, oltre 100 scuole tecniche, una vasta rete di scuole superiori e decine di centri tecnici e agricoli non formali, distribuiti su tutto il territorio nazionale, che coprono l'intero spettro dello sviluppo sociale. La società è inoltre impegnata in centri di alfabetizzazione, ricoveri per bambini di strada e in interventi di riabilitazione e soccorso. Il governo indiano ha riconosciuto i salesiani di don Bosco come il più grande fornitore non governativo di educazione tecnica del paese. Don Bosco non è solo un gruppo di prestigiose istituzioni educative perché questa è solo la punta di un iceberg. Don Bosco è vivo oggi, in più di 2500 salesiani in India, che si sono splendidamente organizzati in 11 province.
Ci sono scuole in mezzo alle baraccopoli e scuole dei villaggi che si rivolgono alle fasce meno fortunate della società globalizzata di oggi - infatti queste scuole sono quasi 10-15 volte di più di quelle prestigiose e conosciute!
Ci sono opere realizzate appositamente per i ragazzi e le ragazze delle strade: centri chiamati Don Bosco Anbu Illam (casa dell'amore) nel Tamilnadu, Bosco Mane (Casa) nel Kerala, Yuvodhaya (l'Ascesa dei giovani) nel Karnataka, Navjeevan (New Life) in Andhra e Telangana, Ashalaya (Haven of Hope) nel Bengala Occidentale, Shelter in Maharashtra e numerosissimi altri.
Questi centri si sono raggruppati sotto la bandiera DBYaR - Don Bosco Youth at Risk, andando alla ricerca di queste vite a rischio e infiammandole con quell'Amore che l'Onnipotente ha per loro.
DB Tech India, è un'altra iniziativa per raggiungere i giovani che si scoraggiano, coloro che provano avversione allo studio, coloro che non possono permettersi di studiare e coloro che non hanno la possibilità di studiare ulteriormente, preparandoli alla vita, offrendo loro una formazione professionale.

Le missioni in Assam
Dopo essere giunti nel 1906 a Thanjavur, nel Tamil Nadu, Sud-Est del Paese, i Figli spirituali di don Bosco iniziarono una seconda fase di diffusione in India nelle regioni del Nord-Est, a partire dal 1922. In quell'anno, infatti, un gruppo pionieristico di salesiani raggiunse lo Stato di Assam, giungendo infine a Shillong. A guidarli c'era monsignor Louis Mathias. Nella solenne cerimonia della Spedizione Missionaria, monsignor Mathias parlò delle Missioni dell'Assam usando espressioni come “la nostra terra promessa”, “terra che non ha uguali”, la “nuova Patagonia”. Riferendosi alle numerose lingue dell'India, specialmente nell'Assam, monsignor Mathias diceva: “Noi salesiani parleremo la lingua del Signore e ripeteremo i prodigi della prima Pentecoste”.
Il 24 Maggio 1922 al termine della prima Processione Mariana, i pochi salesiani dell'Assam si inginocchiarono davanti alla statua di Maria Ausiliatrice e consacrarono le missioni dell'Assam con una fervente preghiera: “Noi consacriamo a te questa terra, le sue montagne, i suoi fiumi, la sua gente e tutti gli abitanti”. Pochi anni più tardi i salesiani e altri osservatori descrissero le missioni dell'Assam come “il miracolo della Madonna”.
E in effetti certi numeri lasciano davvero pensare ad un “miracolo”. All'arrivo dei Figli spirituali di don Bosco in Assam, l'intero Nord-Est dell'India era una Prefettura Apostolica con un piccolo numero di 5000 cattolici. Oggi quella regione conta 15 diocesi, con una popolazione cattolica di 1.200.000 fedeli.
Gran parte dei missionari ha affrontato eroicamente le ristrettezze; alcuni di loro hanno offerto la loro vita.
La santità che hanno vissuto ha dato i suoi frutti. Tra queste figure alcuni sono sulla via del riconoscimento della santità: il venerabile Stefano Ferrando, vescovo e fondatore delle Suore Missionarie di Maria Ausiliatrice (MSMHC) il servo di Dio Costantino Vendrame, grande apostolo del Vangelo; il servo di Dio Oreste Marengo, vescovo e fondatore di tre diocesi; e il venerabile Francesco Convertini, che fece la sua formazione nel Nord Est indiano e poi venne inviato nello Stato del Bengala.