I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FMA

EMILIA DI MASSIMO

Vado io!

Il numero di giovani che scelgono la spiritualità salesiana come stile di vita sta aumentando e questo consente al carisma di diffondersi oltre i nostri ambienti, di raggiungere chi non ha mai sentito parlare dell'“amico dei giovani”. Anche grazie al Vides.

Giubileo d'argento
Il buffet dei dolci crea un'atmosfera di magia favorendo l'incontro con tanti amici, così come la possibilità che ogni ospite ha di poter abbellire una borsetta gialla di stoffa o di lasciare su di una tela, come ricordo, un'impronta colorata del suo pollice. C'è per tutti l'opportunità di acquistare i lavori fatti a mano dagli amici del Congo e del Brasile, di ammirare le foto di persone che, in 25 anni, hanno vissuto esperienze in grado di cambiare una vita.
Il clima di famiglia è la cornice che a settembre ha fatto ritrovare a Monaco circa ottanta appartenenti alle due associazioni Vides fondate nel 1993 rispettivamente in Germania da suor Monika Rother, e in Austria da suor Friederike Schachenhofer, per festeggiare il giubileo d'argento del volontariato. «Da noi tutto è molto personale», racconta Katharina Gregull, che da un anno e mezzo è la responsabile del Vides, insieme con le sue direttrici, suor Petra Egeling e suor Renate Schobesberger. «Dalla fondazione del VIDES ad oggi la realtà è cambiata, le richieste indicano un diverso impegno di volontariato, come scrivere un Blog. Il numero di giovani che scelgono la spiritualità salesiana come stile di vita sta aumentando e questo consente al carisma di diffondersi oltre i nostri ambienti, di raggiungere chi non ha mai sentito parlare dell'“amico dei giovani”».
Già da dieci anni suor Petra Egeling sta accompagnando le volontarie tedesche con tanto slancio, e da quindici anni suor Renate Schobesberger svolge la stessa missione per le volontarie austriache. Ambedue le suore vogliono incoraggiare le giovani ad assumere la propria vita come un dono e la responsabilità di essere una missione per gli altri, come ricorda papa Francesco.
L'Ispettrice suor Maria Maul, nel suo discorso di ringraziamento, sostiene che “Vado io” è un'affermazione cardine per le suore di don Bosco. «Io vado dove gli altri non vanno; faccio ciò che gli altri non fanno. Se i giovani hanno imparato ad andare, lo devono molto alla testimonianza delle Figlie di Maria Ausiliatrice, all'amore con il quale li accompagnano da sempre nel loro cammino». Suor Maria è convinta che il coraggio dei volontari sia comparabile a quello dei missionari, i quali incominciarono il loro viaggio con una fede profonda e una grande fiducia in Dio.

Non solo inviare i giovani...
In rappresentanza dei Salesiani, l'Ispettore don Reinhard Gesing ha ringraziato per l'ottima collaborazione tra le suore e i “don Bosco Volunteers”, come si chiama il servizio volontario dei Salesiani, e ha ricordato come egli interpreta la sigla Vides: “V” significa “Vision”: visione di poter inviare i giovani in paesi lontani; “I” sta per “Identità”: essa si sta intensificando attraverso le esperienze; “D” vuol indicare don Bosco e Maria Mazzarello; “E” significa “Evangelium”: il Vangelo che i volontari condividono con la gente per incontrare insieme Gesù la “S” sta per “Schwestern”: le suore che si impegnano a preparare i giovani, ad accompagnarli e ad accoglierli quando giungono nei paesi dove svolgeranno il loro volontariato.
Don Gesing motiva la sua spiegazione della sigla Vides esplicitando che: «Non s'inviano semplicemente i giovani: essi devono essere anche ben accolti. Questo è il fondamento perché il servizio del volontario sia formativo».

"Ciò che abbiamo fatto solo per noi stessi muore con noi. Ciò che abbiamo fatto per gli altri e per il mondo resta ed è immortale".

La celebrazione del giubileo ha permesso ad alcune ex-volontarie di raccontare la propria esperienza. Singolare la testimonianza di Angela Flexeder, di suor Bernadeth Geiger e di Anna Enders, in quanto appartenenti a tre generazioni. Angela Flexeder partì 25 anni fa per il Brasile e diventò così una delle prime volontarie della Germania; suor Bernadeth Geiger incominciò il suo servizio 12 anni fa in Cambogia; Anna Enders, 6 anni fa, si recò nella Repubblica del Congo.
Suor Bernadeth, mediante l'esperienza del volontariato, ha compreso la sua vocazione di Figlia di Maria Ausiliatrice; Anna Enders è tornata ben tre volte nel paese dove ha svolto il suo servizio ed ha ospitato a casa sua una suora del Congo.
Tutte e tre hanno dichiarato che il volontariato è un'esigenza che coinvolge una vita intera, proprio come scrive l'uomo di affari Harvey Mackay: «Ciò che abbiamo fatto solo per noi stessi muore con noi. Ciò che abbiamo fatto per gli altri e per il mondo resta ed è immortale».
Durante la celebrazione eucaristica altre volontarie hanno raccontato la loro esperienza e altri giovani che hanno scelto di partire sono stati accolti ufficialmente. Il buffet mondiale, per iniziare a familiarizzare con il gusto dei paesi nei quali i volontari presteranno il loro servizio, ha fatto sentire di essere cittadini del mondo, così come il concerto eseguito da Martin Schlögel, volontario in Bolivia e fondatore del progetto “Xumbalu” (suono di musica).
Un giubileo d'argento celebrato senza alcun dubbio all'insegna dell'internazionalità e... semplicemente Vides!