I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

CHE COSA PENSANO I GIOVANI

CLAUDIA GUALTIERI

Con affetto, i giovani di oggi

A volte, una semplice lettera basta a trasformare i pensieri in parole. A volte, leggendola, si può sentir parlare chi l'ha scritta.

Per te che stai leggendo,
non sappiamo bene a chi raccontare, forse perché non riusciamo a capire che cosa sentiamo dentro.
Ci mancano le parole per descrivere questi sentimenti ma abbiamo ascoltato una canzone, “E scopro cos'è la felicità” di Elisa, che ci aiuta a dare un nome a tutto ciò e che accresce in noi il desiderio di aprire il nostro cuore. Sentiamo un po' di paura: tante esperienze, tanto rumore, il tempo che corre veloce e così viviamo in superficie bombardati da ciò che ci circonda. Ma non riusciamo a stare al passo e sentiamo il bisogno di rallentare per scoprire i desideri che possono muovere la nostra vita. Vogliamo scoprire a che cosa ci chiama la vita, non da soli, ma con gli altri. Sentiamo che la via giusta è quella di perseverare nella strada dei sogni grandi; per questo, passo dopo passo, speriamo di trovare quello che ci renderà davvero felici. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti a capire qual è il sogno più grande che ci chiede di essere realizzato facendo scelte concrete, maturate e riflettute. I sogni possono diventare quella benzina che ci tiene in moto e non ci fa fermare davanti alle paure; diventano ciò che ci spinge ad affrontare i timori e a prendere in mano la nostra vita. Allora a te, che stai leggendo, chi sei? Qualcuno che ha bisogno di rallentare, che mi affianca nel cammino, che mi aiuta a scoprire i colori della vita e che correrà assieme a me per viverla pienamente?
Grazie per aver letto; che questi passi incerti e pieni di desiderio ci aiutino a conoscere i nostri volti.
Lucia 26 anni, Drita 35 anni,
e Pasqua 29 anni

Caro amico,
poco tempo fa sono stata a Grumento, un paese in Basilicata, per fare gli esercizi spirituali in vista della Pasqua. Lì, ho capito che l'impossibile non esiste: tutto è possibile se si vuole. Un giorno, mentre stavamo parlando delle nostre paure, una mia amica disse che ha paura di essere giudicata dagli altri. Allora io risposi che le persone sono sempre pronte a giudicare ciò che facciamo, anche se lo facciamo al meglio troverebbero qualcosa di sbagliato, quindi se si pensasse sempre al parere degli altri non potremmo vivere. Ed è vero. Dovremmo tutti avere più autostima in noi stessi. Non dovremmo preoccuparci delle altre persone, perché molte volte lo fanno per gelosia. Noi dobbiamo essere perfetti nelle nostre imperfezioni, sicuri di quello che facciamo e dovremmo pensare di meno alle conseguenze, dovremmo seguire un po' di più il nostro cuore, perché solo lui sa che cosa davvero sia giusto o sbagliato. Dovremmo metterci di più la faccia quando facciamo qualcosa, dovremmo prenderci le nostre responsabilità, anche se è difficile o anche se fa male. Secondo me queste sono le cose che davvero contano.
Un abbraccio,
Nicol, 15 anni

Gentile Mimmo Lucano*,
ho sentito parlare di Lei per la prima volta nell'Ottobre 2018, quando su tutti i giornali è apparsa la notizia del Suo arresto per l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e affidamento illecito del servizio di raccolta dei rifiuti. Prima di allora, conoscevo Riace solo per i famosissimi Bronzi lì rinvenuti. Il clamoroso caso, che ha avuto Lei come protagonista, ha portato alla ribalta questo piccolo paesino delle amare terre calabresi. Sì, perché, al di là dei suoi fruttuosi fondali marini, Riace e i grandiosi progetti da Lei intrapresi, che non riguardano certo soltanto i migranti, erano assolutamente sconosciuti ai più. Lei, terzo migliore sindaco nel mondo, che ha ricevuto svariati premi, tra cui il premio per la Pace e i Diritti Umani, è stato pressoché ignorato finché del fango è stato gettato sulla Sua persona e le Sue opere. Ennesima dimostrazione di come i nostri servizi di comunicazione preferiscano alimentare la fame del pubblico per scandali e sventure, invece che la sete di bellezza nel mondo. Ma questo è un discorso a parte. Devo essere sincera, la prima volta che ho sentito parlare della Sua storia e delle accuse rivolte nei Suoi confronti, senza conoscere a fondo la situazione, ho passivamente fatto affidamento all'intoccabile voce della legge. Sono sempre stata convinta d'altronde che “la Legge è Legge”, e per questo, anche se ingiusta, da rispettare. Ne ero convinta, sì. E dico “ero”, perché grazie a Lei ho scoperto l'importanza della disobbedienza civile. Non è una legge giusta, infatti, se impone barriere al valore di umanità. Ovviamente conoscevo già questo concetto; il passato ha già conosciuto illustri personaggi che l'hanno messo in pratica. Ma la storia, per quanto insegni, se vissuta in diretta, arriva inevitabilmente in maniera più incisiva. Ho capito così l'ingiustizia che alcune leggi possono nascondere, ho conosciuto la forza d'animo che serve per combatterla, e ho apprezzato quella bellezza che, anche se silenziosa, esiste e mi circonda. Non so che cosa la legge deciderà sulla Sua colpevolezza. Confido comunque nella Giustizia, stavolta in quella vera.
Cordiali saluti,
Claudia, 21 anni

*Conosciuto in tutto il mondo per il modello di accoglienza dei richiedenti asilo realizzato a Riace, il piccolo paese della Calabria di cui era sindaco.