I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE CASE DI DON BOSCO

MATTEO LEONARDI

A Borgomanero si educa al futuro

L'opera salesiana, a Borgomanero, ha varcato la fatidica soglia dei cento anni di vita. Ma non smette di essere “giovane con i giovani”, per adattarsi alle mutevoli situazioni e inventarsi profili professionali nuovi e vincenti.

108 anni di storia
Sono passati più di cento anni da quando, all'inizio del Novecento, nasceva a Borgomanero il collegio “Don Bosco”, per offrire assistenza e ospitalità agli studenti provenienti dai paesi vicini. Con la stima della cittadinanza furono avviate una serie di classi elementari, medie e tecniche. Nel 1927 l'istituto si trasferì nell'edifico che lo ospita ancora oggi, sulle rive del torrente Agogna. Qui, nel 1945, fu avviata l'attività del liceo Classico, inizialmente maschile, che dagli anni Ottanta si aprì anche alle ragazze. Nel 1997 venne aperto il Liceo Linguistico Europeo, a fianco del Classico e delle Medie.
Sono moltissimi gli uomini e le donne, provenienti da tutto il medio novarese, che hanno frequentato nei decenni il “Don Bosco” di Borgomanero e che oggi, magari, tornano come genitori per portare i loro figli nell'istituto salesiano. Il legame dell'istituto con il territorio è forte e radicato, come testimonia l'affetto degli ex allievi, che partecipano sempre numerosissimi alle iniziative della scuola, e il sostegno che non fanno mai mancare alle varie iniziative. Il successo di oggi, che vede quasi cinquecento studenti frequentare ogni giorno l'Istituto, è anche il raccolto di quanto seminato in tanti anni di buon lavoro. Le sezioni delle scuole Medie sono salite, da un paio d'anni, al numero di quattro, e allo storico liceo Classico si affianca oggi un Liceo Economico Sociale (con gli indirizzi di Gusto e Innovazione), nato dalla trasformazione del Liceo Linguistico.
Una tradizione che genera futuro
Ma l'istituto di Borgomanero non ha scelto la via facile di sedersi sugli allori del suo glorioso passato. Il direttore don Giuliano Palizzi, il coordinatore didattico Giovanni Campagnoli e l'intera comunità educativo-pastorale dei salesiani e dei docenti laici hanno compreso che solo restando al passo con i tempi e proiettandosi in avanti si sarebbe garantito alla scuola un futuro in cui continuare a educare e istruire i giovani alla luce del Vangelo. Negli ultimi anni sia gli ambienti fisici sia le metodologie didattiche sono stati profondamente rivoluzionati, allo scopo di aggiornare i percorsi formativi in ragione delle esigenze e delle prospettive del mondo contemporaneo. Un mondo liquido e complesso, dove diventa sempre più importante possedere “competenze” elastiche, che rendano in grado di adattarsi alle mutevoli situazioni e inventarsi profili professionali nuovi e vincenti.

Scuola che avvia alla vita: le innovazioni didattiche
Le vecchie aule scolastiche predisposte per l'insegnamento frontale, adatte alla trasmissione delle conoscenze, sono state sostituite da ambienti di apprendimento cooperativo. I banchi sono mobili e si possono strutturare “a isole”, dove proporre agli studenti una forma di apprendimento fondata sulla scoperta attiva, attraverso esperienze concrete e condivise in gruppo, mediate cioè dal dialogo e dal confronto. A volte si ricorre anche alla didattica “rovesciata”: si forniscono cioè agli studenti materiali che essi elaborano individualmente, discutendo poi gli spunti raccolti in classe, attraverso il confronto tra compagni e sotto la direzione dell'insegnante. In questo modo si ottiene un duplice risultato: non soltanto si facilita l'assimilazione dei contenuti, rendendoli interessanti in quanto sono una conquista attiva da parte degli studenti, ma si educa anche alle competenze fondamentali di cittadinanza, gestione delle proprie emozioni, capacità di lavorare in regime di cooperazione, progettazione condivisa.
Per rendere possibile una didattica innovativa di questa natura è stato necessario ripensare anche gli spazi e le attrezzature: tutte le aule sono state digitalizzate, con lavagne multimediali, proiettori e connessione in banda larga. Nelle scuole Medie è stata avviata dal 2017 anche la nuova sezione “Digitale-Sperimentale” di fianco alla sezione “Potenziata-Tradizionale”.
Alle vecchie aule, dove ogni classe trascorreva la mattinata, sono state sostituite le aule per materia, corredate dei testi e degli strumenti necessari a renderle dei veri e propri “ambienti di apprendimento”. Come in ambito universitario, sono dunque gli studenti a spostarsi, al termine di ogni blocco orario, dall'aula precedente verso l'aula della disciplina successiva. Sono stati recentemente realizzati anche un bar didattico e un FabLab, con stampanti 3D e fotoincisori.
Si sta sviluppando la didattica interdisciplinare, incentrata su progetti che prevedono il coinvolgimento di più discipline e che hanno come obiettivo finale quello di maturare competenze trasversali, particolarmente utili per il pieno inserimento nella società contemporanea e nel mondo lavorativo. Per preparare al meglio alle sfide del futuro, si è potenziata la formazione in lingua straniera e le relative certificazioni linguistiche, come gli scambi internazionali con scuole finlandesi, tedesche e spagnole. Uno spazio particolare viene poi riservato all'educazione alla “contemporaneità”, con ore specifiche dedicate a discutere di temi del mondo d'oggi.
La fondazione Agnelli ha recentemente certificato che il liceo Classico “Don Bosco” coniuga livelli alti di preparazione in uscita (testimoniati dai voti del primo anno di università) con uno degli indici più bassi di dispersione scolastica del Piemonte. Il che significa che si punta all'eccellenza senza sacrificare, in nome di questo, l'inclusione di chi è più in difficoltà, piuttosto cercando di integrare tutti. È di grande aiuto in questo senso la “formula campus” per i Licei, con spazi attrezzati per lo studio individuale, cooperativo o guidato, tutti i giorni, e sportelli pomeridiani per le diverse discipline.

Ma soprattutto: educare buoni cittadini e buoni cristiani
Ma ciò che più di tutto continua a contraddistinguere lo spirito del “Don Bosco” di Borgomanero è l'impronta salesiana: la comunità educativo-pastorale non dimentica che il fine ultimo dei suoi sforzi è realizzare l'auspicio del fondatore, vedere i giovani «felici nel tempo e nell'eternità». Per questo si continuano a curare l'ospitalità dell'ambiente, affinché resti una «casa che accoglie», e i momenti di “cortile” e di incontro, dove in mezzo ai ragazzi non mancano mai i salesiani e i docenti laici.
I ragazzi delle Medie sono coinvolti in numerose attività extracurricolari, come le Compagnie, e non mancano i ritiri spirituali, le esperienze estive in Val d'Aosta e a Lourdes, le attività delle Commissioni ai Licei, dal Volontariato allo Sport, dal Coro al Giornalino. Le idee non mancano, né la voglia di buttarsi in nuovi progetti. Il motto è sempre quello di don Bosco: «Nelle cose che tornano a vantaggio della gioventù... io corro avanti fino alla temerità!».