I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FMA

EMILIA DI MASSIMO

Il cielo è azzurro su Pionersk

Vivere qui significa avere il coraggio di affrontare le sfide di ogni giorno al ritmo di bombardamenti distanti solo cinque chilometri dal cortile dove si gioca con i bimbi, dove il cielo azzurrissimo si rispecchia nei loro occhi.

La zona grigia
Viene definita zona grigia, è un territorio distante un paio di chilometri dalla prima linea di azione militare in Ucraina est, eppure ci sono tre Figlie di Maria Ausiliatrice: suor Margerita Pietruszczak, suor Natalia Vakulishyna, suor Khrystyna Karol, provenienti da Odessa, Leopoli e Tbilisi. La differenza geografica non è un ostacolo per farsi prossimo vivendo la fraternità e con la gente, dipende dall'Ideale che si condivide e che si cerca di vivere, proprio come testimoniano gli appartenenti del “Servizio Cristiano di Soccorso”, un movimento ecumenico di volontariato, fondato nel 2015 da laici e Cappellani militari della Chiesa cattolica ucraina.
Al centro del servizio c'è la Parola di Dio condivisa al mattino, la testimonianza di una fede viva e operante vissuta mediante il volontariato che lascia le porte aperte in un territorio di guerra: le famiglie, i ragazzi del villaggio, i militari che sono in prima linea, i volontari che vengono da lontano per porsi al servizio degli altri, incondizionatamente e scegliendo di non fare le vacanze. Ciascuno si sente a suo agio, accolto, ascoltato, rigenerato dalla stessa terra bruciata dalla guerra, da quanto è superficialità e dalle preoccupazioni che perdono il loro valore in confronto ad una realtà dove ogni giorno la vita viene messa in gioco.
Suor Natalia ci racconta che un anno fa suor Anna Zainchkovska e suor Maria Rehakova, sono state a Pionersk per un breve periodo, hanno raccontato la loro esperienza ed hanno invitato a partecipare ad un campo estivo, ed aggiunge: «Ho sentito la chiamata di venire nella zona grigia per essere un segno profetico per la mia comunità di Lviv e per il mio Paese, l'Ucraina. Qui ho ritrovato l'amore forte per Gesù come nei primi anni della mia conversione al cristianesimo, quando avevo 18 anni! Durante il campo estivo ho vissuto giorni nei quali, con gli altri partecipanti, ho visto i molteplici miracoli di Dio, abbiamo toccato la Parola viva che ci trasformava e ci donava la forza per vivere la fraternità. Inoltre il contatto profondo con la gente che si instaurava immediatamente, anche se non ci si conosceva; il cibo che si portava era un ponte che consentiva di vivere l'esperienza di essere uno strumento che, anche se fragile, Qualcuno sceglie perché i cuori, bruciati più dalla violenza che dalla guerra stessa, guariscano ed incontrino chi sia in grado di intercettare il loro silenzioso grido di aiuto».
Suor Margerita completa la testimonianza di suor Natalia: «Ho vissuto per un breve periodo nella zona grigia. Stavo vicino alla gente che ha fatto esperienza della tragicità della guerra, eppure guardano al presente e desiderano dipingerlo di gioia, di speranza, di sorriso, sia per le loro famiglie sia per il Paese, ma chi porta i colori? Ho conosciuto persone che hanno risposto all'interrogativo svolgendolo con passione, senza farsi alcuna pubblicità hanno lasciato il proprio mondo e hanno deciso di donare amore mediante la realtà fatta di piccole cose, con concreti gesti di solidarietà, consapevoli che nessuno può vivere senza amore, l'unico colore che racchiude tutti gli altri».

Il libro più bello
La preghiera è il nutrimento di tutta la giornata per chi si pone a servizio del prossimo, come l'impegno personale di vivere l'unità e la capacità di amare che si fa attenzione, delicatezza e tenerezza verso gli altri; prendersi cura del prossimo significa per i volontari reciproca premura, porre gesti di bontà e di benevolenza, avere il coraggio di affrontare le sfide di ogni giorno a Pionersk dove il giorno trascorre al ritmo di bombardamenti distanti solo cinque chilometri dal cortile dove si gioca con i bimbi, dove il cielo azzurrissimo si rispecchia nei loro occhi. Sono gli occhi di chi trascorrerà metà della propria vita in una zona di guerra ma non chiude il proprio cuore e cerca di consentire alla vita di essere più forte della morte che quotidianamente si rende presente sotto molteplici vesti. I ragazzi sanno aprirsi agli orizzonti della speranza e regalare ai volontari ciò che ha un valore inestimabile: l'umanità, infinitamente più grande di quanto si crede di donare loro.
Ci sembra simbolico il nome del Centro estivo, uno spazio abbandonato dove si svolgono le attività per i bambini dei villaggi; si chiama “La speranza”. In esso la speranza si trova effettivamente, ci si accorge che Qualcuno la riversa nel cuore e dona ragioni di speranza per il futuro dei bambini, per il Paese.
Il nostro cammino prosegue con piccoli passi che lasciano però orme evidenti sul terreno della zona grigia; ci accorgiamo che su di essa gradatamente fioriscono umili germogli: sono i sogni dei piccoli e dei grandi e sono colorati dal desiderio di pace, di solidarietà e di gioia, fondamenta per la costruzione di un futuro di vita e di pace, di giustizia e di libertà, a tal punto da far scomparire ogni grigiore e leggerlo negli occhi dei bambini, come se fossero il libro più bello che sia stato scritto.